{"id":23507,"date":"2016-09-02T07:40:56","date_gmt":"2016-09-02T05:40:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvisopubblico.it\/osservatorio\/?page_id=5468"},"modified":"2016-09-02T07:40:56","modified_gmt":"2016-09-02T05:40:56","slug":"commissione-rifiuti-audizioni-sulla-situazione-nella-regione-veneto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/osservatorio-parlamentare\/attivita-dinchiesta\/attivita-dinchiesta-xvii\/commissione-bicamerale-sul-ciclo-dei-rifiuti\/commissione-rifiuti-audizioni-sulla-situazione-nella-regione-veneto\/","title":{"rendered":"Commissione rifiuti: audizioni sulla situazione nella regione Veneto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa<\/strong>.\u00a0 La Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti, nell\u2019ambito degli approfondimenti sulla regione Veneto, con particolare riferimento all&#8217;inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), ha svolto una serie di audizioni: il\u00a0<a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/leg17\/resoconti\/commissioni\/stenografici\/html\/39\/audiz2\/audizione\/2016\/05\/10\/indice_stenografico.0098.html\">10 maggio 2016<\/a>\u00a0la Commissione ha ascoltato l&#8217;assessore all&#8217;ambiente e protezione civile della regione Veneto, Gianpaolo Bottacin, il\u00a0<a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/leg17\/resoconti\/commissioni\/stenografici\/html\/39\/audiz2\/audizione\/2016\/05\/12\/indice_stenografico.0099.html\">12 maggio 2016<\/a>\u00a0il Procuratore<strong>\u00a0<\/strong>della Repubblica presso il tribunale di Vicenza, Antonino Cappelleri., il\u00a0<a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/leg17\/resoconti\/commissioni\/stenografici\/html\/39\/audiz2\/audizione\/2016\/05\/16\/indice_stenografico.0100.html\">16 maggio 2016<\/a> i sindaci dei Comuni di Brendola, Sovizzo, Lonigo, Sarego, Trissino, <strong>i direttori generali delle aziende Acque del Chiampo, Centro Veneto Servizi, Acque Vicentine e Acque Veronesi; i<\/strong>l <a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/leg17\/resoconti\/commissioni\/stenografici\/html\/39\/audiz2\/audizione\/2016\/05\/18\/indice_stenografico.0101.html\">18 maggio 2016<\/a> \u00e8 stata la volta della <strong>direttrice del dipartimento ambiente e prevenzione primaria dell&#8217;Istituto superiore di sanit\u00e0, Loredana Musmeci; i<\/strong>nfine il\u00a0<a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/leg17\/resoconti\/commissioni\/stenografici\/html\/39\/audiz2\/audizione\/2016\/05\/26\/indice_stenografico.0103.html\">26 maggio 2016<\/a>\u00a0la Commissiione ha concluso il ciclo delle audizioni ascoltando la direttrice generale per la salvaguardia del territorio e delle acque del Ministero dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gaia Checcucci. Qui di seguito sono sintetizzati i contenuti pi\u00f9 rilevanti di queste audizioni (per la relazione finale, approvata il 23 giugno 2016, leggi questa <a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/osservatorio-parlamentare\/attivita-dinchiesta\/attivita-dinchiesta-xvii\/commissione-bicamerale-sul-ciclo-dei-rifiuti\/commissione-rifiuti-relazione-finale-sulla-situazione-nella-regione-veneto\/\"><strong>scheda<\/strong><\/a>), nonch\u00e9 dell\u2019audizione del <strong><a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/leg17\/resoconti\/commissioni\/stenografici\/html\/39\/audiz2\/audizione\/2016\/07\/06\/indice_stenografico.0108.html\">6 luglio 2016<\/a><\/strong>\u00a0del direttore generale della direzione prevenzione sanitaria presso il Ministero della salute, Raniero Guerra e della rappresentante di ENEA, Marina Mastrantonio..<\/p>\n<p><strong>La presenza di PFAS nei Comuni interessati<\/strong><strong>. <\/strong>Per PFAS si intende un gruppo di composti prodotti per alcuni decenni da fabbriche chimiche, usati in genere per l\u2019impermeabilizzazione di\u00a0pentole\u00a0e\u00a0tessuti<strong>. <\/strong>Una vicenda che, non ufficialmente, si trascina dalla fine degli anni Settanta e che ha visto la contaminazione delle falde acquifere di numerosi comuni delle province di Vicenza, Padova e Verona.<\/p>\n<p><strong>La scoperta \u201cistituzionale\u201d di sostanze pefluoroalchiliche negli acquedotti risale al 2013<\/strong>, \u201cpi\u00f9 precisamente il 21 maggio 2013 ci \u00e8 pervenuta una comunicazione dalla direzione generale prevenzione della regione Veneto. La prima comunicazione del Ministero della salute che ci \u00e8 stata mandata era una richiesta di informazioni circa l&#8217;ipotesi che queste sostanze fossero presenti da qualche parte nell&#8217;ambito delle acque della regione Veneto\u201d specifica nella sua audizione Bottacin. Qualche giorno dopo aver ricevuto lo studio, sono stati informati i gestori, le societ\u00e0 che gestiscono il servizio idrico integrato. \u00a0\u201cL&#8217;area di contaminazione individuata era di circa 180 chilometri quadrati ed era compresa in una trentina di comuni\u201d. Dall&#8217;estate sono stati installati sistemi di filtraggio nelle opere di presa degli acquedotti, con lo scopo di ottenere l&#8217;abbattimento delle sostanze attraverso l&#8217;installazione di filtri a carboni attivi.<\/p>\n<p><strong>La criticit\u00e0 dei limiti sulle acque potabili e la riduzione delle emissioni<\/strong>. Bottacin sottolinea la criticit\u00e0 dell\u2019assenza\u00a0\u201cin Italia dei limiti di legge per queste sostanze, cos\u00ec come da decreto legislativo n. 152 del 2006\u201d. Criticit\u00e0 che sar\u00e0 sollevata anche nelle successive audizioni. \u201cAbbiamo preso come riferimento iniziale i valori di\u00a0<em>performance<\/em>\u00a0indicati\u00a0dall&#8217;Europa, che sono differenti. Non \u00e8 infatti previsto un unico valore per tutta la famiglia di sostanze\u2026. Ci\u00f2 significa che queste sostanze hanno degli effetti differenti. Ovviamente, ci siamo interfacciati con l&#8217;Istituto superiore della sanit\u00e0\u201d evidenzia l\u2019assessore. \u00a0I valori indicati dall\u2019Istituto sono, per il PFOS, 30 nanogrammi per litro, per il PFOA, PFBA e PFBS, 500 nanogrammi per litro.<\/p>\n<p>Pur senza certezze giudiziali, sono stati messi in atto alcuni accorgimenti per ridurre l\u2019emissioni dalla presunta fonte di queste sostanze, l\u2019azienda Miteni indicata dall\u2019ARPAV, attraverso \u201cuna barriera idraulica costituita da otto pozzi di emungimento, di portata e profondit\u00e0 variabili, che consente l&#8217;abbassamento dei livelli freatici e diminuisce la possibilit\u00e0 di contatto delle acque sotterranee con i terreni pi\u00f9 superficiali entro il perimetro aziendale\u2026le acque emunte dal sistema di pozzi sono convogliate all&#8217;interno dello stabilimento e utilizzate come acque di processo o acque di raffreddamento\u201d. \u00a0 Per le acque di raffreddamento e le acque di scarico la Regione ha imposto tramite AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) i medesimi limiti sopradescritti per le acque potabili.<\/p>\n<p>In merito alla soluzione definitiva del problema Bottacin sottolinea la necessit\u00e0 di far riferimento a tabelle ministeriali con limiti ben identificati sulla presenza nelle acque delle sostanze sopracitate. Inoltre i filtri a carboni attivi non rappresentano una soluzione strutturale: l\u2019assessore evidenzia come sia decisivo \u201candare a prendere l\u2019acqua dove \u00e8 pulita\u2026per realizzare questo, \u00e8 necessario fare un investimento rilevante, con delle opere acquedottistiche importanti che oltre alle risorse richiedono anche dei tempi\u201d. Tempi stimati in almeno cinque anni.<\/p>\n<p><strong>Il lato giudiziario<\/strong>. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza specifica che al momento dell\u2019audizione sono aperti 3 procedimenti: uno contro ignoti, un secondo iscritto come modello 45 (indagine conoscitiva) e un terzo \u201ca\u00a0carico di imputato noto, che risponde a una recente denuncia firmata tra l&#8217;altro da parecchi parlamentari\u201d. Il Procuratore evidenzia anch\u2019esso la criticit\u00e0 dell\u2019assenza di limiti imposti dalla legge sulle sostanze citate (\u201cin sostanza rimane un vuoto sotto il profilo della previsione penale\u201d).<\/p>\n<p>Spiega dettagliatamente Cappelleri nella sua audizione:\u00a0 \u201cL&#8217;Italia recepisce una direttiva che ritiene il PFOS sostanza evidentemente pericolosa. Tuttavia, nel recepire col decreto legislativo del 2015 questa direttiva, non la traduce in un aggiornamento delle sostanze vietate ai sensi del decreto del 2006 che definisce i reati. Allora, in sostanza, lo stato della normativa, \u00e8 questo: l&#8217;Italia si impegna a migliorare urgentemente la qualit\u00e0 delle proprie acque e, tuttavia, al di l\u00e0 di quest&#8217;impegno, non introduce una variazione alla vacanza penale che esisteva e che tuttora esiste nella normativa specifica. Detto in poche parole, non ho un reato specifico da poter far valere in questo senso\u2026. C&#8217;\u00e8, in verit\u00e0, nel 2015 l&#8217;aggiornamento del codice penale con i delitti ambientali, che vanno dal 452-<em>bis<\/em>\u00a0in seguito\u2026. Neppure a norma di questa nuova legislazione posso ritenere quelli precedenti nel mio ambito di interesse penale. Ovviamente, questo complica molto gli accertamenti e l&#8217;attribuzione di specifiche responsabilit\u00e0 in merito. Questo non ci esime dall&#8217;analisi di ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto da parte della Miteni nell&#8217;ultimo anno, da maggio 2015 fino a oggi, per comprendere se pu\u00f2 essere inquadrato nel reato di alterazione dell&#8217;ambiente o ancor peggio nel reato di disastro ambientale\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le audizioni dei Comuni interessati<\/strong>.<strong> Nel comune di <\/strong><strong>Brendola<\/strong><strong> sono stati installati <\/strong>\u201cfiltri a carboni attivi in grado di depurare l&#8217;acqua\u201d. Sono stati allacciati alla rete comunale anche i pozzi privati ed \u00e8 stato avviato \u201cun monitoraggio tramite analisi del sangue, che ha confermato la presenza di valori elevati di tali sostanze nei soggetti residenti nelle aree coinvolte\u201d. Il Sindaco Renato Ceron ha ribadito \u201cper la soluzione del problema, sia in merito alla tutela della salute e al monitoraggio delle persone esposte per tanti anni, sia per la protezione delle produzioni agrarie e zootecniche, rispetto alle quali il nostro territorio \u00e8 ricco di eccellenze\u201d, la richiesta di \u201cun contributo straordinario da parte dello Stato\u201d.<\/p>\n<p>Il Sindaco di <strong>Sovizzo, <\/strong>Marilisa Munari, ha sottolineato come la storia del suo Comune sia complementare. Sono state emanate una serie di ordinanze (nel 2013, 2014 e 2016) per vietare di attingere all\u2019acqua dei pozzi per scopi potabili e la produzione alimentare. Il costante biomonitoraggio ha messo in luce la presenza di PFAS nel siero dei cittadini dei Comuni di Sovizzo, Creazzo, Altavilla, Brendola, Lonigo, Sarego e Montecchio (con una particolare concentrazione negli ultimi 4 Comuni citati). \u201cQuesto ci preoccupa perch\u00e9 gli studi pubblicati il 5 maggio di quest&#8217;anno dall&#8217;ENEA evidenziano che esiste una evidente e preoccupante conseguenza sulla salute per quanto riguarda la presenza di queste sostanze\u201d. \u00a0Per il Sindaco le principali criticit\u00e0 sono:<\/p>\n<ol>\n<li>a) la mancanza di un limite di legge sulla concentrazione minima delle sostanze in esame nell&#8217;acqua destinata al consumo umano<\/li>\n<li>b) un limite sulla possibilit\u00e0 di utilizzare l&#8217;acqua contaminata per uso irriguo<\/li>\n<li>c) la necessit\u00e0 di realizzare o potenziare nuovi acquedotti che attingano ad acqua di falda non inquinata.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il Sindaco di <strong>Lonigo, <\/strong>Luca Restello, ha messo in evidenza uno studio condotto dai medici dell\u2019ISDE (Associazione Medici per l\u2019Ambiente), secondo cui nella citt\u00e0 di Lonigo \u201cvi \u00e8 una presenza di PFAS pi\u00f9 alta (2.403 nanogrammi litro) rispetto ad altri paesi limitrofi o non interessati da questo inquinamento, con valori certamente pi\u00f9 elevati dal punto di vista dell&#8217;inquinamento da queste sostanze, di infarti del miocardio, linfomi Non Hodgkin, Alzheimer, malattie dell&#8217;apparato genito-urinario, di Parkinson, di tumori a fegato, seno, ovaie, testicoli e rene, con altre malattie connesse: vi \u00e8, insomma, un&#8217;incidenza maggiore\u201d.<\/p>\n<p>Il Sindaco del Comune di <strong>Sarego<\/strong>, Roberto Castiglion ha dichiarato che nel \u2018suo\u2019 territorio\u00a0\u201csi sono verificati i valori pi\u00f9 alti in assoluto per quanto riguarda le sostanze perfluoroalchiliche trovate nell&#8217;acqua di falda, negli alimenti, ma anche nel sangue delle persone. Abbiamo due pozzi presenti nel nostro comune che hanno registrato valori di PFAS superiori ai 2.000 nanogrammi per litro. Ricordiamo che i valori di\u00a0<em>performance<\/em>\u00a0dell&#8217;Istituto superiore sono 500 nanogrammi, quattro volte superiori\u201d. I rappresentanti del Comune di <strong>Trissino<\/strong> hanno tracciato la storia di alcune aziende presenti sul territorio e che hanno trattato le sostanze che avrebbero finito per contaminare le falde.<\/p>\n<p>Il direttore generale di <strong>Acque del Chiampo<\/strong> Spa, Alberto Piccoli, ha spiegato che si tratta di una societ\u00e0 a partecipazione\u00a0pubblica che si occupa della gestione del servizio idrico integrato (fognatura, depurazione e acquedotto) nei 10 comuni soci\u00a0che fanno parte dell\u2019ATO valle del Chiampo. Il DG spiega che nel 2013, all\u2019epoca della comunicazione della Regione sulla presenza del PFAS, \u201cl&#8217;acido perfluoroottansolfonico (PFOS), l&#8217;acido perfluoroottanoico (PFOA) e le sostanze perfluoroalchiliche in generale (PFAS) non erano noti,\u00a0tant&#8217;\u00e8 che nemmeno ARPAV aveva la strumentazione per ricercarli. Le prime analisi che sono state commissionate da ARPAV ci sono arrivate nel luglio del 2013\u201d. Il DG elenca una serie di interventi messi in atto per arginare l\u2019emergenza e di interventi gi\u00e0 in programma per consentire agli abitanti di approvvigionarsi a pozzi non contaminati. \u201cNon faccio il riepilogo dei costi per singola voce ma, tra interventi eseguiti e interventi che abbiamo in programma \u2013 come vi ho detto, abbiamo approvato il progetto definitivo \u2013 stiamo parlando di poco meno di 2,4 milioni di euro. A questi vanno aggiunti, finch\u00e9 non troveremo altre fonti non contaminate, 98.000 euro all&#8217;anno di gestione e costo degli impianti con filtri a carboni attivi\u201d.\u00a0I rappresentanti di <strong>Centro Veneto Servizi, Acque Vicentine e Acque Veronesi<\/strong><strong> hanno illustrato un analogo punto della situazione su monitoraggio, valori delle sostanze contaminanti e interventi messi in atto sui territori da essi gestiti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 e la procedura seguita<\/strong>. Il 18 maggio \u00e8 toccato a Loredana Musumeci, <em>direttrice del dipartimento ambiente e prevenzione primaria dell&#8217;Istituto superiore di sanit\u00e0, essere ascoltata in audizione. \u201c<\/em>Il problema \u00e8 emerso da uno studio del CNR, commissionato dal Ministero dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il Ministero evidenzi\u00f2 la problematica immediatamente alla regione che si rec\u00f2 al Ministero della salute. Il Ministero della salute consigli\u00f2, alla regione stessa, rivolgersi all&#8217;Istituto per un supporto tecnico-scientifico, su come affrontare la prima emergenza che era la presenza di queste sostanze\u201d. La Musumeci specifica che \u201cnon essendo definito un limite\u201d, la procedura prevista \u00e8 che l\u2019ISS fornisca un proprio parere sottoposto al Consiglio superiore di sanit\u00e0 che, in caso di ok, lo comunica al Ministero, il quale a sua volta lo gira all\u2019Ente che lo ha richiesto. A quel punto il parere fornito dall\u2019ISS sui limiti da rispettare assume una cogenza normativa, specifico solo per quell\u2019area<\/p>\n<p><strong>I limiti imposti<\/strong> <strong>per le acque potabili<\/strong>.\u00a0 \u201cSiccome sono sostanze per le quali c&#8217;\u00e8 ancora qualche elemento di dubbio dal punto di vista scientifico, noi abbiamo preferito parlare di limite di\u00a0<em>performance<\/em>\u00a0perch\u00e9 a oggi con le tecnologie disponibili, abbiamo ritenuto che queste ottemperavano al principio cautelativo\u2026quindi abbiamo dato un limite per i PFOS di 0,03 microgrammi per litro. Questo \u00e8 il limite e penso sia il pi\u00f9 basso che \u00e8 riscontrabile anche in base ai dati di letteratura. Parliamo solo di acque potabili. Poi, per il PFOA il limite \u00e8 di 0,5 microgrammi per litro e per gli altri PFAS, quindi anche quelli a catena corta, \u00e8 sempre di 0,5 microgrammi per litro\u2026 Queste, come sostanze persistenti PFOS, hanno una particolarit\u00e0: sono inquinanti organici persistenti\u2026.<br \/>\nQuesto d\u00e0 ai PFOS, anche in termini tossicologici, alcune particolarit\u00e0\u2026quindi una volta che sono entrati nell&#8217;organismo umano, l&#8217;escrezione di queste sostanze non \u00e8 cos\u00ec semplice. In particolar modo, nel genere maschile i PFOS permangono con tempi maggiori rispetto al genere femminile\u2002appunto per il loro meccanismo di trasporto, interno all&#8217;organismo umano\u201d.<\/p>\n<p>Allargando lo sguardo al resto d\u2019Italia, l\u2019esponente dell\u2019ISS spiega che il problema delle sostanze in oggetto \u00e8 che \u201dnon vengono ricercate perch\u00e9 non fanno parte dei parametri della norma, del decreto legislativo n. 31. In Veneto, li hanno ricercati perch\u00e9 \u00e8 scattato l&#8217;allarme con lo studio del CNR\u201d. In merito alla situazione attuale delle acque potabili nelle province di Vicenza, Padova e Verona, la Musumeci evidenzia che \u201coggi, a seguito dei parametri e dei limiti dati dall&#8217;Istituto e dal Ministero della salute e all&#8217;installazione di questi filtri a\u00a0carboni attivi, le acque distribuite sono a norma, cio\u00e8 rientrano in questi limiti\u201d.<\/p>\n<p><strong>La contaminazione delle ULSS 5 e 6<\/strong>. Tra le criticit\u00e0 sollevate nell\u2019audizione viene evidenziata la mancanza di dati sull\u2019esposizione alle sostanze contaminanti prima del 2013. \u201cNoi abbiamo fatto uno studio di biomonitoraggio umano per individuare e valutare quanta fosse l&#8217;esposizione della popolazione, anche in seguito al consumo di acqua contaminata presumibilmente da dieci o quindici o vent&#8217;anni \u2013 evidenzia la Musumeci &#8211;\u00a0 Abbiamo georeferenziato e mappato tutti questi dati e, a questo punto, sono state individuate le aree a maggior contaminazione che sono quelle che si riferiscono alle ULSS 6 e le ULSS 5\u2026 Si \u00e8 deciso di fare questo studio di biomonitoraggio prelevando il sangue, perch\u00e9 ci serve il siero per poter vedere la presenza di queste\u2002sostanze, di circa 620-630 persone, di cui 120 allevatori che possono essere potenzialmente considerati degli iperesposti\u2026 Quello studio \u00e8 ancora in corso e non \u00e8 terminato\u2026 mentre abbiamo terminato lo studio sulle 504 persone delle aree esposte e non esposte che ha fatto emergere che la ULSS 5 \u00e8 quella maggiormente contaminata e con il maggior numero di esposti. \u00c8 emerso anche che la ULSS 6, che \u00e8 sotto la ULSS 5, idrogeologicamente e geograficamente parlando, \u00e8 meno contaminata\u201d. Sugli alimenti \u00e8 stato realizzato, in collaborazione con l\u2019ARPA un primo campionamento \u201cn\u00e9 sistemico n\u00e9 particolarmente ragionato\u201d su 200 prodotti alimentari, da cui \u00e8 emersa una presenza di PFAS. Tuttavia, conclude sul punto la Musumeci, \u201cnoi oggi non abbiamo, su basi della letteratura e delle conoscenze ed esperienze specifiche maturate a livello nazionale, nozione precisa del passaggio nella catena alimentare\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il decreto legislativo del 2015 e gli Standard di Qualit\u00e0 Ambientale.<\/strong> Il 26 maggio \u00e8 stata ascoltata Gaia Checcucci, <em>direttrice generale per la salvaguardia del territorio e delle acque del Ministero dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare. Sull\u2019autonomia decisionale della Regione in merito all\u2019individuazione dei limiti allo scarico, da imporre per il \u201c<\/em>rispetto degli obiettivi di qualit\u00e0 con riferimento a ogni sostanza inquinante o per gruppi di famiglie o sostanze affini\u201d, la direttrice sostiene che la regione \u201cavrebbe potuto farlo gi\u00e0 dal decreto legislativo n. 152 del 2006, a maggior ragione pu\u00f2 farlo adesso perch\u00e9 il decreto legislativo n. 172 del 2015, che recepisce gli SQA (Standard di Qualit\u00e0 Ambientale, ndr) per le acque superficiali, individua espressamente\u2026.Nel decreto legislativo n. 172 del 2015 non indichiamo solo diamo i valori, gli SQA, ma diciamo di fare attenzione al fatto che per quei tipi di sostanze \u00e8 necessario un piano di monitoraggio e un piano delle misure specifico per l&#8217;abbattimento delle sostanze stesse\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un accordo di programma Ministero \u2013 Regione Veneto<\/strong>. Si sta lavorando ad un accordo di programma tra il Ministero dell\u2019Ambiente e la Regione Veneto, compreso l&#8217;obiettivo di abbattimento delle sostanze PFAS, con le azioni da compiere per il perseguimento dello scopo. Esprimendo soddisfazione per \u201cl\u2019approccio condiviso\u201d, la Checcucci spiega l\u2019importanza di individuare \u201ccontenitori programmatori\u201d in grado di \u201craccogliere finanziamenti specifici formalizzandoli nel perseguimento di quegli obiettivi e che il ministero ha dichiarato da subito di impegnarsi a reperire, auspicando ovviamente che anche gli enti territoriali facciano altrettanto\u201d. L&#8217;obiettivo finale, oltre all&#8217;abbattimento, la riduzione, il trattamento, lo scarico di queste sostanze, anche \u201cl&#8217;individuazione di fonti di approvvigionamento alternative\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le problematicit\u00e0 confermate dal Ministero<\/strong>. Come sottolineato in alcune delle precedenti audizioni, anche secondo il responsabile del Ministero della Salute le problematicit\u00e0 del caso sono essenzialmente tre:<\/p>\n<p>1) l\u2019assenza \u201cdei valori di riferimento collegati a un sicuro danno alla salute. Abbiamo dei valori di riferimento che riguardano indici di\u00a0<em>performance<\/em>, quindi valori che variano, in questo momento, a livello europeo a seconda del Paese, ovvero dello Stato membro che li adotta\u201d<\/p>\n<p>2)\u00a0\u201cin tutti gli allegati relativi alla normativa che concerne gli inquinanti presenti nei corpi idrici non ci sono tutte le sostanze su cui c&#8217;\u00e8 un possibile interesse\u201d<\/p>\n<p>3)\u00a0\u00a0 le possibili infiltrazioni nella falda. \u00a0\u201cTutta l&#8217;acqua generata e utilizzabile\u00a0<em>in loco<\/em>\u00a0deve essere trattata, o comunque rivalutata, come fonte primaria di acqua potabile. Non ci sentiamo, in questo momento, di raccomandare che questo sia il caso. Abbiamo con la regione Veneto raccomandato fortemente di limitare l&#8217;approvvigionamento idrico da quelle zone. Ci preoccupa molto anche la questione relativa alla matrice alimentare\u201d.<\/p>\n<p>Guerra sottolinea che tanto l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 che la Commissione Europea, interpellati, hanno preso tempo perch\u00e9 alcune delle questioni sopraesposte sono \u201cancora sotto verifica\u201d. Al contempo \u00e8 stato richiesto: a) di esercitare ancora con il principio di massima cautela l&#8217;approfondimento tecnico e scientifico che \u00e8 stato lanciato; b) di attendere, sollecitando l&#8217;Unione europea, la Commissione e l&#8217;OMS a garantirci l&#8217;accesso ai risultati della valutazione quanto prima, in modo da potere normare il tutto.<\/p>\n<p><strong>L\u2019indagine ENEA<\/strong>. L\u2019Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile ha sviluppato un\u2019indagine sulla situazione di criticit\u00e0 relativa al presunto inquinamento da sostanze PFAS nella regione Veneto.\u00a0 E\u2019 stato ricordato che \u201cper quanto riguarda le vie di esposizioni, la principale per l&#8217;uomo \u00e8 rappresentata dall&#8217;ingestione di acqua potabile e di cibo contaminati. Questi non possono essere metabolizzati dai mammiferi ma solo eliminati mediante escrezione e possono attraversare la barriera placentare. All&#8217;interno del corpo si legano alle proteine e si distribuiscono principalmente nel siero del sangue, nei reni, nel fegato e sono stati rilevati anche nel latte materno.\u00a0Il tempo di dimezzamento nell&#8217;uomo \u00e8 compreso tra due e nove anni. L&#8217;esposizione prenatale \u00e8 attualmente considerata particolarmente rischiosa per i possibili effetti tossici\u201d<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo individuato l&#8217;area, costituita da 24 comuni, in cui la regione Veneto, nella sua pubblicazione, indica quali di essi hanno superato i livelli di\u00a0<em>performance<\/em>\u00a0per i PFAS; una seconda area che presenta livelli PFOS superiori a quelli di\u00a0<em>performance<\/em>, cio\u00e8 30 nanogrammi per litro, e che comprende 19 comuni; vi \u00e8 poi una terza area, di 70 comuni che ci \u00e8 servita come controllo, con assenza di contaminazione da parte di queste sostanze.\u00a0I comuni in esame appartengono sia alla provincia di Vicenza, sia a quelle di Padova, Verona e Rovigo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDa questo studio emerge che nei comuni contaminati da PFAS ci sono degli eccessi statisticamente significativi della mortalit\u00e0 per alcune cause che non andrebbero sottovalutati. La letteratura scientifica suggerisce, infatti, una possibile associazione tra queste patologie ed esposizione a PFAS. Essendo questo uno studio epidemiologico su base geografica, quindi descrittivo, non pu\u00f2 assolutamente dimostrare nessi causali tra l&#8217;esposizione alle sostanze in questione e gli effetti che abbiamo rilevato. Sarebbe opportuno un approfondimento dell&#8217;indagine mediante impiego di flussi sanitari di incidenza di patologie, come le schede di dimissione ospedaliera, i dati del registro tumori e quelli del registro delle malformazioni congenite, che appunto in Veneto esistono. Sarebbe anche importante procedere con indagini di tipo analitico, impiantando, per esempio, degli studi specifici sulle popolazioni residenti nella zona in esame\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(ultimo aggiornamento: 2 settembre 2016)<\/em><\/p>\n<p><em>(a\u00a0cura di <a href=\"mailto:claudio.forleo@avvisopubblico.it\"><strong>Claudio Forleo<\/strong><\/a>, giornalista)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa.\u00a0 La Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti, nell\u2019ambito degli approfondimenti sulla regione Veneto, con particolare riferimento all&#8217;inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), ha svolto una&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/osservatorio-parlamentare\/attivita-dinchiesta\/attivita-dinchiesta-xvii\/commissione-bicamerale-sul-ciclo-dei-rifiuti\/commissione-rifiuti-audizioni-sulla-situazione-nella-regione-veneto\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Commissione rifiuti: audizioni sulla situazione nella regione Veneto<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2831,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"class_list":["post-23507","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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