{"id":23620,"date":"2018-03-05T13:39:58","date_gmt":"2018-03-05T12:39:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=19684"},"modified":"2018-03-05T13:39:58","modified_gmt":"2018-03-05T12:39:58","slug":"relazione-della-dia-sulle-attivita-risultati-del-1semestre-2017-scheda-sintesi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/relazione-della-dia-sulle-attivita-risultati-del-1semestre-2017-scheda-sintesi\/","title":{"rendered":"Relazione della DIA sulle attivit\u00e0 e i risultati del 1\u00b0semestre 2017: scheda di sintesi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa.<\/strong>\u00a0La Direzione Investigativa Antimafia ha trasmesso alle Camere la Relazione sull\u2019attivit\u00e0 svolta e sui risultati conseguiti dalla DIA nel primo semestre del 2017 (gennaio-giugno) (<strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/491?idLegislatura=17&amp;categoria=074&amp;tipologiaDoc=documento&amp;numero=010&amp;doc=pdfel\">Doc. LXXIV, n. 10<\/a><\/strong>), ai sensi dell\u2019articolo 109 del decreto legislativo n.159 del 2011. Di seguito sono sintetizzati i passaggi pi\u00f9 significativi del documento (per le precedenti Relazioni clicca <a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/relazione-della-dia-sulle-attivita-risultati-del-2semestre-2016-scheda-sintesi-appalti-riciclaggio\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>\u00a0e\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/osservatorio-parlamentare\/altri-atti-parlamentari\/direzione-nazionale-antimafia-e-direzione-investigativa-antimafia\/relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-sulle-attivita-e-i-risultati-del-1semestre-2016-scheda-di-sintesi\/\">qua<\/a><\/strong>).<\/p>\n<p><strong>\u2018NDRANGHETA<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un progressivo sbilanciamento verso il Centro-Nord<\/strong>. Le attivit\u00e0 investigative condotte nel periodo in considerazione riaffermano il carattere unitario dell\u2019organizzazione, soprattutto delle cosche originarie della provincia di Reggio Calabria. Questi clan, operativi su gran parte del territorio nazionale, denotano \u201cspiccate connotazioni affaristiche, imprenditoriali ed istituzionali, in grado di proiettare gli effetti delle proprie decisioni su tutto il Paese. \u00c8 evidente il progressivo sbilanciamento verso le regioni del centro-nord e la capacit\u00e0 di riciclare e reimpiegare i capitali illeciti, con il traffico internazionale di stupefacenti che rimane la primaria fonte di finanziamento\u201d.<\/p>\n<p>Alcune indagini, come l\u2019operazione \u201cBuena Ventura\u201d, confermano l\u2019esistenza di una grande capacit\u00e0 organizzativa, in grado di utilizzare rotte \u201cimprevedibili\u201d per il narcotraffico. Le \u2018ndrine utilizzano il porto di Gioia Tauro e si avvalgono di societ\u00e0 operanti nel settore della importazione di prodotti ortofrutticoli, ma operano anche per via area, mediante l\u2019utilizzo di corrieri da destinare a scali del centro-nord Italia. Viene confermato l\u2019utilizzo delle estorsioni, sia come fonte di introito che come mezzo per controllare il territorio. Se ne trae evidenza anche dalla recente inchiesta che ha coinvolto la cosca Giamp\u00e0 nella provincia di Catanzaro.<\/p>\n<p><strong>Forniture di energia e gioco d\u2019azzardo<\/strong>. Ma accanto forme di accumulazione tipicamente delinquenziali, le cosche continuano ad affiancarne di ulteriori, connesse all\u2019infiltrazione dell\u2019economia sana. \u201cUna recente analisi condotta sulla provincia di Crotone ha individuato tra i settori economici pi\u00f9 infiltrati quelli delle costruzioni, dei trasporti e magazzinaggio, dei servizi per l\u2019impresa, della fornitura di energia elettrica \u2013 anche da fonti rinnovabili \u2013 nonch\u00e9 quelli delle sale gioco e scommesse, per i quali si \u00e8 registrato, negli ultimi anni, un aumento del 500% delle imprese del settore, cinque volte la crescita nazionale\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019interesse verso il settore giochi \u00e8 una peculiarit\u00e0 della cosca Grande Aracri, originaria di Cutro ma coinvolta in altre inchieste giudiziarie sulle infiltrazioni nel Nord Italia. L\u2019operazione \u201c\u2018Ndragames\u201d, diretta dalla Procura di Potenza, ha fatto emergere il controllo \u2018ndranghetista in Basilicata su una serie di attivit\u00e0 di noleggio, servizi e manutenzione di macchine per l\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 di gioco illegale, perpetrato mediante il collegamento, attraverso piattaforme informatiche \u2013 anche transnazionali \u2013 a siti specializzati non autorizzati.<\/p>\n<p><strong>Appalti ed effetti sulla Pubblica Amministrazione.<\/strong>\u00a0\u201cLa capacit\u00e0 di condizionare l\u2019assegnazione delle commesse pubbliche \u2013 sottolinea la DIA \u2013 rimane una costante nella strategia delle cosche, tanto in Calabria quanto fuori regione. E questo, con inevitabili effetti sul buon andamento della pubblica amministrazione\u201d. \u00c8 stato accertato l\u2019inquinamento di almeno 27 gare d\u2019appalto da parte di un gruppo imprenditoriale che fa riferimento alla potente cosca dei Piromalli. Si conferma un grande interesse verso gli appalti della Salerno \u2013 Reggio Calabria. Tra le persone sottoposte a fermo, vi sono anche dipendenti di uffici tecnici di alcuni comuni della Piana di Gioia Tauro, uno dei quali era \u201cconsiderato la testa di ponte della cosca all\u2019interno del Comune per aver pilotato gli appalti, favorendo diverse societ\u00e0 edili collegate alla locale famiglia mafiosa\u201d. Nel maggio 2017 \u00e8 stato sciolto il Comune di Gioia Tauro. Nello stesso periodo \u00e8 stata sciolta l\u2019amministrazione di Laureana di Borrello: uno degli amministratori \u00e8 stato riconosciuto come referente politico delle \u2018ndrine.<\/p>\n<p><strong>La strategia espansionistica delle \u2018ndrine e le \u201ccollaborazioni\u201d con altre mafie<\/strong>. \u201cLe motivazioni che hanno portato, nel mese di marzo, in Liguria, allo scioglimento del Comune di Lavagna (GE) sono la testimonianza di una identit\u00e0 criminale sempre uguale, che si ripete e si perpetua. \u00c8 stata, infatti, ampiamente richiamata l\u2019esistenza di un gruppo criminale collegato ad una potente cosca calabrese, i cui componenti erano dediti prevalentemente ad acquisire appalti pubblici nel settore della raccolta, stoccaggio e trasporto dei rifiuti, nonch\u00e9 a reimpiegare il denaro di provenienza illecita in operazioni ed in investimenti immobiliari, intestati a prestanome. Anche in questo caso non \u00e8 mancato il sostegno elettorale da parte della consorteria. Una modalit\u00e0 d\u2019azione fuori dall\u2019area di origine che non disdegna \u2013 laddove funzionale alla realizzazione di pi\u00f9 ampi profitti \u2013 forme di compartecipazione criminale delle \u2018ndrine con altri gruppi di criminalit\u00e0 organizzata, in primis con cosa nostra, con la camorra, ma anche con la criminalit\u00e0 organizzata pugliese; al pari, non risultano trascurabili le sinergie criminali con i sodalizi di matrice straniera\u201d.<\/p>\n<p><strong>COSA NOSTRA<\/strong><\/p>\n<p><strong>La successione di Riina e la \u201cmafia 2.0\u201d<\/strong>. Nell\u2019analisi semestrale della DIA viene confermato il protrarsi di una fase di riorganizzazione interna, tra conflitti e nuove alleanze. Cosa nostra trapanese continua ad esercitare il proprio potere \u201cin sintonia\u201d con le cosche che operano in provincia di Palermo e Agrigento. La morte di Riina da una parte e la latitanza di Messina Denaro dall\u2019altra, influenza le dinamiche interne alla Cupola. Sul secondo la DIA acquisisce \u201csegnali interessanti rispetto ad una lenta ma progressiva minore pervasivit\u00e0 operativa della sua leadership. Si prospetta la formale apertura di una nuova epoca \u2013 quella della mafia 2.0. \u2013 sempre pi\u00f9 al passo con i tempi, che confermer\u00e0 definitivamente la strategia della sommersione. Conseguentemente non dovrebbero profilarsi guerre di mafia per sancire la successione di Riina\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il momento delle scelte: una nuova cabina di regia<\/strong>. L\u2019utilizzo di metodi collusivi e corruttivi ha superato le azioni di natura violenta, prediligendo la buona riuscita degli affari di Cosa nostra. \u201cProprio in questa logica, potrebbe farsi spazio l\u2019ipotesi di un accordo tra i capi pi\u00f9 influenti, rivolto alla ricostituzione di una sorta di cabina di regia, simile ma diversa dalla Commissione provinciale (che non risulta essersi pi\u00f9 riunita\u00a0dopo l\u2019arresto dei capi storici), intesa quale organismo unitario di vertice, con un prevedibile ritorno in scena dei palermitani\u201d. La DIA mette in evidenza la scarsa propensione al comando degli ultimi reggenti delle cosche, spesso costretti a rivolgersi ai vecchi \u201cuomini d\u2019onore\u201d, chiamati a garantire il rispetto delle regole interne su cui si fonda Cosa nostra.<\/p>\n<p><strong>\u201cUna mafia silente e mercatistica\u201d.<\/strong>\u00a0Al tempo stesso gli investigatori non sottovalutano l\u2019intatta capacit\u00e0 di offendere dell\u2019organizzazione, capace di conservare un ramificato controllo del territorio. \u201cPur continuando a perseguire una metodologia operativa di basso profilo e mimetizzazione, rimane una struttura dotata di vitalit\u00e0 e di una notevole potenzialit\u00e0 offensiva, oltre che ancora diffusamente ramificata sul territorio, dove continua ad esercitare ingerenze sugli apparati politico-amministrativi locali. Ci si riferisce, in particolare, allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Borgetto (PA) in conseguenza delle evidenze giudiziarie emerse a seguito dell\u2019operazione \u201cKelevra\u201d (del maggio 2016), che aveva disvelato le ingerenze di Cosa nostra negli appalti pubblici\u201d.<\/p>\n<p>Cosa nostra appare oggi capace di muoversi in due direzioni: quella geo-referenziata, tramite il controllo del territorio nelle aree storicamente asservite al potere mafioso; quella affaristica, capace di operare in ambienti economico-finanziari. In particolare le cosche si sono \u201cspecializzate nella fornitura di beni e servizi anche a favore delle imprese, in funzione della domanda del territorio, con proiezioni verso altri mercati illegali secondari, a pi\u00f9 basso impatto criminale. Una nuova organizzazione, come accennato sopra, in grado di privilegiare un modus operandi corruttivo, basato sulle reciproche convenienze, nell\u2019ottica di mostrarsi \u201csilente e mercatistica\u201d. Tra i settori maggiormente infiltrati vi sono il trasporto marittimo, il trasporto dei rifiuti, la filiera agroalimentare, mentre si registra un crescente interesse verso le commesse di affidamento per la manutenzione delle strade, del verde pubblico, dell\u2019edilizia scolastica. \u201cL\u2019attivit\u00e0 estorsiva perpetrata in danno degli operatori economici locali \u2013 imprenditori, commercianti, artigiani e liberi professionisti \u2013 non mostra flessioni, garantendo forte liquidit\u00e0 e controllo del territorio\u201d.<\/p>\n<p><strong>LE \u201cCAMORRE\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>Conflittualit\u00e0 e assenza di leadership autorevoli<\/strong>. Non presentando aspetti di natura unitaria, va declinata al plurale la presenza di pi\u00f9 strutture criminali, pi\u00f9 o meno organizzate, operative sul territorio campano ma in grado di estendere i loro affari al di fuori dei confini regionali. Da una parte vi sono dinamiche violente e incontrollate, dall\u2019altra profonde infiltrazioni perpetrate da parte di \u201cstorici clan napoletani e dell\u2019area casertana, nel tessuto economico e imprenditoriale, locale e ultraregionale\u201d.<\/p>\n<p>Si registrano profonde instabilit\u00e0 causate da scontri, anche di natura violenta, per il controllo delle strutture di comando. Gli arresti e\/o le collaborazioni di giustizia, l\u2019assenza di leadership autorevoli, vengono indicate dalla DIA come le principali cause della natura mutevole delle strutture criminali.<\/p>\n<p><strong>Piccoli eserciti e giovani criminali<\/strong>. \u201cLa disomogeneit\u00e0 strutturale che caratterizza l\u2019attuale sistema criminale \u2013 sottolinea la DIA \u2013 avrebbe determinato, come conseguenza ulteriore, la fluidit\u00e0 delle alleanze, incidendo sulla stabilit\u00e0 dei rapporti tra i vari gruppi camorristici\u2026Ci\u00f2 ha originato le scissioni o la nascita di nuove aggregazioni di giovanissimi, sottoposti a criminali altrettanto giovani, animati da ambizioni di potere. La conseguenza \u00e8 stata il materializzarsi di tanti piccoli eserciti, sovente formati da ragazzi sbandati, senza una vera e propria identit\u00e0 storico-criminale che, da anonimi delinquenti, si sono impadroniti del territorio attraverso una quotidiana violenza pi\u00f9 che mai esibita, utilizzata quale strumento di affermazione e assoggettamento ma, anche di sfida verso gli avversari. In questo contesto di fibrillazione criminale, il dato caratterizzante \u00e8 fornito dall\u2019et\u00e0 dei singoli partecipi, sempre pi\u00f9 bassa, non disgiunta dalla commissione di atti di inaudita ferocia, anche dovuta a una percezione di impunit\u00e0, tanto da indurli a un esordio criminale addirittura da adolescenti\u2026La presenza di un numero elevato di sodalizi che si contendono anche piccoli territori, spesso singole piazze di spaccio, provoca antagonismi che sfociano in scontri sanguinosi. Le zone ove \u00e8 palpabile il persistente stato di fibrillazione tra i vari gruppi sono i quartieri del centro storico di Napoli e le sue periferie\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le strutture pi\u00f9 articolate<\/strong>. Accanto a questi eserciti di giovanissimi sbandati, vi sono comunque delle organizzazioni pi\u00f9 strutturate, presenti nelle province di Napoli e Caserta, che controllano alcuni quartieri del capoluogo campano e rifiutano esibizioni violente per non disturbare gli affari, perseguendo una classica strategia di mimetizzazione che favorisce le infiltrazioni anche in altri contesti regionali. \u201cSi tratta di sodalizi di pluriennale tradizione camorristica che, nel panorama delinquenziale di matrice mafiosa, restano tra le organizzazioni criminali pi\u00f9 strutturate e potenti della Campania, caratterizzate da una consolidata capacit\u00e0 economica ed imprenditoriale di altissimo livello, nonostante il regime detentivo cui sono sottoposti alcuni degli storici reggenti\u201d.<\/p>\n<p>Le infiltrazioni nel settore appalti e nel sistema delle forniture del servizio sanitario regionale \u2013 perpetrate attraverso il sistema collusivo-corruttivo \u2013 si presentano tra gli affari pi\u00f9 lucrosi.<\/p>\n<p><strong>Gli affari criminali<\/strong>. Dal lato dell\u2019illegalit\u00e0 le strutture criminali campane operano soprattutto nel traffico di sostanze stupefacenti, nel contrabbando di sigarette, nello smaltimento e la gestione illecita dei rifiuti, nella commercializzazione di prodotti con marchi contraffatti, nella gestione di giochi e scommesse, nella falsificazione di banconote e documenti, nelle speculazioni edilizie, nel riciclaggio di proventi illeciti, nell\u2019usura e nell\u2019estorsione.<\/p>\n<p><strong>CRIMINALITA\u2019 PUGLIESE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gruppi senza strategie ma predisposti alla violenza<\/strong>. Il contesto pugliese continua a presentare aspetti molto fluidi, rappresentati dall\u2019esistenza di una pluralit\u00e0 di gruppi diversi, spesso organizzati su base familiare. La DIA sottolinea per molti di essi un\u2019assenza di strategia a lungo termine e una forte vocazione alla violenza. Nella provincia di Bari si registra una particolare fibrillazione di giovani leve criminali e non vi \u00e8 dubbio sulla loro natura mafiosa, emersa da evidenze investigative che hanno certificato dei riti di affiliazione. \u201cLa provincia di Barletta-Andria-Trani \u00e8, invece, caratterizzata dalla presenza di gruppi malavitosi che, sfruttando un forte legame con il territorio, esprimono una propria autonomia operativa nonostante le decise influenze criminali derivanti dai gruppi di Cerignola (FG), assieme ai quali si associano, sovente, per la gestione delle attivit\u00e0 illecite\u201d quali estorsioni, ricettazione, riciclaggio e traffico di stupefacenti.<\/p>\n<p><strong>Il contesto di Foggia<\/strong>. La situazione della provincia di Foggia \u00e8 quella che crea maggiore allarme sociale; sottolinea la DIA che \u201candranno fatti pi\u00f9 investimenti in termini di personale da impiegare nel dispositivo di contrasto. L\u2019assenza di un organo verticistico condiviso che possa dettare una strategia unitaria determina uno stato di costante fibrillazione all\u2019interno delle singole aree, cui concorrono diversi fattori, tra cui, anche in questo caso, l\u2019abbondanza di giovani leve. Rilevano, altres\u00ec, la massiccia presenza di armi e il radicato vincolo dei sodalizi con il territorio, che favoriscono un contesto ambientale omertoso e violento, dove continuano a registrarsi efferati omicidi. La provincia resta, infatti, una delle poche realt\u00e0 segnate dalle consorterie mafiose a non aver fatto registrare la presenza di collaboratori di giustizia e quella con il maggior numero di omicidi non scoperti. Su Cerignola insistono delle radicate formazioni criminali, la cui solidit\u00e0 \u00e8 percepibile, oltre che dal consistente numero di affiliati, anche dalla meticolosa organizzazione delle attivit\u00e0 illecite, in diversi casi perpetrate fuori regione\u201d.<\/p>\n<p><strong>MAFIE STRANIERE<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Una maggiore autonomia<\/strong>\u00a0<strong>rispetto al passato.<\/strong>\u00a0Si rafforzano le considerazioni gi\u00e0 espresse in passato dalla DIA e dalla DNA, ovvero di una crescente collaborazione tra le mafie tradizionali e le organizzazioni criminali straniere che operano sul nostro territorio con modalit\u00e0 mafiose. Non solo: se nelle regioni d\u2019origine delle mafie tradizionali operano \u201cprevio assenso\u201d delle mafie nostrane, in altre regioni presentano una maggiore autonomia che \u201csfocia anche in forme di collaborazione quasi paritetica. A ci\u00f2 si aggiunga la capacit\u00e0 dei sodalizi stranieri di interagire con le organizzazioni di riferimento nei Paesi d\u2019origine\u201d.<\/p>\n<p><strong>Gli affari.<\/strong>\u00a0Le mafie straniere operano dal traffico di stupefacenti a quello di armi, rifiuti e merci contraffatte, fino alla tratta di persone da avviare al lavoro nero e alla prostituzione. \u201cGruppi di criminali stranieri risultano, inoltre, frequentemente coinvolti, assieme ad italiani, in indagini riguardanti la falsificazione di carte d\u2019identit\u00e0 e passaporti e di documentazione contabile e amministrativa\u201d. In merito al traffico di stupefacenti la DIA sottolinea come nelle aree urbane del Centro-Nord, le mafie straniere si sono appropriate di quote di mercato, arrivando a gestire l\u2019intera filiera, dall\u2019importazione, allo stoccaggio ed alla commercializzazione, \u201ccon la creazione di network che coinvolgono trasversalmente gruppi di diverse nazionalit\u00e0, ivi compresi gli italiani\u201d.<\/p>\n<p><strong>APPALTI PUBBLICI<\/strong><\/p>\n<p>Il settore rappresenta una delle principali fonti di introito delle organizzazioni criminali, sia come fonte di reinvestimento di proventi illeciti che attraverso il metodo estorsivo nei confronti degli imprenditori impegnati nella realizzazione delle opere. Molto spesso l\u2019inserimento nel circuito legale attraverso l\u2019assegnazione a consorterie mafiose di opere pubbliche \u00e8 favorita dalla connivenza di dirigenti e funzionari, tra le cause principali dello scioglimento per infiltrazioni mafiose delle amministrazioni locali.<\/p>\n<p><strong>Appoggiarsi a grandi aziende e unirsi a consorzi<\/strong>. \u201cL\u2019esperienza investigativa \u2013 scrive la DIA \u2013 ha dimostrato come una delle modalit\u00e0 utilizzate dall\u2019impresa mafiosa per aggiudicarsi gli appalti, superando l\u2019ostacolo dei requisiti fissati dal bando per la partecipazione alla gara, si basi sullo sfruttamento della tecnica di appoggiarsi su aziende pi\u00f9 grandi, in grado di far fronte, per capacit\u00e0 organizzativa e tecnico-realizzativa, anche ai lavori pi\u00f9 complessi, dai quali risulterebbe altrimenti esclusa. Tra le altre modalit\u00e0 d\u2019infiltrazione praticate attraverso l\u2019utilizzo di forme societarie giuridicamente lecite, \u00e8 emersa quella dell\u2019affidamento dei lavori da parte dei consorzi alle imprese consorziate, secondo la prassi della scomposizione della commessa in vari sub-contratti, allo scopo di eludere l\u2019obbligo della preventiva autorizzazione\u201d<\/p>\n<p><strong>Il ruolo della DIA nel sistema di prevenzione<\/strong>. La Direzione Investigativa Antimafia sottolinea il proprio ruolo di centralit\u00e0 servente, evidenziata dalla Direttiva del Ministero dell\u2019Interno, emanata il 28 dicembre 2016, \u201cfinalizzata a disciplinare i controlli amministrativi antimafia sugli appalti pubblici e privati ribadendo il ruolo baricentrico della Direzione Investigativa Antimafia nello svolgimento delle attivit\u00e0 di raccolta degli elementi informativi funzionali al rilascio dell\u2019informazione antimafia e all\u2019iscrizione nell\u2019anagrafe degli esecutori per l\u2019affidamento e l\u2019esecuzione di contratti privati con contribuzione pubblica\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le attivit\u00e0 di controllo<\/strong>. Nel corso del 1\u00b0 semestre del 2017 sono stati svolti monitoraggi nel confronto di 668 imprese, cos\u00ec suddivise geograficamente<\/p>\n<ul>\n<li>Sud Italia 440<\/li>\n<li>Nord Italia 162<\/li>\n<li>Centro Italia 66<\/li>\n<\/ul>\n<p>Parallelamente, sono stati eseguiti accertamenti nei confronti di 7.577 persone fisiche, a vario titolo collegate a queste imprese.<\/p>\n<p><strong>RICICLAGGIO E SEGNALAZIONI DI OPERAZIONI SOSPETTE<\/strong><\/p>\n<p>Tra gli impegni prioritari della Direzione Investigativa Antimafia rientra l\u2019attivit\u00e0 di prevenzione circa l\u2019utilizzo del sistema economico-finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi illeciti. Nel semestre di riferimento la DIA ha analizzato\u00a0<strong>47.574 segnalazioni di operazioni sospette e registrato 46.877 pervenute dall\u2019U.I.F.<\/strong>\u00a0Tale analisi ha comportato l\u2019esame di 188.622 soggetti segnalati o collegati, di cui 133.439 persone fisiche e 55.183 persone giuridiche. Fra i soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio,\u00a0<strong>gli enti creditizi sono risultati quelli che hanno effettuato il maggior numero di segnalazioni<\/strong>\u00a0(36.541), seguite dai professionisti (2.079), dagli intermediari finanziari (3.326), dagli istituti di pagamento (2.062) e dagli istituti di moneta elettronica (1.159).<\/p>\n<p>Le 47.574 segnalazioni analizzate hanno determinato il complessivo esame di\u00a0<strong>221.546 operazioni finanziarie sospette<\/strong>, di cui: 41.510 deflusso disponibilit\u00e0 per rimessa fondi, 30.667 bonifici a favore di ordini e conti, 19.936 prelevamenti con moduli di sportello, 19.422 bonifici in partenza, 18.295 versamenti contanti e\/o titoli, 16.084 bonifici esteri, 9.203 disponibilit\u00e0 per rimessa fondi, 8.450 versamenti assegni, 5.428 emissioni di assegni circolari e titoli similari\/vaglia, 4.855 prelevamenti contanti inferiori a 15.000 euro, 4.134 versamento contante, 4.067 pagamento per utilizzo carte di credito\/POS, 3.979 addebiti per estinzioni assegni.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>maggior numero di segnalazioni<\/strong>\u00a0si \u00e8 registrato, confermando il medesimo trend evidenziatosi nel semestre precedente,\u00a0<strong>nelle regioni settentrionali<\/strong>\u00a0(105.956), con a seguire le regioni meridionali (51.201) e centrali (45.758), per finire con quelle insulari (14.204). Sono\u00a0<strong>2.541 le segnalazioni che hanno generato sviluppi investigativi<\/strong>, preventivi e\/o giudiziari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>(a cura di <a href=\"mailto:claudio.forleo@avvisopubblico.it\"><strong>Claudio Forleo<\/strong><\/a>, giornalista)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa.\u00a0La Direzione Investigativa Antimafia ha trasmesso alle Camere la Relazione sull\u2019attivit\u00e0 svolta e sui risultati conseguiti dalla DIA nel primo semestre del 2017 (gennaio-giugno) (Doc.&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/relazione-della-dia-sulle-attivita-risultati-del-1semestre-2017-scheda-sintesi\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Relazione della DIA sulle attivit\u00e0 e i risultati del 1\u00b0semestre 2017: scheda di sintesi<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":207,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"class_list":["post-23620","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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