{"id":26638,"date":"2018-07-12T10:17:24","date_gmt":"2018-07-12T08:17:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=26638"},"modified":"2018-07-12T10:17:24","modified_gmt":"2018-07-12T08:17:24","slug":"sintesi-della-nuova-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-secondo-semestre-2017","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/sintesi-della-nuova-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-secondo-semestre-2017\/","title":{"rendered":"Sintesi della Relazione della Direzione Investigativa Antimafia (secondo semestre 2017)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa.<\/strong> Il Ministro dell\u2019Interno ha trasmesso alle Camere, il 4 luglio 2018, la <strong><a href=\"http:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/DF\/338810.pdf\">Relazione sull\u2019attivit\u00e0 svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia nel secondo semestre 2017<\/a><\/strong>, della quale si sintetizzano i passaggi pi\u00f9 significativi <em>(per le precedenti relazioni clicca <strong>qui<\/strong>)<\/em>.<\/p>\n<p><strong>1.\u2018NDRANGHETA. <\/strong>L\u2019analisi del periodo preso in esame conferma i responsi delle precedenti indagini circa la forte ramificazione territoriale della criminalit\u00e0 organizzata calabrese e il suo proiettarsi costantemente verso la moltiplicazione della ricchezza e l\u2019esercizio del potere (<em>vedi anche cap. 11, pag. 272<\/em>). Possono coerentemente citarsi a supporto di tale argomentazione gli esiti della complessa operazione <em>Mandamento Jonico<\/em>, conclusa nel luglio del 2017 dall\u2019Arma dei carabinieri, o di quella coordinata dalla DDA di Reggio Calabria e ribattezzata <em>Metauros<\/em>, che ha dimostrato come, accanto al traffico di stupefacenti, le estorsioni rimangano, nelle loro molteplici modalit\u00e0 di realizzazione, tra i principali canali di arricchimento delle varie componenti di questa organizzazione criminale. Nell\u2019ambito di quest\u2019ultima operazione, risultano peraltro confermati gli interessi della \u2018ndrangheta verso il \u201cciclo dei rifiuti\u201d, attraverso il condizionamento mafioso nei lavori di costruzione e nella gestione del termovalorizzatore di Gioia Tauro, unico impianto di tal genere nella regione <em>(cap. 2, pag. 9)<\/em>.<\/p>\n<p>Al pari degli anni pi\u00f9 recenti, inoltre, anche nel periodo qui considerato sono stati numerosi gli scioglimenti di Amministrazioni comunali calabresi per infiltrazioni mafiose <em>ex<\/em> art. 143 del Testo unico degli enti locali (<em>per un quadro completo e aggiornato della materia vedi l\u2019apposita <\/em><em><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/comuni-sciolti-per-mafia\/\">sezione<\/a><\/em><em> del sito di Avviso Pubblico<\/em>), cui si \u00e8 spesso arrivati grazie ad articolate indagini vertenti sui rapporti collusivi tra compagini \u2018ndranghetiste ed apparati politico-amministrativi locali <em>(cap. 2, pag. 10)<\/em>.<\/p>\n<p>Ulteriormente confermate appaiono poi le evidenze circa la vocazione internazionalista della \u2018ndrangheta, con il suo modello operativo che continua ad essere replicato in Germania, Svizzera, Spagna, Francia, Olanda e nell\u2019Est Europa, nonch\u00e9 nei continenti americano (con particolare riferimento al Canada) ed australiano; \u00abcontesti dove si sono stabilmente insediate nuove generazioni di affiliati, incardinati in <em>locali<\/em> che, seppur dotati di una certa autonomia, continuano a dar conto al comando strategico reggino\u00bb <em>(ibid.)<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Proiezioni territoriali: provincia di Reggio Calabria.<\/strong> Nel \u201cmandamento centro\u201d (la zona del Reggino) l\u2019inchiesta <em>Gotha<\/em> sta evidenziando l\u2019operativit\u00e0 di una \u201ccupola mafiosa\u201d, formata da almeno quattro famiglie, avente una spiccata vocazione imprenditoriale e protesa verso il condizionamento delle istituzioni <em>(cap. 2, pag. 11)<\/em>.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-26641\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Reggio-Cal.png\" alt=\"\" width=\"590\" height=\"520\" \/><\/p>\n<p>Situazione non dissimile da quella riscontrata nel \u201cmandamento tirrenico\u201d (la c.d. \u201cPiana\u201d), e che ha determinato nel tempo una serie di mutamenti strutturali ed organici negli storici gruppi di \u2018ndrangheta dell\u2019area, funzionali anche alla nascita di nuove alleanze <em>(cap. 2, pag. 15)<\/em>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-26642\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Tirreno.png\" alt=\"\" width=\"525\" height=\"521\" \/><\/p>\n<p>Le cosche del <em>mandamento jonico<\/em> (comprendente la c.d. \u201cMontagna\u201d), invece, avvalendosi di sempre pi\u00f9 sofisticati meccanismi per la movimentazione della droga nonch\u00e9 dell\u2019affidabilit\u00e0 loro riconosciuta dai trafficanti dei Paesi produttori, continuano a dimostrare una decisa propensione alla gestione del traffico internazionale di stupefacenti, non disdegnando comunque il condizionamento delle procedure di assegnazione degli appalti pubblici, spesso mediante l\u2019interrelazione con i politici locali <em>(cap. 2, pag. 25)<\/em>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-26643\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Jonio.png\" alt=\"\" width=\"447\" height=\"516\" \/><\/p>\n<p><strong>Proiezioni territoriali: altre province.<\/strong> L\u2019interferenza delle \u2018ndrine nella vita delle Amministrazioni locali, nel semestre analizzato, ha particolarmente segnato anche la provincia di Catanzaro, che ha fatto registrare lo scioglimento per infiltrazioni mafiose di ben tre consigli comunali (Cropani, Lamezia Terme e Petron\u00e0). Sensibile a tale fenomeno \u00e8 risultato anche il territorio vibonese, con il Prefetto di Vibo Valentia che nel luglio del 2017 \u00e8 stato tenuto a disporre l\u2019insediamento di commissioni di accesso presso i comuni di San Gregorio d\u2019Ippona, Limbadi e Briatico; tutte Amministrazione poi sottoposte a scioglimento nel corso dei primi mesi del 2018. Non sono impermeabili a questa tendenza del crimine organizzato calabrese nemmeno le province di Crotone e Cosenza, dove si \u00e8 registrato lo scioglimento dei consigli comunali di Isola di Capo Rizzuto e Cassano all\u2019Ionio <em>(cap. 2, pagg. 31-44)<\/em>.<\/p>\n<p><strong>La \u2018ndrangheta oltre le aree di tradizionale insediamento.<\/strong> Anche nel semestre considerato, risultano chiari ed evidenti i segni dell\u2019attivismo ultra regionale di questa organizzazione, con particolare riferimento ai casi della Liguria, della Lombardia e del Piemonte dove, al fianco delle pi\u00f9 tradizionali pratiche criminali mafiose, \u00e8 costante l\u2019inclinazione verso il reinvestimento dei profitti illeciti nei punti chiave dell\u2019economia, dell\u2019imprenditoria e finanche della pubblica amministrazione. Non meno rilevanti appaiono, poi, le presenze \u2018ndranghetiste in Veneto, in Emilia-Romagna, in Toscana e nel Lazio <em>(cap. 2, pag. 46)<\/em>.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2, peraltro, ha permesso di constatare la perdurante tendenza di tali sodalizi criminali \u00aba diversificare gli investimenti, ampliando il proprio raggio d\u2019azione nei pi\u00f9 svariati settori imprenditoriali, quali la grande distribuzione, la ristorazione, il turismo, l\u2019edilizia, il movimento terra, lo smaltimento dei rifiuti, le energie rinnovabili, quello sanitario, delle scommesse e del gioco <em>online<\/em> e l\u2019accaparramento dei fondi comunitari, cui se ne potrebbero aggiungere, in futuro, anche altri, in considerazione della spiccata capacit\u00e0 delle <em>cosche<\/em> di saper cogliere, sempre in anticipo, le opportunit\u00e0 offerte dal mercato\u00bb <em>(cap. 2, pag. 64)<\/em>.<\/p>\n<p><strong>2.COSA NOSTRA. <\/strong>Prosegue la fase di riorganizzazione in seno alla mafia siciliana, non facilmente prevedibile negli esiti soprattutto a seguito della recente scomparsa del \u201ccapo dei capi\u201d, Salvatore Riina. Attualmente Cosa nostra &#8211; in particolare sul fronte palermitano &#8211; sta infatti attraversando un periodo di riassetto e di rimodulazione degli equilibri nel tentativo di preservare il proprio impianto unitario e verticistico, anche al fine di ottenere il massimo possibile, all\u2019odierno stato delle cose, da un pur ridimensionato campo di attivit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-26644\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Palermo.png\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p>Ciononostante, l\u2019organizzazione rimane \u00abdotata di vitalit\u00e0 e di una notevole potenzialit\u00e0 offensiva, oltrech\u00e9 di una sempre diffusa ramificazione nel territorio ove continua ad esercitare ingerenze sugli apparati politico-amministrativi locali\u00bb <em>(cap. 3, pag. 66)<\/em>. Ne costituiscono un chiaro indicatore gli accessi prefettizi disposti presso alcuni Comuni dell\u2019isola nel corso del semestre oggetto d\u2019analisi (Niscemi, Vittoria, Bombensiere, Camastra e Trecastagni; negli ultimi tre casi si \u00e8 proceduto allo scioglimento del Consiglio comunale tra l\u2019aprile e il maggio del 2018).<\/p>\n<p>In ogni caso, il ricorso alla violenza e alle intimidazioni sta progressivamente lasciando il posto ad un vasto sistema di collusioni e corruttele. Sempre pi\u00f9 spesso, come dimostrano le risultanze investigative del periodo considerato, le infiltrazioni nel tessuto socio-economico della regione da parte delle consorterie mafiose sono infatti possibili anche grazie alla compiacenza di pubblici funzionari. \u00abI settori pi\u00f9 frequentemente interessati sono quelli dello smaltimento rifiuti, della manutenzione del verde, della ristrutturazione di edifici scolastici e del rifacimento delle strade: la modalit\u00e0 di infiltrazione \u00e8, generalmente, basata sulla giustificazione fornita da inesistenti circostanze di somma urgenza e necessit\u00e0, che impongono affidamenti diretti, consentendo di evitare le pi\u00f9 rigorose procedure concorsuali ordinarie\u00bb <em>(cap. 3, pag. 67)<\/em>. Pi\u00f9 in generale, appare in continua espansione la platea di soggetti non direttamente affiliati al crimine organizzato ma disponibili a volgere a favore di questo la propria opera o professione, andando cos\u00ec ad infoltire le fila della c.d. \u201carea grigia\u201d.<\/p>\n<p>Analoga strategia di \u201cinabissamento\u201d e di contenimento degli atteggiamenti pi\u00f9 tipicamente mafiosi, quali quelli intimidatori e violenti, \u00e8 adottata dalle famiglie di Cosa nostra nei contesti extra-regionali, con le presenze pi\u00f9 significative registrate in Lombardia, in Toscana e nel Lazio.<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 1rem;\">3.LA CAMORRA. <\/strong><span style=\"font-size: 1rem;\">Le dinamiche criminali risultano in Campania piuttosto diversificate e in continua evoluzione, anche in ragione di un ambiente delinquenziale decisamente articolato. In pari misura tra capoluogo e provincia, soprattutto del Napoletano e del Casertano, continua a segnalarsi la costante conflittualit\u00e0 tra nuove consorterie e tradizionali nuclei criminali, con questi ultimi che, sebbene privati degli elementi apicali a seguito dell\u2019azione repressiva delle Forze dell\u2019ordine, hanno per\u00f2 avuto la capacit\u00e0 di riorganizzarsi e ricollocarsi sul territorio, tendendo ora anch\u2019essi, cos\u00ec come pi\u00f9 sopra descritto con riferimento a Cosa nostra, ad evitare il clamore delle azioni violente, per dedicarsi silenziosamente alla gestione di grandi traffici extra-regionali ed internazionali <\/span><em style=\"font-size: 1rem;\">(cap. 4, pag. 118)<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\">. I principali settori di intervento di questi gruppi afferiscono ai traffici di stupefacenti e di merce contraffatta, all\u2019estorsione, all\u2019usura, nonch\u00e9 allo smaltimento illegale di rifiuti. Con rinnovato e perdurante interesse, inoltre, anche i clan camorristici si avvalgono di pi\u00f9 o meno complesse pratiche corruttive per determinare le assegnazioni degli appalti pubblici oltrech\u00e9, pi\u00f9 in generale, per beneficiare dell\u2019asservimento ai propri interessi di pubblici funzionari e amministratori, cos\u00ec come, nel periodo esaminato, dimostrano gli accessi prefettizi nei Comuni di Caivano, Calvizzano e San Gennaro Vesuviano (tutti culminati con lo scioglimento da parte del Consiglio dei ministri, tra il febbraio e l\u2019aprile del 2018).<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-26645\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Napoli.png\" alt=\"\" width=\"547\" height=\"392\" \/><\/p>\n<p>Continua poi a destare apprensione il fenomeno delle c.d. <em>baby gang<\/em>, bande di giovani e giovanissimi, non necessariamente di estrazione mafiosa, i cui componenti si rendono protagonisti di crimini violenti talvolta anche efferati. Significativa, a tal riguardo, la risoluzione adottata nell\u2019ottobre del 2017 dal Consiglio Superiore della Magistratura, volta a sollecitare il legislatore all\u2019adozione di norme per la tutela dei minori inseriti in contesti di criminalit\u00e0 organizzata, con interventi su quel tessuto familiare deviante che ne condiziona spesso il percorso di crescita <em>(cap.4, pag. 121)<\/em>.<\/p>\n<p><strong>4.CRIMINALITA\u2019 PUGLIESE.<\/strong> Come gi\u00e0 evidenziato nelle precedenti relazioni della DIA, la criminalit\u00e0 che opera in Puglia si caratterizza tanto per la sua frammentariet\u00e0 che per l\u2019accesa conflittualit\u00e0 che la contraddistingue.<\/p>\n<p>Tra i pi\u00f9 attivi vi sono gli \u201caggregati criminali\u201d della provincia di Foggia (<em>cap. 5, pag. 166<\/em>), molto vitali e in grado di allargare i propri orizzonti d\u2019affari al di fuori dei confini nazionali. I gruppi che operano nella cd. BAT provincia (<strong>Barletta \u2013 Andria \u2013 Trani<\/strong>), collegati con i clan della piana di Cerignola, sono attivi nel traffico di droga, nelle estorsioni, nel traffico di armi e con un \u201cprevalente interesse\u201d per le rapine ad autotrasportatori e a furgoni portavalori, attivit\u00e0 nelle quali \u201cdenotano spiccato senso della pianificazione e notevoli potenzialit\u00e0 strategiche di tipo militare\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-26646\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/BAT.png\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"469\" \/><\/p>\n<p>Nel territorio della provincia di <strong>Bari <\/strong>la malavita risente dei percorsi di collaborazione con la giustizia intrapresi da alcuni capi storici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-26647\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Prov.Bari_.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"616\" \/><\/p>\n<p>A <strong>Taranto<\/strong> le consorterie criminali non puntano a fuoriuscire dai confini provinciali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-26648\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Prov.-Taranto.png\" alt=\"\" width=\"704\" height=\"520\" \/><\/p>\n<p>Tra <strong>Brindisi e Lecce<\/strong>, un tempo roccaforti della SCU (Sacra Corona Unita), le organizzazioni criminali risentono ancora dello smantellamento seguito alle inchieste della magistratura.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-26649\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Brindsi-e-Lecce.jpg\" alt=\"\" width=\"3264\" height=\"1588\" \/><\/p>\n<p><strong>La provincia di Foggia<\/strong>. C\u2019\u00e8 fermento sul territorio, causato dalle mire dei vari clan che vogliono consolidare una propria \u201cautonoma operativit\u00e0\u201d e raggiungere una \u201cgestione monopolistica\u201d delle attivit\u00e0 illecite sui territori di riferimento. Per ottenere i loro scopi questi clan sono sempre pi\u00f9 \u201cproiettati verso convergenze ed alleanze con gruppi di diversa provenienza, rendendo lo scenario altamente fluido\u201d.\u00a0 Il radicamento di questi clan \u2013 che hanno una matrice familiare \u2013 rende il contesto molto violento e omertoso. Il controllo del territorio si applica attraverso numerose forme di intimidazione ai danni di tutti gli operatori dei principali settori economici della zona. L\u2019alta disponibilit\u00e0 di manodopera \u2013 italiana ed extracomunitaria \u2013 favorisce i fenomeni legati al cosiddetto caporalato. L\u2019elevata disponibilit\u00e0 di armi e di giovani leve sono altre due caratteristiche peculiari dei clan foggiani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-26650\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Prov.Foggia.png\" alt=\"\" width=\"712\" height=\"553\" \/><\/p>\n<p>La DIA (<em>cap. 5, pag 171<\/em>) dedica un focus anche alla situazione <strong>nell\u2019area garganica<\/strong>, caratterizzata da forte instabilit\u00e0 e interessata da un processo di rinnovamento che scompagina alleanze radicate nel tempo e causa l\u2019esplosione di faide. \u00c8 in questo contesto che vanno letti alcuni fatti di sangue come la strage di San Marco in Lamis dell\u2019agosto 2017, che aveva come scopo principale l\u2019eliminazione del boss del clan Romito. Nella zona del <strong>Tavoliere<\/strong>, in particolare nell\u2019area di San Severo, \u201csi continua ad assistere ad un processo di ascesa da parte di alcuni gruppi, che si starebbero progressivamente affermando su altre consorterie nel controllo delle attivit\u00e0 illecite\u201d. Nella zona del Basso Tavoliere, l\u2019area di Cerignola, la realt\u00e0 criminale si presenta come la pi\u00f9 solida e strutturata, capace di diversificare le attivit\u00e0 in una logica sempre pi\u00f9 affaristica.<\/p>\n<p>\u201cLa pluralit\u00e0 delle attivit\u00e0 delittuose perseguite \u2013 evidenzia la DIA &#8211; condotte anche con forme di pendolarismo, mostrano un elevato livello di organizzazione che conferisce alla criminalit\u00e0 cerignolana un ruolo di particolare importanza nell&#8217;intera regione, rendendo contestualmente difficoltosa la distinzione tra criminalit\u00e0 comune e quella di tipo mafioso. \u00c8 il caso, infatti, del traffico degli stupefacenti, dei furti e delle rapine ai TIR e ai porta valori, anche fuori regione, dove la scelta degli obiettivi, mai casuale, sottende l&#8217;esistenza di un \u2018sistema\u2019 che connota le consorterie foggiane, e cerignolane in particolare, per l&#8217;elevata specializzazione delinquenziale\u201d.<\/p>\n<p>In merito alle attivit\u00e0 illecite e agli affari condotti delle organizzazioni pugliesi al di fuori dei confini regionali, oltre che alle rapine e al traffico degli stupefacenti, va segnalato come l&#8217;operazione &#8220;Malavigna&#8221; del dicembre 2017, abbia \u201cfatto luce su una movimentazione di capitali sull&#8217;asse Puglia\/Emilia-Romagna, che conferma l&#8217;oramai consolidato utilizzo dell&#8217;intera area del Nord Italia per le attivit\u00e0 di riciclaggio. L&#8217;investigazione offre significativi spunti di riflessione in relazione ad un articolato sistema di ripulitura e reimpiego nel mercato legale di ingenti capitali di provenienza illecita, ideato da un gruppo criminale costituito da elementi legati alla mafia foggiana e da un rappresentante dell&#8217;imprenditoria romagnola\u201d.<\/p>\n<p><strong>5.CRIMINALITA\u2019 ROMANA. <\/strong>La DIA dedica un capitolo ad hoc (<em>cap. 6, pag. 203<\/em>) alla criminalit\u00e0 romana, indicando in questa categoria \u201cquelle ulteriori formazioni criminali &#8211; stanziate in alcune aree della Capitale &#8211; che, basate su stretti vincoli di parentela, evidenziano sempre di pi\u00f9 modus operandi assimilabili alla fattispecie prevista dall&#8217;art. 416 bis\u201d.<\/p>\n<p>Gli investigatori evidenziano come le cd. mafie storiche \u2013 Cosa nostra, ndrangheta, camorre \u2013 siano in grado di adattarsi perfettamente al territorio romano, intrecciando rapporti di collaborazione sul territorio tanto con le mafie di matrice straniera che con le organizzazioni criminali locali, organizzate e non. In questo contesto viene considerato un caposaldo giudiziario, la sentenza della Cassazione del 2017 nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta \u201cNuova Alba\u201d che ha riconosciuto la sussistenza del metodo mafioso adottato sul territorio di Ostia dalla famiglia Fasciani. Nella zona sud-est di Roma si segnala l\u2019onnipresenza del clan Casamonica, attivo nel traffico di droga, nelle estorsioni e nel riciclaggio di denaro sporco.<\/p>\n<p><strong>6.MAFIE STRANIERE<\/strong>. La DIA (<em>cap. 7, pag. 205 ss<\/em>) conferma un concetto gi\u00e0 emerso nelle precedenti relazioni: la capacit\u00e0 delle mafie straniere di operare al Sud in accordo e in forma di subalternit\u00e0 con le organizzazioni criminali locali, mentre nelle altre regioni riescono a ritagliarsi uno spazio autonomo e quasi paritetico. Il traffico di stupefacenti, delle armi, i reati legati all&#8217;immigrazione clandestina, la tratta di persone da avviare alla prostituzione e al lavoro nero, la contraffazione, i reati contro il patrimonio e i furti di rame, \u201csono solo alcuni dei settori dell&#8217;illecito maggiormente rappresentativi dell&#8217;operativit\u00e0 della criminalit\u00e0 straniera in Italia\u201d.<\/p>\n<p><strong>La criminalit\u00e0 albanese.<\/strong> \u00c8 la pi\u00f9 presente e ramificata sul territorio italiano, caratterizzata da un continuo reclutamento. Sono frequenti le condotte violente per risolvere i contrasti tra gruppi rivali. La criminalit\u00e0 albanese \u00e8 particolarmente attiva nel traffico degli stupefacenti \u2013 con forti legami con i gruppi pugliesi &#8211; nello sfruttamento della prostituzione e nei reati contro il patrimonio. \u201cGli ingenti sequestri di stupefacente operati nel semestre lungo tutta la costa pugliese, dimostrano come questa offra approdi sicuri per le rotte dei trafficanti di marijuana provenienti dall\u2019Albania, circostanza che attrae, di fatto, anche l&#8217;interesse di organizzazioni criminali extraregionali\u201d.<\/p>\n<p><strong>Criminalit\u00e0 rumena e proveniente da Paesi dell\u2019ex blocco sovietico<\/strong>. I principali reati dei gruppi criminali rumeni e dell\u2019ex URSS sono analoghi a quelli albanesi (legati a stupefacenti, sfruttamento prostituzione, reati predatori). Di recente sono emersi collegamenti tra gruppi rumeni con imprenditori italiani per lo sfruttamento di manodopera. I gruppi di origine georgiana si distinguono per la specializzazione conseguita nei furti in appartamento. Altri gruppi \u201crussofoni\u201d sono particolarmente attivi nello sfruttamento della prostituzione e dell\u2019immigrazione clandestina.<\/p>\n<p><strong>Criminalit\u00e0 cinese<\/strong>. Contraffazione, estorsioni in danno di connazionali, traffico di esseri umani e falsificazione di documenti sono per le principali attivit\u00e0 illecite a cui si dedica la criminalit\u00e0 cinese, che coltiva anche interessi nel settore del gioco d\u2019azzardo \u2013 attraverso bische clandestine e attivit\u00e0 di riciclaggio &#8211; e nel traffico degli stupefacenti (cannabis e metanfetamine). I gruppi sono \u201ccaratterizzati da una fitta rete di rapporti ramificati sul territorio, a loro volta basati su relazioni che poggiano essenzialmente su un legame familiare-solidaristico. Nei sodalizi vengono, poi, costantemente reclutate giovani leve, talvolta coinvolte anche in azioni violente contro gruppi rivali. Allo stesso tempo, nelle organizzazioni rimane vigente la <em>guanxi<\/em>, una rete assistenzialistica che assicura benefici e servizi e che, accrescendo il livello di omert\u00e0, contribuisce a connotare di mafiosit\u00e0 il contesto criminale\u201d. Va segnalato come la criminalit\u00e0 cinese spesso si avvalga di consulenze e professionisti italiani, allo scopo di pratiche relative all&#8217;evasione fiscale e contributiva.<\/p>\n<p><strong>Criminalit\u00e0 sudamericana<\/strong>. Componenti delinquenziali di origine boliviana, colombiana, venezuelana, dominicana, peruviana ed ecuadoregna presenti in Italia sono perlopi\u00f9 interessate al traffico di stupefacenti e allo sfruttamento della prostituzione. Rappresentano un punto di riferimento delle mafie italiane per le importazioni di cocaina.<\/p>\n<p><strong>Criminalit\u00e0 nigeriana<\/strong>. Alta specializzazione nel traffico di stupefacenti e nello sfruttamento della prostituzione, anche minorile. \u201cIn Italia, cos\u00ec come in altri Paesi, \u00e8 stata da tempo riscontrata l&#8217;operativit\u00e0 delle organizzazioni criminali nigeriane di matrice cultista, tra le quali emergono per il numero dei componenti la Supreme Eye Confraternity (SEC) e la Black Axe Confraternity. Tali gruppi, ramificati a livello internazionale, i caratterizzano per la forte componente esoterica, a sfondo voodoo, che va ad influire in maniera sostanziale sul reclutamento e sull&#8217;operato dei partecipanti, nonch\u00e9, data l&#8217;alta valenza suggestiva, anche sulle stesse vittime del reato di tratta, che restano indissolubilmente legate, per timore di ritorsioni, ai trafficanti\u201d. I clan nigeriani gestiscono tutta la filiera: dal reclutamento, alla falsificazione dei documenti, fino alla regolarizzazione in Italia della loro posizione.<\/p>\n<p><strong>Criminalit\u00e0 nordafricana<\/strong>. Gestisce, in collaborazione con italiani o soggetti di altre nazionalit\u00e0, lo spaccio di sostanze stupefacenti, detenendone il monopolio in alcune aree territoriali. Sotto il loro controllo \u00e8 il flusso del narcotraffico dal Nord Africa attraverso la Spagna, arrivando a gestire anche la distribuzione.<\/p>\n<p><strong>7.CRIMINALITA\u2019 ITALIANA IN EUROPA. <\/strong>Le caratteristiche delle mafie italiane del 21\u00b0secolo \u2013 la loro vocazione imprenditoriale, la flessibilit\u00e0 delle strutture organizzative, l\u2019elevato know-how tecnologico \u2013 le rendono particolarmente adatte ad espandere i loro traffici e il loro interessi al di fuori dei confini nazionali, mantenendo comunque una forte connotazione identitaria. Di seguito i passaggi pi\u00f9 significativi della relazione DIA (<em>cap. 8<\/em>) sulla presenza mafiosa in alcuni Paesi europei.<\/p>\n<p>\u201cLa <strong>Francia<\/strong>, anche in virt\u00f9 della vicinanza, geografica e culturale con l&#8217;Italia, registra una consolidata presenza di elementi connessi a gruppi criminali di matrice mafiosa, in particolare siciliani e calabresi, che utilizzano quel territorio per favorire la latitanza di affiliati, reinvestire nell&#8217;economia legale capitali accumulati illecitamente, nonch\u00e9 creare basi per la gestione del narcotraffico\u2026 In <strong>Germania<\/strong> la maggior organizzazione criminale di matrice italiana presente sul territorio \u00e8 la &#8216;ndrangheta, che in alcuni casi ha replicato strutture analoghe a quelle calabresi di riferimento. I soggetti sono dediti in particolare ad attivit\u00e0 di riciclaggio, anche attraverso acquisizioni d\u00ec esercizi commerciali e beni immobili. Per quel che riguarda il mercato degli stupefacenti, il territorio tedesco risulta di notevole interesse per le cosche calabresi, anche in virt\u00f9 delle potenzialit\u00e0 operative che offre il porto di Amburgo, uno degli scali pi\u00f9 importanti d&#8217;Europa\u2026 in <strong>Austria<\/strong> i sodalizi criminali di matrice italiana, pur non risultando fortemente radicati nel territorio, sono attivi nella gestione di attivit\u00e0 finanziarie, societarie e immobiliari\u2026 Da anni il territorio del <strong>Belgio<\/strong> costituisce centro di interesse per la criminalit\u00e0 calabrese, per le opportunit\u00e0 di investimenti di profitti illeciti, rilevato che esponenti delle cosche ionico-reggine sono inseriti in alcuni tra i principali settori economici ed imprenditoriali\u2026 Attivit\u00e0 info-investigative pregresse segnalano in <strong>Olanda<\/strong> la presenza di esponenti della &#8216;ndrangheta, quali terminali di classiche attivit\u00e0 criminali, narcotraffico e reimpiego di capitali illeciti, nonch\u00e9 a presidio di un territorio, sovente utilizzato per garantire la latitanza di soggetti colpiti da provvedimenti restrittivi\u2026 il <strong>Regno Unito<\/strong> costituisce per la criminalit\u00e0 organizzata di stampo mafioso appetibile area di interesse al fine precipuo di riciclare il denaro attraverso societ\u00e0 finanziarie e attivit\u00e0 imprenditoriali: quanto precede, anche in ragione della flessibilit\u00e0 del mercato anglosassone, che si estende dai grattacieli della City di Londra ai paradisi bancari delle Isole Cayman\u2026 La <strong>Spagna<\/strong> \u00e8 senza dubbio uno dei Paesi europei ove si registrano tra le pi\u00f9 elevate proiezioni internazionali delle organizzazioni criminali italiane. Il Paese rappresenta uno snodo strategico per il narcotraffico mondiale, quale privilegiato canale di ingresso della droga in Europa e sito di enorme valenza logistica per lo stoccaggio ed il successivo trasporto nei Paesi di destinazione, trovandosi al centro di due importanti rotte internazionali: quella della cocaina proveniente dal Sud America e, in particolare, dalla Colombia, e quella dell&#8217;hashish, proveniente dal Marocco\u2026 La normativa tributaria vigente a <strong>Malta<\/strong>, particolarmente vantaggiosa sotto il profilo fiscale, ha destato l&#8217;interesse delle consorterie mafiose, sempre pi\u00f9 dedite a svolgere attivit\u00e0 di riciclaggio, in particolare attraverso il gioco d&#8217;azzardo on line\u2026 la <strong>Bulgaria<\/strong>, situata nell&#8217;Europa sud-orientale, si trova al centro delle due rotte del narcotraffico (quella dei Balcani e quella meridionale che attraversa il Caucaso meridionale c il Mar Nero), gestito anche dalla criminalit\u00e0 italiana e funge da cerniera tra l&#8217;Est e l&#8217;Ovest dell&#8217;Europa, risultando d&#8217;interesse per la criminalit\u00e0 mafiosa, sia per i traffici di stupefacenti, che per il reinvestimento di capitali illeciti\u2026 Negli ultimi anni le organizzazioni criminali di matrice italiana, prima fra tutte la &#8216;ndrangheta, grazie ai nuovi sbocchi commerciali determinatisi a seguito del crollo del muro di Berlino, si stanno espandendo in alcuni Paesi dell&#8217;Est, tra cui la <strong>Romania<\/strong>, ove si rilevano consistenti segnali circa la presenza di gruppi criminali calabresi, dediti a varie tipologie di riciclaggio di capitali illeciti. La stessa area geografica \u00e8 utilizzata, inoltre, dalle consorterie criminali di matrice campana, anche per favorire la latitanza di affiliati\u201d.<\/p>\n<p><strong>8.APPALTI E INTERDITTIVE ANTIMAFIA<\/strong>. \u201cL&#8217;informativa antimafia rappresenta uno dei principali strumenti assegnati ai Prefetti per contrastare il fenomeno dell&#8217;inquinamento criminale nelle attivit\u00e0 economiche del Paese\u201d (<em>cap. 9<\/em>), a partire dagli appalti pubblici. La relazione fornisce alcuni dati sull\u2019utilizzo dell\u2019interdittiva antimafia \u2013 cui la DIA garantisce il suo essenziale apporto &#8211; soprattutto da parte delle prefetture del Sud Italia: su 625 provvedimenti adottati nell\u2019intero 2017, risulta in cima a questa classifica la Calabria (195 interdittive), la Sicilia (160), la Campania (67); rilevante l\u2019uso dell\u2019interdittiva anche in alcune regioni del Nord Italia: Emilia Romagna (57 provvedimenti), Piemonte (39) e Lombardia (29). (<em>Per maggiori informazioni su normativa e giurisprudenza leggi questa <strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/certificati-antimafia-contrastare-linfiltrazione-mafiosa-nelleconomia-la-sintesi-della-normativa-sul-sito-di-avviso-pubblico\/\">scheda<\/a><\/strong><\/em>),<\/p>\n<p><strong>9.RICICLAGGIO E SEGNALAZIONI DI OPERAZIONI SOSPETTE (S.O.S)<\/strong><\/p>\n<p>Nel secondo semestre 2017 (<em>cap. 10<\/em>) la Direzione Investigativa Antimafia ha analizzato <strong>45.815 segnalazioni di operazioni sospette<\/strong>, che ha comportato l&#8217;esame di 203.830 soggetti segnalati o collegati, di cui 143.953 persone fisiche e 59.877 persone giuridiche. Tale analisi ha consentito di selezionare <strong>5.044 segnalazioni di interesse della DIA, di cui 932 di diretta attinenza alla criminalit\u00e0 mafiosa<\/strong> e 4.112 riferibili a fattispecie definibili \u201creati spia\u201d. La maggior parte \u00e8 stata effettuata da banche ed enti creditizi (71%), mentre \u201cancora poco significativo risulta il contributo dei professionisti (5%). In quest&#8217;ultimo caso, la quasi totalit\u00e0 del contributo proviene dai notai (97%), mentre residuano gli avvocati (2%) e i commercialisti (1%)\u201d. Il maggior numero \u00e8 stato effettuato nelle regioni settentrionali (20.110), soprattutto in Lombardia (20%), con a seguire le regioni meridionali (12.452) e centrali (8.847), per finire con le Regioni insulari (2.823).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-26651\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Riciclaggio-1.png\" alt=\"\" width=\"758\" height=\"536\" \/><\/p>\n<p>\u201cLa <strong>Campania<\/strong>, fra le regioni d&#8217;elezione delle consorterie criminali (Sicilia e Calabria), risulta avere la pi\u00f9 alta percentuale di operazioni finanziarie effettuate (15,75%) \u2013 evidenzia la DIA &#8211; \u00c8 preceduta solo dalla Lombardia e seguita da Lazio ed Emilia-Romagna, contesti geografici, questi ultimi, verso i quali \u00e8 diretta la maggiore attenzione dei clan mafiosi in relazione alle ampie e diversificate opportunit\u00e0 economiche offerte dal territorio\u201d.<\/p>\n<p><strong>10.SCIOGLIMENTI DEGLI ENTI LOCALI PER MAFIA<\/strong>. La relazione contiene numerosi riferimenti alle infiltrazioni dei diversi gruppi criminali nelle amministrazioni locali (su questo fenomeno leggi la <strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/comuni-sciolti-per-mafia\/\">documentazione presente sul sito di Avviso Pubblico<\/a><\/strong>), dedicando poi un apposito capitolo (<em>11, lett. b<\/em>) ai provvedimenti adottati nel corso del 2017. Viene anche presentato un quadro dell\u2019andamento, nel corso degli anni, dei soggetti arrestati e denunciati ai sensi dell\u2019art. 416 bis del c.p., per l\u2019aggravante del \u2018metodo mafioso\u2019 (art. 7 del Dl n. 152 del 1992) e per scambio elettorale politico mafioso (art. 416 ter c.p.) nelle diverse regioni, ponendo in relazione questi dati con le <strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/infiltrazioni-mafiose-negli-enti-locali-analisi-delle-motivazioni-dei-piu-recenti-decreti-di-scioglimento\/\">motivazioni alla base dei decreti di scioglimento dei comuni per infiltrazioni della criminalit\u00e0 organizzata<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>(a cura di <a href=\"mailto:luca.fiordelmondo@avvisopubblico.it\"><strong>Luca Fiordelmondo<\/strong><\/a>, Master APC Universit\u00e0 di Pisa\u00a0e <a href=\"mailto:claudio.forleo@avvisopubblico.it\"><strong>Claudio Forleo<\/strong><\/a>, giornalista)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa. 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