{"id":30981,"date":"2019-02-14T15:32:12","date_gmt":"2019-02-14T14:32:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=30981"},"modified":"2019-02-14T15:32:12","modified_gmt":"2019-02-14T14:32:12","slug":"sintesi-della-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-primo-semestre-2018","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/sintesi-della-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-primo-semestre-2018\/","title":{"rendered":"Sintesi della Relazione della Direzione Investigativa Antimafia (Primo Semestre 2018)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa.<\/strong>\u00a0Il Ministro dell\u2019Interno ha trasmesso alle Camere, il 28 dicembre 2018, la\u00a0<a href=\"http:\/\/direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it\/semestrali\/sem\/2018\/1sem2018.pdf\"><strong>Relazione sull\u2019attivit\u00e0 svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia nel primo semestre del 2018<\/strong><\/a>, della quale si sintetizzano i passaggi pi\u00f9 significativi (<em>per le precedenti relazioni clicca\u00a0<strong>qui<\/strong><\/em>).<\/p>\n<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-30984 alignleft\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/DIA-407x405.png\" alt=\"\" width=\"278\" height=\"276\" \/>\u2018NDRANGHETA <\/strong><em>(pp. 11-54)<\/em>. La DIA, in continuit\u00e0 con le precedenti relazioni, sottolinea come la criminalit\u00e0 organizzata calabrese mantenga intatta la propria supremazia nel traffico degli stupefacenti, non solo a livello nazionale. Gli investigatori evidenziano l\u2019importanza dei riti di affiliazione che \u201cnon costituiscono mai n\u00e9 un retaggio del passato n\u00e9 una nota di colore\u201d ma sono necessari all\u2019organizzazione per definire appartenenza e gerarchie, rafforzando il senso di identit\u00e0 e la riconoscibilit\u00e0 all\u2019esterno. Non solo sui territori di origini, ma anche in contesti extraregionali e perfino internazionali. Dal punto di vista imprenditoriale vengono riconosciute le \u201cpotenzialit\u00e0 criminogene della \u2018ndrangheta, proiettata verso <strong>ambiti delinquenziali sempre pi\u00f9 raffinati<\/strong>, nel contaminare pericolosamente l\u2019economia legale, alterando le condizioni di libero mercato con il <strong>monopolio di interi settori<\/strong>, da quello edilizio, funzionale all\u2019accaparramento di importanti appalti pubblici, a quello immobiliare o delle concessioni dei giochi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Infiltrazioni sempre pi\u00f9 diffuse anche nel Nord Italia<\/strong>, come dimostrano le numerose interdittive antimafia spiccate nell\u2019area \u201cper societ\u00e0 che operano nel settore edilizio, del trasporto e smaltimento rifiuti, dell\u2019autotrasporto e della ristorazione\u201d. Nella relazione si sottolinea come <strong>la ricerca di prestanome \u2013 necessari per accaparrarsi gli appalti pubblici <\/strong>\u2013 prescinda dal luogo di origine degli stessi e \u201cdal contesto geo-criminale in cui insistono le sedi legali delle societ\u00e0\u201d. La cosiddetta <strong><em>area grigia<\/em><\/strong> \u00e8 costituita soprattutto da elementi che operano nel settore imprenditoriale, bancario e sanitario.<\/p>\n<p><strong>La globalizzazione<\/strong>\u00a0della criminalit\u00e0 organizzata calabrese e la replica del suo modello organizzativo \u00e8 confermata una volta di pi\u00f9 dalla DIA, che cita Germania, Svizzera, Spagna, Francia, Olanda, Est Europa, Nordamerica e Australia quali contesti in cui le \u2018ndrine sono maggiormente radicate. Una strategia espansionistica, orchestrata dal comando strategico che ha la testa nella provincia di Reggio Calabria, finalizzata a \u201criciclare e reimpiegare i capitali illeciti, utilizzando tecniche di occultamento sempre pi\u00f9 sofisticate, frutto principalmente del traffico internazionale di stupefacenti e delle estorsioni\u201d. Un\u2019evoluzione che richiede \u201cun profilo tecnico \u2013 investigativo e di analisi sempre pi\u00f9 elevato, in grado di intercettare modus operandi in continua trasformazione\u201d.<\/p>\n<p><strong>COSA NOSTRA <\/strong><em>(pp. 55-117).<\/em> Si conferma per Cosa Nostra <strong>uno stato generale di criticit\u00e0<\/strong> legato al riassetto degli equilibri interni, sia a seguito dell\u2019incarcerazione e della successiva morte dei capi storici, sia per le continue attivit\u00e0 investigative che stroncano sul nascere questi tentativi di riorganizzazione. Sono i clan palermitani ad influenzare maggiormente l\u2019intera struttura criminale, \u201csia sotto il profilo della gestione degli affari illeciti pi\u00f9 remunerativi, sia con riferimento alla guida dell\u2019organizzazione\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30986 aligncenter\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Palermo-446x405.png\" alt=\"\" width=\"534\" height=\"485\" \/>\u201cSu questa situazione di sofferenza \u2013 scrive la Direzione Investigativa Antimafia &#8211; ha ulteriormente inciso la lunga mancanza di una effettiva struttura di vertice (<strong>la Commissione, c.d. Cupola<\/strong>) legittimata a prendere decisioni in nome di tutta Cosa nostra\u2026 <strong>La ricostituzione di questa struttura, dopo molti anni di inattivit\u00e0, non sembrerebbe, tuttavia, auspicata da tutte le rappresentanze dei mandamenti<\/strong>, specie di quelli pi\u00f9 attivi nella gestione delle attivit\u00e0 economiche anche fuori dal territorio di competenza che, abituati ad agire quasi in autonomia, potrebbero soffrire la restrizione delle regole imposte dalla Commissione\u201d. Una situazione, quella descritta, che trova conferma negli ormai frequenti sconfinamenti territoriali, ingerenze e iniziative non autorizzate e che vede numerosi \u201cuomini d\u2019onore\u201d rivendicare per le proprie articolazioni criminali delle posizioni di autonomia. Si parla di \u201c<strong>un venir meno della compattezza<\/strong>\u201d e, conseguentemente, &#8220;della forza di Cosa nostra intesa come struttura unitaria\u201d.<\/p>\n<p>Altri due aspetti che tendono a tenere in fibrillazione il mondo di Cosa nostra sono <strong>le sempre pi\u00f9 frequenti scarcerazioni per fine pena dei boss<\/strong> che \u201cnutrono aspettative e pretese di recupero, sostanziale e formale, del potere che hanno dovuto cedere dal momento del loro arresto\u201d e <strong>il ritorno dei cosiddetti \u201cscappati\u201d<\/strong>, gli sconfitti della seconda guerra di mafia degli anni Ottanta che vide uscire vincitori i Corleonesi di Riina e Provenzano, oggi deceduti.<\/p>\n<p>Altre criticit\u00e0 evidenziate dalla DIA:<\/p>\n<ul>\n<li>La <strong>contrapposizione tra la corrente oltranzista<\/strong>, legata alla \u201clinea Riina\u201d <strong>e la corrente moderata<\/strong>, meno disposta all\u2019uso della forza;<\/li>\n<li><strong>La figura e l\u2019inquadramento di Matteo Messina Denaro<\/strong>, latitante da oltre 25 anni. Dopo il dominio dei Corleonesi, i boss palermitani non sarebbero favorevoli ad essere \u201crappresentati\u201d da un capo non palermitano e contraddistinto da \u201cun\u2019assenza operativa\u201d come nel caso del boss di Castelvetrano (Trapani).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Al netto di queste criticit\u00e0, <strong>Cosa nostra si conferma \u201cuna struttura ancora vitale, dinamica e plasmabile a seconda dei mutamenti delle condizioni <\/strong>esterne&#8230; la capacit\u00e0 di imporre il rispetto di regole condivise, che consentano agli affiliati di identificarsi nell\u2019organizzazione, rappresenta sempre il migliore collante per garantirne la sopravvivenza. Cosa nostra sembra avvertire il bisogno, per rigenerarsi, di proseguire nel processo di <em>restaurazione delle regole<\/em> fortemente anticipato da Bernardo Provenzano, con la conferma al ricorso alla <em>tradizione<\/em> attraverso schemi organizzativi idonei a riproporre i modelli unitari del passato\u201d.<\/p>\n<p><strong>LA STIDDA<\/strong>. Emerso nella Sicilia centro-orientale come organizzazione criminale fin dalla met\u00e0 degli anni Ottanta, il fenomeno della Stidda \u00e8 una realt\u00e0 criminale che aveva dimostrato \u201cvelleit\u00e0 di contrapposizione alle storiche famiglie di Cosa nostra\u201d, ma \u00e8 stata \u201cridimensionata nei propositi, tanto da arrivare a <strong>recenti forme di alleanza o di convivenza<\/strong>\u201d. La Stidda mantiene comunque \u201cun significativo potenziale delinquenziale, ad esempio nelle dinamiche di gestione dei mercati ortofrutticoli. Oltre al tradizionale controllo militare del territorio, mediante attivit\u00e0 estorsive e usurarie, nonch\u00e9 alla gestione delle piazze di spaccio, le consorterie della Sicilia centro-orientale hanno incrementato l\u2019infiltrazione nel mondo dell\u2019imprenditoria. <strong>La penetrazione negli enti locali e la corruzione di soggetti preposti all\u2019amministrazione della cosa pubblica<\/strong>, rappresenta l\u2019occasione per accaparrarsi finanziamenti ed incentivi economici, utili anche per le attivit\u00e0 del riciclaggio\u201d.<\/p>\n<p><strong>CAMORRA<\/strong> <em>(pp. 118-171)<\/em>. Conferme rispetto alle ultime relazioni arrivano anche dallo stratificato universo della criminalit\u00e0 organizzata campana: un assetto organizzativo privo di una struttura e frammentato. <strong>Da una parte alcuni clan dal potere consolidato<\/strong> e da una forte presa sui contesti di radicamento, <strong>dall\u2019altra un \u201csottobosco di gruppi, spesso tra loro in conflitto<\/strong> per la supremazia su un determinato territorio e per la gestione monopolistica delle attivit\u00e0 illecite\u201d.<\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30989 aligncenter\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Campania-470x405.png\" alt=\"\" width=\"627\" height=\"540\" \/>La scomparsa dei capi carismatici<\/strong> ha visto il proliferare di assunzioni di ruolo da parte di soggetti incapaci di <em>leadership<\/em> e contraddistinti da una mancanza di strategia e utilizzo diffuso della violenza. \u201cPregiudicati poco pi\u00f9 che adolescenti si sono posti a capo di gruppi emergenti, tentando di assumere il predominio nel controllo del territorio e degli affari illeciti, in particolare delle piazze di spaccio, delle attivit\u00e0 estorsive ai danni degli esercizi commerciali e dei fiorenti mercati della contraffazione, con azioni connotate da notevole aggressivit\u00e0, con omicidi, attentati e sparatorie. L\u2019assenza di una solidit\u00e0 gestionale \u00e8 degenerata in lotte intestine, che hanno inciso sulla stabilit\u00e0 di un gran numero di organizzazioni camorristiche\u201d. Altri gruppi sono stati maggiormente in grado di adottare <strong>una strategia in grado di assorbire i contraccolpi giudiziari<\/strong> e riorganizzarsi.<\/p>\n<p>\u201cAccanto ad uno scenario criminale della citt\u00e0 partenopea caratterizzato da una spiccata frammentazione e con un numero indefinito di gruppi criminali instabili \u2013 sottolinea la DIA &#8211; <strong>in provincia e nel casertano permangono le storiche consorterie camorristiche,<\/strong> ben insediate nel tessuto sociale e radicate sul territorio\u2026bench\u00e9 fortemente colpite da provvedimenti cautelari personali e patrimoniali e da pesanti sentenze di condanna, <strong>mantengono salda la capacit\u00e0 di consenso e legittimazione su gran parte della collettivit\u00e0<\/strong>, grazie ad un\u2019immutata forza di intimidazione ed assoggettamento. La forza attrattiva di reclutamento dei nuovi affiliati risiede nella capacit\u00e0 dei gruppi di retribuire le attivit\u00e0 illecite prestate, ma anche nella garanzia di offrire una vera e propria assistenza legale agli indagati, assicurando il mantenimento dei familiari in caso di detenzione. La presenza di parenti all\u2019interno della gerarchia di comando conferma la centralit\u00e0 della famiglia, quale strumento di coesione\u201d.<\/p>\n<p>Le organizzazioni camorriste si confermano terminali di ingenti partite di droga, avvalendosi di consolidati contatti in tutta Europa (Germania, Belgio, Olanda, Spagna) e Sud America; Paesi e continenti in cui sono insediate da decenni. \u00a0<strong>La rilevanza del traffico di stupefacenti nell\u2019economia criminale<\/strong> <strong>dei clan campani<\/strong> \u201c\u00e8 confermata da diverse attivit\u00e0 investigative che certificano le proiezioni internazionali dei gruppi coinvolti e gli accordi tra i diversi sodalizi, finalizzati ad ottimizzare le competenze nella composita filiera dello smercio: trattativa con i fornitori, invio dei corrieri, custodia e raffinazione, tenuta della contabilit\u00e0, distribuzione sul territorio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Altri settori di particolare interesse<\/strong> sono la contraffazione, la sanit\u00e0, <strong>la gestione delle <em>slot machine<\/em> e delle scommesse sportive <em>online<\/em><\/strong>. Sul gioco d\u2019azzardo i clan \u201ctraggono ingenti profitti sia direttamente, riuscendo a gestire tutta la filiera delle operazioni che attengono ai giochi, sia indirettamente, attraverso prestiti a tassi usurari. Quello del gioco \u00e8 solo uno dei tanti settori dai quali si evince che le organizzazioni criminali campane non si limitano, in una logica parassitaria, a consumare reati vessando imprenditori, commercianti e comuni cittadini, ma si sono <strong>direttamente inserite nella gestione di attivit\u00e0 economiche<\/strong>, interagendo anche con l\u2019economia legale e attraverso circuiti ufficiali\u201d.<\/p>\n<p><strong>CRIMINALIT\u00c0 PUGLIESE<\/strong> <em>(pp. 172-225)<\/em>. Quella operante in Puglia \u00e8 <strong>una criminalit\u00e0 in evoluzione<\/strong>, che sta accelerando il processo di omologazione alle altre consorterie mafiose che operano in Italia, attraverso la tradizione del familismo mafioso e dei riti di affiliazione. <strong>Emergono come novit\u00e0 assoluta<\/strong> collegamenti tra gruppi della provincia di Bari e tra altri clan operanti in altre province della regione. Nonostante permanga quella che la DIA definisce \u201cframmentariet\u00e0 strutturale da sempre peculiare delle consorterie delinquenziali locali\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSembrerebbe in atto \u2013 si legge nella relazione &#8211; <strong>un avvicinamento tra camorra barese, mafia foggiana e Sacra Corona Unita,<\/strong> al punto che, in alcuni casi, la cerimonia di affiliazione di sodali baresi \u00e8 stata celebrata alla presenza di un rappresentante della SCU. Una circostanza che assume, anche sul piano simbolico, un valore non trascurabile. Le tre menzionate organizzazioni mafiose pugliesi, pur riconoscendosi come autonome, specie nel controllo militare del territorio, sembrano proiettate, sotto l\u2019egida delle famiglie dominanti, alla <strong>realizzazione di una sinergica struttura multi-business<\/strong>, con una mentalit\u00e0 criminale pi\u00f9 moderna e specializzata, che consente loro di spaziare nei vari ambiti dell\u2019illecito (come quello delle scommesse illegali on-line) e di affermare una tendenza espansionistica verso i settori in crescita dei mercati legali. In tale prospettiva, le associazioni criminali si dimostrano capaci di attuare efficaci strategie d\u2019infiltrazione nell\u2019indotto economico-finanziario gestito dagli enti locali, in particolare nel settore dei rifiuti. <strong>Questa mafia degli affari<\/strong>, proiettata verso obiettivi di medio-lungo termine, utilizza il potere di assoggettamento per condizionare non solo gli Enti locali, ma anche il tessuto imprenditoriale. In tali ambiti, <strong>la corruzione diventa il grimaldello<\/strong> per permeare la Pubblica Amministrazione\u201d.<\/p>\n<p>Tale <em>trend<\/em> evolutivo emerge non solo dalle numerose interdittive antimafia spiccate nel periodo, quanto anche dallo <strong>scioglimento per infiltrazioni mafiose di ben 3 amministrazioni locali <\/strong>(Mattinata in provincia di Foggia, Surbo e Sogliano Cavour in provincia di Lecce). Le infiltrazioni vengono segnalate anche in societ\u00e0 attive nei settori merceologici dell\u2019edilizia, del mercato ittico, commercio di legname, pastorizia, servizi funebri, raccolta e trasporto nettezza urbana, servizi di assistenza per richiedenti asilo e per soggetti vulnerabili, gestione impianti sportivi. Si conferma un grande interesse per il <strong>comparto agroalimentare<\/strong> \u2013 soprattutto nel Foggiano ma anche nel Tavoliere \u2013 L\u2019opportunit\u00e0 di assoldare a basso costo braccianti stranieri ha visto <strong>una crescita esponenziale del fenomeno del cd. caporalato<\/strong> e di tutto l\u2019indotto sommerso ed illegale connesso al settore\u201d.<\/p>\n<p><strong>CRIMINALIT\u00c0 NELLA CITT\u00c0 DI ROMA<\/strong> <em>(pp. 410-432)<\/em>. \u00a0A Roma, definita dalla DIA \u201cpunto di incontro privilegiato tra organizzazioni criminali italiane e straniere\u201d, sono operative <strong>mafie autoctone<\/strong>, nate e cresciute sul territorio anche come riflesso delle organizzazioni mafiose calabresi, siciliane e campane. Come queste ultime, anche le mafie romane \u201channo adottato un metodo operativo che si caratterizza essenzialmente per la progressiva diminuzione delle componenti violente e militari, che hanno ceduto il passo alla <strong>ricerca di proficue relazioni di scambio e di collusione<\/strong>, finalizzate ad infiltrare il territorio romano\u201d. Un radicamento favorito proprio da queste relazioni con referenti in grado di inserirsi nei circuiti economici legali, attraverso <strong>societ\u00e0 collegate e gestite da esperti professionisti<\/strong>, attive nei settori degli appalti pubblici e dell\u2019acquisizione indebita di finanziamenti statali. Una collaborazione che ha favorito l\u2019aumento esponenziale dell\u2019usura, \u201cquale altra appetibile modalit\u00e0 di reinvestimento. Il fenomeno usurario e le connesse azioni intimidatorie sono ulteriormente proliferati anche in ragione del protrarsi di una difficile congiuntura economica, come quella attuale, che investe molteplici settori\u201d. Un giro d\u2019affari che si allarga anche al mercato degli stupefacenti, alle estorsioni e alle merci contraffatte.<\/p>\n<p>\u201cLe modalit\u00e0 di infiltrazione nella Capitale non si realizzano con un vero e proprio controllo del territorio, ma attraverso saldi contatti con i sodalizi di origine e <strong>stabilendo forme di convivenza fra tutte le <em>anime mafiose<\/em> presenti nella Capitale<\/strong>, ivi comprese quelle di matrice romana. Numerose indagini hanno evidenziato le relazioni tra i clan storici della citt\u00e0, a loro volta in affari con esponenti delle consorterie di matrice calabrese, siciliana e campana, da tempo stanziate nella provincia, le quali, peraltro, hanno tentato di occupare progressivamente il vuoto venutosi a creare a seguito della disgregazione della Banda della Magliana, per sviluppare reti e basi logistiche utili, all\u2019occorrenza, anche per offrire rifugio ai latitanti\u201d.<\/p>\n<p>Fino all\u2019inchiesta Mondo di Mezzo, che ha svelato l\u2019esistenza dell\u2019organizzazione nota come \u201cMafia Capitale\u201d, era convinzione che i principali affari sul territorio fossero connessi all\u2019attivit\u00e0 di riciclaggio. A seguito di queste indagini, la DIA evidenzia \u201c<strong>il cambiamento metodologico dei gruppi criminali<\/strong>, che talora procedono affiancando all\u2019intimidazione violenta la sopraffazione imprenditoriale e la pervasiva colonizzazione del sistema burocratico-politico. Un\u2019organizzazione che, avvalendosi dell\u2019interazione del metodo intimidatorio con quello corruttivo, era riuscita ad inserirsi in alcuni settori della gestione amministrativa del Comune di Roma\u201d. \u00a0Un evoluzione che consente di assimilare la criminalit\u00e0 romana alle mafie classiche perch\u00e9, come queste ultime, \u201csi avvaleva della forza di intimidazione derivante dal vincolo di appartenenza, pur rimanendo aderente alla realt\u00e0 della Capitale ed al suo tessuto economico-imprenditoriale\u201d.<\/p>\n<p><strong>PROIEZIONI DELLE MAFIE NELLE REGIONI ITALIANE <\/strong><em>(pp. 226-310)<\/em> (<strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/1sem2018.pdf\">clicca qui per leggere l&#8217;approfondimento<\/a><\/strong>)<\/p>\n<p><strong>LE MAFIE STRANIERE CHE OPERANO IN ITALIA <\/strong><em>(pp. 311-326<\/em>)<strong>. Forte e continua l\u2019interazione tra mafie italiane e straniere<\/strong> che operano nel nostro Paese. Nelle regioni del Sud i clan stranieri operano con l\u2019assenso delle mafie italiane, mentre al Nord godono di una maggiore autonomia. Stupefacenti, armi, reati legati all\u2019immigrazione clandestina, alla tratta degli esseri umani (lavoro nero e prostituzione) e contraffazione sono i principali settori illeciti che vedono operativi i clan stranieri.<\/p>\n<p>\u201cNel composito mosaico della criminalit\u00e0 di matrice etnica emerge, a fattor comune, come i sodalizi stranieri rappresentino, da un lato, <strong>la diretta promanazione di pi\u00f9 articolate e vaste organizzazioni transnazionali<\/strong>, dall\u2019altro l\u2019espressione di una presenza sul territorio nazionale consolidatasi nel corso del tempo: in entrambi i casi, le attivit\u00e0 criminali censite dalle inchieste giudiziarie offrono solo uno spaccato minimale delle potenzialit\u00e0 operative di una criminalit\u00e0 straniera integrata e sempre pi\u00f9 transnazionale, in grado di gestire efficacemente le filiere illecite, abbattendone i costi logistici\u201d.<\/p>\n<p>La <strong>criminalit\u00e0 albanese<\/strong> resta la pi\u00f9 attiva tra quelle che operano in Italia, grazie alla capacit\u00e0 di reclutare giovani leve. Le condotte si dimostrano sempre pi\u00f9 violente, atte a risolvere anche conflitti tra gruppi. \u00a0Tra i settori di interesse si confermano il narcotraffico, lo sfruttamento della prostituzione ed i reati contro il patrimonio. <strong>La criminalit\u00e0 cinese<\/strong> concentra i propri interessi criminali nel favoreggiamento dell\u2019immigrazione clandestina, finalizzata al lavoro nero, alla prostituzione ed alla tratta degli esseri umani, nei reati contro la persona ed estorsioni in danno di connazionali, contraffazione di marchi e contrabbando di sigarette. Sono spesso reati-spia di altri reati economici, quali il riciclaggio e il reimpiego di capitali. <strong>La criminalit\u00e0 nigeriana<\/strong> \u00e8 estremamente attiva nel traffico di sostanze stupefacenti e nello sfruttamento della prostituzione, oltre che nel favoreggiamento dell\u2019immigrazione clandestina, la tratta di esseri umani e la riduzione in schiavit\u00f9. Nel corso del tempo questi gruppi si sono via via integrati al tessuto criminale nel territorio di insediamento, sviluppando metodologie mafiose. Sono note le strutture denominate <em>The Black Axe Confraternity<\/em> e <em>The Supreme Eiye Confraternity (SEC)<\/em>, \u201cramificate a livello internazionale e caratterizzate da una forte componente esoterica. Vengono, infatti, utilizzati riti di iniziazione chiamati ju-ju, molto simili al voodoo e alla macumba, propri della cultura yoruba, immancabilmente presenti in Nigeria, nella fase del reclutamento delle vittime. Tali riti diventano, poi, funzionali alla fidelizzazione delle connazionali, che una volta giunte in Italia vengono destinate alla prostituzione\u201d. Tra le altre organizzazioni criminali di origine straniera operanti in Italia la DIA elenca <strong>la criminalit\u00e0 rumena<\/strong>, quella proveniente dai <strong>Paesi dell\u2019ex blocco sovietico, la sudamericana e la nordafricana<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>CONCLUSIONI <\/strong>(pp. 384-409). \u201cLa capacit\u00e0 delle mafie di rigenerarsi continuamente, di far avanzare quella linea della palma anche all\u2019estero, replicando strutture con caratteristiche e comportamenti criminali analoghi a quelli delle regioni di origine, impone una riflessione sulle ragioni di tale complessit\u00e0 evolutiva. Pi\u00f9 in particolare su <strong>cosa effettivamente sia la linfa delle mafie<\/strong>. Comprendere, in altri termini, le motivazioni che ancora oggi consentono alle mafie di alimentare le proprie fila, nonostante la forte azione repressiva dello Stato, sostenuta da una legislazione che resta all\u2019avanguardia nel panorama internazionale. Su come, in particolare, <strong>le mafie continuino ad avere capacit\u00e0 attrattiva sulle giovani generazioni<\/strong>: non solo nel caso in cui esse siano espressione diretta delle famiglie, ma anche e soprattutto quando esse facciano parte di un bacino di reclutamento pi\u00f9 generale da cui attingere manovalanza criminale. Una distinzione che va sottolineata perch\u00e9 se da una parte pone la questione della successione nella reggenza delle cosche, dall\u2019altra <strong>non appare certamente disgiunta da una crisi sociale diffusa<\/strong> che, soprattutto nelle aree meridionali, non sembra offrire ai giovani valide alternative per una emancipazione dalla cultura mafiosa. D\u2019altro canto, le evidenze investigative degli ultimi anni danno conto oltre che di una modernizzazione delle strategie criminali, anche di un sensibile abbassamento dell\u2019et\u00e0 di iniziazione mafiosa\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa.\u00a0Il Ministro dell\u2019Interno ha trasmesso alle Camere, il 28 dicembre 2018, la\u00a0Relazione sull\u2019attivit\u00e0 svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia nel primo semestre&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/sintesi-della-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-primo-semestre-2018\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Sintesi della Relazione della Direzione Investigativa Antimafia (Primo Semestre 2018)<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":207,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"class_list":["post-30981","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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