{"id":33753,"date":"2019-07-12T14:05:36","date_gmt":"2019-07-12T12:05:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=33753"},"modified":"2019-07-12T14:05:36","modified_gmt":"2019-07-12T12:05:36","slug":"osservatorio-legalita-regione-lazio-sintesi-relazione-luglio-2019","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/osservatorio-legalita-regione-lazio-sintesi-relazione-luglio-2019\/","title":{"rendered":"Osservatorio legalit\u00e0 Regione Lazio: sintesi Relazione luglio 2019"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa.<\/strong>\u00a0La\u00a0<a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Mafie-nel-Lazio.pdf\"><strong>quarta edizione del Rapporto\u00a0<em>Mafie nel Lazio<\/em><\/strong><\/a>, realizzato dall\u2019Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalit\u00e0 della Regione Lazio, prende in considerazione <strong>il periodo che va dal 1\u00b0gennaio al 31 dicembre 2018<\/strong> (per l\u2019edizione precedente del Rapporto\u00a0<a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/osservatorio-legalita-regione-lazio-sintesi-relazione-aprile-2018\/\"><strong>clicca qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p><strong>LE MAFIE \u201cTRADIZIONALI\u201d NELLA CAPITALE<\/strong><\/p>\n<p>Nella fase introduttiva del Rapporto, come nelle precedenti edizioni, si sottolinea la storica presenza delle organizzazioni mafiose \u201ctradizionali\u201d sul territorio regionale e nella citt\u00e0 di Roma. <strong>Relativamente a Cosa nostra<\/strong>, si evidenzia come importanti esponenti di famiglie siciliane abbiano deciso negli ultimi anni di trasferirsi in pianta stabile nella Capitale. L\u2019operazione \u201cDruso &#8211; Extra fines\u201d ha fatto emergere uno scenario imprenditoriale che sottolinea la dinamicit\u00e0 di famiglie storicamente legate a Cosa nostra attive sul territorio di Roma. In particolare i Guttadauro \u2013 imparentati con il latitante Matteo Messina Denaro &#8211; e i Rinzivillo avrebbero stretto un accordo di collaborazione per la gestione del mercato ittico, con riflessi sull\u2019economia locale e nazionale. Un accordo favorito anche dalle reti di conoscenza nel mondo imprenditoriale e della ristorazione su cui possono contare in Italia e all\u2019estero sia Francesco Guttadauro che Salvatore Rinzivillo. Ramificazioni del clan Rinzivillo emergono anche relativamente al Centro Agroalimentare (CAR) di Guidonia.<\/p>\n<p>\u201cI Rinzivillo esercitavano sugli imprenditori un\u2019estorsione complessa, imponendo forniture e bloccando i prezzi, applicando il metodo mafioso nel recupero di asseriti crediti\u2026Fra i destinatari delle pressioni esercitate dal clan anche uno degli imprenditori che gestiva un esercizio commerciale molto importante a Roma, il Caff\u00e8 Veneto. Intercettazioni, pedinamenti e indagini documentano intimidazioni e minacce a cui il titolare \u00e8 stato sottoposto nel tempo\u201d.<\/p>\n<p>Dalle indagini emerge purtroppo anche una rete di fiancheggiatori dei Rinzivillo tra esponenti delle forze dell\u2019ordine, usati come \u201cscudo\u201d per proteggersi dalle indagini e occultare capitali all\u2019estero. \u201cL\u2019indagine che fotografa la presenza romana dei Rinzivillo \u00e8 una cartina di tornasole del processo di consolidamento di <strong>una nuova Cosa nostra<\/strong>, ancora sorretta dai riferimenti di importanti famiglie di mafia ma che ha fatto precise scelte sul presente: mimetizzarsi con il tessuto socio-economico, tessere relazioni con i professionisti romani e con i siciliani trasferiti a Roma, usare la riserva di violenza da tutti riconosciuta loro\u201d.<\/p>\n<p><strong>In riferimento alla \u2018Ndrangheta<\/strong>, si sottolinea come non vi sia attualmente prova dell\u2019esistenza di \u201clocali\u201d \u2013 formazioni operative presenti fisicamente sul territorio &#8211; all\u2019interno della citt\u00e0 di Roma \u201cma al contempo la presenza e l\u2019operativit\u00e0 delle cosche calabresi nella Capitale \u00e8 fra le pi\u00f9 insidiose per il futuro della citt\u00e0\u201d, questo perch\u00e9 le \u2018ndrine che operano sul territorio romano hanno alle spalle le famiglie della provincia di Reggio Calabria, le pi\u00f9 potenti dell\u2019intera organizzazione criminale. In particolare sono entrati nella gestione degli appalti in accordo con alcuni esponenti di punta della criminalit\u00e0 locale.<\/p>\n<p>Le inchieste che si sono succedute nel corso degli anni riflettono una \u201cstoriografia criminale\u201d delle \u2018ndrine che, a partire dagli anni Novanta, ha avuto come fine principale quello di reinvestire sul territorio della Capitale gli elevatissimi proventi frutto dei numerosi traffici illeciti che la vedono protagonista \u2013 stupefacenti su tutti &#8211; senza per\u00f2 stabilire \u201cle locali\u201d, come invece \u00e8 stato fatto nelle modalit\u00e0 di penetrazione e radicamento utilizzata nel Nord Italia, in particolare Lombardia e Piemonte.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-33757 alignleft\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Mafie-nel-Lazio-5-339x405.png\" alt=\"\" width=\"339\" height=\"405\" \/>La \u2018ndrangheta a Roma \u00e8 una organizzazione strutturata e flessibile, in grado di adattarsi alla realt\u00e0 locale, mantenendo logiche e riti di affiliazione arcaici. Il Rapporto evidenzia \u201cil ruolo rivestito nella Capitale dal clan Filippone di Melicucco, punto di riferimento per il narcotraffico di importanti sodalizi criminali nella Capitale nell\u2019area di Montespaccato, come la famiglia Sgambati, il clan Casamonica, il gruppo Esposito radicato a Nettuno e San Basilio e altri clan della \u2018ndrangheta come i Gallace da decenni radicati in Anzio, Nettuno ed Ardea\u201d. Dal punto di vista del reinvestimento di capitali illeciti, le \u2018ndrine a Roma non si muovono per aree ma seguono \u201cil perimetro economico che stabilisce i confini fra un buon affare con minimo rischio e un investimento minore con il massimo rischio, da lasciare eventualmente alle \u2018piccole mafie\u2019 di Roma. Sia in un caso che nell\u2019altro si tratta di investimenti che hanno un effetto moltiplicatore che soltanto la Capitale \u00e8 in grado di generare\u201d.<\/p>\n<p><strong>Per quanto concerne invece le Camorre<\/strong>, nel Rapporto si sottolinea la presenza di alcuni clan di \u201cderivazione camorristica\u201d e di relazioni con gruppi definiti \u201cautonomi\u201d. Viene citato su tutti il gruppo Vitagliano, in stretto contatto con ambienti criminali di Napoli, in grado di \u201ccolonizzare\u201d attraverso numerose acquisizioni immobiliari e nel campo della ristorazione il quartiere Tiburtino, riciclando denaro del clan camorristico Amato-Pagano.<\/p>\n<p><strong>LE \u201cPICCOLE MAFIE\u201d DI ROMA<\/strong><\/p>\n<p>Il complesso scenario criminale della Capitale \u2013 accanto alle citate presenze delle cd. mafie storiche \u2013 si declina nelle manifestazioni di potere e interessi di altri gruppi autonomi che si avvalgono del metodo mafioso. Sono \u201cpiccole mafie\u201d \u2013 romane e straniere \u2013 che con i gruppi pi\u00f9 strutturati di Cosa nostra, \u2018ndrangheta e camorra intrattengono rapporti, cos\u00ec come con la malavita comune, con narcotrafficanti e broker, arrivando ad interfacciarsi con amministratori locali e professionisti.<\/p>\n<p><strong>I Casamonica<\/strong>. Il gruppo di origine sinti opera sul territorio da decenni: \u201cUn gruppo composto da diverse famiglie: Casamonica, Di Silvio, Di Guglielmo, Di Rocco e Spada, Spinelli, tutte strettamente connesse fra loro sulla base di rapporti fra capostipiti, a loro volta sposati con appartenenti alle varie famiglie. Complessivamente parliamo di un migliaio di persone operanti illegalmente a Roma\u201d.<\/p>\n<p>I Casamonica hanno attraversato gli ultimi decenni, coltivando rapporti con tutte le mafie storiche, mantenendo il controllo di vari business illegali. La loro origine sinti crea un \u201cisolamento linguistico\u201d che rende complicata la conoscenza delle comunicazioni interne da parte degli investigatori. Una mafia autoctona con una forte tenuta interna, che ha garantito il rispetto delle regole e che ha permesso al brand \u201cCasamonica\u201d di essere riconoscibile sul territorio romano.<\/p>\n<figure id=\"attachment_33759\" aria-describedby=\"caption-attachment-33759\" style=\"width: 380px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33759 size-medium\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Mafie-nel-Lazio-4-380x405.png\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"405\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-33759\" class=\"wp-caption-text\">Sequestri di droga nella regione<\/figcaption><\/figure>\n<p>Un clan impunito fino alle inchieste del 2017, che hanno fatto emergere anche alcune crepe interne ad una \u201cgalassia organizzata per cerchi concentrici\u201d e che vede il proprio fortino nelle zone della Romanina \u2013 dove controllano il territorio e le piazze di spaccio secondo un modello organizzato con vedette e sistemi di difesa passiva &#8211; e di Porta Furba al Quadraro. I legami con gli Spada consentono loro di estendere la propria influenza e l\u2019utilizzo del metodo mafioso anche in altri territori, tra cui Castelli Romani, Ciampino e Grottaferrata. I Casamonica sono fin qui stati in grado di esercitare un controllo del territorio molto efficace, incutendo un forte timore nella popolazione, tanto da portare vittime e testimoni delle loro attivit\u00e0 illecite non solo a ritrattare o negare certi addebiti, ma ad informare puntualmente il clan delle attivit\u00e0 investigative. Una forza e un potere di cui il gruppo criminale \u00e8 ben consapevole.<\/p>\n<p>\u201cQuesti ed altri gruppi fondano il loro potere criminale sul fatto di controllare porzioni di territorio, lo facevano loro a Porta Furba, lo abbiamo visto ad Ostia con gli Spada e i Fasciani, lo abbiamo visto a Montespaccato con i Gambacurta. \u00c8 una costante di questi gruppi che operano nelle zone periferiche e semi periferiche della citt\u00e0 di fondare il loro potere criminale sul controllo del territorio alla stregua di tutte le altre organizzazioni di stampo mafioso, anche quelle storiche\u201d ha dichiarato il magistrato della DDA di Roma Michele Prestipino.<\/p>\n<p><strong>La situazione di Ostia<\/strong>. \u201cOstia \u00e8 un ambiente particolarmente complesso, uno scacchiere criminale. Sul territorio operano simultaneamente diversi gruppi: gli Spada, i Triassi, i Fasciani, oltre ad una miriade di clan minori. Che a seconda delle circostanze stringono alleanze tra di loro oppure si scontrano. E quando avvengono queste frizioni abbiamo gambizzazioni oppure omicidi\u2026 In questo contesto le pi\u00f9 grandi attivit\u00e0 economico-criminali del litorale sono il traffico di stupefacenti e la gestione degli stabilimenti balneari\u201d spiega il capitano Gianluca Ceccagnoli, comandante della seconda sezione del nucleo investigativo del Gruppo di Ostia.<\/p>\n<p>Il quadro sopra delineato \u00e8 rimasto costante negli ultimi tre decenni: Ostia si presenta come il territorio in cui \u201csi stipulano accordi che valgono per tutta la Capitale\u201d e si cementano alleanze, si custodiscono <strong>segreti sul cosiddetto \u201coro di Ostia\u201d, la gestione degli stabilimenti balneari<\/strong>. Le famiglie dominanti sul territorio, a cui \u00e8 stato contestato a livello giudiziario il 416bis (l\u2019associazione mafiosa), sono gli Spada e i Fasciani. In un primo momento la decapitazione dei secondi, a seguito di attivit\u00e0 investigative, ha fatto crescere l\u2019importanza e la capacit\u00e0 di penetrazione degli Spada, persino nell\u2019ospedale locale, secondo quanto riferito durante i processi dai (pochi) testimoni di giustizia. Negli ultimi due anni le attivit\u00e0 investigative hanno fortemente colpito anche il clan Spada.<\/p>\n<p>\u201cOgniqualvolta andiamo a prendere testimonianze nei confronti di uno qualunque dei soggetti della famiglia Spada &#8211; ha dichiarato il sostituto commissario Antonio Franco Aloisio della squadra mobile di Roma &#8211; Abbiamo di fronte <strong>un muro di omert\u00e0 spaventoso<\/strong>. Le persone, i testimoni che noi ascoltiamo preferiscono essere denunciati per favoreggiamento personale oppure arrestati, ma non vogliono assolutamente parlare o riferire di cose sul gruppo Spada\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNel 2018 mentre i boss del litorale sono in carcere, in molti si attivano per avanzare sul mare di Roma. \u2018L\u2019oro di Ostia\u2019 fa gola ancora a tanti ma il quartiere, rispetto ad altre periferie, \u00e8 sotto il controllo continuo delle forze dell\u2019ordine e le prime mosse dei boss vengono intercettate dagli investigatori che il 23 ottobre del 2018 mettono a segno l\u2019operazione Maverick. L\u2019indagine dei carabinieri ha portato alla richiesta di 42 misure cautelari per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, sequestro di persona a scopo di estorsione ed altri reati. Nell\u2019informativa i carabinieri di Ostia hanno evidenziato come il gruppo criminale avesse rapporti con i Fasciani, con gli Spada e con altri gruppi mafiosi\u201d.<\/p>\n<p>Il Rapporto fa cenno anche alla <strong>situazione di Acilia<\/strong>, frazione densamente popolata dove opera un gruppo criminale guidato da Sandro Guarnera, grazie anche da un accordo con alcune organizzazioni albanesi attive sulla Capitale e nella zona dei Castelli. Tale gruppo gestisce il narcotraffico, fa affari con le sale da gioco, l\u2019usura e l\u2019estorsione. Tale \u00e8 la forza del gruppo nella zona, da eliminare la concorrenza rappresentata dagli uomini di Antonio Iovine, boss del clan dei Casalesi, che controllava sul territorio il gioco d\u2019azzardo.<\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-33762 alignleft\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Mafie-nel-Lazio-2-295x405.jpg\" alt=\"\" width=\"295\" height=\"405\" \/>Il narcotraffico nella zona di Roma<\/strong>. Il sistema della centinaia di piazze di spaccio operative nella Capitale \u00e8 diviso tra piazze chiuse (uso di sentinelle, ostacoli mobili e fissi, utilizzo di telecamere ed edifici), come quelle di Tor Bella Monaca, Romanina, San Basilio, Ponte di Nona e Tufello, e piazze aperte come quella del Pigneto, caratterizzata dallo spaccio dislocato nelle strade e nei vicoli.<\/p>\n<p><strong>I Gambacurta a Montespaccato, Nicitra a Roma Nord<\/strong>. L\u2019area di Montespaccato, a ridosso del Grande Raccordo Anulare e sita in una zona isolata dal resto della citt\u00e0 per le poche via d\u2019accesso, si presenta come un terreno ideale per alimentare traffici illeciti ed \u00e8 un territorio dominato da Franco Gambacurta, profilo emerso gi\u00e0 nell\u2019inchiesta \u201cMondo di Mezzo\u201d meglio conosciuta come Mafia Capitale, e dalla famiglia Sgambati. \u201cLa particolare violenza con cui gli associati operano \u00e8 tale da avere impedito qualsiasi forma di reazione (i pochi tentativi di insubordinazione o anche i semplici ritardi nei pagamenti sono stati affrontati con una durezza che rasenta la ferocia) ed assicurare un controllo assoluto su una importante zona di Roma, di fatto sottoposta ad una sorta di giurisdizione esclusiva del clan. Alla famiglia Gambacurta si rivolgono alcuni abitanti del quartiere per risolvere problemi che di regola vengono affrontati davanti al giudice civile\u201d. Inchieste come Tempio ed Hampa hanno evidenziato il dominio delle due famiglie sull\u2019area e i legami creatisi anche con esponenti di \u2018ndrangheta e camorra.<\/p>\n<p>Analogo dominio viene esercitato nella zona di Roma Nord da Salvatore Nicitra, arrestato nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta Hampa, con l\u2019accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Nicitra \u00e8 un personaggio cresciuta \u201call\u2019ombra della Banda della Magliana\u201d, gi\u00e0 descritto nella sentenza-ordinanza a carico della Banda come \u201camico di Franco Giuseppucci e referente di Enrico De Pedis per la commercializzazione della droga nella zona di Pimavalle, il quale per la sua capacit\u00e0 di gestire il gioco, venne anch\u2019egli arruolato nella banda per conduzione di circoli privati\u201d. Gli investigatori lo considerano attualmente una sorta di \u201csaggio che controlla gli equilibri criminali di Roma Nord\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nuovi modelli criminali<\/strong>. \u201cDa un punto di vista strettamente criminale alcune periferie rischiano di diventare lo spazio di sperimentazione di nuovi modelli criminali. Si tratta di aree in cui la convivenza fra diversi gruppi criminali, spesso di natura differente, pu\u00f2 generare nuovi organismi criminali di cui non siamo in grado di prevedere forza, caratteristiche e complessit\u00e0. <strong>L\u2019apprendimento del cosiddetto metodo mafioso<\/strong> pi\u00f9 volte denunciato dal procuratore aggiunto Michele Prestipino <strong>\u00e8 il primo gradino di questa contaminazione<\/strong> fra criminalit\u00e0 organizzata e criminalit\u00e0 mafiosa. E &#8211; ancora pi\u00f9 precisamente &#8211; fra singoli criminali, malavita locale, killer di professione e mafiosi consolidati\u201d.<\/p>\n<p><strong>La camorra romana<\/strong>. \u201cL\u2019operazione Luna Nera che lo scorso anno port\u00f2 a processo alcuni imprenditori che avevano messo in piedi una associazione a delinquere usando un metodo mafioso nel commettere reati fra i quali l\u2019usura e il recupero crediti abusivo, \u00e8 <strong>uno dei risultati di questa contaminazione che ha generato una risposta autoctona in senso criminale ad una domanda di economia illegale<\/strong>. Un gruppo di imprenditori, una sorta di borghesia criminale romana, aveva messo in piedi traffici illeciti usando un metodo mafioso, interagendo con alcune formazioni criminali e con singoli soggetti della malavita locale ma non aggregandosi a nessuna di esse. Va in questa direzione anche la nascita di quella che abbiamo definito come camorra romana: una nuova forma criminale di stampo mafioso, nello specifico camorristico, che ha avuto origine nella camorra campana ma che arrivata sul territorio romano ha assunto i tratti di un gruppo autonomo. Anche questa \u00e8 una reazione peculiare della citt\u00e0 di Roma nell\u2019interazione con un clan importato\u201d.<\/p>\n<p><strong>LA PROVINCIA DI ROMA<\/strong><\/p>\n<p>Presenze di organizzazioni criminali che usano il metodo mafioso sono sparse in tutto il territorio della provincia di Roma. <strong>Ad Ardea <\/strong>operano i Fragal\u00e0, famiglia di origine catanese insediatasi sul territorio fin dagli anni Settanta, dedita alla gestione del credito, all&#8217;usura e all&#8217;estorsione. Controlla anche il traffico di stupefacenti in collaborazione con altre strutture criminali. I territori tra <strong>Anzio e Nettuno<\/strong> vengono indicati come un &#8220;laboratorio&#8221; delle interazioni fra strutture criminali di stampo mafioso: dalla &#8216;ndrangheta al clan dei Casalesi, fino alla malavita romana. Non solo la gestione del narcotraffico, ma anche l&#8217;inquinamento delle Pubbliche Amministrazioni, come dimostra lo scioglimento del Comune di Nettuno per infiltrazioni mafiose gi\u00e0 nel 2005.<\/p>\n<p>Analoghi intrecci tra malavita locale, criminalit\u00e0 romana e mafie tradizionali viene segnalata nella zona di <strong>Tivoli<\/strong>, anche per l&#8217;estrema vicinanza con il territorio della Capitale. Nella zona sud della provincia, al confine con quella di Latina, si evidenzia la situazione di <strong>Aprilia<\/strong>, polo industriale dell&#8217;agro pontino, la cui presenza criminale \u00e8 segnalata dalle varie Commissioni parlamentari antimafia fin dai primi anni Novanta. &#8220;Le indagini relative alla strage di Duisburg avvenuta il 15 agosto del 2007 portarono la Dda di Reggio Calabria ad individuare in nume rosi soggetti gravitanti tra Aprilia e Roma i fornitori delle armi per la faida di \u2018ndrangheta di San Luca&#8221;. Cos\u00ec come sono accertati da sentenze passate in giudicato gli interessi sull&#8217;area del clan dei Casalesi, radicati nell&#8217;area.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-33756 aligncenter\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Mafie-nel-Lazio-540x325.png\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"325\" \/><\/p>\n<p><strong>L&#8217;AREA DI LATINA E IL CLAN DI SILVIO<\/strong><\/p>\n<p>Storico e accertato da tempo l&#8217;interesse sull&#8217;area della provincia di Latina di clan &#8216;ndranghetisti e appartenenti alla camorra campana. Un interesse accresciuto negli ultimi tempi &#8211; secondo recenti inchieste &#8211; con esponenti della camorra particolarmente propensi a investire in stabilimenti balneari e strutture dedicate al turismo. Acclarato \u00e8 anche l&#8217;interesse di gruppi &#8216;ndranghetisti e siciliani nell&#8217;area di Fondi, dove \u00e8 presente l&#8217;importante mercato ortofrutticolo.<\/p>\n<p>Nel capoluogo opera da anni il clan Di Silvio, direttamente imparentato con i Casamonica. &#8220;La pericolosit\u00e0 del clan \u00e8 stata accertata da diverse sentenze anche passate in giudicato che hanno statuito l\u2019esistenza di una vera e propria associazione a delinquere finalizzata al compimento di estorsioni e di usura. Le indagini della procura di Latina e successivamente della Dda di Roma hanno attestato l\u2019evoluzione della famiglia di Silvio in associazione a delinquere di stampo mafioso. Il 12 giugno del 2018 la squadra mobile di Latina ha eseguito 23 arresti nei confronti di appartenenti al clan di Silvio accusati di associazione di tipo mafioso e reati aggravati dalle modalit\u00e0 mafiose. Anche grazie al primo collaboratore di giustizia espresso da quel territorio \u00e8 stato possibile ricostruire organigramma ed attivit\u00e0 di questo gruppo, fortemente strutturato sulla base non soltanto dei vincoli parentali che legano i suoi componenti, ma anche dell\u2019innesto di altri soggetti, gi\u00e0 affermati sul piano criminale ed in precedenza organici a gruppi rivali&#8221;.<\/p>\n<p>Estorsioni nei confronti di imprenditori, attivit\u00e0 commerciali e liberi professionisti, traffico di stupefacenti, perfino ingerenze nei confronti di candidati alle Elezioni amministrative nei Comuni di Latina e Terracina, culminate in episodi di \u201ccompravendita elettorale\u201d. Un vero e proprio salto di qualit\u00e0 criminale di un gruppo presente da anni sul territorio, ma la cui evoluzione consente oggi agli inquirenti di poter <strong>contestare l\u2019associazione mafiosa ad un gruppo criminale autoctono della provincia<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cQuello che ha caratterizzato Latina, in questi anni, e che le indagini della polizia di stato hanno consentito di cogliere in tutta evidenza nel massimo dispiegarsi, \u00e8 la capacit\u00e0 di controllare il territorio, di penetrare il territorio, di farne oggetto di un controllo anche sociale, minuzioso, strada per strada, quartiere per quartiere. Questo controllo ha generato una capacit\u00e0 d\u2019intimidazione del gruppo Di Silvio che ha determinato nelle vittime dei reati una forte omert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><strong>TRA FROSINONE E VITERBO<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>provincia di Frosinone<\/strong>, caratterizzata in passato dalla presenza di alcune piazze di spaccio chiuse, per la sua collocazione geografica \u00e8 stata influenzata da clan camorristici (Mallardo e Casalesi) e da clan autoctoni della regione (Spada e Di Silvio).<\/p>\n<p>La <strong>provincia di Viterbo<\/strong>, storicamente caratterizzata da influenze \u2018ndranghetiste (clan Nucera), presenta oggi nuovi caratteristiche evidenziate da recenti indagini condotte dalla Direzione Distrettuale di Roma, che avrebbe svelato <strong>l\u2019esistenza di un gruppo mafioso autoctono<\/strong>, che ha spesso utilizzato la violenza e l\u2019intimidazione per farsi strada sul territorio. In cima a questo gruppo ci sarebbe Giuseppe Trovato, calabrese trapianto a Viterbo da 15 anni, cos\u00ec descritto dagli inquirenti: \u201cAppartiene ad una famiglia di \u2018ndrangheta originaria di Lamezia Terme e storicamente intranea al ben noto clan Giamp\u00e0, con cui ha continuato a mantenere solidi rapporti anche nel corso degli ultimi anni. Trovato d\u00e0 vita un\u2019associazione mafiosa autoctona italo-albanese, che si avvale della ferocia del peso militare degli albanesi. La fama criminale del Trovato \u00e8 un elemento fondamentale che fa confluire nell\u2019associazione. La fama criminale del Trovato e il timore che incute nella popolazione viterbese emergono anche dalle deposizioni di alcune persone offese, che hanno fatto inequivoco riferimento al fatto che a Viterbo vi \u00e8 la convinzione che lui sia soggetto appartenente alla \u2018ndrangheta, convinzione avvalorata dalla condotta ostentatamente intimidatoria adottata dall\u2019indagato\u201d.<\/p>\n<p>Trovato avrebbe utilizzato la sua appartenenza per <strong>\u201ctrasmettere\u201d il metodo mafioso anche ai propri sodali<\/strong>, allo scopo di far pervenire il \u201cmessaggio\u201d sul territorio. Come conseguenza di questo metodo, paura ed omert\u00e0 \u201cla fanno da padrone\u201d anche tra le vittime. \u201cUna mafia italo-albanese, dunque, con una riserva di violenza legata al passato criminale del capo ma con una forza di intimidazione maturata e consolidata tutta sul territorio di Viterbo\u201d sintetizzano gli autori del Rapporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(a cura di <a href=\"mailto:claudio.forleo@avvisopubblico.it\"><strong>Claudio Forleo<\/strong><\/a>, giornalista)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa.\u00a0La\u00a0quarta edizione del Rapporto\u00a0Mafie nel Lazio, realizzato dall\u2019Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalit\u00e0 della Regione Lazio, prende in considerazione il periodo che va&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/osservatorio-legalita-regione-lazio-sintesi-relazione-luglio-2019\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Osservatorio legalit\u00e0 Regione Lazio: sintesi Relazione luglio 2019<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":207,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"class_list":["post-33753","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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