{"id":35772,"date":"2020-01-26T11:02:25","date_gmt":"2020-01-26T10:02:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=35772"},"modified":"2020-01-26T11:02:25","modified_gmt":"2020-01-26T10:02:25","slug":"sintesi-della-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-primo-semestre-2019","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/sintesi-della-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-primo-semestre-2019\/","title":{"rendered":"Sintesi della Relazione della Direzione Investigativa Antimafia (Primo Semestre 2019)"},"content":{"rendered":"<p><strong>PREMESSA<\/strong>.\u00a0Il Ministro dell\u2019Interno ha trasmesso alle Camere il 30 dicembre 2019 <a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Relazione-DIA-1sem2019.pdf\">la\u00a0Relazione sull\u2019attivit\u00e0 svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia<\/a>\u00a0nel primo semestre del 2019, della quale si riportano i punti salienti (<strong>per le precedenti relazioni cliccare\u00a0<\/strong><strong>qui<\/strong>).<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019attenzione \u00e8 focalizzata sulle connotazioni strutturali e sulle linee evolutive delle principali mafie italiane (\u2018ndrangheta, Cosa nostra, Camorra e le mafie pugliesi) e delle loro ramificazioni su tutto il territorio nazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u2018NDRANGHETA<\/strong> (pp.12 &#8211; 72). \u00a0\u201cLe pi\u00f9 recenti investigazioni hanno dato prova di come le \u2018ndrine riescano a relazionarsi egualmente con le altre organizzazioni criminali del Sud o del Centro del Paese, ma anche con interlocutori di diversa estrazione sociale, siano essi politici, imprenditori o figure professionali in ogni caso utili ai tornaconti delle cosche. In tal modo esprime un <strong><u>radicato livello di penetrazione nel mondo politico ed istituzionale,<\/u><\/strong> ottenendo indebiti vantaggi nella concessione di appalti e commesse pubbliche. Parimenti, l\u2019infiltrazione nel settore imprenditoriale le consente di inserirsi nelle compagini societarie sane, ottenendo il duplice effetto di riciclare i proventi illecitamente accumulati e, nel contempo, di acquisirne ulteriori attraverso i canali legali, arrivando anche a \u2018scalare\u2019 le imprese fino a raggiungerne la titolarit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCi si trova di fronte ad una mafia arcaica nella struttura e moderna nella strategia, capace di creare e rafforzare sempre di pi\u00f9 i propri vincoli associativi interni, creando seguito e consenso soprattutto nelle aree a forte sofferenza economica, ma allo stesso tempo <strong><u>in grado di adattarsi alle evoluzioni del contesto esterno, nazionale ed internazionale<\/u><\/strong>, tenendosi al passo con i fenomeni di progresso e globalizzazione, anche grazie alle giovani leve che vengono mandate fuori Regione a istruirsi e formarsi per poi mettere a disposizione delle \u2018ndrine il bagaglio conoscitivo accumulato. Non a caso, la \u2018ndrangheta \u00e8 stata una delle prime organizzazioni criminali ad intuire le opportunit\u00e0 offerte dai Paesi dell\u2019Est europeo, come dimostrano alcune recenti evidenze investigative che hanno fatto luce sugli investimenti in diverse aree anche grazie ai fondi strutturali dell\u2019Unione europea\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLe consorterie criminali calabresi <strong><u>sono abili nel creare seguito soprattutto fra quelle persone in cerca di riscatto sociale<\/u><\/strong>, le cui condizioni di vita li spingono a schierarsi, piuttosto che con lo Stato (le cui risposte, talvolta imbrigliate da lungaggini e meccanismi burocratici, tendono ad essere incomplete, intempestive e comunque non satisfattive), con la \u2018ndrangheta che, invece, apparentemente, crea ricchezza, risolve i problemi e non abbandona i suoi adepti. Si badi bene, per\u00f2: si tratta di aspettative effimere e di breve durata, di cui sono ben consapevoli migliaia di vittime, molte delle quali, dopo aver intravisto possibilit\u00e0 di arricchimento attraverso l\u2019interlocuzione con la \u2018ndrangheta, hanno perso ben pi\u00f9 di quello che avevano. Sta di fatto che le Istituzioni, a qualunque livello, ma anche la comunit\u00e0 intera devono avere ben chiara la portata del fenomeno, spogliandosi del negazionismo fin qui sostenuto ed acquisendo consapevolezza della presenza delle \u2018ndrine ormai ovunque\u2026 Alla luce di tale consapevole espansione della \u2018ndrangheta risulta necessaria una risposta decisa, a tutti i livelli, anche perch\u00e9 da diverso tempo si assiste ad una distorsione del meccanismo di percezione dei valori, non solo da parte dei giovani delle famiglie della \u2019ndrangheta, ma anche della societ\u00e0 in generale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSono in grado di sfruttare le opportunit\u00e0 offerte dalle differenti discipline legislative, privilegiando l\u2019insediamento in Stati in cui le maglie larghe dei sistemi normativi agevolano le attivit\u00e0 di reinvestimento dei proventi dell\u2019attivit\u00e0 criminale. Di fatto, <strong><u>l\u2019attuale disomogeneit\u00e0 legislativa esistente fra i vari Paesi Europei<\/u><\/strong> <strong><u>favorisce l\u2019infiltrazione delle mafie nel mondo dell\u2019economia e della finanza<\/u><\/strong>, ulteriormente avvantaggiate dall\u2019integrazione dei mercati, dalla liberalizzazione dei movimenti di capitali, dalle potenzialit\u00e0 offerte dalle reti telematiche, nonch\u00e9 dallo sviluppo dell\u2019intermediazione finanziaria anche attraverso circuiti alternativi. Il disallineamento normativo rende, peraltro, difficoltoso operare sequestri di beni mafiosi fuori dal territorio nazionale ed \u00e8 per questo che <strong><u>la \u2018ndrangheta investe e compra tutto ci\u00f2 che pu\u00f2, ovunque si presenti l\u2019occasione<\/u><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-35773 alignleft\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Immagine-1-356x405.png\" alt=\"\" width=\"356\" height=\"405\" \/>\u201cAlcune fra le pi\u00f9 importanti inchieste degli ultimi anni hanno consentito di disegnare, per quanto possibile, un <strong><u>organigramma criminale della \u2018ndrangheta fuori dai territori di origine,<\/u><\/strong> quanto pi\u00f9 aderente alle evidenze giudiziarie. La mappa che segue, rappresentativa dei locali di \u2018ndrangheta censiti nel Nord Italia dalle indagini degli ultimi anni, \u00e8 emblematica della forza espansionistica delle cosche e della loro capacit\u00e0 di riprodursi secondo lo schema tipico delle strutture calabresi. In totale sono emersi 43 locali, di cui 25 in Lombardia, 13 in Piemonte, 4 in Liguria e 1 in Valle d\u2019Aosta\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>COSA NOSTRA<\/strong> (pp.73 &#8211; 137). \u201cTradizionalmente Cosa nostra si presenta come un\u2019organizzazione verticistica, unitaria e strutturata in famiglie raggruppate in mandamenti, nella parte occidentale e centrale della Sicilia. Nelle province orientali, si affiancano altri sodalizi criminali fortemente organizzati ed inclini ad evitare contrapposizioni con le pi\u00f9 influenti famiglie. Nel comprensorio di Gela (CL), la stidda si connota per la tendenza all\u2019accordo con le pi\u00f9 pericolose compagini mafiose, soprattutto per la spartizione di illeciti guadagni provenienti dal traffico di stupefacenti, dalle estorsioni e dall\u2019usura. Articolato \u00e8 anche <strong><u>il rapporto di Cosa nostra con la criminalit\u00e0 locale, che viene spesso impiegata come forma di manovalanza<\/u><\/strong>, garantendo in questo modo alle famiglie sia il controllo del territorio, sia la \u201cfidelizzazione\u201d dei piccoli sodalizi criminali, anche stranieri. Proprio con riferimento ai gruppi criminali stranieri, \u00e8 necessario sottolineare come tendenzialmente agiscano con l\u2019assenso delle organizzazioni mafiose del territorio. E\u2019 ormai comprovato come i nigeriani, oltre ad essere stanziati pressoch\u00e9 su tutto il territorio nazionale, rappresentino una presenza importante anche in Sicilia ed in particolare a Palermo, ove hanno trovato un proprio spazio, con il sostanziale placet di Cosa Nostra che permette loro di controllare la prostituzione su strada e alcuni segmenti di spaccio di stupefacenti in determinate zone\u201d.<\/p>\n<p>\u201cGli esiti delle operazioni pi\u00f9 recenti confermano ulteriormente una struttura gerarchicamente organizzata e un radicamento tipicamente geografico delle organizzazioni criminali siciliane che stanno mostrando la propensione, da una parte a rivitalizzare i contatti tra le famiglie dell\u2019isola e, dall\u2019altra, a recuperare i rapporti con le proprie storiche propaggini all\u2019estero. Si aggiunga il tentativo, spesso riuscito, di tessere ulteriori alleanze con sodalizi stranieri, ad esempio balcanici e sud-americani, soprattutto per il traffico di stupefacenti. Dall\u2019arresto di Riina, avvenuto nel gennaio del 1993, <strong><u>si \u00e8 assistito ad una prolungata fase di stallo per l\u2019organizzazione mafiosa<\/u><\/strong>, poich\u00e9 la cosiddetta \u201ccommissione\u201d non si era pi\u00f9 potuta riunire in assenza del capo riconosciuto e di molte altre importanti figure di vertice in stato di detenzione\u201d.<\/p>\n<p>\u201cConservando il boss corleonese la sua autorevolezza criminale, sebbene mutilata dalle condizioni del carcere duro, alla sua morte, avvenuta nel novembre del 2017, si era aperta la fase della successione, non priva di aspetti critici che avrebbero necessariamente alterato i rapporti di forza esercitati fino ad allora tra le consorterie. Un tempo, infatti, la \u2018commissione provinciale\u2019 di Palermo oltre a coordinare l\u2019operativit\u00e0 dei mandamenti della provincia, espandeva la propria influenza su tutto il territorio regionale siciliano, costituendo un punto di riferimento per le decisioni strategiche riguardanti l\u2019intera espressione Cosa nostra<u>. <strong>L\u2019operazione \u201cCupola 2.0\u201d,<\/strong><\/u> oltre a rivelare nuovi organici e confermare la struttura dei mandamenti e delle famiglie palermitane, ha documentato come, dopo la scomparsa del boss corleonese, vi siano stati tentativi di riorganizzare tutta l\u2019organizzazione mafiosa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa ricerca di collegamenti extraterritoriali funzionali all\u2019esercizio delle attivit\u00e0 criminali si registra in tutto il territorio siciliano, sia pure con le sfaccettature e le organizzazioni tipiche delle diverse province siciliane. <strong><u>Le famiglie inseguono nuove opportunit\u00e0 e spazi anche al di fuori del territorio di propria competenza<\/u><\/strong>. Ci\u00f2 favorisce l\u2019accumulo di ricchezze che, oltre a rappresentare il fine ultimo di ogni attivit\u00e0 criminale, \u00e8 necessario alla struttura mafiosa per il proprio potenziamento nelle gerarchie, nell\u2019ambito di uno scenario mutevole ed in cerca di nuovi equilibri. In uno scenario mafioso come quello attuale, caratterizzato da un impellente bisogno di un nuovo assetto e di risolvere l\u2019annosa questione della leadership, la solidit\u00e0, l\u2019influenza criminale, la capacit\u00e0 militare ed <strong><u>il peso \u201cpolitico\u201d delle singole famiglie<\/u><\/strong>, dei mandamenti e delle rispettive strutture di vertice ricoprono un ruolo fondamentale per la definizione dei rapporti di forza e, di conseguenza, per l\u2019individuazione delle nuove strategie e dei nuovi equilibri\u201d.<\/p>\n<p><strong>CAMORRA<\/strong> (pp.138 &#8211; 207). \u201cAnche le ultime indagini che hanno interessato il sistema camorra confermano <strong><u>la coesistenza di clan connotati da assetti e strategie operative diversificate<\/u><\/strong>, caratteristiche che rendono complesso darne una definizione univoca. Continuano a coabitare sugli stessi territori, in particolare nel capoluogo regionale e nella provincia, realt\u00e0 criminali molto diverse. Sodalizi con radici consolidate quali il cartello noto come l\u2019Alleanza di Secondigliano e aggregati criminali meno evoluti a livello organizzativo, che si caratterizzano per un uso sistematico della violenza e per gli scontri armati con omologhi clan\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019elevata densit\u00e0 criminale delle aree dove tali fenomeni criminali proliferano, fa s\u00ec che negli spazi rimasti vuoti siano pronte a inserirsi altre famiglie. Ancora pi\u00f9 insidiosa, rispetto alle manifestazioni di violenza, appare <strong><u>la strategia di sommersione, tesa ad infiltrare l\u2019economia e la politica <\/u><\/strong>e a stringere accordi con altre organizzazioni criminali di diversa matrice territoriale, italiane e straniere. I numerosi clan che fanno parte di questa galassia, nella quale si inserisce a pieno titolo il cartello casertano dei Casalesi il quale, nonostante le numerose inchieste giudiziarie e i provvedimenti patrimoniali, riesce ancora efficacemente a difendere e curare i propri interessi illeciti attraverso ramificazioni finanziarie anche internazionali e importanti reti di imprese controllate da fiduciari dell\u2019organizzazione. A tale scopo possono contare su interlocutori con specifiche e diverse competenze professionali, capaci di gestire attivit\u00e0 economiche di elevata e sofisticata complessit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSono significative le parole del Procuratore di Napoli, nel corso della sua audizione presso la Commissione Parlamentare d\u2019inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, del 24 ottobre 2019. Il Capo della Procura Distrettuale ha, tra l\u2019altro, sottolineato <strong><u>la capacit\u00e0 della camorra di mantenere inalterata \u2018la pressione mafiosa sulle istituzioni pubbliche<\/u><\/strong> e l\u2019attitudine a inserirsi nei mercati, al pari di altre componenti ordinarie, ma contribuendo a saldare fra loro le logiche, i canali fiduciari e le tecniche della corruzione e dell\u2019evasione fiscale\u2019. Inoltre, ha ulteriormente specificato che la sedimentata duttilit\u00e0 dei gruppi di modularsi secondo differenti contesti operativi e il ripudio della contrapposizione frontale con lo Stato ne ha agevolato i processi adattativi alle logiche di mercato, facilitandone l\u2019espansione. Un\u2019espansione alimentata dai proventi delle attivit\u00e0 illegali \u2018di una gigantesca rete di imprese che condiziona pesantemente i mercati, ove trasferiscono una straordinaria capacit\u00e0 di offerta di servizi illegali o di servizi legali, ma a condizioni illegali&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;La loro propensione ad espandersi in territori appannaggio di altri gruppi, spesso tessendo alleanze con sodalizi locali, e a radicarsi anche in altre regioni, rende evanescente il tentativo di delinearne una precisa collocazione territoriale, mentre ai fini investigativi \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario ricostruirne le relazioni, compito per il quale si sono spesso rivelate fondamentali le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. <strong><u>Sulle dinamiche interne ed esterne ai clan \u00e8 destinato ad avere ripercussioni importanti il ritorno sul territorio di personaggi di particolare caratura criminale<\/u><\/strong>, per effetto delle avvenute scarcerazioni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn una realt\u00e0 in cui la macrocriminalit\u00e0 presenta aspetti di particolare complessit\u00e0 per le variegate sfaccettature che la caratterizzano, \u00e8 pertanto proliferata una criminalit\u00e0 minorile composta da giovani che provengono da territori dove si <strong><u>concentrano povert\u00e0, emarginazione, assenza di valori familiari, elevatissimi tassi d\u2019evasione scolastica e mancanza di occasioni di lavoro legale<\/u><\/strong>. In questi contesti, essere arruolato da un clan per svolgere compiti di manovalanza (vedetta in una piazza di spaccio, corriere per la consegna di dosi di stupefacente, trasporto di armi) rappresenta per ciascuno una importante prospettiva di guadagno. Un tale humus ha favorito la formazione di bande giovanili che si sono conformate ai modelli dei clan emergenti, nei quali l\u2019et\u00e0 degli affiliati \u00e8 particolarmente bassa. Di queste, a volte, fanno parte rampolli di famiglie criminali, che hanno mutuato gli atteggiamenti violenti dai loro genitori. Non \u00e8 raro, per\u00f2, che i giovani che compongono queste bande non abbiano alcun legame con organizzazioni criminali, sebbene la violenza che esprimono sia altrettanto esasperata\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUno dei punti di forza delle organizzazioni pi\u00f9 consolidate risiede anche nella loro <strong><u>capacit\u00e0 di sostituirsi allo Stato-apparato<\/u><\/strong>. Assicurando protezione ai cittadini e alle imprese che ne facciano richiesta, i clan ricevono la messa a disposizione, in favore di membri dei sodalizi, di strutture e professionalit\u00e0, accessibili secondo canali privilegiati e non istituzionali\u2026Nei territori dove i clan camorristici sono fortemente radicati, <strong><u>l\u2019economia parallela generata dalle imprese mafiose \u00e8 percepita dalla popolazione come unica fonte certa di reddito<\/u><\/strong> e la presenza del clan \u00e8 avvertita come strumento di occasioni lavorative, che si traduce a sua volta in fonte di consenso. Le indagini confermano che alcuni sodalizi, piuttosto che imporre le estorsioni sulle attivit\u00e0 economiche entrano in societ\u00e0 con imprenditori, che diventano cos\u00ec la \u2018faccia pulita\u2019 dell\u2019attivit\u00e0 economica, condividendo gli utili con i camorristi i quali, oltre a percepire i guadagni, reimpiegano i proventi delle attivit\u00e0 delittuose\u201d.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nMAFIE PUGLIESI<\/strong> (pp. 208 &#8211; 277). \u201cLe mafie pugliesi, distinte sulla base delle zone geografiche di influenza in mafia foggiana, criminalit\u00e0 barese e, nel Salento, sacra corona unita, continuano a rappresentare realt\u00e0 criminali eterogenee e di complessa classificazione. L\u2019analisi dei dati relativi al primo semestre 2019 conferma l\u2019esistenza di sistemi criminali dotati di estrema dinamicit\u00e0. Nella Regione, infatti, <strong><u>si configurano scenari in cui, a forme pi\u00f9 strutturate di alleanze e confederazioni criminali<\/u><\/strong>, finalizzate soprattutto ad una gestione sinergica degli affari illeciti pi\u00f9 remunerativi e con rilevanza anche extraregionale (traffici di stupefacenti ed armi, riciclaggio), <strong><u>si contrappongono storici antagonismi e repentine fratture<\/u><\/strong>. Queste, non di rado, sono l\u2019effetto di strategie ben ponderate, finalizzate a conquistare posizioni di supremazia nei rapporti tra consorterie o nell\u2019ambito di comparanze, spesso approfittando degli altalenanti momenti di difficolt\u00e0 vissuti dai contrapposti sodalizi a causa dell\u2019efficace e pressante attivit\u00e0 di contrasto delle Forze di polizia&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Tale singolare fermento negli assetti criminali ha comportato, nel periodo in esame, specie nel foggiano e nella contigua provincia di Barletta-Andria-Trani, un numero considerevole di fatti di sangue che in molti casi hanno colpito direttamente capoclan ed esponenti di rilievo delle cosche. In generale, gli ambienti malavitosi della Regione, mafiosi e di delinquenza comune, <strong><u>continuano a manifestare accese forme di aggressivit\u00e0 e violenza<\/u><\/strong>, nelle menzionate faide interne per ristabilire gli equilibri di forza, nella commissione di reati predatori con un disinvolto ricorso ad armi, anche da guerra, ed esplosivi, e infine nei confronti di appartenenti alle Forze di polizia o di funzionari pubblici&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;In Puglia risulta di rilevante attualit\u00e0 il problema della criminalit\u00e0 giovanile, assistendosi alla cooptazione di minori per incrementare gli organici dei clan e ad un salto di qualit\u00e0 nelle modalit\u00e0 d\u2019impiego delle giovani leve. Infatti, l\u2019iniziazione in et\u00e0 minorile \u00e8 confermata da recenti indagini i cui esiti evidenziano il ruolo di rilievo ricoperto da elementi molti giovani o appena maggiorenni, gi\u00e0 collegati alla criminalit\u00e0 organizzata o comunque desiderosi di dar prova delle proprie capacit\u00e0 delinquenziali per entrare a farne parte, i quali spesso sono ritenuti responsabili di gravi delitti, come rapine, estorsioni e porto illegale di armi. Di frequente, tuttavia, il precoce inserimento nelle organizzazioni \u00e8 dovuto ai legami familiari ed alla necessit\u00e0 di sostituire nella gerarchia criminale i congiunti detenuti\u2026Del resto, in territori dove la cultura dell\u2019omert\u00e0, del sopruso e del rifiuto dello Stato \u00e8 pi\u00f9 profonda e le famiglie criminali sono molto presenti soprattutto nel sostegno economico, per questi ragazzi risulta naturale crescere secondo i codici mafiosi. E, specialmente <strong><u>laddove le organizzazioni criminali sono basate su vincoli familistici, \u00e8 affidata alla donna la funzione, quasi esclusiva, di provvedere ad una sorta di pedagogia nera,<\/u><\/strong> fondata sui \u201cvalori\u201d di prevaricazione, potere, omert\u00e0, vendetta, codice d\u2019onore, e, in definitiva, all\u2019imposizione dell\u2019imprinting mafioso&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;La posizione geografica e l\u2019affaccio delle coste sull\u2019Adriatico fanno s\u00ec <strong><u>che la criminalit\u00e0 pugliese gestisca, assieme agli albanesi, un\u2019importante fetta del mercato europeo della droga<\/u><\/strong>, in quanto quest\u2019ultimi tradizionalmente assicurano l\u2019approvvigionamento della marijuana dai propri territori d\u2019origine. I rilevanti proventi del mercato della marijuana, oltre ad essere riciclati in madrepatria nello sviluppo di assets strategici come edilizia e turismo, sono oggi reinvestiti dalle consorterie nell\u2019acquisto dell\u2019eroina di provenienza asiatica e della cocaina, spesso direttamente dai narcos colombiani. In Puglia, tale mercato viene agevolato dalla presenza stanziale di numerosi cittadini di origine albanese, divenuti in qualche caso anche organici o fiancheggiatori della criminalit\u00e0 organizzata locale&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Per altro verso, il lato opaco dell\u2019imprenditoria pugliese &#8211; esaltando la sua componente criminale &#8211; troverebbe opportunit\u00e0 per <strong><u>immediato e fruttuoso reinvestimento di fondi illeciti all\u2019interno dell\u2019Albania<\/u><\/strong>, attraverso lo stabilimento in loco di societ\u00e0 apparentemente legittime, anche sfruttando il fatto che la locale legislazione di settore &#8211; non particolarmente \u201cinvasiva\u201d in termini di controlli preventivi &#8211; consente che si strutturino attivit\u00e0 commerciali, artigiane ed industriali sul mercato con notevole facilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>&#8220;In Puglia <strong><u>il livello d\u2019infiltrazione della criminalit\u00e0 nella Pubblica Amministrazione \u00e8 alto<\/u><\/strong> e l\u2019analisi delle dinamiche evolutive dei fenomeni criminali sembrerebbe confermare che nella Regione si sta assistendo ad una crescita criminale ed al consolidamento di un\u2019area grigia, punto di incontro tra mafiosi, imprenditori, liberi professionisti e rappresentanti infedeli della pubblica amministrazione. La forza intimidatrice delle organizzazioni criminali e la corruzione, favoriscono contesti ambientali inquinati e costituiscono i canali di collegamento tra la criminalit\u00e0, specie di tipo mafioso, e la Pubblica Amministrazione. Ci\u00f2 trova conferma, in primo luogo, nei 4 provvedimenti di scioglimento dei consigli comunali dello scorso anno. A questi, nel corso del 2019, si sono aggiunti quelli dei comuni di Cerignola (FG) e di Manfredonia (FG)&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;L\u2019elevata propensione delle organizzazioni mafiose a perseguire i consistenti interessi economici legati alla gestione della cosa pubblica trova conferma anche negli esiti di attivit\u00e0 info-investigative sviluppate e concluse nel semestre in esame. Diverse inchieste avrebbero infatti dimostrato, a livello locale, l\u2019esistenza di relazioni pi\u00f9 o meno dirette tra esponenti della criminalit\u00e0, imprenditori e amministratori locali o dipendenti di enti pubblici, <strong><u>finalizzate a favorire gli interessi delle cosche nell\u2019aggiudicazione di appalti e commesse pubbliche<\/u><\/strong> o semplicemente nella gestione di esercizi commerciali spesso utilizzati quali strumenti per il riciclaggio&#8221;.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>LE PROIEZIONI DELLE MAFIE SUL TERRITORIO NAZIONALE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nord-Ovest: <\/strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Piemonte.pdf\"><strong>Piemonte<\/strong><\/a><strong>; <\/strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Valle-dAosta.pdf\"><strong>Valle d\u2019Aosta<\/strong><\/a><strong>; <\/strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Liguria.pdf\"><strong>Liguria<\/strong><\/a><strong>; <\/strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Lombardia.pdf\"><strong>Lombardia<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Nord-Est: <\/strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Trentino-Alto-Adige.pdf\"><strong>Trentino Alto Adige<\/strong><\/a><strong>; <\/strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Veneto.pdf\"><strong>Veneto<\/strong><\/a><strong>; <\/strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Friuli-Venezia-Giulia.pdf\"><strong>Friuli Venezia Giulia<\/strong><\/a><strong>; <\/strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Emilia-Romagna.pdf\"><strong>Emilia-Romagna<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Centro: <\/strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Lazio.pdf\"><strong>Lazio<\/strong><\/a><strong>; <\/strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Toscana.pdf\"><strong>Toscana<\/strong><\/a><strong>; <\/strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Umbria.pdf\"><strong>Umbria<\/strong><\/a><strong>; <\/strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Marche.pdf\"><strong>Marche<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Sud-Isole: <\/strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Abruzzo.pdf\"><strong>Abruzzo<\/strong><\/a><strong>; <\/strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Molise.pdf\"><strong>Molise<\/strong><\/a><strong>; <\/strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Sardegna.pdf\"><strong>Sardegna<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>CONCLUSIONI <\/strong>(pp. 537 &#8211; 579). \u201cGiovanni Falcone, nelle pagine <em>di Cose di Cosa Nostra<\/em> nel richiamare un rapporto sulle tecniche di indagine in materia di delitti mafiosi redatto assieme al collega Giuliano Turone, nel 1991 sottolineava come \u2018la mafia non \u00e8 un\u2019organizzazione che commette delitti suo malgrado, ma un sodalizio avente come finalit\u00e0 precipua il delitto\u2026i reati come contrabbando, estorsioni, sequestri di persona, cio\u00e8 i delitti per cui si \u00e8 costituita l\u2019organizzazione mafiosa, li avevamo classificati di primo livello. Al secondo livello avevamo classificato i reati che, non costituendo la ragion d\u2019essere di Cosa Nostra, ne sono tuttavia l\u2019indiretta conseguenza: per esempio l\u2019omicidio di un uomo d\u2019onore che si \u00e8 macchiato di uno sgarro nei confronti dell\u2019organizzazione&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Una bivalenza da intendere oggi in maniera pi\u00f9 estesa e diversa, considerando delitti di secondo livello anche quelle condotte che puntano a infiltrare l\u2019economia di un territorio. La \u201cvisione\u201d classificatrice di Falcone trova un\u2019importante conferma nelle evidenze info-investigative raccolte nel semestre. Esse rappresentano la cartina di tornasole di un agire mafioso che continua a muoversi tra attivit\u00e0 criminali \u201cdi primo livello\u201d e \u201cdi secondo livello\u201d, intendendo le prime le azioni illegali \u201cessenziali\u201d, che si esprimono attraverso la \u201cpressione\u201d e il controllo capillare del territorio e che generano una forte liquidit\u00e0 di denaro. Sono esse le vere \u201cfonti primarie\u201d in cui rientrano le estorsioni, l\u2019usura, i sequestri di persona, il traffico e lo spaccio di stupefacenti, il contrabbando di tabacchi, il traffico di armi, il gioco e le scommesse quando attuati su circuiti completamente illegali e, con specifico riguardo alla criminalit\u00e0 straniera, la prostituzione, la tratta degli esseri umani, le rapine e i furti e tutto ci\u00f2 che concorre, in termini di manovalanza criminale, al perfezionamento di tali attivit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Le attivit\u00e0 di primo livello sono funzionali sia al sostentamento del gruppo (vi rientrano il salario mensile e le spese connesse alla detenzione degli affiliati), sia a capitalizzare denaro sporco che necessita di essere riciclato. Esse rappresentano il welfare, perch\u00e9 offrono occupazione, assistenza e assicurano un tenore di vita proporzionale all\u2019impegno criminale profuso nelle attivit\u00e0 del gruppo. Le attivit\u00e0 di primo livello oltre ad alimentare l\u2019organizzazione e a consentire la gestione di un vero e proprio welfare, determinano un surplus molto rilevante che deve essere reimpiegato. Da qui la necessit\u00e0 di una seconda fase. Le attivit\u00e0 criminali di secondo livello rappresentano l\u2019evoluzione della strategia mafiosa e si caratterizzano per metodi pi\u00f9 sofisticati e discreti&#8221;<\/p>\n<p><strong><u>&#8220;Le attivit\u00e0 criminali che Falcone definiva eventuali, appaiono oggi sempre pi\u00f9 &#8216;necessarie&#8217; per la nuovamafia imprenditrice, perch\u00e9 offrono il vantaggio di destare meno allarme sociale, coinvolgendo imprenditori, professionisti e pubblici funzionari<\/u><\/strong>. Allo stesso tempo consentono alla mafia di inquinare l\u2019economia legale e di espandersi oltre regione e all\u2019estero, facendole assumere le caratteristiche proprie di un\u2019impresa&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Si tratta di attivit\u00e0 complesse, in molti casi legate al riciclaggio e al reimpiego di capitali, che si nutrono dell\u2019infiltrazione nella pubblica amministrazione e della gestione degli appalti, della grande distribuzione, del ciclo dei rifiuti, del gioco e delle scommesse. Le attivit\u00e0 di secondo livello possono essere espressione di due modalit\u00e0 operative. In primo luogo, sono temporalmente legate alle attivit\u00e0 criminali di primo livello e in genere ai c.d. reati spia, che generano un forte afflusso di denaro contante. Questa fase segna il passaggio tra le attivit\u00e0 illegali e quelle solo apparentemente legali&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Un passaggio che ha un costo (fino al 50% delle somme da riciclare), che l\u2019organizzazione mafiosa sopporta pur di far perdere le tracce della provenienza illecita del denaro. In secondo luogo, sono realizzate dalle mafie alla stregua di un\u2019impresa dal solido &#8216;capitale sociale&#8217;, che si muove, pertanto, all\u2019interno di un contesto di apparente legalit\u00e0. In questi casi la corruzione di pubblici funzionari, lo scambio elettorale politico-mafioso, l\u2019infiltrazione negli Enti locali, l\u2019acquisizione di aziende produttive e la ricerca di imprenditori e professionisti compiacenti, costituiscono il volano per moltiplicare i profitti e allargare il raggio d\u2019azione degli investimenti, allontanando sempre di pi\u00f9 l\u2019aura mafiosa dai propri affari&#8221;.<\/p>\n<p><strong><u>\u00c8 questo il momento in cui la mafia si presenta nella sua veste pi\u00f9 moderna e imprenditrice, ammantandosi di apparente legalit\u00e0<\/u><\/strong>. I professionisti e gli imprenditori collusi &#8211; l\u2019area grigia dell\u2019economia criminale &#8211; consentono alle cosche di entrare in contatto con un\u2019altra area grigia, altrettanto pericolosa, in cui operano gli apparati infedeli della Pubblica Amministrazione. <strong><u>La corruzione \u00e8 l\u2019anello di congiunzione tra queste due aree grigie<\/u><\/strong>. \u00c8 lo strumento attraverso il quale le cosche, mediate dall\u2019imprenditoria collusa, diventano, di fatto, un vero e proprio contraente della Pubblica Amministrazione, con ci\u00f2 rafforzando e consolidando la propria posizione\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PREMESSA.\u00a0Il Ministro dell\u2019Interno ha trasmesso alle Camere il 30 dicembre 2019 la\u00a0Relazione sull\u2019attivit\u00e0 svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia\u00a0nel primo semestre del&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/sintesi-della-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-primo-semestre-2019\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Sintesi della Relazione della Direzione Investigativa Antimafia (Primo Semestre 2019)<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":207,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"class_list":["post-35772","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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