{"id":38385,"date":"2020-07-21T14:42:07","date_gmt":"2020-07-21T12:42:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=38385"},"modified":"2020-07-21T14:42:07","modified_gmt":"2020-07-21T12:42:07","slug":"sintesi-della-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-secondo-semestre-2019","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/sintesi-della-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-secondo-semestre-2019\/","title":{"rendered":"Sintesi della Relazione della Direzione Investigativa Antimafia (Secondo Semestre 2019)"},"content":{"rendered":"<p><strong>PREMESSA<\/strong>. Il Ministro dell\u2019Interno ha trasmesso alle Camere il 2 luglio 2020 la <a href=\"http:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/DF\/352713.pdf\"><strong>Relazione sull\u2019attivit\u00e0 svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia<\/strong><\/a> nel secondo semestre del 2019, della quale si riportano i passaggi salienti relativi a tre focus specifici &#8211; emergenza Covid, infiltrazioni negli Enti locali e gioco d&#8217;azzardo &#8211; nonch\u00e9 le evoluzioni e le strategie delle cd. &#8220;quattro mafie&#8221; (<strong>per le precedenti relazioni cliccare\u00a0<\/strong><strong>qui<\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #ff0000;\"><strong>EMERGENZA COVID<\/strong><\/span><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>La Relazione si apre con un <strong>approfondimento relativo alle ripercussioni della pandemia sulle attivit\u00e0 criminali<\/strong>.\u00a0Le organizzazioni di stampo mafioso, osserva la DIA, vedono nella fase di ripresa post-lockdown <strong>un&#8217;opportunit\u00e0 per espandere la loro economia criminale<\/strong>, sfruttando le difficolt\u00e0 delle attivit\u00e0 economiche e produttive e puntando ad accrescere la propria capacit\u00e0 di influenzare il tessuto sociale, soprattutto &#8220;nelle periferie depresse delle grandi aree metropolitane&#8221;, laddove gi\u00e0 esistono &#8220;sacche di povert\u00e0 e di disagio sociale&#8221;.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Un contesto post-bellico<\/strong><\/span>.&#8221;Alla fascia di una popolazione tendenzialmente indigente secondo i parametri ISTAT, se ne va ad aggiungere un\u2019altra, che inizia a &#8216;percepire&#8217; lo stato di povert\u00e0 cui sta andando incontro. Un focolaio che finisce per meglio attecchire soprattutto nelle regioni di elezione delle mafie, dove una <strong><em>Questione meridionale<\/em> non solo mai risolta, ma per decenni nemmeno seriamente affrontata<\/strong>, offre alle organizzazioni criminali da un lato la possibilit\u00e0 di esacerbare gli animi, dall\u2019altro di porsi come <strong>welfare alternativo<\/strong>, come valido ed utile mezzo di sostentamento e punto di riferimento sociale. C\u2019\u00e8 poi l\u2019aspetto della paralisi economica, che in questo caso ha assunto dimensioni macro, e che pu\u00f2 aprire alle mafie prospettive di espansione e arricchimento paragonabili ai ritmi di crescita che pu\u00f2 offrire solo un contesto post-bellico&#8221;.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Due scenari nel lungo periodo<\/strong><\/span>. La DIA ipotizza un <strong>primo breve periodo<\/strong>, in cui &#8220;le organizzazioni mafiose tenderanno a consolidare sul territorio il proprio consenso sociale, attraverso<strong> forme di assistenzialismo da capitalizzare nelle future competizioni elettorali<\/strong>. Un supporto che passer\u00e0 anche attraverso l\u2019elargizione di prestiti di denaro a titolari di attivit\u00e0 commerciali di piccole-medie dimensioni, ossia a quel reticolo sociale e commerciale su cui si regge l\u2019economia di molti centri urbani, con la prospettiva di fagocitare le imprese pi\u00f9 deboli, facendole diventare strumento per riciclare e reimpiegare capitali illeciti.<\/p>\n<p><strong>Un secondo scenario<\/strong>, questa volta di medio-lungo periodo, in cui le mafie \u2013 specie la \u2018ndrangheta \u2013 vorranno ancor pi\u00f9 stressare <strong>il loro ruolo di player<\/strong>, <strong>affidabili ed efficaci anche su scala globale<\/strong>. L\u2019economia internazionale avr\u00e0 bisogno di liquidit\u00e0 ed in questo le cosche andranno a confrontarsi con i mercati, bisognosi di consistenti iniezioni finanziarie. Non \u00e8 improbabile perci\u00f2 che aziende anche di medie \u2013 grandi dimensioni possano essere indotte a sfruttare la generale situazione di difficolt\u00e0, per estromettere altri antagonisti al momento meno competitivi, facendo leva proprio sui capitali mafiosi&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo la DIA al virus potrebbe dunque affiancarsi &#8220;<strong>l\u2019infezione finanziaria mafiosa<\/strong>&#8220;, un pericolo concreto, reale che impone di non abbassare la guardia anche quando&#8221;i riflettori si abbasseranno&#8221;, perch\u00e9 le mafie &#8220;tenderanno a riprendere spazio, insinuandosi nelle maglie della burocrazia&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Una strategia che le mafie potrebbero perseguire <strong>mettendo in atto un\u2019opera di distrazione dell\u2019attivit\u00e0 delle Forze di polizia<\/strong>, sia alimentando forme di azione anche violenta, sia favorendo l\u2019incremento di reati che hanno immediato effetto sul mantenimento dell\u2019ordine e della sicurezza pubblica o comunque alimentando forme di protesta sociale&#8221;.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Strategie di prevenzione in funzione dei contesti<\/strong><\/span>. Per contrastare tali scenari la DIA punta a processi di lavoro in cui &#8220;le Prefetture, epicentro degli accertamenti antimafia in materia di appalti pubblici, siano nelle condizioni di<strong> sviluppare opzioni operative ad hoc, adattabili, consonanti con le esigenze che di volta in volta si prospetteranno<\/strong>. Opzioni operative calate nella realt\u00e0, funzionali agli obiettivi da raggiungere. Il sistema di prevenzione antimafia dovr\u00e0 necessariamente essere duttile, adattabile e dinamico, in grado di variare il proprio assetto in relazione all\u2019obiettivo, senza sottostare a precostituiti standard operativi che finiscono per ingessare l\u2019azione di controllo e rallentare l\u2019esecuzione delle opere&#8221;.<\/p>\n<p>Va letta in tal senso la creazione\u00a0 &#8211; nel mese di aprile del 2020 &#8211; dell\u2019<strong><em>Organismo permanente di monitoraggio ed analisi sul rischio di infiltrazione nell\u2019economia da parte della criminalit\u00e0 organizzata di tipo mafioso<\/em><\/strong>, costituito presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale, a carattere interforze, composto da rappresentanti della Polizia di Stato, dell\u2019Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza, della Polizia penitenziaria, della DIA, della Direzione centrale per i servizi antidroga e del Servizio Polizia Postale. L&#8217;obiettivo principale \u00e8 quello di condividere le informazioni di cui dispongono tutte le Forze di polizia, per intercettare i sintomi e le tendenze criminali in chiave preventiva e di contrasto investigativo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Le quattro mafie: possibili ambiti di espansione<\/strong><\/span>. Nell&#8217;esaminare gli ambiti di espansione mafiosa, la DIA mette in guardia su diversi &#8220;punti deboli&#8221; che le varie consorterie criminali potrebbero attaccare.<\/p>\n<ul>\n<li>Relativamente agli ambiti di interesse della <strong>&#8216;ndrangheta<\/strong>, &#8220;incombe sugli imprenditori<strong> il pericolo dell\u2019usura<\/strong>, dapprima \u2013 anche a tassi ridotti \u2013 finalizzata a garantire una qualche forma di sopravvivenza e, successivamente, sotto forma di pressione estorsiva, all\u2019espropriazione dell\u2019attivit\u00e0. In questo momento appare opportuno mantenere alta l\u2019attenzione sui settori che pi\u00f9 di altri hanno sofferto l\u2019immobilit\u00e0 commerciale: alberghi, ristoranti, pizzerie, attivit\u00e0 estrattive, fabbricazione di profilati metallici, commercio di autoveicoli, industrie manifatturiere, edilizia e attivit\u00e0 immobiliari, attivit\u00e0 connesse al ciclo del cemento, attivit\u00e0 di noleggio, agenzie di viaggio e attivit\u00e0 riguardanti il settore dei giochi d&#8217;azzardo&#8221;.<\/li>\n<li><strong>Cosa nostra<\/strong> potrebbe sfruttare il Covid per &#8220;confermare il suo radicamento sociale, anche fomentando un clima di insofferenza e fornire alla popolazione adeguate forme di welfare&#8221;. Inoltre non va dimenticato che, nonostante gli arresti che hanno destrutturato la Cupola negli anni passati, Cosa nostra &#8220;mantiene il controllo di molte filiere produttive, a partire da quella della distribuzione alimentare, a quella turistico-alberghiera, dell\u2019industria manifatturiera e del ciclo dei rifiuti&#8221;. A questi settori, evidenziano gli investigatori,\u00a0 potrebbero aggiungersi anche interessi connessi al sistema sanitario, un business che offre anche la possibilit\u00e0 di distribuire posti di lavoro agli affiliati.<\/li>\n<li>Le considerazioni valide per la mafia calabrese e siciliana, valgono anche per le <strong>organizzazioni di matrice camorristica<\/strong>, le quali puntano al mantenimento degli affiliati, alla penetrazione in aziende sane e al riciclaggio di denaro frutto di attivit\u00e0 illecite. E&#8217; nota la predisposizione della Camorra verso <strong>il settore rifiuti<\/strong>, su cui va posto una particolare attenzione, anche in virt\u00f9 del trattamento dei rifiuti ospedalieri, in forte aumento a causa dell&#8217;emergenza pandemica (<a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/osservatorio-parlamentare\/attivita-dinchiesta\/le-commissioni-di-inchiesta-nella-xviii-legislatura\/quadro-generale-dellattivita-nella-xviii-legislatura\/emergenza-epidemiologica-covid-19-sintesi-della-relazione-approvata-dalla-commissione-rifiuti\/\"><strong>il tema \u00e8 stato oggetto di un ciclo di audizioni e di una Relazione della Commissione Rifiuti<\/strong><\/a>).<\/li>\n<li><strong>per la criminalit\u00e0 organizzata pugliese<\/strong> &#8220;si pu\u00f2 ipotizzare un allentamento delle forme pi\u00f9 aggressive di pressione estorsiva ed usuraria&#8221; al fine di gestire il consenso sociale, ma d&#8217;altro canto &#8220;\u00e8 ragionevole ritenere che resti alta l\u2019attenzione verso le imprese in difficolt\u00e0 finanziaria, presso le quali hanno la possibilit\u00e0 d\u2019intervenire con immissioni di liquidit\u00e0&#8221;. La societ\u00e0 foggiana, le mafie garganica e cerignolana, i clan pi\u00f9 autorevoli del barese e nella Sacra corona unita del Salento &#8211; la cosiddetta &#8220;mafia degli affari&#8221; &#8211; punta &#8220;al raggiungimento di obiettivi economico-criminali a medio-lungo termine&#8221; oltre che a &#8220;consolidare le proprie posizioni in settori nevralgici dell\u2019economia regionale&#8221;, tra cui il comparto agro-alimentare e quello della mitilicoltura, il comparto turistico-alberghiero e della ristorazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In tema di settori a rischio, la DIA ritiene &#8220;prevedibili importanti investimenti criminali nelle societ\u00e0 operanti nel <strong>ciclo della sanit\u00e0<\/strong>, siano esse coinvolte nella produzione di dispositivi medici (mascherine, respiratori) nella distribuzione (a partire dalle farmacie, in pi\u00f9 occasioni cadute nelle mire delle cosche), nella sanificazione ambientale e nello smaltimento dei rifiuti speciali, prodotti in maniera pi\u00f9 consistente a seguito dell\u2019emergenza. Non va, infine, trascurato il fenomeno della contraffazione dei prodotti sanitari e dei farmaci&#8221;.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Sulla &#8220;detenzione domiciliare&#8221; dei boss durante il Covid-19<\/strong><\/span>.\u00a0 Sul tema,\u00a0 molto dibattuto dall&#8217;opinione pubblica &#8211; e oggetto di una serie di <strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/osservatorio-parlamentare\/attivita-dinchiesta\/le-commissioni-di-inchiesta-nella-xviii-legislatura\/commissione-antimafia-quadro-generale-dellattivita-xviii-legislatura\/\">audizioni ad hoc della Commissione Antimafia<\/a><\/strong> -, la DIA ricorda come l&#8217;et\u00e0 avanzata di alcuni soggetti scarcerati &#8220;non costituisca affatto un impedimento all\u2019esercizio del potere da parte dei capi, rappresentando, al contrario, un fattore di rispetto e prestigio. L\u2019effetto dell\u2019applicazione di regimi detentivi alternativi a quello carcerario ha <strong>indubbi negativi riflessi<\/strong> per una serie di motivazioni.<br \/>\nIn primo luogo rappresenta senz\u2019altro l\u2019occasione per rinsaldare gli assetti criminali sul territorio, anche attraverso nuovi summit e investiture. Ma soprattutto occorre porre in rilievo come la scarcerazione in anticipo di un mafioso, addirittura di un ergastolano, \u00e8 avvertita dalla popolazione delle aree di riferimento come una cartina di tornasole, la riprova di un\u2019incrostazione di secoli, diventata quasi un imprinting: quello secondo cui mentre <strong>la sentenza della mafia \u00e8 certa e definitiva, quella dello Stato pu\u00f2 essere provvisoria e a volte effimera<\/strong>. Infine, \u00e8 pure bene evidenziare che la concessione della detenzione domiciliare contraddice la ratio di quella in carcere, che punta ad interrompere le comunicazioni e i collegamenti tra la persona detenuta e l\u2019associazione mafiosa di appartenenza&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #ff0000;\"><strong>INFILTRAZIONI NEGLI ENTI LOCALI<\/strong><\/span><\/p>\n<p>La contaminazione mafiosa si esprime in due modalit\u00e0: palese &#8211; spregiudicata e violenta &#8211; ed occulta. Quest&#8217;ultima, secondo la DIA, \u00e8 caratterizzata dalla &#8220;necessit\u00e0 di adottare strategie silenti di contaminazione del territorio&#8221;. In tal senso <strong>l\u2019infiltrazione degli Enti locali &#8220;si conferma come irrinunciabile<\/strong>, e questo per una serie di motivi:<\/p>\n<ul>\n<li>in primo luogo perch\u00e9 attraverso pubblici funzionari asserviti alle logiche mafiose, le cosche riescono a <strong>drenare risorse dalla Pubblica Amministrazione<\/strong>, abbassando notevolmente i margini di rischio e di esposizione connessi, invece, alla gestione<br \/>\ndi attivit\u00e0 illecite;<\/li>\n<li>in seconda battuta per <strong>rendersi irriconoscibili<\/strong>, mimetizzare la propria natura mafiosa, riuscendo addirittura a farsi apprezzare per affidabilit\u00e0 imprenditoriale. \u00c8 questa la leva che, soprattutto al Nord, attrae professionisti e imprenditori che si propongono, che cercano un partner in grado di moltiplicare i profitti e di sbaragliare la concorrenza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sono proprio queste fasce deviate dell\u2019imprenditoria che diventano <strong>l\u2019area grigia<\/strong> che consente alla mafia di creare un\u2019altra area grigia all\u2019interno della Pubblica Amministrazione. Una propriet\u00e0 transitiva in cui i<strong>l professionista colluso inocula la mafia nell\u2019Ente locale spesso attraverso la corruzione<\/strong>. Una condotta delittuosa che ha un costo in termini di denaro o di altre utilit\u00e0 che vengono offerte al funzionario pubblico. Un costo che per\u00f2 crea fidelizzazione: il funzionario, una volta corrotto, specie se corrotto dalla mafia, diventer\u00e0 ob torto collo punto di riferimento dell\u2019organizzazione, non avr\u00e0 margini di ripensamento, sar\u00e0<br \/>\nin definitiva egli stesso mafioso&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #ff0000;\"><strong>GIOCO D&#8217;AZZARDO<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&#8220;Le investigazioni degli ultimi anni restituiscono, in maniera evidente, il segnale di un allargamento delle prospettive della criminalit\u00e0 organizzata, sempre capace di intercettare i settori potenzialmente pi\u00f9 redditizi. Tra questi, si \u00e8 imposto il settore dei giochi e delle scommesse, attorno al quale sono andati a polarizzarsi gli interessi di tutte le organizzazioni mafiose, dalla camorra alla \u2018ndrangheta, dalla criminalit\u00e0 pugliese a cosa nostra, in alcuni casi addirittura <strong>consorziandosi tra di loro<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>I profitti mafiosi vengono realizzati secondo due direttrici<\/strong>: &#8220;da un lato la gestione storica del gioco d\u2019azzardo illegale, le cui prospettive sono andate allargandosi con l\u2019offerta on line; dall\u2019altro, la contaminazione del mercato del gioco e delle scommesse legali, che garantisce rilevanti introiti a fronte del rischio di sanzioni ritenute economicamente sopportabili&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il gioco illegale<\/strong> si sviluppa attorno alla &#8220;tradizionale attivit\u00e0 estorsiva ai danni delle societ\u00e0 concessionarie, delle sale da gioco e degli esercizi commerciali, soprattutto bar e tabaccherie, in cui si esercita il gioco elettronico. Altrettanto frequente \u00e8 poi l\u2019imposizione degli apparecchi negli esercizi pubblici da parte di referenti dei clan o l\u2019alternativa, offerta alle vittime, di consentire l\u2019installazione ad altri, a fronte, per\u00f2, del pagamento di una somma mensile per ogni apparecchio. C\u2019\u00e8 poi un ulteriore aspetto dai drammatici risvolti sociali: <strong>le mafie approfittano dei giocatori affetti da ludopatia<\/strong>, concedendo loro prestiti a tassi usurari. Si genera cos\u00ec, un circolo vizioso, in cui alla dipendenza dal gioco si somma la dipendenza economica dai clan.<\/p>\n<p>Ce n\u2019\u00e8 poi un altro pi\u00f9 sofisticato, che richiede competenze elevate. Si tratta della gestione delle scommesse sportive e giochi on line realizzata, attraverso i <strong>Centri di Trasmissione Dati (CTD), su piattaforme collocate all\u2019estero<\/strong>. Il tutto architettato da soggetti sprovvisti delle previste concessioni o autorizzazioni che operano su siti web collegati a bookmaker esteri. Bookmaker \u201cpirata\u201d o, in alcuni casi, autorizzati a effettuare la raccolta a distanza, in forza di licenze rilasciate da Autorit\u00e0 straniere che non tengono conto dei gravi precedenti penali di cui tali soggetti risultano gravati in Italia. Spesso, per rendere pi\u00f9 difficoltosa l\u2019individuazione dei flussi di giocate, i server vengono collocati in Paesi off-shore o a fiscalit\u00e0 privilegiata e non collaborativi ai fini di polizia. Si tratta di un circuito totalmente \u201cinvisibile\u201d, in cui i brand raccolgono puntate su giochi e scommesse, restando ignoti al Fisco.<\/p>\n<p>Tra le forme di gioco illegale, oltre agli ambiti di maggiore complessit\u00e0, tra cui il<strong> match fixing<\/strong>, rientrano anche strutture da gioco tecnicamente pi\u00f9 semplici, come i <strong>totem<\/strong>, la cui installazione negli esercizi pubblici \u00e8 vietata: si tratta di terminali informatici che, attraverso il collegamento internet, consentono la fruizione del gioco mediante piattaforme collocate all\u2019estero, accedendo quindi a server stranieri i cui gestori non sono soggetti agli stessi obblighi di identificazione e tracciabilit\u00e0 previsti dalla normativa o nazionale. Possono essere qualificati come totem anche normali computer messi a disposizione dei clienti, collegati a siti non autorizzati di giochi e scommesse on line, sfuggendo, cos\u00ec, ai previsti controlli sulle vincite e sugli utilizzatori. Ovviamente, i siti on line illegali hanno maggior successo presso il pubblico rispetto a quelli legali perch\u00e9, non soggiacendo ad imposizione fiscale, possono offrire quotazioni maggiori e vincite pi\u00f9 alte&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Le infiltrazioni nel gioco legale<\/strong>. Le condotte criminali puntano ad inserirsi nella filiera legale e sono per lo pi\u00f9 &#8220;finalizzate all\u2019alterazione dei flussi di comunicazione dei dati di gioco, dagli apparecchi al sistema di elaborazione del concessionario.\u00a0 Le modalit\u00e0 di manipolazione sono numerose, da quelle pi\u00f9 raffinate &#8211; attraverso <strong>svariate tecniche di introduzione abusiva nel sistema telematico<\/strong> &#8211; a quelle pi\u00f9 semplici di scollegare le apparecchiature dalla rete pubblica. Fondamentale risulta l\u2019apporto di figure dotate di specifiche competenze tecniche, in grado di sfruttare al meglio le nuove tecnologie informatiche. Queste figure sono funzionali alla manomissione degli apparecchi da gioco (agendo sulle schede elettroniche), allo scopo di eliminare il collegamento alla rete dell\u2019Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e quindi far registrare un minor numero di giocate per sottrarsi all\u2019imposizione fiscale, alterando anche le percentuali minime di vincita previste dai regolamenti.<\/p>\n<p>Oltre al settore delle <strong>slot machines<\/strong> e delle <strong>video lottery<\/strong>, anche <strong>le sale bingo<\/strong> rappresentano un comparto legale di grande interesse per la criminalit\u00e0 organizzata, al punto che le concessioni sono state acquistate, in molti casi, a prezzi maggiorati. Un altro settore infiltrato \u00e8 quello delle <strong>competizioni ippiche<\/strong>, in cui sono state registrate irregolarit\u00e0 nella gestione delle scommesse presso le ricevitorie, nell\u2019alterazione dei risultati, attraverso accordi occulti tra scuderie o driver e col doping.<\/p>\n<p>Dalla disamina di tutta la filiera del gioco legale emerge chiaramente come le mafie puntino non solo ad avere ingenti profitti, ma anche a <strong>creare una rete funzionale al riciclaggio dei capitali illeciti<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>Di seguito una sintesi dei capitoli della Relazione dedicati alle cd. &#8220;QUATTRO MAFIE&#8221;<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #ff0000;\"><strong>&#8216;NDRANGHETA<\/strong><\/span><\/p>\n<p>L&#8217;analisi della DIA restituisce l&#8217;immagine di una mafia silente ma molto attiva sul fronte affaristico-imprenditoriale, leader nei traffici internazionali di droga, pertanto &#8220;<strong>in costante ascesa per ricchezza e prestigio<\/strong>&#8220;. Gli investigatori descrivono la &#8216;ndrangheta come in grado di &#8220;penetrare i pi\u00f9 svariati settori imprenditoriali&#8221;, il che la favorisce nell&#8217;inserimento dei &#8220;circuiti societari pi\u00f9 sani, talvolta scalandoli fino a raggiungerne la titolarit\u00e0 e, comunque, utilizzandoli per il riciclaggio dei proventi illecitamente accumulati al fine di acquisirne di nuovi sempre pi\u00f9 ingenti&#8221;.<\/p>\n<p>Una duttilit\u00e0 emersa pienamente in tutte le sue forme <strong>nell\u2019inchiesta \u201cRinascita Scott\u201d<\/strong> condotta dalla Procura di Catanzaro che, nel mese di dicembre 2019, ha visto l&#8217;esecuzione di 334 misure restrittive per un totale di 416 indagati, facendo luce su &#8220;una lunga serie di rapporti con il mondo politico-imprenditoriale e con segmenti di massoneria deviata&#8221;.<\/p>\n<p>L\u2019indagine ha confermato che la \u2018ndrangheta &#8220;\u00e8 un\u2019organizzazione criminale molto attiva, al contempo tradizionale e moderna, ancorata saldamente a vincoli associativi interni, attraverso i quali accresce il consenso, soprattutto in aree economicamente e socialmente depresse. Allo stesso tempo <strong>dimostra di essere camaleontica nei processi di adeguamento ai contesti socio-economici nazionali ed internazionali<\/strong>, perfettamente inserita nei meccanismi di progresso e globalizzazione. Sempre pi\u00f9 di frequente si assiste all\u2019avvio verso le migliori universit\u00e0 italiane e straniere delle proprie giovani leve, che vengono mandate a formarsi per poi servire l\u2019organizzazione criminale adattandosi alle esigenze dei tempi e delle economie moderne&#8221;.<\/p>\n<p>Una mafia quella calabrese che <strong>si \u00e8 dimostrata pi\u00f9 volte &#8220;lungimirante&#8221;<\/strong>, anche nel &#8220;proiettare le proprie attenzioni verso i mercati dell\u2019Est europeo, intuendone le opportunit\u00e0 offerte anche dagli stanziamenti dell\u2019Unione europea&#8221;. Quando si insedia all&#8217;estero &#8220;non prende di mira specifici settori economici in base alle dimensioni commerciali e imprenditoriali, ma prima di tutto mira a costituire insediamenti territoriali strutturati sul modello reggino, dal quale partire poi per il conseguimento dei profitti&#8221;.<\/p>\n<p>Fondamentali erano e restano le pratiche di affiliazione, che nulla hanno a che vedere con semplici riti folcloristici ma, al contrario, &#8220;aiutano la &#8216;ndrangheta ad attirare persone ai margini della societ\u00e0 e in cerca di riscatto, soprattutto in aree economicamente depresse&#8221;, sviluppando un senso di appartenenza che rappresenta uno dei suoi punti di forza. Del resto la Calabria &#8220;continua a caratterizzarsi per livelli di povert\u00e0 e disuguaglianze sociali elevate, strettamente connessi alla diffusa mancanza di occupazione. Secondo la Banca d\u2019Italia, il numero delle famiglie calabresi in povert\u00e0 assoluta &#8211; con un livello di spesa mensile inferiore a quello necessario per mantenere uno standard di vita minimo considerato accettabile &#8211; si attesta su livelli nettamente superiori al resto del Paese&#8221;.<\/p>\n<p>Le &#8216;ndrine confermano la loro forza e pervasivit\u00e0 &#8220;anche fuori dai territori d\u2019origine ed in rapporti sempre pi\u00f9 stretti con esponenti politici e imprenditori. Importanti inchieste degli ultimi anni hanno fatto emergere la tendenza di un\u2019inversione delle modalit\u00e0 di avvicinamento, rilevando come, di frequente, alcuni <strong>esponenti dell\u2019imprenditoria o del mondo delle istituzioni abbiano ricercato e si siano rivolti a membri delle consorterie \u2018ndranghetiste<\/strong>, per massimizzare i propri profitti o per i vantaggi nelle tornate elettorali. Condotte che trovano una conferma anche nel numero di provvedimenti interdittivi antimafia adottati dalle Prefetture di tutta la penisola nei confronti di ditte in odore di \u2018ndrangheta, operanti in svariati settori commerciali, produttivi e di servizi: dalle costruzioni edili alla raccolta di materiali inerti, dal commercio di veicoli ed automezzi al settore nautico, dai servizi di ristorazione, bar e balneazione al trasporto di merci su strada. Un dato, quest\u2019ultimo, che, come detto, riguarda l\u2019intero territorio nazionale e restituisce l\u2019immagine di una <strong>\u2018ndrangheta imprenditrice perfettamente radicata anche fuori dalla Calabria<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #ff0000;\"><strong>COSA NOSTRA<\/strong><\/span><\/p>\n<p>La Direzione Investigativa Antimafia sottolinea come la pandemia &#8220;potrebbe avere vaste e profonde ripercussioni sul tessuto socio-economico siciliano&#8221;, <strong>vanificando i segnali di ripresa che l&#8217;economia locale stava offrendo nell&#8217;ultimo periodo<\/strong>.\u00a0 La DIA ricorda i 600 milioni di euro messi in campo dalle procedure comunitarie per sostenere lo sviluppo delle piccole e medie imprese siciliane e l\u2019avvio di interventi di riqualificazione di aree industriali, finalizzati alla realizzazione di progetti per oltre 200 milioni di euro. Al contempo mette in evidenza &#8220;la pressione delle organizzazioni criminali&#8221;, che frena &#8220;la buona gestione amministrativa degli Enti pubblici e l\u2019attivit\u00e0 delle imprese, spesso costrette ad operare con il timore di minacce e in un regime di concorrenza pesantemente viziato dalle infiltrazioni dei sodalizi mafiosi&#8221;, citando anche l&#8217;alto numero di Enti locali sciolti nel 2019 per ingerenze mafiose.<\/p>\n<p>Cosa nostra &#8220;si presenta ancora oggi come un sistema criminale attento a tutte le opportunit\u00e0 di guadagno e concentrato sull\u2019esigenza di ricavare il massimo profitto dalle realt\u00e0 economiche: <strong>un\u2019organizzazione da sempre solidamente strutturata secondo articolazioni gerarchiche, ma al contempo in continua evoluzione<\/strong> e rispondente di volta in volta alle occasioni offerte dai mutamenti della societ\u00e0. Un sistema criminale che ha caratteristiche diverse anche all\u2019interno della stessa Regione: se in Sicilia occidentale si conferma una strutturazione cristallizzata in mandamenti e famiglie, nella provincia di Agrigento continua a registrarsi una zona permeabile anche all\u2019influenza di un\u2019altra organizzazione, la cosiddetta Stidda, di pi\u00f9 recente costituzione. Stessa cosa per la provincia di Ragusa, in particolare nel comprensorio di Vittoria&#8221;.<\/p>\n<p><strong>&#8220;La Stidda<\/strong>, originaria del comprensorio di Gela (CL), <strong>ha progressivamente ampliato la propria sfera d\u2019azione<\/strong>, estendendosi ai territori delle province limitrofe. Nel semestre in esame ha poi dimostrato di aver saputo compiere un balzo organizzativo, ampliando il proprio raggio di azione fino a diventare \u2013 sulla scia di Cosa nostra &#8211; impresa criminale inserita nelle reti finanziarie del Nord Italia. A fattor comune, per tutti i sodalizi siciliani, si ravvisa la volont\u00e0 di proiettarsi oltre i confini regionali ed anche nazionali, sia riallacciando i rapporti con le consorterie di radice siciliana d\u2019oltreoceano, sia per ricercare nuove opportunit\u00e0 d\u2019affari&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #ff0000;\"><strong>CAMORRA<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Il quadro offerto dalla criminalit\u00e0 organizzata campana si conferma <strong>in continua trasformazione<\/strong>. &#8220;Ci si trova di fronte non tanto, come potrebbe apparire, ad una caotica e pi\u00f9 o meno violenta miriade di gruppi in continua contrapposizione, quanto piuttosto a una <strong>sovrapposizione controllata e organizzata di livelli criminali<\/strong>: in quello superiore, trovano posto le storiche famiglie con una radicata incidenza nel tessuto sociale, pubblico ed economico; in quello inferiore si collocano gruppi meno strutturati a livello organizzativo e strategico, deputati al controllo delle attivit\u00e0 illegali su piccole porzioni di territorio&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Storiche organizzazioni camorristiche \u00a0hanno creato, nel tempo, veri e propri apparati imprenditoriali, capaci di influenzare ampi settori dell\u2019economia, locale e nazionale (giochi, ristorazione, comparto turistico-alberghiero, edilizia, rifiuti), evidenziando una <strong>resilienza capace di assorbire i continui colpi dello Stato e di mantenere comunque stabile la propria <\/strong><strong>capacit\u00e0 operativa<\/strong>. Pertanto, la rilevanza mediatica derivante da numerosi e gravi episodi criminosi (agguati, sparatorie, intimidazioni), verificatisi soprattutto nella citt\u00e0 di Napoli, non deve indurre a pensare ad una camorra come a una matrice delinquenziale di basso cabotaggio, ad un semplice scontro tra bande rivali prive di caratura criminale. I piccoli aggregati di minore entit\u00e0 &#8211; spesso costituiti per la maggior parte da giovani che agiscono con modalit\u00e0 mafiose &#8211; alla luce delle recenti valutazioni giudiziarie si possono ritenere come realt\u00e0 criminali subalterne alle grosse organizzazioni, che conferiscono loro legittimazione e dalle quali dipendono operativamente, svolgendo un mero ruolo esecutivo&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Rispetto al semestre precedente, il numero stabile, nella citt\u00e0 di Napoli, degli omicidi e quello in flessione dei tentati omicidi potrebbe essere un ulteriore elemento indicativo della <strong>politica adottata dai clan pi\u00f9 strutturati, che allo scontro tendono a preferire la condivisione di interessi<\/strong>, se ci\u00f2 risulta strumentale al raggiungimento degli obiettivi e dei profitti&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Il condizionamento del tessuto economico non riguarda pi\u00f9 esclusivamente la Campania, poich\u00e9 la necessit\u00e0 di investire capitali ha comportato la migrazione di imprenditori camorristi nelle regioni del centro e nord Italia dove, operando senza i vincoli imposti dalle regole di mercato, alterano la legittima concorrenza, contribuendo a indebolire le imprese legali. <strong>Il rapporto che lega gli imprenditori al clan \u00e8 un rapporto stabile<\/strong>, che assicura ai primi protezione nei confronti di altre organizzazioni criminali e soprattutto la possibilit\u00e0 di aggiudicarsi appalti sfruttando le relazioni dei secondi, non solo in Campania ma anche fuori regione. Ed \u00e8 un dato ormai acquisito che i clan campani, oltre all\u2019infiltrazione nel tessuto imprenditoriale, abbiano assunto la tendenza, anche fuori dal proprio contesto territoriale, di stringere accordi tra loro e con altre organizzazioni criminali italiane e straniere per la gestione di singole attivit\u00e0 illecite, quali il traffico di stupefacenti, il riciclaggio o per il controllo di reti imprenditoriali operanti su tutta la Penisola&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Un ulteriore elemento di riflessione va rivolto alle richieste pervenute dai <strong>capi di alcuni clan che, dal carcere, hanno espresso la volont\u00e0 di dissociarsi, <\/strong>poi concretizzatasi in forme &#8211; peraltro, gi\u00e0 sperimentate &#8211; di ammissione limitate a condotte criminali gi\u00e0 contestate, con l\u2019indicazione delle responsabilit\u00e0 a carico soltanto di collaboratori di giustizia o di concorrenti nel reato deceduti. L\u2019aspetto pi\u00f9 interessante riguarda <strong>le reali motivazioni<\/strong> che spingono taluni soggetti, spesso di rango apicale, a determinarsi in questo senso, apparendo per lo pi\u00f9 come scelte di opportunit\u00e0 finalizzate ad ottenere attenuanti in sede di condanna o misure premiali per i detenuti condannati in via definitiva. Per la camorra, la via della dissociazione trova le sue radici negli anni \u201990, con l\u2019intento di mimetizzare e rigenerare l\u2019organizzazione. Si era poi manifestata in Sicilia, all\u2019inizio degli anni Duemila, quando l\u2019adozione di un\u2019analoga linea di condotta fu esplorata anche da parte di Cosa nostra. <strong>Una vera e propria strategia<\/strong> che potrebbe avere come obiettivo quello di ottenere l\u2019applicazione delle recenti sentenze della Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo e della Corte Costituzionale, che hanno sancito la parziale incostituzionalit\u00e0 del cosiddetto ergastolo ostativo&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #ff0000;\"><strong>MAFIE PUGLIESI<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Un panorama eterogeneo<\/strong>: cos\u00ec la DIA definisce la situazione della criminalit\u00e0 pugliese, che vede operative numerose consorterie dalle caratteristiche diverse\u00a0 &#8211;<strong> mafia foggiana, criminalit\u00e0 barese, sacra corona unita<\/strong> &#8211; ciascuna con una sua strategia e personali profili evolutivi.<\/p>\n<p>&#8220;A fronte di situazioni, tutto sommato di stallo, registrate nelle province di Bari, Lecce, Brindisi e Taranto, <strong>la provincia di Foggia<\/strong> \u00e8 risultata quella in cui, ancora una volta, il fenomeno mafioso ha manifestato le forme pi\u00f9 acute di violenza e aggressivit\u00e0. La recrudescenza delle attivit\u00e0 criminali e del racket estorsivo, registrata nel foggiano durante tutto il 2019 e culminata, nel mese di dicembre, in una serie di gravi atti intimidatori (continuati anche nelle prime settimane del nuovo anno), ha comportato costanti, coordinate e decise reazioni da parte delle Forze di polizia e degli organi giudiziari e amministrativi, nonch\u00e9 un potenziamento dei dispositivi di prevenzione e controllo del territorio da parte del Ministero dell\u2019Interno, con l\u2019invio di contingenti straordinari di personale. Tra le iniziative adottate, particolarmente significativa \u00e8 stata l\u2019attivazione della Sezione Operativa della DIA di Foggia. <strong>La Puglia, di conseguenza, \u00e8 la Regione, dopo la Sicilia, in cui \u00e8 presente il maggior numero di articolazioni della Direzione Investigativa Antimafia<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>A livello organizzativo la mafia foggiana si contraddistingue per &#8220;l\u2019incapacit\u00e0 di darsi una configurazione gerarchica condivisa (con qualche eccezione per la mafia cerignolana) e con la propensione (mutuata dal mondo agro-pastorale e dalla camorra cutoliana) a garantire, con particolare efferatezza, il rispetto delle regole nei rapporti interni tra le diverse organizzazioni criminali. Non si esclude che la pi\u00f9 intensa aggressivit\u00e0 dimostrata nel periodo in esame si possa ricondurre proprio all\u2019esigenza di ristabilire gli equilibri di forza da<br \/>\nparte di quei gruppi maggiormente destabilizzati, sia sul piano operativo che decisionale, dai numerosi arresti e dalle violente faide interne che ne hanno decimato gli organici, i cui vuoti, peraltro, sono stati costantemente risanati dalle giovani leve&#8221;.<\/p>\n<p>Pur evidenziando queste difficolt\u00e0, la DIA sottolinea della mafia foggiana la &#8220;<strong>spiccata vocazione imprenditoriale<\/strong>, in cui restano chiari i segnali di strategie delittuose di pi\u00f9 ampio respiro e con una tendenza anche ad operare fuori regione, specie per il traffico degli stupefacenti e per il riciclaggio di capitali. Inoltre, dagli elementi posti a fondamento dello scioglimento per mafia dei consigli comunali di Cerignola e Manfredonia, \u00e8 emersa <strong>una significativa ingerenza nella gestione della cosa pubblica<\/strong>, essendo state create complesse reti relazionali di amicizie, frequentazioni e cointeressenze tra amministratori comunali, dipendenti dell\u2019ente locale e soggetti appartenenti o contigui a famiglie malavitose, le quali grazie a tali rapporti hanno beneficiato di favori nell\u2019acquisizione di pubbliche commesse, negli affidamenti del patrimonio comunale o nell\u2019esercizio di attivit\u00e0 commerciali&#8221;. Emergono inoltre cointeressenze, in materia di riciclaggio, tra il Gargano e gli affari della &#8216;ndrangheta, evidenziati dalla succitata inchiesta &#8220;Rinascita Scott&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;In <strong>provincia di Bari<\/strong> i clan continuano ad ispirarsi ai canoni camorristici, avvalendosi anche di liturgie arcaiche del potere che creano identit\u00e0 di appartenenza. In questo panorama criminale, nonostante alcuni episodi di rivalit\u00e0 interna ai singoli clan, si sta assistendo, in via generale, ad una ricerca di nuovi equilibri criminali tra le organizzazioni storicamente<br \/>\negemoni sul territorio. Quella barese pu\u00f2 essere considerata come una realt\u00e0 criminale evoluta, composta da mafiosi e da colletti bianchi, con elevate competenze tecniche e in grado di interagire con il mondo economico finanziario locale, nazionale ed estero&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Anche la <strong>sacra corona unita salentina<\/strong> si conferma una mafia ben radicata nel substrato socio-economico, ancora in grado di esercitare un controllo sul territorio, dove tuttavia preferisce concludere affari in modo silente, cercando punti d\u2019incontro con la parte compiacente della politica locale per garantirsi il controllo dei settori pi\u00f9 proficui dell\u2019imprenditoria. Un riscontro concreto pu\u00f2 essere desunto dagli elementi posti a fondamento dello scioglimento di altri due consigli comunali in provincia di Lecce, Carmiano e Scorrano, che seguono quelli di Surbo e Sogliano Cavour, decretati nel 2018. Interessanti evidenze giudiziarie nel semestre riattualizzano le antiche relazioni criminali di elementi della sacra corona unita con la \u2018ndrangheta, e ne sottolineano la capacit\u00e0 di interagire, quali autorevoli interlocutori, anche con esponenti delle cosche pi\u00f9 potenti&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Lo scenario del <strong>narcotraffico<\/strong> continua ad essere fortemente influenzato dalla vicinanza dell\u2019Albania e dai traffici di stupefacenti provenienti dai Balcani. Nei rapporti tra la criminalit\u00e0 pugliese e le consorterie albanesi appare consolidato il ruolo di punta assunto da queste ultime, che tendono ad utilizzare i canali gestiti dalle cosche pugliesi per il trasporto delle sostanze stupefacenti anche oltre regione&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PREMESSA. 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