{"id":41010,"date":"2021-02-26T10:17:51","date_gmt":"2021-02-26T09:17:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=41010"},"modified":"2021-02-26T10:17:51","modified_gmt":"2021-02-26T09:17:51","slug":"sintesi-della-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-primo-semestre-2020","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/sintesi-della-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-primo-semestre-2020\/","title":{"rendered":"Sintesi della Relazione della Direzione Investigativa Antimafia (Primo Semestre 2020)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>PREMESSA<\/strong>.<\/span> Il Ministro dell\u2019Interno ha trasmesso alle Camere il 29 gennaio 2021 <a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Relazione-DIA-primo-semestre-2020.pdf\">la\u00a0Relazione sull\u2019attivit\u00e0 svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia\u00a0<\/a>nel primo semestre del 2020, della quale si riportano i punti salienti.<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019attenzione \u00e8 focalizzata sulle connotazioni strutturali e sulle linee evolutive delle principali mafie italiane (\u2018ndrangheta, Cosa nostra, Camorra e le mafie pugliesi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>\u2018NDRANGHETA<\/strong>.<\/span>\u00a0 La &#8216;ndrangheta si \u00e8 mostrata in passato l&#8217;organizzazione criminale in grado di cogliere pi\u00f9 velocemente le opportunit\u00e0 dei cambiamenti socio-economici innescati da situazioni di emergenza, pertanto<strong> la sua azione potrebbe essere oggi &#8220;ancor di pi\u00f9 favorita dal contesto di forte sofferenza economico-produttiva&#8221;<\/strong> causati dalla pandemia da Covid-19.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;\u00c8 noto che la criminalit\u00e0 organizzata calabrese \u2013 al pari delle omologhe matrici mafiose \u2013 \u00e8 da sempre abile a proporsi con azioni &#8216;filantropiche&#8217; nei confronti di famiglie in difficolt\u00e0 alle quali offrire sostegno economico, innescando un meccanismo di dipendenza che verr\u00e0 sicuramente riscattato a tempo debito. Quanto detto vale, ad esempio, per quelle sacche di lavoratori &#8216;in nero&#8217; o sottopagati che, in prospettiva, potrebbero essere disposti a farsi coinvolgere in azioni criminali pur di garantire un sostentamento alle proprie famiglie ovvero alimentare quel bacino di consenso utile anche in occasione di competizioni elettorali&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;In tale contesto, di tutta evidenza \u00e8 il rischio che la \u2018ndrangheta si ponga quale <strong>welfare alternativo<\/strong>, sostituendosi alle Istituzioni con forme di assistenzialismo, forte della capillare presenza nel territorio e della notevole disponibilit\u00e0 economica, a beneficio sia del singolo cittadino in stato di necessit\u00e0, sia dei grandi soggetti economici in sofferenza e in cerca di credito pi\u00f9 dinamico rispetto ai circuiti ordinari. Salvo poi presentare il conto alle imprese beneficiarie del sostentamento mafioso&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;Anche l\u2019analisi delle risultanze investigative e giudiziarie intervenute nel I semestre 2020 restituisce, ancora una volta, <strong>l\u2019immagine di una \u2018ndrangheta silente, ma pi\u00f9 che mai viva nella sua vocazione affaristica, tesa a farsi impresa<\/strong>. Una preoccupante conferma perviene anche dall\u2019elevato numero di provvedimenti interdittivi antimafia adottati dalle Prefetture nei confronti di ditte ritenute contigue alle cosche calabresi, attive in svariati settori commerciali, produttivi e di servizi, che spaziano dalle costruzioni edili agli autotrasporti, dalla raccolta di materiali inerti al commercio di veicoli, dalla ristorazione alle strutture alberghiere, dai giochi, alla distribuzione di carburante&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;D\u2019altro canto i sodalizi pi\u00f9 strutturati mantengono saldamente la propria leadership nei grandi traffici di droga, continuando ad acquisire forza e potere. In questo senso si pu\u00f2 dire che <strong>l\u2019emergenza pandemica non ha in alcun modo rallentato il florido mercato del narcotraffico<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;Uno dei punti di forza della \u2018ndrangheta sta nella sua <strong>capacit\u00e0 di intrecciare legami <\/strong><strong>diretti con qualsiasi tipo di interlocutore<\/strong>: politici, esponenti delle Istituzioni, imprenditori, professionisti. Si tratta di soggetti potenzialmente in grado di venire incontro alle esigenze delle cosche, sicch\u00e9 da ottenere indebiti vantaggi nella concessione di appalti e commesse pubbliche&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;In tale ambito, <strong>l\u2019elevato numero di consigli comunali sciolti,<\/strong> nel tempo, per ingerenze \u2018ndranghetiste ne \u00e8 l\u2019impietosa rappresentazione. L\u2019inquinamento dei diversi settori imprenditoriali e un\u2019interlocuzione, sempre pi\u00f9 raffinata, con soggetti istituzionali compiacenti, agevolano il riciclaggio dei proventi illecitamente accumulati e l\u2019acquisizione di ulteriori introiti anche attraverso canali legali. Infatti, l\u2019accesso delle \u2018ndrine a circuiti finanziari sani perfeziona taluni complessi meccanismi di riciclaggio. Questo aspetto, coniugato con la diffusa corruttela, condiziona le dinamiche relazionali con gli Enti locali sino a controllarne le scelte&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;<strong>I clan non hanno mai smesso di segnare il territorio<\/strong>, perpetuando la loro pressione estorsiva e usuraria ai danni di imprenditori e commercianti. All\u2019occorrenza, del resto, non si fanno scrupoli, laddove si presentasse la necessit\u00e0, di dare un segnale deciso ricorrendo anche ad atti di violenza. <strong>Allo stesso tempo, tuttavia, le cosche sono in grado di adattarsi alle evoluzioni del contesto sociale<\/strong>, nazionale ed estero, tenendosi al passo con il progresso e la globalizzazione sapendo proiettare, al momento opportuno, le proprie attenzioni verso i mercati dell\u2019Est europeo, attratte anche dai cospicui stanziamenti dell\u2019Unione Europea&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;Nel semestre, inoltre, \u00e8 emerso un ulteriore aspetto comprovante <strong>l\u2019ingordigia \u2018ndranghetista in spregio alla situazione emergenziale vissuta dal contesto sociale calabrese <\/strong>appena descritto, in totale distonia con le ingenti risorse economiche a disposizione delle consorterie, anche attraverso le richieste del reddito di cittadinanza&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;Non si pu\u00f2 tralasciare la tendenza da parte degli ndranghetisti ad autoreferenziarsi nel contesto religioso, con l\u2019utilizzo dei santini per le affiliazioni, con gli inchini delle Statue patronali innanzi alle abitazioni di noti boss durante le processioni o con la partecipazione rivestendo ruoli di grande visibilit\u00e0 a cerimonie e riti sacri. In relazione a questa vera e propria <strong>distorsione dei valori espressi dagli \u2018ndranghetisti<\/strong>, appare opportuno sottolineare anche il sempre pi\u00f9 frequente coinvolgimento, nei loro affari illeciti, di donne e di minori, come evidenziato da recenti inchieste&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;Per quanto riguarda <strong>le proiezioni delle \u2018ndrine all\u2019estero e nel nord Italia<\/strong>, in passato si \u00e8 percepita una difficolt\u00e0, da una parte delle Istituzioni ad ammettere l\u2019insediamento delle mafie in tali territori, trattandosi di aree distanti dalle terre d\u2019origine e che ne sconoscevano il modus operandi. Ormai \u00e8 diffusamente riconosciuta la capacit\u00e0 delle consorterie calabresi di replicare, nei territori di proiezione, i modelli organizzativi tradizionali, in maniera silente, mediante relazioni affaristiche con interlocutori strategici avvalendosi, comunque, della forza di intimidazione tratta anche dalla semplice appartenenza al clan&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;Anche all\u2019estero le organizzazioni \u2018ndranghetiste sono in grado di sfruttare soprattutto le opportunit\u00e0 offerte dai differenti sistemi normativi, privilegiando l\u2019insediamento in Stati non cooperativi dal punto di vista dell\u2019assistenza giudiziaria, che presentano quelle maglie larghe opportunamente sfruttate dalla \u2018ndrangheta per il reinvestimento dei capitali illeciti. L\u2019attuale disomogeneit\u00e0 legislativa esistente tra i vari Paesi Europei favorisce l\u2019infiltrazione nel mondo dell\u2019economia e della finanza delle mafie gi\u00e0 notevolmente avvantaggiate dall\u2019integrazione dei mercati, dalla liberalizzazione dei movimenti di capitali, dalle potenzialit\u00e0 offerte dalle reti telematiche, nonch\u00e9 dallo sviluppo dell\u2019intermediazione finanziaria, tra l\u2019altro, anche attraverso circuiti alternativi. Tale disallineamento normativo, di contro, rende molto difficile il sequestro dei beni dei mafiosi fuori dal territorio nazionale&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>COSA NOSTRA<\/strong>.<\/span> &#8220;La struttura delle organizzazioni malavitose nel territorio siciliano risulta eterogenea evidenziando nella parte occidentale dell\u2019isola &#8216;famiglie&#8217; pi\u00f9 rigidamente strutturate ed ancorate al territorio di riferimento, mentre in quella centro-orientale sodalizi dai contorni pi\u00f9 fluidi e flessibili. Tuttavia, la pervasivit\u00e0 della criminalit\u00e0 mafiosa appare su tutta la Regione ugualmente aggressiva. Cosa nostra continua a presentarsi, nell\u2019area occidentale della Sicilia, come <strong>un\u2019organizzazione verticistica, coordinata e strutturata in famiglie raggruppate in mandamenti anche se impossibilitata a ricostituire un organismo di vertice<\/strong> deputato alla regolazione delle questioni pi\u00f9 complesse e delicate&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Le articolazioni di cosa nostra continuano a manifestare la propensione, da un lato, a rinsaldare i contatti tra le famiglie dell\u2019isola, dall\u2019altro, a recuperare con maggiore efficacia i rapporti con le proprie storiche propaggini all\u2019estero. Recenti sono, in particolare, le evidenze di una <strong>significativa rivitalizzazione dei contatti con le famiglie d\u2019oltreoceano<\/strong>, che sono emerse con riferimento alle dinamiche sia palermitane sia agrigentine. Occorre anche sottolineare che la criminalit\u00e0 mafiosa siciliana, e cosa nostra in particolare, pur essendo stata duramente colpita dall\u2019attivit\u00e0 di contrasto, ha dimostrato di <strong>possedere una straordinaria capacit\u00e0 di resilienza e ricostituzione dei ranghi<\/strong> e dell\u2019operativit\u00e0 garantendo notevoli doti di flessibilit\u00e0 e adattamento&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;I cardini intorno ai quali ruotano le attivit\u00e0 criminali sono sempre i medesimi nel dettaglio, estorsioni ed usura, narcotraffico e gestione dello spaccio di stupefacenti, controllo del gioco d\u2019azzardo legale ed illegale, inquinamento dell\u2019economia dei territori, soprattutto nei settori dell\u2019edilizia, del movimento terra, dell\u2019approvvigionamento dei materiali inerti, dello smaltimento dei rifiuti, della produzione dell\u2019energia, dei trasporti e dell\u2019agricoltura. Spesso ci\u00f2 si realizza attraverso <strong>l\u2019infiltrazione o il condizionamento degli Enti locali<\/strong>, anche avvalendosi della complicit\u00e0 di politici e funzionari corrotti&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Articolato \u00e8 anche il rapporto della criminalit\u00e0 mafiosa con la piccola delinquenza locale, spesso impiegata come forma di manovalanza, garantendo in questo modo alle famiglie la fidelizzazione dei piccoli sodalizi, anche stranieri. <strong>Il ricorso di cosa nostra alle organizzazioni <\/strong><strong>etniche risulta, comunque, limitato ad una collaborazione destinata ad attivit\u00e0 criminali <\/strong><strong>circoscritte<\/strong> e sempre con ruoli di basso profilo. La mafia siciliana manterrebbe, cio\u00e8, il controllo delle attivit\u00e0 nelle zone di competenza, tollerando la presenza della criminalit\u00e0 straniera ed utilizzandola per ruoli di cooperazione marginale&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;In tale quadro si sono innestati, nel periodo in esame, <strong>gli effetti della grave crisi pandemica<\/strong>. Quest\u2019ultima \u00e8 consistita in uno shock improvviso che ha visto corrispondere al blocco di molte attivit\u00e0 economiche nel territorio il conseguente crollo della domanda di beni e servizi, nazionali ed esteri. In questo contesto di sostanziale stagnazione economica, le organizzazioni criminose, movimentando il proprio denaro pi\u00f9 velocemente rispetto ai circuiti creditizi legali, possono porsi quale alternativa allo Stato nel sussidio e sostentamento alle imprese e famiglie, <strong>atteggiandosi ad ammortizzatori sociali<\/strong>.<\/p>\n<p>Un welfare mafioso di prossimit\u00e0, pertanto e che si propone di accrescere il proprio consenso nel territorio. Ad esempio, nel quartiere ZEN di Palermo, durante il lockdown, il fratello di un noto boss ha distribuito generi alimentari alle famiglie in difficolt\u00e0, anticipando lo Stato nelle prestazioni assistenziali. Inoltre anche se alcune attivit\u00e0 criminose hanno necessariamente risentito di un rallentamento, come nel caso delle estorsioni, <strong>si \u00e8 sviluppato lo scenario ideale per inserirsi nei circuiti produttivi legali alla ripresa delle attivit\u00e0<\/strong>, cercando di intercettare i sussidi e i fondi erogati nella specifica circostanza per il sostegno delle imprese. Occorre, infatti, tenere conto del fatto che, nel periodo in esame, ha continuato a manifestarsi una spiccata propensione a pervadere il tessuto socio-economico e i locali apparati politico-amministrativi&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Una recente analisi ha messo in luce l\u2019evidente squilibrio tra i contributi corrisposti dall\u2019Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA) e il risultato in termini di sviluppo del comparto rurale. Difatti, nel biennio 2016-2017, sono stati distribuiti circa 270 milioni di euro ad una platea di 15.494 beneficiari, senza un apprezzabile riscontro positivo negli indicatori produttivi e innovativi delle imprese agricole e zootecniche siciliane. <strong>Una cos\u00ec elevata quantit\u00e0 di denaro destinata al settore rurale ha rappresentato un\u2019irresistibile attrazione per le organizzazioni mafiose<\/strong> che, in genere con minacce e pressioni estorsive, hanno sottratto ai legittimi proprietari i terreni riuscendo a concentrare, nella disponibilit\u00e0 di poche famiglie, considerevoli estensioni di fondi agricoli in una logica di tipo latifondistico&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Quello dei giochi \u00e8 un ambito di interesse criminale crescente<\/strong> data l\u2019opportunit\u00e0 di ottenere elevati guadagni a fronte di rischi relativamente limitati e che ben si presta quale strumento di riciclaggio. Inoltre, l\u2019infiltrazione del settore, attraverso il collocamento capillare delle apparecchiature nel territorio, concorre alla creazione di una &#8216;rete di pressione&#8217; funzionale anche alle attivit\u00e0 estorsive e di usura, riportando la mafia al controllo pervicace del territorio, quindi, alle attivit\u00e0 illegali pi\u00f9 tradizionali&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Il fenomeno mafioso, in continua evoluzione e adattamento alle mutate condizioni sociali e territoriali, si presenta come un sistema i cui componenti <strong>hanno acquisito la consapevolezza che azioni di eclatante violenza costituiscono l\u2019extrema ratio del loro <\/strong><strong>agire criminale,<\/strong> ragion per cui vanno sostituite, finch\u00e9 possibile, con forme pi\u00f9 subdole di intimidazione e corruzione. In un tale quadro \u00e8 verosimile che le consorterie mafiose dell\u2019isola cerchino di evitare contrasti violenti continuando a ricercare un equilibrio tra le organizzazioni allo scopo di trarre il massimo vantaggio da una situazione, com\u2019\u00e8 quella attuale, che prospetta ampi margini di inserimento per la criminalit\u00e0 organizzata che utilizza il suo tradizionale welfare di prossimit\u00e0 avvalendosi delle sue ricchezze e, tuttavia se necessario, ricorrendo alla forza intimidatrice o violenta per impossessarsi delle attivit\u00e0 economiche nella fase di riavvio e di ricostruzione&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">CAMORRE.<\/span> &#8220;<\/strong>La lettura degli eventi che nel semestre hanno riguardato la Campania restituisce il quadro di un fenomeno mafioso caratterizzato da equilibri in continua trasformazione in ragione di un tessuto criminale pi\u00f9 che mai complesso. Permangono le diverse connotazioni che delineano la realt\u00e0 camorristica delle varie province, con una specificit\u00e0 per quanto riguarda Napoli citt\u00e0 e le immediate periferie a Nord e a Est, ove i clan adottano differenti strategie alla luce di modelli organizzativi eterogenei, che generano dinamiche fortemente magmatiche.<strong> La coesistenza nella stessa zona di gruppi criminali diversi, per storia, struttura e scelte operative, d\u00e0 spesso vita a imprevedibili quanto fragili alleanze per il controllo delle aree di influenza<\/strong>. Ne conseguono equilibri precari che vedono le leadership di alcuni clan in conflitto quasi perenne per l\u2019acquisizione della totale egemonia sul territorio&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Nei territori dove i clan camorristici sono fortemente radicati lo spaccio di sostanze stupefacenti, la commercializzazione di prodotti con marchi contraffatti, la gestione di giochi e scommesse, la falsificazione di banconote e documenti e il contrabbando di tabacchi lavorati esteri, spesso rappresentano l\u2019unica fonte di reddito per una fascia di popolazione tendenzialmente in difficolt\u00e0. Tale configurazione, in epoca di confinamento e lockdown, necessita tuttavia di forme alternative di operativit\u00e0 che consentano ai clan di mantenere la propria visibilit\u00e0 per riaffermarne prestigio e autorit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 questo terreno fertile per la camorra, <strong>sempre tesa a consolidare il proprio consenso sociale<\/strong> attraverso svariate modalit\u00e0 di assistenzialismo economico, sanitario e alimentare, oppure elargendo prestiti di denaro a titolari di attivit\u00e0 commerciali di piccole-medie dimensioni o creando i presupposti per fagocitare strumentalmente quelle pi\u00f9 deboli, utili per il riciclaggio e il reimpiego di capitali illeciti. Le ingenti risorse economiche di cui la camorra dispone diventano quindi lo strumento ideale per proporre un intervento potenzialmente molto pi\u00f9 rapido ed efficace rispetto a quello dello Stato, una sorta di welfare porta a porta, utile per accrescerne il consenso. Peraltro, le indagini confermano come alcuni sodalizi, <strong>piuttosto che imporre le estorsioni, preferiscano entrare in societ\u00e0 con gli imprenditori<\/strong> che sono cos\u00ec costretti a diventare l\u2019immagine pulita dell\u2019attivit\u00e0 economica&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;La straordinaria capacit\u00e0 dei clan pi\u00f9 strutturati di farsi impresa \u00e8 una potenzialit\u00e0 attraverso la quale la camorra potrebbe trarre ulteriore giovamento grazie anche alle <strong>prossime erogazioni di denaro pubblico<\/strong>, ad esempio, a sostegno del settore sanitario, della filiera agro-alimentare, del comparto turistico alberghiero e della ristorazione&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;In un contesto cos\u00ec complesso, i cui veri effetti non sono chiaramente individuabili nell\u2019immediato, il Procuratore Capo di Napoli, dott. Giovanni Melillo, ha sottolineato la necessit\u00e0 di un maggiore impulso e di una accelerazione nei controlli, ma soprattutto l\u2019importanza di un efficace piano per controllare i flussi dei finanziamenti al fine di scongiurare abusi e dispersione delle importanti risorse erogate dallo Stato. Il rischio, infatti, secondo l\u2019alto magistrato, potrebbe essere rappresentato dall\u2019<strong>acquisizione di tali risorse da parte di imprese che non ne hanno reale necessit\u00e0 o addirittura di aziende criminali,<\/strong> in quanto controllate da mafiosi o rette da logiche di corruzione, ovvero dedite ordinariamente a frodi fiscali o al riciclaggio; meccanismi questi che non riguardano solo il mondo dei colletti bianchi, ma risultano anche normalmente strutturali al crimine organizzato&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Con le fasi della ripresa, una tale emergenza potrebbe assumere proporzioni allarmanti tanto da far ipotizzare, da parte dello stesso Capo della Procura partenopea, <strong>la necessit\u00e0 di una sorta di codice rosso<\/strong>, sul modello di quello in vigore per i reati di violenza domestica e di genere, <strong>che imponga per le segnalazioni di operazioni sospette una priorit\u00e0 nell\u2019avvio delle indagini<\/strong> e degli, eventuali, conseguenti processi&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;L\u2019incidenza della pandemia nel tessuto economico campano potrebbe accrescere, quale<br \/>\nulteriore fattore di rischio, <strong>la migrazione di imprenditori camorristi nelle regioni del Centro<\/strong><br \/>\n<strong>e Nord Italia<\/strong> dove, operando senza i vincoli imposti dalle regole di mercato, potrebbero alterare la legittima concorrenza contribuendo a indebolire le imprese legali. In tale contesto, i numerosi provvedimenti interdittivi antimafia emessi dalle Prefetture campane e di altre province italiane, nel periodo di riferimento, confermano ancora una volta la patologica infiltrazione di aziende riconducibili alla camorra nel settore dell\u2019agroalimentare, delle societ\u00e0 di servizi, della ristorazione, delle pulizie, della gestione di stabilimenti balneari, nella raccolta e smaltimento dei rifiuti, nella realizzazione di lavori edili in generale, dei servizi cimiteriali e di onoranze funebri, nonch\u00e9 di vigilanza, custodia e trasporto. <strong>Alcune delle societ\u00e0 interdette, collegate o riconducibili in tutto o in parte ai clan di camorra<\/strong>, hanno sede o operano in altre regioni (Liguria, Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Molise), dove risultano presenti in pianta stabile elementi di spicco dei gruppi camorristici che hanno continuato a delinquere esportando sistemi criminali gi\u00e0 collaudati in Campania&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Il semestre ha visto, tra gli effetti derivati dall\u2019emergenza pandemica, anche <strong>riverberi nel<\/strong><br \/>\n<strong>sistema carcerario<\/strong>. I possibili effetti dell\u2019applicazione di regimi detentivi alternativi sono stati analizzati sulla base dell\u2019eventuale impatto nei rispettivi contesti areali. La lettura delle singole posizioni, valutate in relazione alle peculiarit\u00e0 dei territori di riferimento, ha fatto rilevare come le scarcerazioni potessero rappresentare l\u2019occasione per rinsaldare gli assetti criminali soprattutto in quelle aree caratterizzate da vecchie faide tra clan rivali, sino a quel momento latenti proprio per effetto della detenzione in carcere dei loro vertici. Esclusi i casi con gravi patologie, per diversi detenuti che nella prima fase erano stati scarcerati, \u00e8 stata nei mesi successivi ripristinata la misura carceraria. Pi\u00f9 in generale, <strong>il ritorno nel territorio per effetto delle scarcerazioni di personaggi di particolare caratura criminale \u00e8 destinato ad avere importanti ripercussioni<\/strong> sulle dinamiche interne ed esterne ai clan&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>MAFIE PUGLIESI<\/strong><\/span>. &#8220;La criminalit\u00e0 organizzata si \u00e8 imposta in Puglia alcuni decenni fa rivelando una modalit\u00e0 di affermazione del tutto particolare ottenuta attraverso una &#8216;utilizzazione mafiosa di un territorio originariamente non mafioso&#8217; e raggiungendo nel tempo una &#8216;mafiosizzazione di una criminalit\u00e0 priva di tradizioni&#8217;. La criminalit\u00e0 pugliese ha sin da subito sviluppato la spiccata vocazione affaristico imprenditoriale mutuata dalla camorra e dalla \u2019ndrangheta nelle quali affonda le proprie radici. Oggi, dopo decenni, appare notevolmente evoluta e si presenta con i tratti di una <strong>moderna &#8216;mafia del click, che sposta denaro, lo investe, lo scambia e lo occulta con un colpo di mouse ed entra nel tessuto sano dell\u2019economia e l\u00ec si nasconde<\/strong>. Criminalit\u00e0 sempre pi\u00f9 pervasivamente infiltrata nella pubblica amministrazione&#8217;. Il trend di crescita delle mafie pugliesi \u2013 intese nella ormai consolidata distinzione tra mafie foggiane, camorra barese e Sacra corona unita \u2013 risulta confermato dai dati presentati nelle Relazioni sull\u2019Amministrazione della giustizia&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Di particolare incidenza, in termini di ordine e sicurezza pubblica, \u00e8 indubbiamente risultata<br \/>\n<strong>la recrudescenza nell\u2019ultimo anno del fenomeno estorsivo<\/strong>, cui si connettono le prevaricanti<br \/>\nstrategie intimidatorie sistematicamente poste in essere dalle organizzazioni criminali pugliesi ai danni di attivit\u00e0 imprenditoriali e commerciali. Si fa riferimento ai casi verificatisi nel foggiano dove gli esiti investigativi e processuali hanno confermato la matrice mafiosa dei reati e delineato un quadro evolutivo del fenomeno sempre pi\u00f9 spregiudicato, tale da creare un serio allarme sociale, con ripercussioni sul locale tessuto socio-economico&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;I consistenti capitali illeciti provenienti dal narcotraffico e da un uso, definito dal Procuratore Generale di Bari, &#8216;capillare, sistematico dell\u2019estorsione&#8217;, reinvestiti e riciclati nell\u2019economia legale, costituiscono la base della forte crescita in ambito economico-finanziario delle consorterie pugliesi. Infatti, lo scenario che insistentemente emerge dai riscontri info-investigativi \u00e8 quello di una delinquenza che persegue, oltre a prefiggersi il controllo del territorio e del mercato della droga, <strong>obiettivi di medio e lungo termine che mirano alla progressiva infiltrazione dell\u2019economia legale<\/strong> attraverso avanzate strategie di investimento e dimostrando una spiccata capacit\u00e0 di condizionare i flussi finanziari ed il libero mercato <strong>cercando di cogliere, specie nel particolare periodo emergenziale, le opportunit\u00e0 offerte dai finanziamenti europei<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>&#8220;In merito, il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, si \u00e8 soffermato sul sostegno che le consorterie, evolute in mafia degli affari ricevono &#8216;da parte di quella che indichiamo come la borghesia mafiosa&#8217;,<strong>\u00a0punto d\u2019incontro tra gli interessi dei clan e di certa parte del mondo imprenditoriale e della politica<\/strong>. Anche altri rappresentanti della magistratura hanno affrontato il tema della c.d. zona grigia, precisando come l\u2019organizzazione mafiosa a Foggia assuma sempre pi\u00f9 <strong>la forma di un network che, alla continua ricerca di consensi nel tessuto economico e sociale, agisce prevalentemente<\/strong><br \/>\n<strong>infiltrando prestanome nel tessuto societario delle aziende<\/strong> e riciclando nelle stesse i proventi delle attivit\u00e0 illecite (specie quelle derivanti dal traffico degli stupefacenti)&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Lo specifico <strong>comparto del gaming<\/strong>, nel semestre, \u00e8 stato al centro di pi\u00f9 attivit\u00e0 investigative, dimostrandosi, per le possibilit\u00e0 di riciclaggio e in quanto moltiplicatore di capitale, uno dei campi nel quale convergono i maggiori interessi criminali. Ai fini di una previsione delle linee evolutive del fenomeno mafioso, tali peculiarit\u00e0 affaristico imprenditoriali delle cosche devono essere valutate, del resto, alla luce dello stravolgimento socio economico determinato dalla pandemia Covid-19, tenuto conto che l\u2019emergenza<br \/>\nsanitaria e il conseguente lockdown incidono sui profitti derivanti dalle principali attivit\u00e0 illecite (in primo luogo sulle estorsioni) e sulle conseguenti strategie operative&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Non \u00e8 arduo preventivare l\u2019avvio di quel processo definito dal Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura come welfare mafioso di prossimit\u00e0 a favore delle imprese in crisi, finalizzato a cogliere opportunit\u00e0 per future connivenze ovvero ad esautorare i titolari delle aziende, assumendo il controllo di queste ultime. Da un lato le organizzazioni mafiose si fanno carico di fornire un welfare alternativo a quello dello Stato &#8211; valido e utile mezzo di sostentamento &#8211; dall\u2019altro <strong>si adoperano per esacerbare gli animi in quelle fasce di popolazione che cominciano a soffrire oltremodo lo stato di povert\u00e0<\/strong> derivante dalla congiuntura negativa indotta dall\u2019epidemia, ribellandosi e generando anche problemi di ordine pubblico. \u00c8 il quadro perfetto nel quale le mafie si affrettano nel poter immettere nei circuiti legali di piccole fabbriche, negozi, ristoranti e bar, il denaro contante procacciato con lo spaccio, le estorsioni e l\u2019usura. I piccoli imprenditori chiudono per decreto e iniziano ad accumulare debiti, non pagando i fornitori, il personale dipendente o l\u2019affitto commerciale. Per questi i prestiti delle mafie, accompagnati magari dalla richiesta pi\u00f9 o meno esplicita di subentrare nella gestione dell\u2019azienda, possono essere l\u2019unica ancora di salvezza per non cessare l\u2019attivit\u00e0\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PREMESSA. 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