{"id":46651,"date":"2021-11-10T08:12:22","date_gmt":"2021-11-10T07:12:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=46651"},"modified":"2021-11-10T08:12:22","modified_gmt":"2021-11-10T07:12:22","slug":"evoluzione-del-fenomeno-degli-incendi-negli-impianti-di-gestione-di-rifiuti-sintesi-della-relazione-approvata-dalla-commissione-parlamentare","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/osservatorio-parlamentare\/attivita-dinchiesta\/le-commissioni-di-inchiesta-nella-xviii-legislatura\/quadro-generale-dellattivita-nella-xviii-legislatura\/evoluzione-del-fenomeno-degli-incendi-negli-impianti-di-gestione-di-rifiuti-sintesi-della-relazione-approvata-dalla-commissione-parlamentare\/","title":{"rendered":"Evoluzione del fenomeno degli incendi negli impianti di gestione di rifiuti: sintesi della Relazione approvata dalla Commissione parlamentare"},"content":{"rendered":"<p><strong>PREMESSA. <\/strong>Il 4 agosto 2021 la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attivit\u00e0 illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati ha approvato la <a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/_dati\/leg18\/lavori\/documentiparlamentari\/IndiceETesti\/023\/014\/INTERO.pdf\"><strong>Relazione sull\u2019evoluzione del fenomeno degli incendi negli impianti di gestione dei rifiuti<\/strong><\/a>, che trae spunto dall\u2019<strong><a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/_dati\/leg17\/lavori\/documentiparlamentari\/IndiceETesti\/023\/035\/INTERO.pdf\">analoga inchiesta<\/a> <\/strong>condotta nella scorsa legislatura e approvata il 17 gennaio 2018<\/p>\n<p><strong><u>Capitolo 1 (le attivit\u00e0 della Commissione).<\/u> <\/strong>. Quest\u2019ultima intendeva fornire un <em>report<\/em> organico e documentato a seguito di ripetuti incendi in impianti di trattamento di rifiuti: una ricognizione effettuata grazie alle informazioni delle Agenzie regionali per la protezione dell\u2019ambiente e delle procure della Repubblica territorialmente competenti. Sono stati inoltre effettuati dalla Commissione dei sopralluoghi negli impianti in cui si erano verificati incendi particolarmente significativi per circostanze o per impatto ambientale. Dall\u2019analisi emergevano <strong>alcuni interessanti spunti<\/strong>:<\/p>\n<ol>\n<li>incremento degli incendi negli impianti nel corso del tempo;<\/li>\n<li>\u00abinversione del flusso dei rifiuti verso il Nord Italia rispetto a storiche emergenze che hanno colpito in passato alcune regioni meridionali\u00bb (pag. 5);<\/li>\n<li>risposta giudiziaria disomogenea e poco incisiva (le procure non erano a conoscenza di tutti gli incendi e, in ogni caso, solo in pochissimi casi erano stati individuati i responsabili, mentre per la maggior parte degli eventi \u00e8 prevalsa l\u2019iscrizione a carico di ignoti, con successivo esito di archiviazione);<\/li>\n<li>emersione di fattori comuni negli impianti: fragilit\u00e0 in termini di sistemi di sorveglianza e controllo; sovraccarico di materia non gestibile (possibile causa di incendi \u201cliberatori\u201d).<\/li>\n<\/ol>\n<p>La relazione oggetto di analisi prende dunque il via da queste constatazioni e, in generale, dal lavoro della precedente Commissione, con l\u2019obiettivo di <strong>aggiornare i dati<\/strong> e analizzare alcune criticit\u00e0 connesse al tema della corretta chiusura del ciclo dei rifiuti in <strong>un\u2019ottica pi\u00f9 ampia<\/strong>: si tratta di \u00abverificare quali siano le tipologie pi\u00f9 significative di fatti rilevanti, quali le considerazioni di contesto, quali le pi\u00f9 incisive e significative attivit\u00e0 di prevenzione e contrasto\u00bb (pag. 6).<\/p>\n<p>La Commissione ha quindi svolto audizioni e raccolto documenti; ha inoltre chiesto alle Agenzie regionali per l\u2019ambiente informazioni complete sugli eventi incendiari verificatisi dopo il luglio 2017 e alle procure della Repubblica competenti notizie sui procedimenti precedenti e sulle vicende pi\u00f9 recenti; non ha, infine, effettuato sopralluoghi a causa del periodo di emergenza epidemiologica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Capitolo 2 (sviluppi giudiziari degli eventi esaminati nella scorsa legislatura). <\/u><\/strong>In questo capitolo vengono riportate le informazioni suddivise per Regione e Provincia circa i <strong>vecchi e nuovi procedimenti<\/strong>: si riprendono tutti gli episodi incendiari e si riportano le novit\u00e0 in termini investigativi e processuali. Emergono <strong>alcuni elementi comuni<\/strong> che \u00e8 interessante rilevare (e che erano gi\u00e0 stati in parte evidenziati dalla Relazione della precedente legislatura, cfr. <em>supra<\/em>, cap. 1):<\/p>\n<ol>\n<li>nella maggior parte dei casi, si parla di richiesta di archiviazione e \u00abdifficolt\u00e0 di sviluppare efficaci indagini al fine di pervenire ad accertare le cause e i responsabili\u00bb (pag. 72);<\/li>\n<li>vi sono episodi incendiari di cui l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria viene a conoscenza solo grazie alla comunicazione della Commissione, ma ci\u00f2 risulta utile per un approfondimento sulla gestione degli impianti che rivela altri illeciti;<\/li>\n<li>viene spesso ribadito che, in base agli accertamenti effettuati, non vi sono evidenze che gli incendi siano maturati nel contesto di un pi\u00f9 ampio fenomeno criminale;<\/li>\n<li>in pochissimi casi vengono rinvenute prove di veri e propri traffici illeciti di rifiuti portati avanti da articolate organizzazioni criminali (cfr. in particolare pp. 12 e ss. per la procura della Repubblica di Milano e pp. 55 e ss. per la procura della Repubblica di Foggia);<\/li>\n<li>allo stesso modo, in rari casi emerge la responsabilit\u00e0 penale di specifici soggetti riconducibile a negligenza, imprudenza o imperizia, nonch\u00e9 alla violazione di norme poste a prevenzione degli incendi e tutela dell\u2019ambiente (cfr. per esempio pp. 30 e ss. per la procura della Repubblica di Pistoia; pp. 49 e ss. per la procura della Repubblica di Nola).<\/li>\n<\/ol>\n<p>La Commissione tiene a sottolineare che \u00abla maggiore attenzione dedicata al fenomeno nel suo complesso, in epoca pi\u00f9 recente [\u2026] ha fatto s\u00ec [\u2026] che siano state <strong>implementate attivit\u00e0 di monitoraggio e controllo<\/strong> utili a fini di prevenzione di fatti illeciti; il che, insieme a taluni importanti risultati investigativi e processuali [\u2026] porta a ritenere conclusa la fase iniziale ed emergente del fenomeno, nei termini evidenziati nella XVII Legislatura\u00bb (pag. 72).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Capitolo 3 (il quadro degli eventi tra il 2017 e il 2019).<\/u> <\/strong>La Commissione si concentra poi sugli <strong>eventi incendiari pi\u00f9 recenti<\/strong>, avvenuti tra il 2017 e il 2019 e dunque non analizzati dalla precedente Relazione, formulando richieste a tutte le Agenzie regionali per la protezione dell\u2019ambiente. A questo proposito, si \u00absegnala quale esigenza primaria per un efficace contrasto al fenomeno la necessit\u00e0 di dati condivisi, all\u2019interno del SNPA e nel rapporto con altri soggetti pubblici\u00bb (pag. 72, cfr. <em>infra<\/em>, cap. 6). L\u2019esame delle informazioni sui casi di incendio \u00e8 stato essenzialmente mirato a <strong>individuare elementi di regolarit\u00e0 e analogie<\/strong> nell\u2019espressione del fenomeno per produrre statistiche descrittive anche al fine di offrire concreto supporto all\u2019elaborazione di norme di contrasto.<\/p>\n<p>Tra gennaio 2017 e ottobre 2019 si sono registrati un totale di <strong>239 eventi incendiari in tutta Italia<\/strong> \u2013 con l\u2019eccezione della Valle d\u2019Aosta \u2013 e la Commissione ha deciso di suddividerli in categorie omogenee al loro interno per semplificare l\u2019analisi rendendola, allo stesso tempo, pi\u00f9 puntuale.<\/p>\n<p>\u00c8 da precisare che le informazioni trasmesse dalle ARPA sono limitate ai controlli da loro effettuati e non comprendono anche quelle relative alle responsabilit\u00e0 di controllo in capo agli enti amministrativamente competenti (spesso le Province). Dunque <strong>alcuni dati sfuggono al <em>report<\/em><\/strong> e non sono possibili paragoni.<\/p>\n<p>La Commissione, sulla base dei dati a sua disposizione, ha prodotto <strong>quattro tabelle riassuntive<\/strong> (inserite in appendice, cfr. <em>infra<\/em>) suddivise per Regione e Provincia che riguardano: eventi, tipologie, controlli (inteso come data dell\u2019ultimo controllo prima dell\u2019incendio e distanza temporale tra l\u2019evento incendiario e l\u2019ultimo controllo espletato), totale.<\/p>\n<p>Vengono poi presentate alcune <strong>elaborazioni grafiche<\/strong> al fine di fornire schemi semplificati per la lettura dei dati.<\/p>\n<p>Particolarmente rilevante \u00e8 il dato circa <strong>l\u2019evoluzione temporale<\/strong> del fenomeno, da cui si evince un <strong>picco<\/strong> di fenomeni incendiari nell\u2019anno <strong>2017<\/strong>, seguito da una lieve ma costante diminuzione: tale tendenza \u00absi \u00e8 confermata nel 2020, come risulta dal dato nazionale di 47 incendi fornito direttamente da SNPA nell\u2019audizione del 7 aprile 2021\u00bb (pag. 77).<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-46652 aligncenter\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Rifiuti-1-540x402.png\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"402\" \/><\/p>\n<p>Altro dato interessante \u00e8 rappresentato dalla lettura dei <strong>dati per aree geografiche<\/strong>. Si riporta solo una delle tante elaborazioni grafiche effettuate dalla Commissione (che ha cercato di rendere i dati il pi\u00f9 omogenei possibili e ha effettuato diverse correzioni statistiche, cfr. p. 80 e ss.).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-46653 aligncenter\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Rifiuti-2-540x333.png\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"333\" \/><\/p>\n<p>I dati suggeriscono una <strong>significativa alterazione della distribuzione territoriale degli incendi<\/strong>. Le cause ipotizzate sono:<\/p>\n<ol>\n<li>una modifica del flusso dei rifiuti (a condizione che si presupponga l\u2019esistenza di un rapporto tra direzione dei flussi \u2013 legali o meno \u2013 e numero di eventi);<\/li>\n<li>un aumento delle difficolt\u00e0, nelle aree tradizionalmente meno colpite da problemi di smaltimento, nella gestione dei rifiuti (chiusura di canali di smaltimento in altre aree geografiche; produzione complessiva di rifiuti al Nord maggiore rispetto al resto d\u2019Italia).<\/li>\n<\/ol>\n<p>Vi \u00e8 poi un interessante <strong>grafico suddiviso per Regioni<\/strong> che riporta il numero totale degli eventi incendiari:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-46654 aligncenter\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Rifiuti-3-500x405.png\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"405\" \/><\/p>\n<p>La Commissione rileva che \u00abal fine di permettere una lettura che prescinda dalla variabilit\u00e0 intrinseca delle caratteristiche delle diverse Regioni e Provincie Autonome, il quadro \u00e8 stato espresso anche dopo normalizzazione per numero di abitanti\u00bb (pag. 83):<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-46655 aligncenter\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Rifiuti-4-540x343.png\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"343\" \/><\/p>\n<p>Vengono poi analizzati altri dati, soprattutto in relazione ai controlli effettuati negli impianti di gestione dei rifiuti. La Commissione, tuttavia, tiene a sottolineare \u00abl\u2019incompletezza dei dati raccolti e trasmessi dalle agenzie relativamente alla natura dei rifiuti combusti. Ci\u00f2 limita la possibilit\u00e0 di ulteriore analisi\u00bb (pag. 93).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Capitolo 4 (eventi e criticit\u00e0 principali).<\/u> <\/strong>Il quarto capitolo si concentra sull\u2019analisi di alcuni casi particolarmente emblematici per criticit\u00e0 e, talvolta, connessioni con la criminalit\u00e0 organizzata in tema di incendi negli impianti di gestione dei rifiuti. Alcuni degli episodi ciati sono stati approfonditi nell\u2019ambito di altre inchieste parlamentari focalizzate su specifiche realt\u00e0 territoriali.<\/p>\n<p>Il primo caso analizzato \u00e8 relativo al distretto di corte di appello di <strong>Milano<\/strong>, teatro di diversi e significativi eventi incendiari. La Commissione ha dunque audito la procura della Repubblica di Milano, che ha innanzitutto messo in rilievo le <strong>iniziative di coordinamento<\/strong> assunte da pi\u00f9 uffici giudiziari, ritenute indispensabili per la conduzione delle indagini e per scoprire se vi sia un\u2019unica regia dietro a pi\u00f9 eventi. La procura ha poi riferito di alcuni episodi di roghi particolarmente significativi perch\u00e9 <strong>hanno permesso di far emergere<\/strong> casi di traffico illeciti di rifiuti, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e, soprattutto, connessioni con la criminalit\u00e0 organizzata, in particolare con la \u2018ndrangheta. La procura riferisce che siamo di fronte a <strong>due tipi di attivit\u00e0 illecite<\/strong>:<\/p>\n<ol>\n<li>attivit\u00e0 totalmente illecite, che rappresentano la gestione di rifiuti provenienti soprattutto dalla Campania, stoccati in capannoni e poi dati alle fiamme;<\/li>\n<li>attivit\u00e0 di traffico illecito che coinvolgono societ\u00e0 apparentemente autorizzate alla gestione e al trattamento dei rifiuti; l\u2019interesse della criminalit\u00e0 organizzata \u00e8 attualmente proprio nei confronti di quest\u2019ultimo tipo di attivit\u00e0.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La procura di Milano riferisce anche di indagini in cui si registra un <strong>flusso \u201cinverso\u201d dei rifiuti<\/strong> \u00abperch\u00e9 nelle indagini precedenti i rifiuti dalla Campania venivano trasportati in Lombardia, o comunque nelle regioni settentrionali, e poi smaltiti illecitamente [\u2026]. Invece, nel corso di questa indagine abbiamo potuto monitorare un\u2019inversione di tendenza, cio\u00e8 di rifiuti che formalmente dalla Campania salivano in Lombardia, ma di fatto dalla Campania venivano trasportati in Calabria e abbandonati in discariche abusive\u00bb (pag. 96).<\/p>\n<p>L\u2019attenzione della Commissione si sposta poi sull\u2019analisi di quanto accaduto al <strong>TMB (Trattamento Meccanico Biologico) Salario di Roma<\/strong>, dove nel 2018 si \u00e8 verificato un imponente incendio. Dopo le indagini, la procura ha presentato richiesta di <strong>archiviazione<\/strong> in quanto non sono emersi elementi idonei a consentire l\u2019identificazione dei responsabili dell\u2019incendio, anche se \u00e8 ipotizzabile che abbia natura dolosa. Ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 l\u2019assoluta inadeguatezza dell\u2019impianto antincendio, nonch\u00e9 il ritardo del personale di vigilanza ad accorgersi di quanto stava accadendo.<\/p>\n<p>Nel settembre 2019, l\u2019allora sindaca di Roma Capitale comunicava che il TMB Salario non sarebbe pi\u00f9 tornato in funzione e dunque la regione Lazio aveva proceduto alla revoca di tutte le autorizzazioni. \u00c8 stata dunque formulata una richiesta di audizione ad ARPA Lazio, che ha aggiornato la Commissione sullo stato di avanzamento dei lavori di smantellamento dell\u2019impianto.<\/p>\n<p>Il terzo caso analizzato \u00e8 quello dell\u2019incendio nell\u2019impianto di trattamento dei rifiuti della <strong>Biondi Recuperi di Ponte San Giovanni, frazione di Perugia<\/strong>, verificatosi nel marzo 2019. Non vi sono ancora dati certi, in particolare sulla natura dolosa o meno dell\u2019evento. Il legale rappresentante \u00e8 stato deferito all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria per irregolarit\u00e0 ambientali: ci\u00f2 a dimostrazione che, come si diceva precedentemente, spesso l\u2019evento incendiario \u00e8 <strong>occasione per scoprire altri illeciti<\/strong>.<\/p>\n<p>Di particolare rilevanza \u00e8 il quarto caso: la cosiddetta <strong>terra dei fuochi (tra le province di Napoli e Caserta)<\/strong>, in cui si verificano da anni episodi di combustione illecita di rifiuti. \u00c8 rilevante che, fino al 2013, tali eventi fossero ricompresi nell\u2019ambito del divieto generale di smaltimento non autorizzato di rifiuti. Di fronte, tuttavia, alla specificit\u00e0 del fenomeno della terra dei fuochi, il legislatore \u00e8 intervenuto introducendo <strong>due nuovi delitti<\/strong>: la combustione illecita di rifiuti e l\u2019abbandono, il deposito incontrollato, la raccolta, il trasporto, la spedizione o comunque la gestione senza autorizzazione di rifiuti in funzione della successiva combustione illecita. La norma non si applica se il fatto costituisce pi\u00f9 grave reato (delitto di incendio doloso). Si registra una <strong>diminuzione<\/strong> degli interventi di spegnimento di roghi di rifiuti da parte dei Vigili del fuoco: \u00absecondo i dati forniti dal ministro dell\u2019ambiente nel corso dell\u2019audizione davanti alla Commissione del 29 maggio 2019 \u201cnei comuni delle province di Napoli e Caserta [\u2026] da 3.984 interventi complessivi effettuati nel 2012 si \u00e8 passati a 1.932 nel 2017\u201d [\u2026] la Capo Dipartimento dei Vigili del fuoco [\u2026] ha riferito di un significativo decremento dei casi: 287 interventi nel 2018, 131 nel 2019, 89 nel 2020, 2 nei primi quattro mesi del 2021\u00bb (pp. 108-109). Va per\u00f2 rilevato che in una nota trasmessa dal Ministero dell\u2019ambiente nel luglio 2020 viene invece segnalato un aumento degli eventi nel 2019: risulta dunque evidente la necessit\u00e0 di adottare un criterio omogeneo di acquisizione ed elaborazione dei dati (cfr. <em>infra<\/em>, cap. 6).<\/p>\n<p>Il costante interesse per il contrasto ai roghi di rifiuti nella zona di Napoli e Caserta ha prodotto inoltre la nomina di due soggetti:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>incaricato per il contrasto al fenomeno<\/strong>: figura operativa con compiti di collegamento tra forze di polizia ed enti interessati, sia a fini preventivi sia a fini di intervento attivo; soggetto di raccordo tra le due prefetture (Napoli e Caserta);<\/li>\n<li><strong>presidente dell\u2019Unit\u00e0 di coordinamento<\/strong>: posizione di livello nazionale con obiettivi di definizione strategica, verifica di efficacia e allargamento dell\u2019esperienza ad altri territori con la formulazione di proposte di razionalizzazione e semplificazione; gestisce il \u201c<strong>Piano d\u2019azione per il contrasto dei roghi di rifiuti<\/strong>\u201d firmato nel 2018 da diversi ministri competenti (cfr. <em>infra, <\/em> 5) e dal presidente della Regione Campania. Il Piano individua gli ambiti di intervento di ciascuna amministrazione firmataria; la collaborazione \u00e8 finalizzata alla prevenzione, al monitoraggio, al controllo e al risanamento ambientale del territorio, nonch\u00e9 alla tutela della salute e della sicurezza pubblica.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Un importante ruolo \u00e8 qui svolto dall\u2019Esercito, nell\u2019ambito dell\u2019Operazione strade sicure: \u00ab\u00e8 proprio nell&#8217;esperienza \u201cTerra dei Fuochi\u201d che si vede come l&#8217;impiego della Forza Armata in concorso alle Forze di Polizia, risponde sempre ai valori della <strong>cooperazione <em>interagency<\/em><\/strong> [\u2026]. Difatti, solo assicurando una costante integrazione e sinergia fra le capacit\u00e0 espresse sul terreno dal contingente Esercito e le diverse agenzie\/attori civili e militari coinvolti, \u00e8 possibile raggiungere i risultati prefissati in termini di sicurezza e tutela dell&#8217;ambiente, incrementando cos\u00ec, nella popolazione, la percezione di ambiente sicuro\u00bb (pag. 110).<\/p>\n<p>Il Capo Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile del Ministero dell\u2019interno ha poi riferito un\u2019iniziativa denominata \u201c<strong>Action Days<\/strong>\u201d, attiva da maggio 2020: si tratta di riunioni tecniche di coordinamento interprovinciale con cadenza settimanale, svolte al fine di monitorare l\u2019andamento del fenomeno di abbandono e smaltimento illecito di rifiuti.<\/p>\n<p>Il Ministero dell\u2019ambiente conferma la diminuzione degli incendi nella zona di Napoli e Caserta, sottolineando per\u00f2 un\u2019inversione di tendenza nel 2019 (cfr. <em>supra<\/em>), che vede invece un aumento del 31% di interventi di spegnimento di roghi rispetto al 2018. La spiegazione fornita dal Ministero \u00e8 la seguente: \u00abtale circostanza \u00e8 stata determinata dalla numerosa incidenza nel 2019 di incendi di rifiuti di provenienza domestica, dovuta essenzialmente alle difficolt\u00e0 che, in un contesto di fragilit\u00e0 del sistema del ciclo dei rifiuti, alcuni comuni hanno manifestato nell\u2019ordinaria gestione della raccolta dei rifiuti urbani, nonch\u00e9 all&#8217;abbandono di rifiuti anche da parte di aziende o piccoli produttori che smaltiscono illecitamente i propri rifiuti\u00bb (pp. 113-114). Il Ministero sottolinea poi il potenziamento dei <strong>sistemi di controllo<\/strong> e la creazione di <strong>reti di cooperazione tra comuni<\/strong> per la realizzazione di iniziative di contrasto congiunte. D\u2019aiuto sono state anche alcune operazioni dell\u2019Esercito svolte con l\u2019ausilio di velivoli e droni, nonch\u00e9 i gruppi tecnici avviati dalle prefetture della Regione per effettuare verifiche presso i siti di stoccaggio e trattamento rifiuti. Sono inoltre in previsione azioni finalizzate all\u2019aggiornamento del censimento delle aree da indagare: \u00e8 in fase di sottoscrizione un apposito protocollo tra vari soggetti coinvolti per sperimentare un modello virtuoso replicabile per il recupero e la valorizzazione della zona \u00abmediante la prevenzione del rischio incendi, il potenziamento straordinario delle attivit\u00e0 di raccolta, recupero e riciclo dei rifiuti, il rafforzamento del controllo del territorio e iniziative di formazione, informazione e cittadinanza attiva con il coinvolgimento dei comitati di cittadini sorti nel territorio e delle altre espressioni di volontariato della comunit\u00e0 locale\u00bb (pag. 116).<\/p>\n<p>La Commissione, nel commentare la nota del Ministero dell\u2019ambiente riportata integralmente, conclude affermando che \u00abse la fase acuta del fenomeno pu\u00f2 dirsi superata, le variazioni della portata dei successivi eventi sono state e saranno dipendenti dalla capacit\u00e0 dei soggetti pubblici competenti di agire con <strong>adeguate modalit\u00e0 preventive<\/strong>\u00bb (pag. 117), in particolare con la rimozione dei rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato.<\/p>\n<p>La Commissione analizza poi un altro caso emblematico, <strong>Roma Capitale<\/strong>, e lo fa innanzitutto riportando quanto riferito dal prefetto competente. Il fenomeno dell\u2019abbandono dei rifiuti nella Citt\u00e0 Metropolitana ha registrato un <strong>notevole aggravamento<\/strong> e in parte ci\u00f2 si collega al servizio di raccolta \u201cporta a porta\u201d che, nella fase iniziale, si accompagna di frequente a un incremento di rifiuti abbandonati. Altro fattore da considerare \u00e8 che, nell\u2019area romana, il fenomeno \u00e8 spesso connesso alla presenza di campi nomadi, dove vengono frequentemente segnalati anche dei roghi.<\/p>\n<p>Il prefetto riferisce che il fenomeno dei cosiddetti \u201croghi tossici\u201d \u00absi presenta quale \u201c<strong>punto terminale di una catena criminale<\/strong>\u201d. Una catena che, a ben vedere, viene alimentata da singoli comportamenti illeciti provenienti dai soggetti pi\u00f9 disparati: i singoli cittadini che abbandonano rifiuti ingombranti in strada, che vengono poi raccolti per recuperare le parti rivendibili ai rottamatori; i nomadi che effettuano il rovistaggio nei cassonetti o lo svuotamento di cantine per recuperare materiali da vendere nei mercatini dell&#8217;usato [\u2026], i lavoratori edili che effettuano lavori di ristrutturazione in nero e si disfano dei materiali di risulta abbandonandoli in strada o presso i campi nomadi [\u2026]; la grande distribuzione che anzich\u00e9 ritirare direttamente gli elettrodomestici sostituiti per destinarli al riciclo, incarica per tali operazioni soggetti privati che dopo averli privati delle parti \u201cnobili\u201d (serpentine di rame, cavi elettrici, ecc.), li abbandonano in strada\u00bb (pag. 120). Considerata la rilevanza del fenomeno, la prefettura ha promosso <strong>una serie di misure su diversi livelli<\/strong>: i tavoli tematici, la cabina di regia istituita dal Ministero dell\u2019Ambiente con compiti di vigilanza e controllo, i servizi straordinari di controllo, le <em>task force<\/em> dedicate alle aree fluviali, le operazioni di sgombero, il presidio dei campi rom, il rafforzamento delle misure di videosorveglianza.<\/p>\n<p>A seguito di indagini della procura della Repubblica di Roma, sono emersi casi di <strong>traffico illecito di rifiuti<\/strong>, che vedevano coinvolte persone di etnia rom e societ\u00e0 formalmente autorizzate che, al termine del processo, \u201cripulivano\u201d i rifiuti tramite il fuoco, con enormi conseguenze sulla salute pubblica e sull\u2019ambiente. ARPA Lazio, alla luce delle numerose segnalazioni relative a combustioni di materie plastiche e rifiuti presso <strong>campi rom<\/strong>, ha attivato una serie di monitoraggi sperimentali. In particolare, \u00e8 il campo di La Barbuta a registrare il maggior numero di roghi. Il Comune di Roma ha predisposto servizi di vigilanza misti (agenti della polizia locale e militari dell\u2019Operazione strade sicure) e l\u2019installazione di diverse telecamere.<\/p>\n<p>Con uno <strong>sguardo pi\u00f9 generale<\/strong>, la Commissione fa poi qualche considerazione sulla situazione nel territorio capitolino, riprendendo alcuni eventi di cui si \u00e8 gi\u00e0 parlato precedentemente (cfr. <em>supra<\/em>, TBM Salario) e citandone altri avvenuti tra il 2019 e il 2020. Si descrivono poi alcuni fenomeni di incendi di rifiuti abbandonati e di discariche abusive: \u00abnel corso degli ultimi tre anni, si \u00e8 assistito nell\u2019area della citt\u00e0 Metropolitana di Roma ad un fenomeno analogo a quello verificatosi in parte di territorio delle provincie di Caserta e Napoli, denominato \u201cTerra dei fuochi\u201d, cio\u00e8 eventi incendiari che hanno riguardato sversamenti illeciti di grandi quantit\u00e0 di rifiuti in discariche abusive\u00bb (pag. 126). Risultano censite <strong>oltre 100 discariche abusive<\/strong> di varie dimensioni in tutto il territorio comunale e almeno <strong>300 tonnellate di rifiuti ogni giorno<\/strong> vengono riversati in strada; sono forniti infine alcuni esempi di incendi in questo contesto.<\/p>\n<p>La Commissione analizza poi il <strong>litorale laziale<\/strong> (da Roma Sud ad Aprilia, LT): riporta casi di incendi in impianti di gestione rifiuti in questa zona nel 2020 e le relative conseguenze sul piano ambientale. Ancora un volta, grazie ai roghi e alle indagini successive, vengono scoperti <strong>altri illeciti<\/strong>, come l\u2019interramento abusivo dei rifiuti o difformit\u00e0 rispetto alla normativa.<\/p>\n<p>La Commissione si focalizza infine sulle specificit\u00e0 del Veneto e della Lombardia \u00abche costituiscono un paradigma di fenomeni illeciti ma anche di forme di risposta agli stessi\u00bb (pag. 138).<\/p>\n<p>Il <strong>Veneto<\/strong>, come visto precedentemente (cfr. <em>supra, <\/em>cap. 3), non \u00e8 un territorio particolarmente interessato da incendi negli impianti di gestione dei rifiuti. La Regione ha tuttavia delle peculiarit\u00e0:<\/p>\n<ol>\n<li>inizio precoce del fenomeno rispetto ad altre zone d\u2019Italia;<\/li>\n<li>esistenza di siti industriali dismessi potenzialmente utilizzabili in forma illecita come luoghi di abbandono di rifiuti o di creazione di depositi non autorizzati con possibile successivo innesco di incendi;<\/li>\n<li>assunzione da parte di soggetti pubblici qualificati di <strong>significative iniziative di prevenzione<\/strong>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>A proposito dell\u2019ultimo punto \u00e8 stata sentita ARPA Veneto, che ha sottolineato che la Regione nel 2018 ha costituito quattro gruppi di lavoro finalizzati alla definizione delle linee guida da applicare in caso di incidenti con rilevanza ambientale. Ogni gruppo ha un compito diverso e di particolare rilevanza \u00e8 il <strong>primo gruppo<\/strong>, che si occupa delle linee guida tecniche di prevenzione degli eventi emergenziali presso gli impianti di trattamento rifiuti. ARPA Veneto effettua sopralluoghi e poi applica a ogni impianto un indice numerico. Per quanto riguarda i <strong>sopralluoghi<\/strong>, le criticit\u00e0 segnalate riguardano principalmente la scarsa efficienza dei sistemi antincendio, antintrusione e di rilevazione di fumo, nonch\u00e9 l\u2019esistenza di piani di emergenza poco rappresentativi a causa di carenze nell\u2019analisi del rischio. Per quanto riguarda l\u2019<strong>indice<\/strong>, esso consiste in un sistema di valutazione della sicurezza dell\u2019impianto con l\u2019attribuzione di punteggi basati su diversi criteri. Si ottiene cos\u00ec un numero finale, che rappresenta un\u2019ipotesi di indice di rischio.<\/p>\n<p>Anche la <strong>Lombardia<\/strong> si distingue per le attivit\u00e0 di <strong>tipo preventivo<\/strong>. ARPA Lombardia si \u00e8 dotata di alcuni strumenti per affrontare le situazioni di emergenza: un protocollo sulle modalit\u00e0 di coordinamento tra i soggetti coinvolti e un documento tecnico (\u00abquesti due documenti formalizzano delle \u201cbuone pratiche\u201d esportabili\u00bb, pag. 143).<\/p>\n<p>Altro aspetto da rilevare \u00e8 l\u2019utilizzo della tecnologia per la sorveglianza e nella fase ispettiva degli impianti. La Lombardia, dal 2004, si \u00e8 dotata attraverso ARPA <strong>dell\u2019Osservatorio sovraregionale rifiuti (ORSO)<\/strong>, poi implementato in altre 17 Regioni, al fine di \u00abconsentire ai gestori degli impianti di inserire via <em>web<\/em> tutte le informazioni ritenute necessarie, e anche ai comuni di inserire tutti i dati sulla produzione e gestione della raccolta differenziata dei rifiuti urbani\u00bb (pag. 145). Se ne serve il 63% dei comuni e circa 6.500 impianti inseriscono dati in ORSO. Altro sistema di controllo \u00e8 costituito dalla <strong>rete SME<\/strong> (Sistema di monitoraggio delle emissioni in continuo) a cui sono collegati gli impianti pi\u00f9 rilevanti dal punto di vista emissivo. Lo stimolo <strong>all\u2019utilizzo di nuove tecnologie<\/strong> \u00e8 nato proprio in seguito al fenomeno degli incendi in impianti di rifiuti, a partire da un\u2019analisi retrospettiva dei casi usando strumenti come <em>Google Earth<\/em>. ARPA Lombardia ha sviluppato un progetto che prevede una mappatura periodica del territorio per mettere in evidenza i casi di non conformit\u00e0. L\u2019obiettivo \u00e8 anche sviluppare una strategia di controllo su casi identificati a priori: la strategia parte \u00abdai dati aziendali, unitamente ai dati derivanti dalle osservazioni da satellite e da aereo, la valutazione delle informazioni disponibili, e la valutazione insieme alle autorit\u00e0 competenti dei siti ritenuti critici, per poi stilare un elenco di siti critici da controllare anche con strumenti evoluti quali i <strong>droni<\/strong>\u00bb (pag. 146). I droni permettono di esaminare grandi superfici in poco tempo, ma allo stesso tempo non hanno alcuna utilit\u00e0 in case di rifiuti non stoccati in aree esterne e permane il problema dell\u2019aggiornamento delle immagini di <em>Google Earth<\/em>, nonch\u00e9 dei fattori meteorologici. Secondo gli auditi, in ogni caso, \u00abl\u2019approccio seguito pu\u00f2 essere impiegato in modo estensivo [\u2026], i droni possono divenire un normale strumento di lavoro [\u2026]. I progetti e le attivit\u00e0 di ARPA Lombardia sono significativi per gli aspetti di integrazione tra pi\u00f9 soggetti e di uso di nuove tecnologie. A queste linee di progresso va associata la consapevolezza politica della rilevanza del fenomeno da prevenire, e prima ancora da conoscere\u00bb (pag. 147).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Capitolo 5 (le attivit\u00e0 di prevenzione e controllo).<\/u> <\/strong>La Commissione tiene a sottolineare l\u2019importanza delle attivit\u00e0 di prevenzione e controllo nell\u2019ambito degli incendi in impianti di gestione dei rifiuti e ne d\u00e0 conto con riferimento ai diversi soggetti:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Ministero dell\u2019ambiente e Ministero della transizione ecologica<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il <strong>Ministero dell\u2019ambiente<\/strong> ha lavorato insieme al Ministero dell\u2019interno per la pubblicazione delle \u201cLinee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi\u201d nel 2018 e si \u00e8 impegnato per la costituzione di un gruppo di lavoro per elaborare una norma tecnica di prevenzione degli incendi.<\/p>\n<p>Dal 2018 \u00e8 in vigore l\u2019obbligo per i gestori degli impianti di stoccaggio e di lavorazione dei rifiuti di predisporre un piano di emergenza <strong>interno<\/strong> allo scopo di prevenire, limitare e controllare possibili fenomeni incendiari, nonch\u00e9 di tutelare la salute umana e ambientale. A questo si aggiunge un piano di emergenza <strong>esterno<\/strong>, elaborato dal prefetto di intesa con le Regioni e gli enti locali interessati, al fine di minimizzare gli effetti in caso di incendio attraverso specifiche forme di cooperazione.<\/p>\n<p>Il Ministero dell\u2019ambiente rileva poi che \u00abl&#8217;elevato impegno di risorse richiesto da un incendio presso impianti di gestione e trattamento di rifiuti [\u2026], \u00e8 tale da suggerire o imporre un investimento adeguato nella <strong>prevenzione<\/strong>, che sicuramente corrisponde a un interesse non solo di tutela ambientale ma anche di migliore gestione delle risorse pubbliche\u00bb (pag. 149). Per questo sono state di recente adottate <strong>nuove linee guida<\/strong> (con il coinvolgimento delle amministrazioni regionali e delle agenzie ambientali maggiormente interessate) che aggiornano le precedenti e insistono in particolar modo sulle misure di prevenzione<strong>, <\/strong>nonch\u00e9 su alcuni <strong>percorsi per la gestione delle situazioni critiche. <\/strong>\u00a0\u00a0Decisiva in campo preventivo \u00e8 anche la conoscenza della situazione degli impianti: per questo, insieme al Ministero dell\u2019interno, il Ministero dell\u2019ambiente vuole effettuare una ricognizione dei siti di trattamento rifiuti.<\/p>\n<p>Il <strong>Ministero della transizione ecologica,<\/strong> dal canto suo, svolge funzioni di vigilanza sulla gestione dei rifiuti e sugli incendi tramite l\u2019Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. I roghi negli impianti di gestione dei rifiuti sono oggetto di attenzione anche da parte del Sistema nazionale per la protezione dell\u2019ambiente (<strong>SNPA<\/strong>), che ha effettuato, tra il 2019 e il 2020, 350 controlli: il 42% degli impianti sono risultati conformi, mentre nel resto dei casi sono state riscontrate situazioni di non conformit\u00e0 di tipo amministrativo, anche di rilevanza penale. Anche in questo caso, la finalit\u00e0 \u00e8 principalmente di tipo <strong>preventivo<\/strong>. Il Ministero della transizione ecologica ha poi riassunto gli adempimenti a suo carico previsti dalla normativa, tra cui l\u2019adozione del decreto del Presidente del Consiglio sui livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (LEPTA).<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Ministero dell\u2019interno, Vigili del fuoco<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Nel 2017, su circa 300.000 interventi per incendi o esplosioni da parte dei Vigili del fuoco, 23.000 hanno coinvolto sostanze classificate come rifiuti (<strong>circa l\u20198%).<\/strong> Come gi\u00e0 ricordato sopra, il Ministero dell\u2019interno \u00e8 coinvolto \u2013 in sinergia con il Ministero dell\u2019ambiente \u2013 nella redazione delle Linee guida per il contrasto ai roghi di rifiuti e nella costituzione dei gruppi di lavoro per la messa a punto di attivit\u00e0 di prevenzione e contrasto degli incendi, in ragione della tipologia degli impianti, della natura e della quantit\u00e0 di rifiuti coinvolti.<\/p>\n<p>Il Capo Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile del Ministero dell\u2019interno ha riferito poi sulle attivit\u00e0 di <strong>prevenzione<\/strong> svolte. Si parla della partecipazione all\u2019Unit\u00e0 di coordinamento (cfr. <em>supra, <\/em>cap. 4), alla redazione del piano di emergenza esterno e ai sopralluoghi (cfr. <em>supra<\/em>). Il supporto del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco riguarda anche le attivit\u00e0 di monitoraggio, restituzione cartografica, analisi statistica e reportistica. Il Dipartimento offre inoltre supporto tecnico alle prefetture mediante la costituzione di un gruppo di lavoro di cui fanno parte anche rappresentanti delle prefetture di Milano, Caserta e Bari.<\/p>\n<p>I Vigili del fuoco confermano la diminuzione dei roghi di rifiuti: ponendo a confronto il medesimo periodo, nel 2020 vi sono stati 2821 interventi, a fronte dei 1893 nel 2021. \u00c8 comunque da segnalare che \u00aba fronte di una significativa riduzione di circa il 40 per cento nel Lazio, in Campania, in Puglia e in Piemonte, si registra in controtendenza un leggero aumento in Calabria e in Sicilia\u00bb. \u00c8 inoltre significativo che \u00abl\u2019insieme dei dati relativi agli interventi dei Vigili del fuoco su depositi ed impianti di rifiuti, per il periodo 2018 \u2013 aprile 2021, suddivisa per regione, evidenzia \u201cla prevalenza di eventi in Lombardia (circa 650), in Campania (509), in Puglia (233), poi sempre diminuendo in Piemonte (226), Lazio (204), Sicilia (196) e Calabria (176)\u00bb (pag. 157). Le Regioni pi\u00f9 interessate dal fenomeno (Lombardia e Campania) mostrano una tendenza in diminuzione. L\u2019attenzione rimane comunque massima, soprattutto in considerazione del <strong>periodo di emergenza sanitaria<\/strong> che potrebbe \u00abdeterminare condizioni favorevoli per l\u2019espansione di interessi illeciti e segnatamente della criminalit\u00e0 organizzata considerato che talora i roghi diventano il modo concreto e pi\u00f9 economico per assicurare lo smaltimento o per cancellare tracce di depositi illeciti di rifiuti\u00bb (pag. 158).<\/p>\n<p>Infine, si segnala l\u2019iniziativa del Dipartimento e dell\u2019ISPRA avviata nell\u2019aprile 2021 per una collaborazione interistituzionale in tema di rifiuti orientata alla condivisione delle informazioni, alla realizzazione di nuove banche dati e alla definizione di un programma di formazione sulla comunicazione di emergenza.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La DNAA segnala che sono stati individuati sessanta soggetti giuridici sui quali appuntare l\u2019attenzione: si tratta di soggetti che hanno subito almeno un incendio e hanno un riscontro positivo in base dati Sidna o per la denominazione della societ\u00e0 o per gli amministratori\/soci. \u00c8 stato poi condotto un lavoro di approfondimento sui rifiuti diretti in Cina.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong>Comando Unit\u00e0 forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>A seguito degli approfondimenti della Commissione, i Carabinieri hanno intensificato le attivit\u00e0 di controllo degli impianti di gestione dei rifiuti. Le attivit\u00e0 condotte hanno permesso di capire che i fenomeni incendiari sono da intendersi \u00abpi\u00f9 che nell&#8217;ambito di dinamiche riconducibili alla criminalit\u00e0 organizzata di stampo mafioso, quali spia della sussistenza, a monte, di <strong>importanti traffici illeciti di rifiuti<\/strong>\u00bb (pag. 160). La gestione del traffico di rifiuti non \u00e8 infatti appannaggio esclusivo della criminalit\u00e0 organizzata di tipo mafioso, ma anche interesse di vari <strong>gruppi imprenditoriali, <\/strong>che acquisiscono ingenti quantitativi di rifiuti \u2013 ignorando scientemente le previsioni normative \u2013, omettono di sottoporli ai necessari trattamenti e li spediscono allo smaltimento e\/o al riciclo assegnando codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) fasulli, con la nota tecnica del girobolla. I materiali giacenti vengono poi eliminati tramite il fuoco per tagliare gli oneri di bonifica ed evitare i controlli delle autorit\u00e0.<\/p>\n<p>Altro scenario \u00e8 quello di <strong>soggetti<\/strong> spregiudicati che, per far perdere la tracciabilit\u00e0 dei rifiuti, stipano tonnellate di materiali all\u2019interno di capannoni industriali in disuso. Questa tecnica vede il coinvolgimento di imprenditori titolari di impianti autorizzati, che acquisiscono le commesse sui rifiuti per poi smaltirli abusivamente in capannoni, dislocati principalmente in Piemonte, Lombardia e Veneto. \u00abTali siti (di fatto delle discariche abusive) diventano cos\u00ec delle vere e proprie bombe ecologiche, i cui futuri costi di smaltimento ricadono interamente sulla collettivit\u00e0\u00bb (pag. 161).<\/p>\n<p>Interessanti sono anche i casi di incendi motivati dall\u2019intento di agevolare o mantenere la situazione di emergenza, che \u201cobbliga\u201d le pubbliche amministrazioni agli <strong>affidamenti diretti<\/strong>, senza procedere dunque a gare d\u2019appalto.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong>Sistema nazionale per la protezione dell\u2019ambiente<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 il <em>first responder<\/em> sui temi oggetto della presente relazione, sia per gli aspetti di prevenzione e controllo, sia per quelli di accertamento e tutela dell\u2019ambiente conseguenti agli eventi.<\/p>\n<p>Secondo il presidente di ISPRA e SNPA, \u00ab<strong>non<\/strong> \u00e8 possibile una vera e propria <strong>\u201cstrategia nazionale integrata\u201d<\/strong> per il fenomeno degli incendi\u00bb (pag. 162), perch\u00e9 mancano alcuni decreti attuativi e soprattutto non sono chiare le competenze del SNPA e quelle delle Province: in questo modo non \u00e8 possibile programmare adeguatamente ispezioni e controlli. Si \u00e8 parlato dei 350 controlli effettuati da SNPA; ne sono previsti altri, per cui \u00e8 stata garantita omogeneit\u00e0 grazie all\u2019adozione di apposite linee guida.<\/p>\n<p>Il presidente del SNPA ha voluto sottolineare che, in riferimento ai dati sopra riportati (cfr. <em>supra<\/em>, cap. 2), le \u00abRegioni dove si sono presentati il maggior numero di incendi dipendono anche dal fatto che sono le Regioni dove sono presenti il maggior numero di impianti\u00bb (pag. 164) e che, in ogni caso, \u00e8 assolutamente necessaria una <strong>rilevazione e analisi dei dati comune<\/strong> a tutti i soggetti pubblici coinvolti. Si ricorda, infine, l\u2019importanza delle azioni di tipo preventivo e della collaborazione con le forze di polizia: \u00abl\u2019idea di fondo \u00e8 di sviluppare maggiori sinergie tra le forze che si occupano di controlli preventivi, come le agenzie, e le polizie giudiziarie che intervengono a valle su notizie di reato; e di sviluppare attivit\u00e0 di <em>intelligence<\/em>, per garantire controlli pi\u00f9 mirati; l\u2019integrazione con l\u2019uso di nuove tecnologie pu\u00f2 fornire risposte pi\u00f9 efficaci\u00bb (pag. 166).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong>. La presente Relazione restituisce un quadro complessivo non dissimile da quello della precedente inchiesta. Si sottolinea nuovamente che, in molti casi, l\u2019evento incendiario \u00e8 stato occasione per approfondire e scoprire ulteriori illeciti nella gestione degli impianti. Da rilevare \u00e8 anche la maggiore attenzione degli enti incaricati a vario titolo dei controlli e dunque l\u2019aumento delle attivit\u00e0 di monitoraggio.<\/p>\n<p>Un elemento di criticit\u00e0 emerso nel corso dell\u2019inchiesta riguarda la <strong>gestione dei dati<\/strong>: \u00abil fenomeno degli incendi negli impianti di trattamento di rifiuti (o comunque riguardanti rifiuti) \u00e8 computato da pi\u00f9 soggetti pubblici con modalit\u00e0 diverse, produce basi di dati differenti e non omogenee, e dunque non \u00e8 possibile la restituzione di un quadro affidabile\u00bb (pag. 167). Le interpretazioni risultano, cos\u00ec, distorte in termini statistici, anche a causa della disomogenea distribuzione degli impianti sul territorio nazionale, con carenze strutturali in alcune Regioni. Secondo la Commissione, in definitiva, \u00absiamo in presenza di incompletezza, mancato aggiornamento, difficolt\u00e0 di uso ed estrazione dei dati, complessiva frammentazione di competenze\u00bb (pag. 168).<\/p>\n<p>La Commissione fornisce poi un altro spunto di riflessione: le analisi dovrebbero essere condotte considerando <strong>l\u2019intero ciclo dei rifiuti<\/strong> e non solo gli impianti di trattamento. Infatti, i siti abusivi e l\u2019abbandono dei rifiuti sono spesso derivanti da attivit\u00e0 produttive \u201cin nero\u201d o da attivit\u00e0 illecite nella gestione aziendale dei rifiuti.<\/p>\n<p>Le informazioni provenienti dalle autorit\u00e0 non riconducono gli incendi a organizzazioni criminali, ma parlano di un <strong>fenomeno non unitario<\/strong> dal punto di vista degli autori. \u00c8, in ogni caso, meritevole di attenzione preventiva, in quanto trasversale rispetto a una serie di temi che riguardano la corretta chiusura del ciclo dei rifiuti, le sue debolezze e la possibilit\u00e0 per le organizzazioni criminali organizzate di sfruttare tali debolezze.<\/p>\n<p>La presente Relazione si \u00e8 concentrata su eventi avvenuti in impianti di trattamento o deposito di rifiuti, ma non vanno trascurati casi diversi come i roghi, sempre pi\u00f9 frequenti al Sud, che potrebbero essere legati all\u2019esigenza di creare artificiosamente terreni non coltivabili per destinarli alla realizzazione di impianti per energie rinnovabili; il fenomeno merita attenzione perch\u00e9 potrebbe essere coinvolta anche la criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p>La Commissione rileva poi la <strong>necessit\u00e0 che i Comuni siano sostenuti<\/strong> \u2013 normativamente ed economicamente \u2013 nelle attivit\u00e0 di rimozione immediata dei rifiuti abbandonati e nelle attivit\u00e0 di bonifica.<\/p>\n<p>Infine, rimane da considerare che la distorsione del ciclo dei rifiuti, precondizione per fenomeni incendiari, \u00e8 correlata all\u2019insufficienza di filiere economicamente virtuose per la valorizzazione della materia: \u00abuna produzione di rifiuti che eccede la capacit\u00e0 di gestione della filiera del recupero, del riciclo e anche quella di un corretto ciclo dei rifiuti, che vede penalizzati anche materiali riciclabili, ma non solo, quali carta, cartoni e le plastiche, impone di approntare adeguate strategie atte alla riduzione della produzione di alcuni materiali\u00bb (pag. 170).<\/p>\n<p>La Relazione si conclude con delle tabelle che riportano tutti gli eventi incendiari a partire dalla met\u00e0 del 2017, suddivisi per Regione, tipologia, data dell\u2019ultimo controllo effettuato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(<em>a cura di <strong>Sara Noto<\/strong>, Master APC dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa<\/em>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PREMESSA. 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