{"id":47352,"date":"2022-01-03T12:33:57","date_gmt":"2022-01-03T11:33:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=47352"},"modified":"2022-01-03T12:33:57","modified_gmt":"2022-01-03T11:33:57","slug":"gestione-dei-rifiuti-radioattivi-in-italia-sintesi-della-relazione-approvata-dalla-commissione-parlamentare","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/osservatorio-parlamentare\/attivita-dinchiesta\/le-commissioni-di-inchiesta-nella-xviii-legislatura\/quadro-generale-dellattivita-nella-xviii-legislatura\/gestione-dei-rifiuti-radioattivi-in-italia-sintesi-della-relazione-approvata-dalla-commissione-parlamentare\/","title":{"rendered":"GESTIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI IN ITALIA: SINTESI DELLA RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE"},"content":{"rendered":"<p><strong>PREMESSA.\u00a0<\/strong>Il 30 marzo 2021 la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attivit\u00e0 illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati ha approvato la\u00a0<a href=\"https:\/\/documenti.camera.it\/_dati\/leg18\/lavori\/documentiparlamentari\/IndiceETesti\/023\/009\/INTERO.pdf\"><strong>Relazione sulla gestione dei rifiuti radioattivi in Italia e sulle attivit\u00e0 connesse<\/strong><\/a>, con l\u2019auspicio di fornire un contribuito nel colmare le lacune informative presenti aventi ad oggetto tale materia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Capitolo 1 (Quadro sintetico e considerazioni di carattere generale).\u00a0<\/strong>L\u2019attivit\u00e0 della suddetta Commissione \u00e8 stata finalizzata sia al <em>monitoraggio della risoluzione di criticit\u00e0 <\/em>riscontrate nel corso delle attivit\u00e0 svolte nelle precedenti legislature, che <em>all\u2019approfondimento di nuove tematiche rilevanti<\/em> individuate sulla base delle informazioni acquisite di volta in volta. La relazione copre una prima fase di attivit\u00e0 (2019 e primo semestre del 2020) rivolta all\u2019acquisizione di informazioni mediante l\u2019audizione di organi di Governo, Amministrazioni ed Enti e una successiva destinata alla valutazione e alle relative implicazioni che la pubblicazione di nuove norme\u00a0e documenti ha avuto sul quadro precedentemente acquisito.<\/p>\n<p>Dalla relazione oggetto di analisi emerge la necessit\u00e0 di:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>individuare dei meccanismi maggiormente idonei<\/strong> per avviare a soluzione situazioni che abbiano portato alla mancata applicazione di provvedimenti legislativi o alla mancata gestione di criticit\u00e0 gi\u00e0 note per cui erano stati richiesti interventi;<\/li>\n<li><strong>riflettere<\/strong> adeguatamente <strong>sulle azioni pi\u00f9 opportune per assicurare una maggiore efficacia e tempestivit\u00e0 d\u2019intervento da parte degli organi di Governo e delle amministrazioni ad essi collegate<\/strong> nelle circostanze in cui fosse necessario un intervento congiunto (es.: protocolli d\u2019intesa, commissioni tecniche, controlli parlamentari, anche in vista della formulazione di risoluzioni e linee guida di alto livello).<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Capitolo 2 (Deposito nazionale e Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee.\u00a0<\/strong>In questo capitolo viene trattato un argomento che ha destato molte discussioni in Italia: infatti, a seguito della pubblicazione della Carta nazionale in oggetto (CNAPI) nei primi giorni del 2021, si \u00e8 appreso che all\u2019interno della stessa fossero indicate <strong>specifiche localit\u00e0<\/strong>, poste in diverse regioni, <strong>potenzialmente idonee alla realizzazione del Deposito nazionale per lo stoccaggio temporaneo del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi a media e alta attivit\u00e0, nonch\u00e9 per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi a molto bassa e bassa attivit\u00e0.<\/strong>\u00a0La mancanza di un idoneo Deposito nazionale determina <em>difficolt\u00e0 rilevanti<\/em>:<\/p>\n<ol>\n<li>nella prospettiva di rendere disponibili in tempi ragionevoli siti in cui sono presenti impianti nucleari in cui sono ancora in corso attivit\u00e0 di smantellamento e stoccate ingenti quantit\u00e0 di rifiuti radioattivi (si eviterebbe di sostenere altres\u00ec i costi relativi al mantenimento in sicurezza delle strutture, all\u2019adeguamento periodico dei depositi temporanei, etc.);<\/li>\n<li>nella gestione di rifiuti radioattivi generati nel corso delle bonifiche;<\/li>\n<li>nella progressiva diminuzione dei residui spazi disponibili per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi;<\/li>\n<li>nel dover assicurare il soddisfacimento di obblighi internazionali (es.: rientro dei residui delle attivit\u00e0 di ritrattamento del combustibile esaurito svolte all\u2019esterno);<\/li>\n<li>nella proliferazione sul territorio nazionale di depositi temporanei per gestire rifiuti derivanti da attivit\u00e0 di carattere industriale, sanitario e di ricerca (per tempi indefiniti, pur essendo opere di carattere provvisorio);<\/li>\n<li>nel soddisfare l\u2019impegno a non trasferire l\u2019onere di gestire i rifiuti prodotti in questi anni alle future generazioni;<\/li>\n<li>nell\u2019incremento delle tariffe per la gestione temporanea dei rifiuti e delle sorgenti esaurite.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Secondo la Commissione, per acquisire il consenso delle comunit\u00e0 locali ove sono presenti aree idonee per la relativa realizzazione, \u00e8 opportuno che vi sia una <strong>diffusa percezione della rilevanza della disponibilit\u00e0 di un sito di smaltimento dei rifiuti radioattivi<\/strong> e della <strong>reale esistenza di adeguate garanzie di sicurezza<\/strong>, dell\u2019affidabilit\u00e0 e dell\u2019esperienza della societ\u00e0 incaricata alla realizzazione, nonch\u00e9 di un effettivo impegno da parte delle istituzioni nella regolamentazione e nel controllo.<\/p>\n<p>La procedura per la realizzazione del suddetto Deposito nazionale \u00e8 definita all\u2019interno del D.lgs. nr. 31 del 2010 e prevede i seguenti passaggi procedurali:<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-47353 aligncenter\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-473x405.png\" alt=\"\" width=\"602\" height=\"514\" \/><\/p>\n<p>Le caratteristiche e la portata dell\u2019opera in oggetto possono essere riassunte cos\u00ec come riportato nella tabella che segue:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-47354 aligncenter\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/2-536x405.png\" alt=\"\" width=\"602\" height=\"455\" \/><\/p>\n<p>In Europa esistono gi\u00e0 da tempo diversi depositi aventi caratteristiche molto simili: il deposito di smaltimento dei rifiuti di bassa attivit\u00e0 nel comune francese di Soulaines-Dhuys (progettato per una capacit\u00e0 di un milione di metri cubi) e quello in esercizio in Spagna, a 100 chilometri a nord-est di Siviglia (con una capacit\u00e0 di circa 50.000 metri cubi). L\u2019omologa Commissione della XVII legislatura si era recata presso quest\u2019ultimo sito proprio in relazione alla similitudine con le strutture da realizzare nel nostro Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Capitolo 3 (Programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi).\u00a0<\/strong>La Commissione ha preso atto con soddisfazione della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Programma nazionale in oggetto in data 11 dicembre 2019, in risposta alla sentenza di condanna pronunciata dalla Corte di Giustizia dell\u2019UE qualche mese prima per non essersi attenuta alla direttiva 2011\/70 Euratom, trasposta del D.lgs. nr. 45 del 2014. Tuttavia, pur avendo preso atto che si trattasse di una pianificazione complessa ed articolata, le difficolt\u00e0 e i distinguo manifestati in relazione alla formulazione e alla gestione di detto Programma nazionale sono stati dalla stessa considerati come un <strong>ulteriore segnale della necessit\u00e0 di migliorare la gestione di queste tematiche da parte degli organi di Governo<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Capitolo 4 (Situazione dell\u2019Autorit\u00e0 di Regolamentazione Competente ISIN).\u00a0<\/strong>Il quarto capitolo si concentra sulla criticit\u00e0 legata all\u2019inadeguatezza delle risorse destinate all\u2019autorit\u00e0 nazionale in materia di sicurezza nucleare e radioprotezione, preoccupazione gi\u00e0 espressa dall\u2019omologa Commissione della precedente Legislatura. Nonostante sia stato costituito il nuovo ente ISIN (Ispettorato per la Sicurezza Nucleare e la protezione radiologica), a detta della Commissione, il problema dell\u2019inadeguatezza delle risorse \u00e8 persistito in tutta la sua rilevanza, risultando ora necessario mettere in campo azioni particolarmente rapide ed incisive a partire dal Parlamento, in qualit\u00e0 di destinatario delle relazioni periodiche sulle attivit\u00e0 svolte dall\u2019ISIN e sullo stato della sicurezza nucleare nel territorio nazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Capitolo 5 (Difficolt\u00e0 nel recepimento delle Direttive Europee).\u00a0<\/strong>La Commissione tiene a sottolineare come le pi\u00f9 recenti esperienze abbiano messo in luce l\u2019esistenza di difficolt\u00e0 oggettive nel corretto e tempestivo recepimento di importanti Direttive. Ci\u00f2 ha comportato che l\u2019Italia sia stata destinataria di diverse procedure di infrazione, come gi\u00e0 sottolineato in relazione alla pubblicazione del Programma nazionale. Dalla relazione oggetto di analisi emerge la necessit\u00e0 di <strong>riflettere<\/strong> adeguatamente <strong>sulle azioni pi\u00f9 opportune per assicurare una gestione pronta, coordinata e competente sulla materia<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Capitolo 6 (Mancata emanazione di decreti attuativi di leggi in vigore).\u00a0<\/strong>La Commissione in questo capitolo imputa le cause dei ritardi e delle omissioni in materia di normativa avente ad oggetto la sicurezza nucleare e la radioprotezione alla difficolt\u00e0 di dar luogo ad azioni concertate da parte dei diversi organi di Governo e ritiene auspicabile la predisposizione di un meccanismo atto a rendere pi\u00f9 efficienti e a monitorare tali processi. La soluzione dei problemi individuati, come evidenziato nell\u2019<em>allegato 2<\/em>, in parte \u00e8 stata conseguita attraverso le disposizioni del nuovo decreto nr. 101 del 2020 e dei relativi allegati, ma per taluni aspetti richiede interventi ulteriori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Capitolo 7 (Ottimizzazione dei processi e rispetto dei programmi). <\/strong>Nel capitolo in oggetto, la Commissione sottolinea in maniera critica il fatto che nel novello D.lgs. 101 del 2020 non siano stati introdotti elementi e osservazioni utili al fine di apportare un miglioramento dei processi e una maggiore certezza\/rapidit\u00e0 nell\u2019attuazione dei programmi relativi alla gestione delle varie attivit\u00e0 connesse ai rifiuti radioattivi. Tali opportunit\u00e0 di operare interventi di ottimizzazione sono invece emerse dalla raccolta delle osservazioni formulate dagli organi di Governo, dalle Amministrazioni e da altri Enti, nonch\u00e9 dai revisori internazionali. Interessanti auspici sono stati cos\u00ec espressi:<\/p>\n<ol>\n<li>il MATTM (Ministero Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare), in una sua audizione del 2019, ha espresso l\u2019auspicio di un <em>riassetto delle competenze ministeriali <\/em>e di un <em>aumento del personale tecnico ispettivo dell\u2019ISIN<\/em>, soprattutto in relazione all\u2019eccessiva frammentazione delle competenze stesse;<\/li>\n<li>l\u2019ARERA (Autorit\u00e0 di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha espresso l\u2019auspicio di un\u2019accelerazione delle attivit\u00e0 di <em>decommissioning <\/em>in modo da poter assistere ad un successivo contenimento dei costi complessivi della commessa nucleare;<\/li>\n<li>ripartizione delle responsabilit\u00e0 e <strong>coordinamento tra organismi statali competenti<\/strong>.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Capitolo 8 (Gestione dei rifiuti nel corso della disattivazione di impianti nucleari).\u00a0<\/strong>Sull\u2019adeguata pianificazione e sull\u2019andamento delle attivit\u00e0 di disattivazione incidono le prospettive sulla realizzazione del Deposito nazionale e la piena operativit\u00e0 dell\u2019ISIN, ma assume particolare rilievo anche l\u2019efficienza gestionale della Sogin (Societ\u00e0 Gestione Impianti Nucleari) e la risoluzione di problemi tecnici o contrattuali relativi al trattamento di talune tipologie di rifiuti. Per inquadrare l\u2019estensione delle aree interessate e l\u2019entit\u00e0 delle risorse da impegnare, si forniscono di seguito alcuni dati pi\u00f9 significativi sulla localizzazione dei siti interessati e sui costi relativi ai preventivi approvati:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-47358 aligncenter\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/3-540x379.png\" alt=\"\" width=\"598\" height=\"420\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-47359 aligncenter\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/4-540x290.png\" alt=\"\" width=\"605\" height=\"325\" \/><\/p>\n<p>La Commissione rileva anche che, in taluni casi, per ottimizzare i processi, sono state utilizzate nuove tecnologie che hanno richiesto particolari studi per verificare la rispondenza dal punto di vista della sicurezza e radioprotezione e, conseguentemente, un allungamento dei tempi per l\u2019autorizzazione al relativo utilizzo. Si devono, infine rilevare le rilevanti iniziative assunte da ARERA, dirette all\u2019efficientamento del processo, quali l\u2019aumento del volume delle attivit\u00e0 di smantellamento, il miglioramento del rapporto tra costi di struttura e costi totali di smantellamento e una maggiore focalizzazione sui progetti strategici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Capitolo 9 (Gestione dei residui da attivit\u00e0 lavorative con materiale naturalmente radioattivo).\u00a0<\/strong>Gran parte delle carenze individuate nella precedente normativa, in ordine alla gestione dei residui da attivit\u00e0 lavorative con materiale naturalmente radioattivo, trovano risposte nella <em>tabella II-1 <\/em>del nuovo decreto nr. 101 del 2020. Un aspetto che potrebbe essere opportuno approfondire nel seguito, in relazione al destino comune proposto per i residui radioattivi ed i rifiuti con altre caratteristiche di pericolosit\u00e0, riguarda i requisiti indicati per lo smaltimento dei residui che non soddisfano le condizioni di esenzione (discariche). Il controllo e la risoluzione di problematiche riconducibili ad attivit\u00e0 lavorative con materiale naturalmente radioattivo, oltre ad un\u2019accurata attivit\u00e0 di normazione di dettaglio (trasporto, caratterizzazione e cos\u00ec via), richiedono un considerevole impegno tecnico (misure, sopralluoghi, ampliamento delle banche dati e cos\u00ec via) e finanziario, di cui \u00e8 opportuno tenere conto.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>esecuzione di attivit\u00e0 di bonifica di siti richiede un intervento pronto e tecnicamente ben supportato degli uffici prefettizi delle aree interessate<\/strong>. L\u2019Ispettorato, che fornisce supporto ad alcune prefetture nell\u2019ambito di specifiche commissioni tecniche, ha anche acquisito informazioni sull\u2019<strong>esistenza di siti con presenza di residui <\/strong>che comportano un\u2019esposizione dei lavoratori o della popolazione tale da richiedere l\u2019adozione di misure di radioprotezione. Tra le situazioni segnalate, che hanno richiesto azioni di monitoraggio e\/o di bonifica, \u00e8 opportuno elencare le seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li>discarica a mare della Syndial in provincia di Crotone;<\/li>\n<li>fosfogessi derivanti dalle pregresse attivit\u00e0 della ex Liquichimica in una discarica nella zona industriale di Tito Scalo (Potenza);<\/li>\n<li>residui presenti nella zona industriale ex Montedison di Porto Torres (Sassari);<\/li>\n<li>ceneri di carbone interrate in una vasta area presso Colonnetta di Fabro (Terni).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Capitolo 10 (Controllo delle pratiche e della gestione dei rifiuti a livello nazionale ed a livello locale).\u00a0<\/strong>Il decimo capitolo si concentra sull\u2019analisi delle norme introdotte dal decreto legislativo nr. 101 del 2020, che risultano essere indirizzate verso la <strong>necessaria omogeneizzazione dei requisiti a livello nazionale<\/strong>; tuttavia, particolare importanza, al fine di una uniforme gestione delle pratiche, rivestono anche il coordinamento degli enti coinvolti nelle attivit\u00e0 di controllo e la produzione di linee guida adeguate.<\/p>\n<p>Il novello decreto legislativo ha introdotto disposizioni che pongono le premesse per un <em>tracciamento<\/em> dei rifiuti radioattivi <em>sufficientemente pronto e adeguato anche ai fini operativi<\/em>, portando definitivamente a soluzione i problemi che si sono riscontrati negli anni passati. Permane, comunque, l\u2019auspicio che si creino le condizioni per una pi\u00f9 efficace comunicazione tra le amministrazioni che necessitano di tali dati e che operano in materia di gestione di detti rifiuti. Gli attuali limiti alle capacit\u00e0 di deposito potranno, invece, essere superati essenzialmente con la realizzazione del Deposito nazionale.<\/p>\n<p>Anche in merito alla valutazione dei contributi all\u2019esposizione della popolazione la Commissione sostiene che per lungo tempo non sia stato possibile attuare quanto richiesto, da decenni, dalla legge e si attende che i problemi relativi alla disponibilit\u00e0 dei dati necessari per le stime in oggetto siano stati adeguatamente risolti con la pubblicazione del nuovo decreto legislativo nr. 101 del 2020.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Capitolo 11 (Rinvenimento di materiali radioattivi, anche in rifiuti convenzionali).\u00a0<\/strong>Nel capitolo in oggetto, la Commissione inizia con l\u2019analisi del fenomeno in potenziale evoluzione delle <em>sorgenti orfane<\/em>, che pur caratterizzate da un elevato livello di attivit\u00e0, non sono sottoposte a controlli da parte delle autorit\u00e0 o perch\u00e9 non lo sono mai state o perch\u00e9 sono state abbandonate, smarrite, collocate in un luogo errato, sottratte illecitamente al detentore o trasferite ad un nuovo detentore non autorizzato o senza che il destinatario sia stato informato.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza del Comando carabinieri per la tutela ambientale ha confermato come negli ultimi anni si siano dovute affrontare situazioni conseguenti alla perdita di controllo di materiale radioattivo, che hanno richiesto l\u2019effettuazione di indagini specifiche, tra queste:<\/p>\n<ul>\n<li>il rinvenimento di un contenitore vuoto per sorgenti radiogene presso una acciaieria;<\/li>\n<li>la cessione irregolare di una sorgente di Cobalto 60 per gammagrafie industriali;<\/li>\n<li>il rinvenimento di rottami ferrosi contaminati da materiale radioattivo presso l\u2019acciaieria di Odolo (BS).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Anche i VVF hanno riferito circa alcuni interventi connessi alla presenza di materiale radioattivo tra cui:<\/p>\n<ul>\n<li>contaminazione ambientale provocata dalla fusione accidentale di una sorgente di Cs 137 in una acciaieria di Vicenza;<\/li>\n<li>recupero di una sorgente orfana di Co 60 dispersa in un container metallico presso il porto di Genova;<\/li>\n<li>pellet contaminati da Cs 137 provenienti dalla Lituania e venduti su tutto il territorio nazionale;<\/li>\n<li>fosfogessi nella zona industriale di Tito (PZ).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un dato di esperienza molto significativo, che \u00e8 stato reso noto, \u00e8 legato all\u2019attivit\u00e0 di monitoraggio eseguita ai fini del conferimento di rifiuti campani a termovalorizzatori in Germania, in occasione dell\u2019emergenza rifiuti in quella regione nel 2008, che ha portato al rinvenimento di circa <strong>100 carichi di rifiuti con contaminazione radioattiva<\/strong>. Sono stati resi disponibili, in occasione dell\u2019audizione del Comandante del Corpo dei VVF, esempi di impiego in ambito industriale, che rendono l\u2019idea dell\u2019ampio spettro di situazioni in cui tali sorgenti sono utilizzate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-47361 aligncenter\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/5-451x405.png\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"499\" \/><\/p>\n<p>In materia di prevenzione e protezione da esposizioni conseguenti alla presenza inconsapevole di materiale radioattivo, secondo la Commissione, risultano essere state impostate, anche di recente, iniziative utili, ma \u00e8 risultata altres\u00ec evidente la necessit\u00e0 di sistematizzare e completare il quadro operativo legato alla raccolta dati, all\u2019elaborazione di linee guida ed alla pianificazione delle iniziative pi\u00f9 adeguate. Le modifiche introdotte dal nuovo decreto legislativo nr. 101 del 2020 pongono premesse essenziali per un migliore monitoraggio dei rinvenimenti di sorgenti orfane e per mettere a punto campagne di recupero e messa in sicurezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Capitolo 12 (Contatti con la <em>Nuclear Energy Agency <\/em>dell\u2019OCSE). <\/strong>Il disegno di legge recante ratifica ed esecuzione dei Protocolli di modifica delle Convenzioni internazionali, approvato, con notevole ritardo, alla Camera nel 2018, \u00e8 stato approvato dal Senato due anni dopo, nel luglio del 2020 (legge nr. 97 del 2020). Tuttavia, per consentire l\u2019entrata in vigore dei Protocolli, in base all\u2019articolo 3 della su citata legge, \u00e8 necessaria l\u2019emanazione, da parte del Ministro dell\u2019economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, in tempi relativamente brevi, di un decreto per stabilire criteri e modalit\u00e0 di concessione della garanzia di copertura dei risarcimenti dovuti dagli operatori, qualora questi non siano in grado di stipulare assicurazioni private adatte allo scopo, o queste stesse non siano sufficienti.<\/p>\n<p>La relazione con organizzazioni come la NEA ha mostrato notevoli potenzialit\u00e0 in termini di adeguato inquadramento dei problemi e di ricerca di soluzioni attraverso la collaborazione internazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Capitolo 13 (Altre situazioni particolari). <\/strong>La Commissione sostiene che siano state investite ingenti somme per l\u2019acquisizione di apparecchiature, presumibilmente oggi almeno parzialmente obsolete, che non sono entrate in funzione per mancati accordi tra Ministeri e\/o per la inadeguata pianificazione delle risorse necessarie per la fase di gestione (es.: sistemi radiometrici presso i valichi di frontiera che avrebbero dovuto impedire l\u2019ingresso nel territorio nazionale di carichi di metalli potenzialmente radioattivi). E, soprattutto, non \u00e8 stato possibile offrire quelle garanzie che il legislatore, fin dal 1996, aveva richiesto, pur non attraverso uno specifico obbligo, per migliorare la prevenzione del rischio di esposizioni accidentali.<\/p>\n<p>Successivamente nella relazione vengono rappresentate alcune criticit\u00e0 legate a:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>difficolt\u00e0 riscontrate nella realizzazione dell\u2019impianto di cementazione di rifiuti liquidi CEMEX di Saluggia (VC)<\/strong>. Sulla base degli elementi acquisiti dalla Commissione, la sicurezza dello stoccaggio dei rifiuti liquidi risulterebbe essere sotto controllo e vi sono le condizioni per procedere ad alcune realizzazioni. La commessa relativa al completamento del suddetto impianto di cementazione risulta essere stata assegnata ad un consorzio di imprese, che si auspica possa rivelarsi all\u2019altezza del compito. L\u2019evoluzione delle attivit\u00e0 che porteranno alla solidificazione dei rifiuti liquidi \u00e8 da monitorare attentamente, anche alla luce delle svariate circostanze che hanno portato a cos\u00ec notevoli ritardi.<\/li>\n<li><strong>presenza di combustibile esaurito nel deposito Avogadro di Saluggia (VC) e presso ITREC di Rotondella (MT). <\/strong>I ritardi nella localizzazione e realizzazione del Deposito nazionale hanno determinato l\u2019ulteriore situazione di incertezza e di potenziale incremento dei rischi connessi alla vetust\u00e0 del deposito Avogadro. Dovrebbe essere tenuta in conto l\u2019opportunit\u00e0 che vengano pianificate sistemazioni alternative in caso di rotture o guasti, a carico dell\u2019attuale piscina. La soluzione dell\u2019analogo problema presso l\u2019impianto ITREC, relativo alla sistemazione del combustibile presente presso quell\u2019impianto, risulta in via di completamento attraverso la predisposizione di nuovi componenti e strutture per il deposito temporaneo, resisi necessari in mancanza del Deposito nazionale. In generale, particolare rilievo dovrebbe essere dato alle attivit\u00e0 governative intese alla ricerca di una soluzione definitiva per lo smaltimento del combustibile ancora presente in Italia e dei rifiuti a media e alta attivit\u00e0.<\/li>\n<li><strong>bonifica dei siti contaminati<\/strong>. Le modalit\u00e0 di gestione di tali situazioni risultano essere state delineate in maggiore dettaglio nel nuovo decreto legislativo n. 101 del 2020, ma permane l\u2019auspicio che, a livello nazionale, siano emanate linee guida per la definizione delle pi\u00f9 adeguate strategie di gestione operativa.<\/li>\n<li><strong>attivit\u00e0 di bonifica del deposito CEMERAD (TA)<\/strong>. Le stesse, che stavano procedendo verso la risoluzione definitiva del problema, sono state in gran parte interrotte per la mancanza di ulteriori fondi, resisi necessari a causa di notevoli incrementi dei costi legati a criticit\u00e0 di varie origini (es.: ritardi, pandemia, interventi strutturali inattesi e cos\u00ec via) che con il tempo si sono generate. Inoltre, sebbene una considerevole parte di fusti sia stata allontanata, si considera rilevante, tra l\u2019altro, il fatto che la mancanza di erogazione di ulteriori fondi, segnalata dal Commissario incaricato, abbia impedito la prosecuzione della vigilanza armata, per cui si auspica da parte del legislatore e del Governo una celere risoluzione del problema al fine di completare in sicurezza le attivit\u00e0 di bonifica del deposito in oggetto. Emerge che la perdita di controllo di installazioni finalizzate alla gestione di rifiuti radioattivi prodotti nell\u2019ambito di molteplici attivit\u00e0 abbia conseguenze rilevanti in termini di rischi e di oneri.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Capitolo 14 (Gestione di grandi quantitativi di materiale derivanti dallo smaltimento di impianti nucleari).\u00a0<\/strong>Nel capitolo in oggetto, la Commissione ritiene di particolare importanza dar seguito a tutte quelle <strong>iniziative<\/strong> che possano creare le condizioni per un <strong>riutilizzo esteso dei materiali<\/strong>, nel rispetto delle cautele radioprotezionistiche che derivano dalla consolidata normativa internazionale. Sono stati, infatti, avviati lo <strong>sviluppo di un applicativo informatico di gestione oggetti radioattivi (AIGOR) e iniziative<\/strong>, rivolte a start up e PMI, <strong>per la messa a punto di nuove soluzioni e tecnologie avanzate<\/strong> per la gestione dei rifiuti radioattivi. Sogin ha segnalato che \u00absussistono dei <em>fattori esterni<\/em> che ostacolano il pieno raggiungimento degli obiettivi prefissati nell\u2019adozione di una strategia di economia circolare\u00bb. (pag. 80)<\/p>\n<p>A detta della Commissione appare opportuno agire maggiormente sui seguenti aspetti:<\/p>\n<ul>\n<li>aumento dei centri di recupero, attualmente presenti in maniera disomogenea sul territorio nazionale con la relativa necessit\u00e0, in alcuni casi, di lunghi trasferimenti dal luogo di produzione al centro di recupero;<\/li>\n<li>promozione di una differente sensibilit\u00e0 da parte degli operatori del mercato del recupero dei materiali e delle istituzioni preposte al rilascio di autorizzazioni affinch\u00e9 si possano correttamente valutare, nonch\u00e9 gestire, i rischi correlati all\u2019accettazione dei materiali provenienti da particolari attivit\u00e0 industriali, come le centrali nucleari, quando i risultati delle analisi dimostrino che sono ampiamente rispettati i limiti richiesti dalle normative;<\/li>\n<li>creazione di un mercato associato ad alcune tipologie di materiali, come nel caso del calcestruzzo con aggregati provenienti da riciclo piuttosto che da cava (tale aspetto sarebbe di fondamentale importanza non solo nell\u2019ambito nucleare, ma in tutti gli utilizzi di genio civile).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Capitolo 15 (Note sul nuovo decreto legislativo nr. 101 del 2020). <\/strong>L\u2019ultimo capitolo della relazione in oggetto tratta della portata e delle caratteristiche del novello D.lgs. nr. 101 del 2020. La pubblicazione del suddetto decreto \u00e8 da considerarsi un traguardo estremamente rilevante, sia in relazione al recepimento della direttiva 2013\/59 Euratom in materia di radioprotezione, sia in relazione alla risoluzione di problemi riscontrati nell\u2019applicazione della precedente normativa. L\u2019iter di produzione \u00e8 stato particolarmente complesso e ha evidenziato limiti nella capacit\u00e0 di elaborazione di testi normativi in questa materia (basti pensare al numero delle osservazioni pervenute dalla Conferenza Stato Regioni e Province autonome, molte delle quali consistenti nella rilevazione di errori materiali). Il testo finale presenta errori materiali, carenza di norme transitorie, altre inesattezze e probabili sviste, presumibilmente frutto di una pubblicazione prematura atta ad evitare ulteriori effetti della procedura di infrazione della Corte Europea.<\/p>\n<p>Sussistono, altres\u00ec, alcuni aspetti sui quali la Commissione intende effettuare approfondimenti, tra cui:<\/p>\n<ul>\n<li>basi tecniche della scelta dei valori di concentrazione di radioisotopi della tabella 1.1B dell\u2019allegato 1, differenti da quelli indicati nella direttiva;<\/li>\n<li>estensione della funzione e dei requisiti assegnati alle Autorit\u00e0 competenti a dipartimenti, direzioni, entit\u00e0 periferiche, Enti vigilati aventi legami funzionali con ciascuna di esse, nonch\u00e9 requisiti di competenza richiesti;<\/li>\n<li>ruolo reale dell\u2019autorit\u00e0 di regolamentazione competente i cui pareri solo in taluni casi sono definiti vincolanti: ci si chiede, infatti, se \u00e8 l\u2019ISIN, istituito in modo da soddisfare pienamente i requisiti di indipendenza, il soggetto con risorse e competenze tali per cui le Autorit\u00e0 competenti vi debbano necessariamente ricorrere ove, nel corso delle attivit\u00e0 autorizzative o di vigilanza, emerga la necessit\u00e0 di approfondire specifiche tematiche emergenti che richiedono strumenti, conoscenze e collegamenti inter- nazionali adeguati;<\/li>\n<li>univoca individuazione degli organismi incaricati della vigilanza per le diverse attivit\u00e0 regolamentate<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong>. La presente Relazione restituisce un <strong>quadro generale in evoluzione<\/strong>, soprattutto in relazione ai miglioramenti normativi introdotti con il nuovo decreto legislativo nr. 101 del 2020 e all\u2019avvenuta pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per la realizzazione del Deposito nazionale per il combustibile esaurito e i rifiuti radioattivi.<\/p>\n<p>Tuttavia, \u00e8 opportuno riproporre un\u2019elencazione delle <em>criticit\u00e0 di maggior peso<\/em> che sono emerse nel corso dell\u2019attivit\u00e0 della Commissione:<\/p>\n<ul>\n<li>scarsa organizzazione e dotazione di risorse dell\u2019Autorit\u00e0 di regolamentazione competente ISIN \u2013 Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la radioprotezione, in grado di lederne pesantemente le capacit\u00e0 operative;<\/li>\n<li>ritardi nella procedura per la scelta del sito del Deposito nazionale e parco tecnologico;<\/li>\n<li>mancata emanazione da parte degli organi di Governo di numerosi decreti\/provvedimenti attuativi di leggi in vigore, con conseguenze potenzialmente rilevanti sullo svolgimento delle attivit\u00e0 di gestione dei rifiuti radioattivi;<\/li>\n<li>interruzione di interventi di bonifica di alcuni siti ove sono presenti depositi di rifiuti radioattivi o contaminazioni radioattive a causa di ritardi nella elargizione dei fondi necessari o nell\u2019espletamento delle procedure prefettizie;<\/li>\n<li>rilevanti procedure di infrazione da parte della Commissione europea nei confronti dell\u2019Italia per non aver soddisfatto o recepito entro i termini previsti talune direttive in materia di sicurezza, radioprotezione, gestione dei rifiuti radioattivi;<\/li>\n<li>notevoli ritardi nelle attivit\u00e0 volte alla prevenzione del rinvenimento di sorgenti orfane, pur previste dalla normativa;<\/li>\n<li>esigenza di disporre di un quadro completo sull\u2019estensione e sulle modalit\u00e0 di effettuazione dei controlli dell\u2019assenza di radioattivit\u00e0 da applicarsi alle varie tipologie di rifiuti convenzionali;<\/li>\n<li>necessit\u00e0 di disposizioni operative per una gestione omogenea delle attivit\u00e0 di bonifica, nonch\u00e9 di disporre di fondi adeguati per situazioni particolari;<\/li>\n<li>necessit\u00e0 di perfezionare gli accordi finalizzati al mutuo riconoscimento dei controlli radiometrici nei Paesi europei;<\/li>\n<li>necessit\u00e0 di una adeguata riflessione sulle azioni pi\u00f9 opporttune (es.: Protocolli di accordo, Commissioni tecniche, controlli parlamentari) per assicurare una maggiore efficacia e tempestivit\u00e0 degli interventi degli organi di Governo e delle amministrazioni ad essi collegate, soprattutto nelle circostanze in cui essi devono agire in maniera coordinata e concertata, nonch\u00e9 in vista della formulazione di risoluzioni e linee guida di alto livello.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La Commissione ritiene, pur nei limiti imposti dalla vastit\u00e0 e complessit\u00e0 della materia, di aver svolto un\u2019<strong>azione di stimolo<\/strong>, nei confronti degli Organismi interpellati, nella messa in campo di iniziative e approfondimenti e di aver reso disponibile un utile quadro della situazione attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(<em>a cura di\u00a0<strong>Ludovica Simbula<\/strong>, Master APC dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa<\/em>)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PREMESSA.\u00a0Il 30 marzo 2021 la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attivit\u00e0 illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati ha&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" 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