{"id":47430,"date":"2022-01-09T12:38:09","date_gmt":"2022-01-09T11:38:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=47430"},"modified":"2022-01-09T12:38:09","modified_gmt":"2022-01-09T11:38:09","slug":"focus-mafia-giochi-nella-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-relativa-al-secondo-semestre-2019","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/gioco-dazzardo\/focus-mafia-giochi-nella-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-relativa-al-secondo-semestre-2019\/","title":{"rendered":"FOCUS \u201cMAFIA &#038; GIOCHI\u201d NELLA RELAZIONE DELLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA RELATIVA AL SECONDO SEMESTRE 2019"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa<\/strong>. Nella stesura della Relazione sull\u2019attivit\u00e0 svolta e i risultati conseguiti nel secondo semestre 2019, la Direzione investigativa antimafia ha ritenuto doveroso approfondire la <strong>connessione tra mafia e gioco d\u2019azzardo<\/strong> <a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Mafia-e-Giochi.pdf\">con uno specifico <em>focus<\/em><\/a> di una ottantina di pagine.<\/p>\n<p>Le inchieste degli ultimi anni hanno infatti mostrato con chiarezza che la criminalit\u00e0 organizzata ha ampliato le sue prospettive intercettando i settori potenzialmente pi\u00f9 redditizi: tra questi, spicca senza dubbio quello del gioco e delle scommesse, attenzionato da tutte le organizzazioni mafiose che, in alcuni casi, intrecciano e fanno convergere i propri interessi. La DIA ha dunque voluto offrire una chiave di lettura ragionata del fenomeno e alcune <strong>possibili linee di indirizzo<\/strong> da adottare sul piano della prevenzione e del contrasto, anche a livello internazionale.<\/p>\n<p>Le fonti pi\u00f9 importanti per la redazione del presente <em>report<\/em> sono la <em>Relazione sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito, <\/em>approvata dalla Commissione parlamentare antimafia nel 2016, e il <em>Libro blu 2018 \u2013 organizzazione, statistiche, attivit\u00e0, <\/em>pubblicato nel 2019 dall\u2019Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.<\/p>\n<p><strong>Analisi del fenomeno. <\/strong>La DIA, prima di analizzare il fenomeno nelle varie aree del territorio nazionale, lo descrive nelle sue caratteristiche generali.<\/p>\n<p>L\u2019interesse delle mafie nei confronti del gioco e delle scommesse illegali \u00e8 <strong>risalente nel tempo<\/strong>: si fa riferimento alla camorra dell\u2019Ottocento e poi agli anni Ottanta, quando la malavita in tutta Italia si affermava in affari \u201csilenti\u201d come il controllo delle bische clandestine. Negli anni Novanta, poi, tali interessi si spostano progressivamente anche verso il settore delle <em>slot machine <\/em>e delle scommesse clandestine.<\/p>\n<p>\u00c8 tuttavia a partire dagli <strong>anni 2000<\/strong> che si assiste al \u00abvero \u201csalto di qualit\u00e0\u201d [\u2026], quando le mafie percepiscono l\u2019elevata dimensione economica del mondo del gioco e delle scommesse prodotta dal circuito legale\u00bb (pag. 779). Nei primi anni del nuovo millennio sono state infatti immesse nel circuito nuove tipologie di gioco e nel 2003 si \u00e8 assistito \u2013 in considerazione della dilagante illegalit\u00e0 nel settore \u2013 all\u2019intervento del legislatore in termini di incremento della deterrenza dell\u2019azione di controllo su tutta la filiera del gioco e di competitivit\u00e0 del settore legale rispetto a quello illegale. Le misure previste rendevano pi\u00f9 conveniente e sicuro il circuito, determinando cos\u00ec un forte incremento della raccolta delle scommesse sportive e della diffusione degli apparecchi e congegni da intrattenimento.<\/p>\n<p>Il volume delle giocate complessive (fisiche e telematiche) \u00e8 stato in <strong>costante crescita<\/strong> fino al 2018, quando si \u00e8 attestato attorno ai 106,8 miliardi di euro. Nel 2015 risultavano installate in Italia circa 360.000 apparecchiature elettroniche da intrattenimento; nel 2018 erano diventate oltre 407.000. Si stima inoltre che ogni anno in Italia vengano venduti circa 2 miliardi di tagliandi di lotterie istantanee: significa 3.600 \u201cgratta e vinci\u201d al minuto.<\/p>\n<p>In <strong>un\u2019ottica territoriale<\/strong>, \u00e8 interessante notare che la prima Regione per volumi di gioco nel 2018 \u00e8 la Lombardia (14,65 miliardi). Se si guarda alle Regioni a tradizionale insediamento mafioso, la classifica vede al primo posto la Campania (7,7 miliardi), seguita dalla Puglia (4,6), dalla Sicilia (4,5) e dalla Calabria (1,9).<\/p>\n<p>Risultano interessanti anche i dati relativi al <strong>rilascio delle licenze<\/strong> ex art. 88 TULPS da parte dei Questori: le licenze in corso di validit\u00e0 nel 2019 erano 1386 a Napoli, 1211 a Roma, 782 a Foggia, 765 a Bergamo. Come \u00e8 evidente, non sempre il maggior numero di licenze rilasciate \u00e8 attribuibile al capoluogo. Importanti esempi sono costituiti dal Friuli Venezia Giulia (a Udine 341 licenze contro le 59 di Trieste), dalla Lombardia (a Milano 349, a Bergamo \u2013 come detto \u2013 765) e dal Veneto (a Venezia 38 licenze, a Treviso 404).<\/p>\n<p>Il fenomeno appare dunque capillare sul territorio, cos\u00ec come lo \u00e8 l\u2019infiltrazione della criminalit\u00e0 organizzata. Un mercato ampio implica maggiori profitti, realizzati in base a <strong>due direttrici<\/strong>: \u00abda un lato la gestione \u201cstorica\u201d del gioco d\u2019azzardo illegale, le cui prospettive sono andate allargandosi con l\u2019offerta <em>on line<\/em>; dall\u2019altro, la contaminazione del mercato del gioco e delle scommesse legali, che garantisce rilevanti introiti a fronte del rischio di sanzioni ritenute economicamente sopportabili\u00bb (pag. 782).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda <strong>l\u2019ambito propriamente illegale<\/strong> connesso al gioco, \u00e8 necessario fare riferimento a diversi fenomeni:<\/p>\n<ol>\n<li>la tradizionale <strong>attivit\u00e0 estorsiva<\/strong> ai danni delle societ\u00e0 concessionarie, delle sale da gioco e degli esercizi commerciali (soprattutto bar e tabaccherie);<\/li>\n<li><strong>l\u2019imposizione di apparecchi<\/strong> negli esercizi pubblici da parte dei <em>clan <\/em>o l\u2019alternativa di consentire l\u2019installazione ad altri a fronte del <strong>pagamento di una somma mensile<\/strong> per ogni apparecchio;<\/li>\n<li>la concessione di <strong>prestiti a tassi usurari<\/strong> nei confronti di giocatori affetti da ludopatia.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Tali attivit\u00e0 sono connesse al <strong>territorio<\/strong>. C\u2019\u00e8, tuttavia, un altro piano, pi\u00f9 sofisticato e che richiede competenze elevate: \u00e8 la gestione delle <strong>scommesse sportive<\/strong> e dei <strong>giochi <em>online<\/em><\/strong>, realizzata attraverso i cosiddetti \u201ccentri di trasmissione dati\u201d (CTD) su piattaforme collocate all\u2019estero. La DIA descrive in questi termini coloro che elaborano e gestiscono tali sistemi: \u00absoggetti sprovvisti delle previste concessioni o autorizzazioni che operano su siti <em>web <\/em>collegati a <em>bookmaker <\/em>esteri. <em>Bookmaker <\/em>\u201cpirata\u201d o, in alcuni casi, autorizzati a effettuare la raccolta a distanza, in forza di licenze rilasciate da Autorit\u00e0 straniere che non tengono conto dei gravi precedenti penali di cui tali soggetti risultano gravati in Italia [\u2026]. Si tratta di un circuito totalmente \u201cinvisibile\u201d\u00bb (pag. 783), ignoto al fisco. La raccolta \u00e8 dunque effettuata sul territorio nazionale, ma la sede risulta <strong>formalmente collocata all\u2019estero<\/strong>.<\/p>\n<p>Fare delle stime in questo settore \u2013 ricorda la DIA \u2013 \u00e8 estremamente difficile, anche a causa della scala internazionale del fenomeno. \u00c8 possibile, tuttavia, farsi un\u2019idea del volume delle giocate illegali grazie ai <strong>patrimoni sequestrati<\/strong> al referenti delle cosche che gestiscono scommesse illegali, nell\u2019ordine di centinaia di milioni di euro, poi riciclati in tutta Italia e all\u2019estero. Altro dato interessante in questo senso \u00e8 fornito dall\u2019Agenzia delle Dogane e Monopoli, che nel luglio 2015 aveva oscurato 5.436 siti di scommesse non autorizzati, mentre a dicembre 2018 i siti confluiti nella <em>black list <\/em>erano 8.009.<\/p>\n<p>La <strong>congiunzione tra ambito illegale e settore del gioco legale <\/strong>\u2013 parimenti di interesse delle organizzazioni mafiose \u2013 passa attraverso una serie di attivit\u00e0 che si collocano \u201cnel mezzo\u201d. Le indagini svolte hanno evidenziato infatti \u00abla capacit\u00e0 delle organizzazioni criminali di lucrare sulle attivit\u00e0 indirette e collaterali al settore\u00bb, come i gi\u00e0 citati prestiti a usura, ma anche \u00abl\u2019imposizione di lavoratori e fornitori di beni e servizi e gli investimenti nelle strutture alberghiere e in locali di intrattenimento\u00bb (pag. 785).<\/p>\n<p>Tutto questo fa da ponte verso la seconda direttrice, quella delle <strong>infiltrazioni delle mafie nel gioco legale<\/strong>. Prima di approfondire tale aspetto, la DIA descrive la <strong>filiera<\/strong> del gioco, sottolineando i ruoli di vari attori: Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, concessionari, gestori o distributori, esercenti. Le organizzazioni criminali puntano a inserirsi in questo comparto, con l\u2019obiettivo di appropriarsi degli importi spettanti al Monopolio e delle somme dei concessionari, direttamente proporzionali al volume delle giocate. Le modalit\u00e0 sono numerose: \u00abda quelle pi\u00f9 raffinate \u2013 attraverso svariate tecniche di introduzione abusiva nel sistema telematico \u2013 a quelle pi\u00f9 semplici di scollegare le apparecchiature dalla rete pubblica\u00bb (pag. 786). \u00c8 evidente che, in questo contesto, risulta di particolare importanza l\u2019apporto di figure dotate di <strong>specifiche competenze tecnico-informatiche<\/strong>. Un esempio \u00e8 la manomissione delle <em>slot machine<\/em> e delle <em>videolottery<\/em> che, pur risultando regolarmente collegate alla rete telematica dell\u2019Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, trasmettono solo in parte i dati relativi alle giocate, consentendo dunque alle organizzazioni di accaparrarsi parte del denaro destinato all\u2019imposizione tributaria. Non \u00e8 raro poi il ricorso a soggetti al <strong>vertice di gruppi imprenditoriali nel settore<\/strong> dei giochi che non risultano essere organici alle organizzazioni mafiose, ma le indirizzano nelle scelte strategiche: si tratta di \u00abnecessarie figure di raccordo, dotate di un elevatissimo <em>know-how <\/em>professionale e degli opportuni contatti transnazionali, spesso in grado di stabilire sinergie, di volta in volta, con esponenti delle pi\u00f9 importanti <em>famiglie <\/em>siciliane, calabresi, pugliesi, lucane e campane, per mettere in campo proficue strategie d\u2019azione\u00bb (pag. 787).<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo delle organizzazioni criminali che si infiltrano nel settore dei giochi non \u00e8 solo il ricavo di ingenti <strong>profitti<\/strong> ma anche \u2013 come precedentemente ricordato \u2013 il <strong>riciclaggio<\/strong> dei capitali illeciti. \u00c8 a partire da questa consapevolezza che le istituzioni nazionali e comunitarie sono intervenute normativamente negli ultimi anni, tenendo sempre conto delle difficolt\u00e0 di accertamento degli illeciti in questo settore, connesse anche alla transnazionalit\u00e0 del fenomeno. La DIA ricorda che, ad esempio, <strong>Malta<\/strong> \u00e8 spesso sede di societ\u00e0 che offrono servizi di gioco per gli incentivi offerti dal sistema locale in termini di vantaggi fiscali, ma anche per la facilit\u00e0 di accesso al mercato dei giochi e per la disponibilit\u00e0 di servizi bancari e finanziari.<\/p>\n<p>Il paragrafo si conclude sottolineando il ruolo di primo piano della DIA nel contrasto all\u2019illegalit\u00e0 nel settore dei giochi, insieme all\u2019Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e alle forze dell\u2019ordine, nonch\u00e9 ai Prefetti che, attraverso lo strumento delle interdittive antimafia, possono impedire alla criminalit\u00e0 organizzata di acquisire concessioni pubbliche, comprese quelle per l\u2019esercizio delle attivit\u00e0 di gioco.<\/p>\n<p><strong>Il fenomeno sul territorio nazionale. <\/strong>Dopo aver delineato il quadro generale, la DIA concentra l\u2019attenzione sull\u2019esposizione e l\u2019analisi di recenti indagini che hanno fornito importanti elementi per la comprensione del fenomeno. Vengono prima descritte le dinamiche e le caratteristiche della connessione tra gioco e criminalit\u00e0 organizzata nelle Regioni a tradizionale insediamento mafioso e successivamente nelle zone del Centro e del Nord del Paese. Per ogni area geografica la DIA fornisce diversi esempi di operazioni e indagini avvenute \u2013 quasi sempre \u2013 negli ultimi dieci anni. Si d\u00e0 conto in questa sede dei casi pi\u00f9 rilevanti sotto il profilo della comprensione del fenomeno in quella specifica zona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Campania<\/em><\/strong>. La DIA apre il capitolo affermando che \u00e8 indubbio che la criminalit\u00e0 organizzata campana rivesta \u00abun ruolo di primogenitura nell\u2019infiltrazione criminale del settore del gioco\u00bb (pag. 791) e ricorda l\u2019etimologia stessa della parola <em>camorra, <\/em>da ricondursi \u2013 secondo diversi studiosi \u2013 proprio all\u2019ambito del gioco d\u2019azzardo.<\/p>\n<p>Di particolare importanza sono gli esercizi commerciali intestati a prestanome dei <em>clan<\/em>, che vedono l\u2019installazione di <em>slot machine <\/em>e <em>videolottery: <\/em>si tratta di una forma <strong>indiretta di controllo del territorio<\/strong> e un\u2019ottima modalit\u00e0 di <strong>riciclaggio<\/strong> di denaro. La camorra ha per\u00f2 anche dimostrato di sapersi adattare alle nuove tecnologie e ai giochi <em>online, <\/em>\u00abaffiancando alla conduzione di sale e punti di raccolta legali, con finalit\u00e0 illecite, un\u2019offerta illegale di scommesse e di concorsi pronostici attraverso l\u2019utilizzo di siti <em>internet <\/em>fuori legge, gestiti da <em>server <\/em>ubicati in Paesi <em>offshore <\/em>o a fiscalit\u00e0 privilegiata\u00bb (pag. 793). \u00c8 evidente dunque il <strong>carattere internazionale<\/strong> degli affari, che si accompagna anche alla concessione di <strong>prestiti a tassi usurari<\/strong> ai giocatori in difficolt\u00e0. Come precedentemente affermato (cfr. <em>supra<\/em>), risulta in questo caso fondamentale la complicit\u00e0 di <strong>professionisti ed esperti di informatica<\/strong>.<\/p>\n<p>Per comprendere il volume di affari della camorra nel settore pu\u00f2 essere citata un\u2019importante operazione del 2010, <em>Golden Goal<\/em>: in quell\u2019occasione il GIP scriveva che circolava talmente tanto denaro da \u00abapparire questa fonte di guadagno per le organizzazioni criminose rilevante alla stessa stregua di quella derivante dal traffico di stupefacenti\u00bb (pag. 793). Le indagini hanno inoltre accertato l\u2019interesse delle organizzazioni criminali a investire in quote di <strong>societ\u00e0 calcistiche<\/strong>, intestate a prestanome, \u00abnon solo per orientare risultati e scommesse ma anche per acquisire consensi sul territorio\u00bb (pag. 793).<\/p>\n<p>Tra i gruppi maggiormente coinvolti figura il <em>clan <\/em>casertano dei Casalesi, che riusciva a gestire \u2013 attraverso affiliati esperti nel settore \u2013 il gioco e le scommesse <strong><em>online<\/em><\/strong>. Le indagini focalizzate sui Casalesi hanno individuato alcuni aspetti ricorrenti, ovvero il <strong>carattere transnazionale<\/strong> degli illeciti, saldature tra <strong>organizzazioni criminali di diversa provenienza<\/strong> e capacit\u00e0 dei gruppi di <strong>replicare il <em>modus operandi<\/em><\/strong> in altre Regioni (in particolare nel Lazio).<\/p>\n<p>Vengono successivamente citate diverse operazioni che confermano le tendenze appena messe in luce. Vale la pena di citare, a titolo esemplificativo: l\u2019operazione <em>Rischiatutto<\/em> (2013) che ha permesso di individuare un sistema di riciclaggio di denaro in sale gioco ubicate anche fuori dalla Campania e ha individuato come perno centrale del sistema un <strong>imprenditore<\/strong> definito \u201cre dei <em>videopoker<\/em>\u201d; l\u2019operazione <em>New line<\/em> (2013) incentrata sui Casalesi e su scommesse calcistiche su <strong>piattaforme illegali <em>online<\/em><\/strong>; l\u2019operazione <em>Game over <\/em>(2018) che ha visto un intreccio di interessi tra clan casertani e napoletani con gruppi <strong>laziali<\/strong>; l\u2019operazione <em>Gambling <\/em>(2015) che ha evidenziato il carattere <strong>transnazionale<\/strong> degli affari e la <strong>sinergia fra gruppi campani, siciliani e calabresi<\/strong>; l\u2019operazione <em>Zenit <\/em>(2016) sulla gestione <strong>monopolistica<\/strong> di sale giochi, centri scommesse, <em>internet point<\/em>; e infine una recente inchiesta (2020) che ha fatto luce sull\u2019<strong>imposizione intimidatoria<\/strong> agli esercenti delle <em>slot machine<\/em> incassandone gli introiti illeciti.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Sicilia<\/em><\/strong><strong>. <\/strong>Anche i sodalizi mafiosi siciliani \u2013 e in particolare Cosa nostra \u2013 hanno da tempo infiltrato il lucroso settore delle scommesse, della gestione delle sale giochi e dell\u2019alterazione delle <em>slot machine<\/em>, estendendosi anche in territori di non tradizionale insediamento mafioso. La DIA affronta il discorso sulla Sicilia citando \u2013 anche in questo caso \u2013 diverse indagini che hanno permesso di comprendere le dinamiche relative alla connessione tra gioco e mafia. Si riportano dunque alcune recenti operazioni particolarmente significative, suddivise per area geografica:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Palermo<\/strong>: operazione <em>Wood bet<\/em> (2017) sull\u2019esercizio abusivo del gioco del lotto e i <strong>reinvestimenti<\/strong> dei proventi in imprese apparentemente legali ramificate sul territorio nazionale (Sicilia, Toscana, Lazio, Puglia); operazione <em>Game over<\/em> (2018) sul settore delle scommesse gestite da societ\u00e0 con sede a <strong>Malta<\/strong>; operazione <em>New Connection<\/em> (2019) sulle scommesse <strong><em>online<\/em><\/strong>; operazione <em>Mani in pasta<\/em> (2020) sull\u2019<strong>imposizione intimidatoria <\/strong>delle <em>slot machine<\/em>, la gestione del calcio balilla, l\u2019organizzazione di riffe, il condizionamento di gare ippiche e la delocalizzazione a Milano di alcuni investimenti funzionali a \u201cripulire\u201d gli introiti dell\u2019organizzazione, anche grazie all\u2019<strong>aiuto di professionisti<\/strong>; operazione <em>Galassia<\/em> (2018) sulle <strong>alleanze<\/strong> con alcune organizzazioni \u2018<strong>ndranghetistiche<\/strong> nel settore delle scommesse. Un settore \u00abpi\u00f9 tradizionale, comunque collegato alle scommesse e da sempre interessato dalle infiltrazioni della criminalit\u00e0 organizzata\u00bb (pag. 807) \u00e8 quello delle <strong>corse ippiche<\/strong> legalmente autorizzate: in questo caso le illiceit\u00e0 possono riguardare la gestione delle puntate nei punti scommesse ma anche la regolarit\u00e0 stessa delle corse (influenzate da accordi, atteggiamenti intimidatori o <em>doping<\/em>). Appare dunque significativa l\u2019operazione <em>Corsa nostra <\/em>(2018) che ha accertato l\u2019infiltrazione di una famiglia mafiosa nel nell\u2019ippodromo di Palermo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>I casi citati sono esemplificativi del fatto che, in generale, \u00absi pu\u00f2 affermare che nel palermitano, negli ultimi anni, <strong>tutti i <em>mandamenti <\/em>e le consorterie<\/strong> mafiose risultano interessati dal fenomeno\u00bb: la conferma arriva anche dalla nota operazione <em>Cupola 2.0 <\/em>(2018) che \u2013 tra le altre cose \u2013 \u00abha anche documentato il diffuso interesse delle consorterie verso il gioco, considerato sia come opportunit\u00e0 di <strong>riciclaggio<\/strong> e di ulteriore <strong>arricchimento<\/strong>, sia come strumento di <strong>controllo del territorio<\/strong>\u00bb (pp. 805-806).<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Trapani<\/strong>: si cita per tutte l\u2019operazione <em>Anno zero <\/em>(2018) che ha coinvolto \u2013 oltre al noto latitante Matteo Messina Denaro \u2013 un <strong>imprenditore<\/strong> operante nel gioco <em>online <\/em>che stringeva strategici accordi con le famiglie mafiose per l\u2019apertura di agenzie e sale scommesse.<\/li>\n<li><strong>Agrigento<\/strong>: importante \u00e8 l\u2019operazione <em>Assedio<\/em> (2019) sull\u2019<strong>imposizion<\/strong>e di attrezzature da gioco presso numerosi esercenti della provincia.<\/li>\n<li><strong> Sicilia centrale e orientale<\/strong>: le operazioni <em>Revolutionbet<\/em> e <em>Gaming offline<\/em> (2018) hanno fatto luce su un\u2019organizzazione facente capo a Cosa nostra e a importanti sodalizi catenesi dedita al controllo delle <strong>scommesse<\/strong> sportive e dei giochi esercitati attraverso la rete telematica, grazie agli strumenti messi a disposizione da noti <strong>imprenditori<\/strong> del settore; l\u2019operazione <em>Scommessa <\/em>(2018) parte da Bari ma scopre una <strong>rete abusiva di scommesse<\/strong> su tutto il territorio nazionale, compreso Catania, Siracusa, Trapani e Messina. Da segnalare anche gli ingenti sequestri effettuati nel 2018 nei confronti di un prestanome definito \u201cil re dei <em>videopoker<\/em>\u201d (cfr. <em>supra<\/em>) perch\u00e9 \u2013 grazie all\u2019appoggio dei clan \u2013 si era accaparrato la <strong>gestione monopolistica<\/strong> del mercato e del noleggio di <em>videopoker <\/em>a Siracusa e Ragusa.<\/li>\n<li><strong>Sicilia nord-orientale<\/strong>: particolarmente significativa l\u2019operazione <em>Totem <\/em>(2016) che ha individuato una rete di <strong>scommesse <em>online <\/em>illegali su corse clandestine di cavalli. <\/strong>Il <em>modus operandi <\/em>prevedeva di <strong>imporre <\/strong>ai titolari di sale giochi e <em>internet point <\/em>l\u2019acquisto di dispositivi di gioco; parte dei proventi veniva poi <strong>reinvestito <\/strong>nel settore grazie all\u2019aiuto di <strong>professionisti<\/strong>. L\u2019operazione <em>Polena <\/em>(2018) ha poi riguardato i reati di <strong>estorsione<\/strong> e <strong>usura<\/strong> a danno di avventori di sale scommesse; l\u2019operazione <em>Beta 2 <\/em>(2018) ha, infine, scoperto che un gruppo catanese cercava di ottenere un finanziamento pubblico per un progetto contro la ludopatia, \u00abevidenziando ancora una volta il camaleontico opportunismo delle consorterie mafiose\u00bb (pag. 814).<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 dunque evidente che la criminalit\u00e0 organizzata di matrice siciliana continua a propendere verso l\u2019infiltrazione della filiera del gioco. A proposito delle scommesse, la DIA ci tiene a notare che se in un primo momento il controllo delle scommesse era effettuato tramite \u201caccordi\u201d con i titolari delle agenzie, \u00abin un secondo momento \u00e8 stata realizzata una vera e propria rete di agenzie scommesse illecite, investendo direttamente, attraverso il ricorso a prestanome, nei territori assoggettati alle consorterie\u00bb (pag. 814). Il paragrafo sulla Sicilia si conclude segnalando, tra le prassi criminali, anche quella di \u201cripulire\u201d il denaro mediante <strong>false vincite<\/strong> di concorsi e lotterie, acquistando dai vincitori \u2013 anche a prezzi maggiorati \u2013 il tagliando vincente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Calabria<\/em>. <\/strong>Anche la \u2018ndrangheta si dimostra interessata al settore dei giochi, \u00abin cui esprime una particolare <em>affidabilit\u00e0<\/em> e la capacit\u00e0 di stabilire legami con diversi interlocutori\u00bb (pag. 814). Le indagini degli ultimi anni, infatti, hanno evidenziato la presenza di figure imprenditoriali capaci di muoversi agevolmente in quell\u2019<strong>area grigia <\/strong>dove interessi economici leciti e illeciti si fondono e si confondono. Si citano le operazioni pi\u00f9 rilevanti e in grado di fotografare la realt\u00e0 calabrese in questo ambito.<\/p>\n<p>L\u2019inchiesta <em>Decollo <\/em>(2004) mette in rilievo come il settore del gioco risulti utile strumento di <strong>riciclaggio <\/strong>dei proventi illeciti; le operazioni <em>Geremia <\/em>(2009) e <em>Les Diables <\/em>(2010) si focalizzano invece sul coinvolgimento di <strong>imprenditori <\/strong>e hanno individuato un altro \u201cre dei <em>videopoker\u201d <\/em>(cfr. <em>supra), <\/em>divenuto tale grazie alla posizione di <strong>monopolio <\/strong>dovuta ai legami con la criminalit\u00e0 organizzata locale; le stesse operazioni hanno rivelato anche che alcuni gestori di esercizi commerciali erano <strong>costretti all\u2019installazione <\/strong>di <em>videopoker <\/em>e <em>slot machine<\/em>. Non manca poi l\u2019interesse nei confronti del <strong>calcio scommesse<\/strong>, come testimoniato dall\u2019inchiesta <em>Dirty soccer <\/em>(2015). Importantissima \u00e8 inoltre l\u2019operazione <em>Gambling <\/em>(2015), indicativa degli interessi della \u2018ndrangheta verso il mondo delle scommesse e dei <strong>giochi <em>online<\/em>, con connessioni anche all\u2019estero<\/strong> (Malta, Austria, Romania, Spagna) e in cooperazione anche con Cosa nostra e camorra; <strong>sinergie tra diverse matrici mafiose<\/strong> sono emerse anche dall\u2019inchiesta <em>Jackpot<\/em> (2016), che ha riguardato la gestione di <em>videolottery <\/em>su tutto il territorio nazionale con <em>server <\/em>ubicati in Romania e a Malta da parte di gruppi criminali genovesi (organici a gruppi calabresi), napoletani e nisseni; l\u2019operazione <em>\u2018Ndrangames <\/em>(2016) ha messo in luce connessioni anche con la criminalit\u00e0 organizzata potentina. Vale la pena ricordare anche le infiltrazioni della \u2018ndrangheta nel settore dei giochi in Piemonte (con le operazioni <em>Carminius <\/em>e <em>Cerbero<\/em>) e in Lombardia (cfr. <em>infra). <\/em>Dall\u2019inchiesta <em>Helanthus <\/em>(2020), infine, emerge anche l\u2019interesse verso le <strong>corse clandestine di cavalli<\/strong> e <strong>l\u2019atteggiamento predatorio<\/strong> della consorteria nei confronti di imprenditori attivi nel campo delle scommesse.<\/p>\n<p>La DIA conclude \u00abevidenziando come in determinate aree del Paese, come il territorio calabrese, non sia possibile accedere al mercato dei giochi e delle scommesse senza il preventivo accordo con i sodalizi criminali che ne detengono il controllo\u00bb (pag. 820).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Puglia e Basilicata<\/em>. <\/strong>Le organizzazioni mafiose <strong>pugliesi<\/strong> si inseriscono nel settore del gioco con modalit\u00e0 differenti e, anche in questo caso, le attivit\u00e0 illegali sono spesso connesse al gioco <em>online<\/em> e al coinvolgimento di soggetti in possesso di elevate competenze tecniche informatiche, nonch\u00e9 condotte in sinergia con le altre associazioni criminali. La DIA decide di procedere all\u2019analisi provincia per provincia. Di nuovo, si citano le operazioni pi\u00f9 significative:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Bari<\/strong>: operazione <em>Domino <\/em>(2009) sulle <strong>corse di cavalli clandestine<\/strong> e su societ\u00e0 di <strong>scommesse <em>online<\/em><\/strong> con sede a Londra; operazione <em>Bocciulo <\/em>(2010) sull\u2019individuazione da parte delle organizzazioni di vittime a cui offrire pacchetti viaggio per casin\u00f2 in Russia, Slovenia, Croazia e Cipro per poi ottenere la restituzione delle somme a <strong>tassi usurari<\/strong>. La DIA sottolinea inoltre che \u00abproprio l\u2019utilizzo di un condiviso <em>know-how <\/em>nello specifico settore dei giochi illeciti, ha portato le organizzazioni criminali pi\u00f9 attive sul territorio di Bari ad attuare strategie di <strong>interazione criminale con la \u2018ndrangheta e la mafia siciliana<\/strong>\u00bb (pag. 823) per affari anche transnazionali, come evidenziato dalla gi\u00e0 citata operazione <em>Scommessa <\/em>(2018). Importante ricordare anche la menzionata operazione <em>Galassia <\/em>(2018) per il coinvolgimento di <strong>soggetti con elevate competenze tecniche <\/strong>e l\u2019operazione <em>Gaming machine <\/em>(2020) che ha coinvolto un <strong>imprenditore <\/strong>del settore.<\/li>\n<li><strong> Foggia<\/strong>: nel foggiano sono evidenti le <strong>connessioni con la \u2018ndrangheta<\/strong>. \u00c8 da menzionare anche l\u2019operazione <em>Decima azione <\/em>(2018) sulla gestione illecita delle <strong>scommesse <\/strong>sportive e le <strong>estorsioni <\/strong>realizzate a danno degli operatori economici.<\/li>\n<li><strong> Salento<\/strong>: gli interessi della Sacra Corona Unita nel settore dei giochi si manifestano gi\u00e0 dagli anni Novanta, quando i sodalizi individuano \u00ab- dopo la fine del contrabbando <em>extra <\/em>ispettivo dei t.l.e. \u2013 nel gioco d\u2019azzardo e nei <em>videopoker <\/em>una fonte sicura di introiti per il mantenimento degli affiliati\u00bb (pag. 826). Alcuni esempi di operazioni sono <em>Calipso <\/em>(2010) sulla gestione delle <em>slot <\/em>e la <strong>connessione con la vicina Albania<\/strong>; l\u2019indagine <em>Poker 2 <\/em>(2010) su decine di agenzie di <strong>scommesse <\/strong>dislocate in Puglia, Emilia Romagna e Veneto; l\u2019indagine <em>Clean Games <\/em>(2015) che ha smantellato un\u2019organizzazione \u2013 in cui erano coinvolti anche noti <strong>imprenditori <\/strong>\u2013 in grado di imporre, con <strong>metodi mafiosi<\/strong>, il <strong>monopolio <\/strong>illegale nel settore della produzione e distribuzione di apparecchi e di coordinare il gioco <strong>anche a distanza<\/strong>, tramite la fraudolenta interruzione del flusso telematico di comunicazione dei dati. Infine, l\u2019inchiesta <em>Labirinto <\/em>(2018) ha fatto luce su un sistema di <em>videopoker <\/em>truccati e <strong>intimidazioni <\/strong>a danno dei gestori dei locali.<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong> Taranto<\/strong>: anche qui \u00absi colgono forme di ingerenza di una mafia imprenditrice, interessata a infiltrarsi nel tessuto economico e sociale, in particolare nella gestione dei centri scommesse, delle <em>slot machine <\/em>e <em>video-lottery<\/em>\u00bb (pag. 831).<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le possibilit\u00e0 offerte dal mondo del <em>gaming <\/em>attraggono anche le organizzazioni criminali <strong>lucane<\/strong>, che operano spesso in <strong>sinergia con clan mafiosi campani e calabresi<\/strong>, come testimoniato dalla gi\u00e0 citata operazione <em>\u2018Ndrangames <\/em>(2017) o dalla nota inchiesta <em>Black Monkey <\/em>(2013). Anche in questo caso, l\u2019apporto di <strong>professionisti e imprenditori <\/strong>\u00e8 stato spesso fondamentale (operazione <em>Jamm jamm, <\/em>2016) e si \u00e8 fatto ricorso alla minaccia e <strong>all\u2019intimidazione <\/strong>per il noleggio o l\u2019installazione di apparecchi per il gioco nei confronti degli esercenti.<\/p>\n<p><strong><em>Centro e Nord Italia<\/em>. <\/strong>La DIA procede poi all\u2019illustrazione delle dinamiche tra mafia e gioco nella zona centrale e settentrionale dell\u2019Italia. La suddivisione \u00e8 per Regione e, come fatto sin qui, si illustrano le operazioni pi\u00f9 rilevanti:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Lazio<\/strong>: in questa zona si affiancano varie consorterie mafiose, autoctone ed extraregionali. La DIA riporta prima alcuni esempi di operazioni che hanno riguardato clan laziali: <em>Vento dell\u2019est <\/em>(2015) sul <strong>monopolio <\/strong>delle <em>slot <\/em>nella zona di Acilia e l\u2019indagine <em>Jackpot <\/em>(2020) sulla <strong>frode telematica <\/strong>e sul controllo nella distribuzione e gestione degli apparecchi per il gioco a Nord della Capitale. Per quanto riguarda i sodalizi mafiosi tradizionali, \u00e8 la <strong>camorra <\/strong>ad aver dimostrato maggiore capacit\u00e0 di inserirsi nel settore del gioco e delle scommesse nel Lazio, anche per ragioni di vicinanza geografica. A testimoniarlo sono, ad esempio, l\u2019operazione <em>Pasha <\/em>(2014) sul <strong>riciclaggio <\/strong>di denaro nel settore; l\u2019operazione <em>Alsium <\/em>(2015) su una serie di attivit\u00e0 illecite legate all\u2019<strong>usura <\/strong>e al gioco d\u2019azzardo nell\u2019area di Ladispoli (RM); l\u2019operazione <em>Imitation game <\/em>(2016) su una complessa struttura associativa <strong>transnazionale <\/strong>dedita al gioco <strong><em>online <\/em><\/strong>e alle <em>videolottery <\/em>che ha visto il coinvolgimento anche della <strong>\u2018ndrangheta, <\/strong>della <strong>criminalit\u00e0 romana <\/strong>e di alcuni <strong>professionisti<\/strong>; l\u2019operazione <em>Wood bet <\/em>(2017) sul riciclaggio di capitali illeciti da parte di <strong>Cosa nostra<\/strong>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Dunque, \u00abtirando le somme, nella regione \u00e8 la <em>camorra <\/em>ad avere evidenziato un\u2019operativit\u00e0 estesa, attraverso la diretta gestione [\u2026] di attivit\u00e0 imprenditoriali correlate al settore dei giochi e delle scommesse [\u2026]. Le risultanze inerenti alla \u2018<em>ndrangheta <\/em>e a <em>Cosa nostra <\/em>hanno invece palesato come il territorio della Capitale e la provincia sia stata individuata dai sodalizi come area di riciclaggio dei proventi illeciti [\u2026]. La criminalit\u00e0 <strong>pugliese<\/strong> \u00e8 risultata inoltre in posizione di <em>partnership <\/em>con altre matrici criminali\u00bb (pag. 843).<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Piemonte<\/strong>: gli interessi dei gruppi criminali di matrice calabrese e catanese per il gioco d\u2019azzardo si sono palesati in Piemonte sin dagli anni Settanta. I contrasti per la gestione delle attivit\u00e0 del settore hanno determinato la commissione di <strong>gravi delitti<\/strong> da parte di clan calabresi che hanno portato all\u2019operazione <em>T.T. \u2013 Giuoco duro <\/em>(2008). Tra le inchieste relative alla \u2018ndrangheta \u00e8 senza dubbio da citare <em>Minotauro <\/em>(2011) che si \u00e8 focalizzata anche sulla <strong>gestione di sale da gioco <\/strong>e l\u2019installazione di <strong><em>videopoker e slot machine <\/em><\/strong>all\u2019interno dei locali pubblici. L\u2019operazione <em>Carminius <\/em>(2019) ha invece individuato l\u2019attivit\u00e0 di <strong>riciclaggio <\/strong>di denaro nel settore dei VLT a opera di un esponente di Cosa nostra in accordo con la \u2018ndrangheta nella zona di Carmagnola (TO), mentre <em>Cerbero <\/em>(2019) ha fatto luce anche su alcune aziende del settore <strong>intestate a prestanome<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>Lombardia<\/strong>: come in Piemonte, anche in Lombardia l\u2019interesse della criminalit\u00e0 organizzata calabrese e siciliana per il settore dei giochi \u00e8 vivo sin dagli anni Settanta. Si possono citare l\u2019operazione <em>Old Games <\/em>(2007) sull\u2019esercizio clandestino di <strong>scommesse nel settore ippico <\/strong>e sull\u2019azzardo nelle bische e <em>Metastasi <\/em>(2014) sul tentativo di gruppi catanzaresi di imporre la propria <strong>egemonia <\/strong>nel settore della <strong>distribuzione di terminali per il gioco<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>Veneto<\/strong>: operazione <em>Jonny <\/em>(2017) sugli interessi di un clan crotonese nel settore delle <strong>scommesse <em>online<\/em><\/strong>.<\/li>\n<li><strong>Emilia Romagna<\/strong>: con riguardo alle infiltrazioni <strong>camorristiche <\/strong>\u00e8 da citare l\u2019inchiesta <em>Medusa <\/em>(2009), ma la Regione \u00e8 stata teatro di una delle pi\u00f9 importanti inchieste sulla <strong>\u2018ndrangheta <\/strong>al Nord, ovvero <em>Black Monkey <\/em>(2013) che ha riguardato anche il gioco d\u2019azzardo digitale tra Emilia Romagna, Veneto, Campania, Puglia, Calabria, Inghilterra e Romania.<\/li>\n<li><strong>Liguria<\/strong>: tra le molteplici opportunit\u00e0 offerte dal mercato ligure \u00e8 da ricordare la casa da gioco municipalizzata del <strong>Casin\u00f2 di Sanremo<\/strong>, all\u2019interno del quale un noto boss della <strong>camorra <\/strong>voleva infiltrare uomini di fiducia. Sono, in ogni caso, diversi i gruppi mafiosi che palesano interessi nel settore dei giochi in Liguria: i gruppi nisseni (inchieste <em>Ducato<\/em>, 1998 e <em>Maglio<\/em>, 2000); i gruppi camorristici per il gioco <em>online <\/em>(indagine <em>Jackpot<\/em>, 2016), i gruppi calabresi per il reinvestimento nelle <em>videolottery <\/em>(operazione <em>I conti di Lavagna<\/em>, 2016).<\/li>\n<li><strong> Toscana<\/strong>: i riscontri investigativi degli ultimi anni hanno confermato l\u2019azione espansiva da parte della <strong>camorra<\/strong>, soprattutto per il riciclaggio di proventi illeciti e la raccolta di scommesse sportive. L\u2019operazione <em>Hermes<\/em> (2009) dimostra che l\u2019interesse si estende anche alle sale bingo, ai <em>videopoker <\/em>e alle cosiddetto <em>new slot. <\/em>La Polizia di Stato ha inoltre fatto luce, nel 2009, su un vasto sistema di <strong>scommesse clandestine<\/strong> su corse di cavalli e altre manifestazioni sportive truccate, concedendo prestiti a <strong>usura<\/strong> a giocatori in difficolt\u00e0 economiche. In Toscana (e sul resto del territorio nazionale) l\u2019unica matrice criminale straniera con interessi nel settore dei giochi \u00e8 quella <strong>cinese<\/strong>: in tal senso \u00e8 emblematica l\u2019operazione <em>China Truck <\/em>(2018) che ha scompaginato un sistema di bische clandestine ed estorsioni, ma il fenomeno risulta al momento \u00ablimitato e intraneo alla comunit\u00e0 etnica, anche se sono emerse recenti cointeressenze tra imprenditori cinesi ed espressioni camorristiche originarie del napoletano, da tempo stanziate in alcune province toscane, coinvolte in indagini concernenti il gioco illegale\u00bb (pag. 853).<\/li>\n<li><strong>Umbria<\/strong>: gli interessi criminali si concentrano qui nel settore delle <strong>scommesse <\/strong>e dei giochi <strong><em>online<\/em><\/strong>, come dimostrano l\u2019operazione <em>Doma<\/em> (2015) e la gi\u00e0 citata indagine \u2018<em><u>Ndrangames<\/u><\/em> (2017) che individua ramificazioni anche nella provincia di Perugia.<\/li>\n<li><strong>Sardegna<\/strong>: la criminalit\u00e0 isolana instaura <strong>rapporti di sinergia <\/strong>con altri gruppi criminali. \u00c8 infatti nuovamente da citare <em>\u2018Ndrangames <\/em>(2017) che ha fatto luce sull\u2019operativit\u00e0 anche in Sardegna di un clan potentino con connessioni con la \u2018ndrangheta crotonese nel settore del gioco illegale. Altra operazione importante \u00e8 la gi\u00e0 menzionata <em>Scommessa<\/em> (2018), che ha coinvolto anche un <strong>imprenditore <\/strong>cagliaritano.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusioni. <\/strong>Le organizzazioni criminali riescono a coniugare perfettamente <strong>tradizione e modernit\u00e0 <\/strong>e il gioco \u00abne \u00e8 la massima espressione, perch\u00e9 ai sistemi tradizionali di scommessa i <em>clan <\/em>affiancano quelli pi\u00f9 sofisticati sulle piattaforme <em>online<\/em>\u00bb (pag. 855). Le operazioni citate dalla DIA mostrano alcuni aspetti fondamentali dell\u2019infiltrazione mafiosa nel settore dei giochi, che possono essere cos\u00ec sintetizzati:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>tutte le organizzazioni mafiose <\/strong>risultano coinvolte e spesso lavorano in <strong>sinergia<\/strong>;<\/li>\n<li>il gioco \u00e8 un formidabile strumento di <strong>redditivit\u00e0 e riciclaggio<\/strong>;<\/li>\n<li>il gioco garantisce <strong>un\u2019esposizione al rischio minore <\/strong>di tanti altri settori (come il narcotraffico);<\/li>\n<li>si tratta di un\u2019<strong>attivit\u00e0 silente<\/strong>, agevolata dallo sviluppo di meccanismi sofisticati come la gestione di piattaforme illegali di scommesse <em>online<\/em> raggiungibili attraverso siti <em>web<\/em> dislocati all\u2019estero;<\/li>\n<li>il sistema richiede il contributo di <strong>figure professionali specializzate<\/strong>, spesso formalmente \u201cesterne\u201d alle organizzazioni;<\/li>\n<li>l\u2019evoluzione del settore dei giochi e delle scommesse illegali si gioca sul <strong>piano internazionale<\/strong> e la DIA infatti sostiene che \u00ab\u00e8 proprio puntando al contrasto al riciclaggio internazionale che sar\u00e0 possibile arginare anche la diffusione del gioco illegale\u00bb (pag. 857);<\/li>\n<li>il gioco crea un reticolo di <strong>controllo del territorio senza destare allarme sociale<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un altro fondamentale aspetto \u00e8 per\u00f2 da mettere in luce: la questione delle <strong>concessioni<\/strong>, in molti casi rilasciate in Paesi che richiedono requisiti meno stringenti sul piano delle condotte ostative. Tra queste potrebbe \u2013 paradossalmente- non essere presa in considerazione l\u2019associazione di tipo mafioso, perch\u00e9 si tratta di un reato non riconosciuto negli altri ordinamenti. La DIA auspica dunque \u00abun allineamento delle normative penali\u00bb perch\u00e9 \u00abla <strong>mancanza di una visione strategica comune<\/strong>, anche solo a livello europeo, non ha sinora permesso di realizzare nel settore dei giochi e delle scommesse un <em>corpus <\/em>normativo condiviso\u00bb (pag. 857).<\/p>\n<p>La DIA conclude ponendo l\u2019accento sull\u2019importanza del contrasto al gioco illegale e alle infiltrazioni della criminalit\u00e0 organizzata nel gioco legale: non solo per questioni connesse all\u2019ordine pubblico e alla sicurezza urbana, ma soprattutto per la salute dei cittadini e la protezione delle fasce deboli.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(a cura di <em><strong>Sara Noto<\/strong><\/em>, Master APC dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa. 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