{"id":47995,"date":"2022-02-27T12:01:23","date_gmt":"2022-02-27T11:01:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=47995"},"modified":"2022-02-27T12:01:23","modified_gmt":"2022-02-27T11:01:23","slug":"sintesi-della-relazione-sulle-missioni-svolte-a-catanzaro-e-vibo-valentia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/osservatorio-parlamentare\/attivita-dinchiesta\/le-commissioni-di-inchiesta-nella-xviii-legislatura\/commissione-antimafia-quadro-generale-dellattivita-xviii-legislatura\/sintesi-della-relazione-sulle-missioni-svolte-a-catanzaro-e-vibo-valentia\/","title":{"rendered":"Sintesi della Relazione sulle missioni svolte a Catanzaro e Vibo Valentia"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Premessa<\/strong>. Il 9 febbraio 2022 la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali ha approvato la <a href=\"https:\/\/www.camera.it\/leg18\/824?tipo=A&amp;anno=2022&amp;mese=02&amp;giorno=09&amp;view=filtered_scheda_bic&amp;commissione=24#data.20220209.com24.allegati.all00010\">Relazione sulle risultanze di due missioni svolte tra il settembre e l\u2019ottobre del 2020 a Catanzaro e Vibo Valentia<\/a>. Sono stati auditi prefetti, esponenti delle forze dell\u2019ordine e di uffici giudiziari, rappresentanti degli imprenditori, sindacati, esponenti della societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>La premessa da cui parte il lavoro relazionato \u00e8 che la \u2018ndrangheta \u00e8 un fenomeno criminale che ha ormai assunto una portata <strong>mondiale<\/strong> e si riteneva dunque opportuno inviare una delegazione dove l\u2019organizzazione criminale \u00e8 nata, al fine di delineare il quadro della situazione economica, sociale e criminale della Calabria. L\u2019intento non \u00e8 tuttavia solo descrittivo: la Commissione vuole infatti \u00abindagare sulle <strong>strategie<\/strong> dell&#8217;organizzazione in questione, comprendere l\u2019effettivo tasso di <strong>condizionamento<\/strong> del tessuto politico, amministrativo e imprenditoriale cos\u00ec da acquisire elementi di valutazione e proposta per garantire una adeguata <strong>risposta istituzionale<\/strong> al diffondersi di tale pericolosa forma di criminalit\u00e0 mafiosa\u00bb (pp. 177-8).<\/p>\n<p><strong>Le recenti connotazioni della \u2018ndrangheta. <\/strong>La Commissione ritiene necessario \u2013 prima di addentrarsi nell\u2019analisi delle specifiche realt\u00e0 territoriali oggetto della Relazione \u2013 delineare le attuali caratteristiche dell\u2019associazione criminale calabrese, alla luce dei risultati di recenti indagini.<\/p>\n<p>La \u2018ndrangheta \u00e8 un\u2019organizzazione criminale basata sui <strong>legami parentali<\/strong>: questo connotato ne ha costituito il punto di forza pi\u00f9 importante, in quanto le dissociazioni e il pentimento risultano ancora pi\u00f9 complessi rispetto ad altre realt\u00e0 criminali. La dimensione familiare ha inoltre portato a una generale <strong>sottovalutazione <\/strong>del fenomeno, portando gli investigatori a ritenerla una mafia primitiva, rurale, circoscritta. Grazie a tali elementi, l\u2019organizzazione \u00e8 riuscita a realizzare una silente <strong>espansione <\/strong>al di fuori dei confini regionali (e nazionali) e a costruire addentellati con il mondo della <strong>politica<\/strong> e dell\u2019<strong>imprenditoria<\/strong>.<\/p>\n<p>La Relazione si concentra poi sulla <strong>dimensione transnazionale<\/strong> della \u2018ndrangheta, sottolineando \u00abcome essa sia presente in tutti e cinque i continenti e in tutti i settori economici tanto che, senza confini e con un fatturato da fare invidia ad una multinazionale, pu\u00f2 essere oggi, senza alcun dubbio, ritenuta la <strong>pi\u00f9 pericolosa<\/strong> tra le mafie italiane\u00bb (pag. 179). L\u2019attivit\u00e0 dell\u2019organizzazione \u00e8 infatti riscontrabile non solo in molte Regioni italiane (Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia, Liguria, Lazio e Valle d\u2019Aosta), ma anche in diversi Stati europei (Francia, Svizzera, Austria, Romania, Regno Unito ma soprattutto Germania, Spagna e Paesi Bassi) e nel mondo (Australia, Stati Uniti, Brasile, Canada).<\/p>\n<p>In questo contesto, assume rilevanza un ulteriore connotato della \u2018ndrangheta: le indagini hanno di recente consentito di superare la \u00abtradizionale concezione che riteneva che le varie <em>\u2018ndrine <\/em>operassero in piena autonomia [\u2026] e che le stesse fossero accomunate solo dalla medesima origine calabrese e dall\u2019identico <em>modus operandi. <\/em>\u00c8 oggi chiaro come la <em>\u2018ndrangheta <\/em>sia una struttura sostanzialmente unitaria\u00bb, anche se le sue articolazioni sono dislocate in tutto il mondo; ogni \u2018ndrina \u00abmantiene una <strong>limitata autonomia operativa<\/strong> e riconosce quale proprio vertice un organo decisionale della provincia di Reggio Calabria, denominato \u201c<em>Crimine di Polsi<\/em>\u201d o pi\u00f9 semplicemente <em>\u201c<strong>Crimine<\/strong>\u201d<\/em>\u00bb (pag. 184).<\/p>\n<p>Il <strong>carattere di unitariet\u00e0 <\/strong>della \u2018ndrangheta \u00e8 stato confermato da recenti indagini (cfr. <em>infra<\/em>), che hanno rivelato inoltre una <strong>progressiva riduzione della componente militare<\/strong>. Afferma infatti la Relazione che \u00abla riconducibilit\u00e0 di ciascuna \u2018locale\u2019 all\u2019associazione madre e la condivisione con essa della struttura, del <em>modus operandi <\/em>e delle finalit\u00e0 perseguite, rende l\u2019intimidazione non necessaria\u00bb (pag. 188). Altro elemento da mettere in rilievo \u00e8 una fortissima e pervasiva <strong>capacit\u00e0 di penetrare nei vari settori dell\u2019economia <\/strong>e di <strong>deviare l\u2019azione delle amministrazioni pubbliche locali <\/strong>dai canoni di efficienza, trasparenza e terziet\u00e0 che le dovrebbero caratterizzare, soprattutto in tema di appalti pubblici. A essere pi\u00f9 permeabili sono i lucrosi settori della gestione del ciclo dei rifiuti e dei servizi sanitari, che permettono il reimpiego di proventi illeciti attraverso canali legali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>CATANZARO<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>La situazione socio-economica. <\/strong>La Commissione si concentra a questo punto sul territorio di Catanzaro: si tratta di un contesto di <strong>piccoli Comuni <\/strong>con un elevato indice di vecchiaia e un <strong>basso tasso di popolazione giovanile<\/strong>; la percentuale di <strong>persone a rischio povert\u00e0<\/strong> \u00e8 tra le pi\u00f9 alte in Italia e \u00abnon si intravedono significative prospettive di miglioramento\u00bb (pag. 195) in termini economici e imprenditoriali. Anche sul fronte dei <strong>servizi<\/strong> (sanit\u00e0, asili, assistenza agli anziani, rifiuti, trasporti) il divario con il resto del Paese \u00e8 evidente. Il contesto \u00e8 caratterizzato da un <strong>tessuto produttivo poco dinamico e chiuso all\u2019innovazione <\/strong>e la situazione \u00e8 ulteriormente peggiorata <strong>dall\u2019inefficienza <\/strong>di buona parte della <strong>pubblica amministrazione. <\/strong>L\u2019insieme dei fattori appena delineati, insieme al dilagante <strong>assistenzialismo<\/strong>, \u00abfinisce con il soffocare occasioni di sviluppo economico e civile e rende la Calabria terreno fertile per le organizzazioni criminali, disponibili e pronte ad offrirsi per soddisfare le esigenze delle classi meno abbienti, sostituendosi alle istituzioni\u00bb (pag. 196), in un contesto che risente pesantemente anche delle conseguenze dell\u2019emergenza sanitaria. Si offre cos\u00ec l\u2019occasione per le consorterie criminali di porsi come <strong><em>welfare <\/em>alternativo<\/strong>, accrescendo cos\u00ec anche il consenso sociale. Tali dinamiche si riscontrano in termini pi\u00f9 accentuati nei territori come quello in esame, dove \u00e8 in crescita la fascia di popolazione che si muove verso una condizione di <strong>povert\u00e0<\/strong> e dove sono amplissime le sacche di <strong>lavoro nero.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019ordine pubblico e la criminalit\u00e0 organizzata. <\/strong>Il Prefetto, audito dalla Commissione, si \u00e8 concentrato su diversi aspetti, tra cui i problemi di integrazione sociale e lo sviluppo di fenomeni di devianza della <strong>popolazione <em>rom <\/em><\/strong>storicamente presente nel comune di Catanzaro. I settori di principale interesse sono il traffico di stupefacenti, i furti di rame e i furti di automezzi finalizzati alla successiva attuazione di condotte estorsive. La condizione di pressoch\u00e9 totale illegalit\u00e0 in cui vivono gran parte degli appartenenti a tale comunit\u00e0 ha <strong>agevolato i rapporti con la criminalit\u00e0 organizzata <\/strong>che li ha dapprima collocati \u00abquale ottima ed utile manovalanza per l\u2019esecuzione di attivit\u00e0 illecite\u00bb e ne ha poi favorito l\u2019avvicinamento alle \u201cfamiglie\u201d, \u00abcon la costituzione di alleanze o con forme di \u2018apparentamento\u2019 che hanno fatto nascere importanti legami\u00bb (pag. 199).<\/p>\n<p>Il Prefetto ha inoltre fornito una specifica <strong>mappatura<\/strong> della presenza della criminalit\u00e0 organizzata nel territorio, esplicativa della forte incidenza dei gruppi nella zona. Tale imponente pervasivit\u00e0 \u00e8 emersa anche dalle audizioni delle forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p><strong>Le infiltrazioni nella pubblica amministrazione. <\/strong>Il lavoro della Commissione ha permesso di individuare le pericolose ramificazioni della \u2018ndrangheta anche nel campo della pubblica amministrazione. L\u2019audizione con il Prefetto di Catanzaro si \u00e8 concentrata innanzitutto sullo <strong>scioglimento delle amministrazioni locali<\/strong> ex art. 143 TUEL: sono stati esaminati i casi del Comune di Guardavalle, Lamezia Terme e Petron\u00e0.<\/p>\n<p>La gravit\u00e0 delle infiltrazioni della \u2018ndrangheta nella pubblica amministrazione \u00e8 emersa anche dalle indagini condotte sulla proliferazione di assunzioni presso la Fondazione Calabria Etica (ente <em>in house <\/em>della Regione Calabria), ma \u00e8 soprattutto il settore della <strong>sanit\u00e0 <\/strong>pubblica a meritare attenzione, anche alla luce dell\u2019emergenza pandemica. Il Prefetto ha sottolineato come sia stata proprio la straordinariet\u00e0 dell\u2019esposizione deficitaria in materia sanitaria a dare origine a molteplici provvedimenti eccezionali del Governo. Sono emerse infatti gravi inadempienze della Regione in materia di risanamento, riequilibrio economico-finanziario e riorganizzazione del Servizio sanitario regionale. La sanit\u00e0 calabrese \u00e8 <strong>tutt\u2019ora afflitta da un rilevante <em>deficit <\/em><\/strong>e risente certamente della presenza della criminalit\u00e0 organizzata nel settore, interessata all\u2019assegnazione degli appalti pubblici.<\/p>\n<p>Nel 2019 si \u00e8 assistito, a Catanzaro, allo scioglimento dell\u2019organo di direzione generale dell\u2019Azienda sanitaria provinciale. Le indagini hanno permesso di individuare dei <strong>gruppi di imprenditori riconducibili a una famiglia di \u2018ndrangheta<\/strong> radicata sul territorio che aveva imposto da tempo \u00abun vero e proprio regime di <strong>monopolio nella gestione del servizio delle autoambulanze<\/strong> a totale discapito di quello pubblico e pi\u00f9 in generale delle attivit\u00e0 sanitarie\u00bb (pag. 211). Le attivit\u00e0 della DDA hanno inoltre rivelato una grave situazione creatasi nel reparto pronto soccorso dell\u2019ospedale di Lametia Terme, in cui il personale medico e paramedico versava in uno stato di forte soggezione rispetto ai medesimi gruppi imprenditoriali, che mantenevano cos\u00ec il totale controllo della struttura.<\/p>\n<p>A tutto questo si aggiunge anche il ricorso generalizzato agli affidamenti diretti dei lavori e dei servizi pubblici <strong>in totale assenza di procedure di gara <\/strong>a un ristretto numero di ditte. <strong>Mancava<\/strong>, inoltre, il <strong>controllo<\/strong> sulle <strong>informazioni antimafia <\/strong>e sui precedenti e le pendenze giudiziarie a carico dei dipendenti.<\/p>\n<p>Le audizioni della Commissione hanno evidenziato il recente <strong>sforzo a sopperire alle gravi carenze<\/strong> organizzative e di legalit\u00e0 dell\u2019ente, con la creazione di uffici deputati specificamente ai controlli. L\u2019azienda sanitaria risulta comunque <strong>ancora gravata<\/strong> da moltissimi problemi pratici e logistici che ne ostacolano la piena efficienza e si pu\u00f2 senza dubbio affermare che l\u2019ente abbia sofferto di una <strong>penetrante infiltrazione mafiosa<\/strong> favorita nel corso degli anni. In questo contesto \u00abl\u2019aspetto pi\u00f9 allarmante \u00e8 senza dubbio l\u2019evidente incapacit\u00e0 ed inefficienza dell\u2019Azienda Sanitaria di Catanzaro nel provvedere autonomamente al ristabilimento della legalit\u00e0 seppur in presenza di situazioni critiche ben note, il tutto a dimostrazione di una totale, grave ed ingiustificabile assenza di strumento di autodifesa\u00bb (pag. 217).<\/p>\n<p><strong>Le infiltrazioni nell\u2019economia. <\/strong>Al contesto appena delineato si aggiunge l\u2019imponente capacit\u00e0 della \u2018ndrangheta di muoversi nella cosiddetta <strong>\u201carea grigia\u201d<\/strong>. Le indagini hanno rivelato l\u2019esistenza di <strong>societ\u00e0, anche apparentemente regolari, <\/strong>che instaurano <strong>rapporti a prima vista \u201csani\u201d <\/strong>con la criminalit\u00e0 organizzata. Insieme al fenomeno della <strong>\u201ccontiguit\u00e0 compiacente\u201d<\/strong>, tale eventualit\u00e0 rende ancora pi\u00f9 difficile individuare le relazioni e contrastarle. Gli ambiti coinvolti sono molteplici, anche diversi dai tradizionali settori dell\u2019edilizia e del movimento terra: la ristorazione, i trasporti, il settore alberghiero, oltre al gi\u00e0 trattato settore della sanit\u00e0.<\/p>\n<p>Tale situazione ha dunque indotto l\u2019Ufficio territoriale del Governo di Catanzaro a <strong>modificare e aggiornare le strategie operative<\/strong> tradizionalmente usate: si \u00e8 cercato un approccio nuovo e pi\u00f9 dinamico nella fase prodromica al rilascio della documentazione antimafia, partendo dalla consapevolezza che la criminalit\u00e0 organizzata ricorre a strumenti sempre pi\u00f9 evoluti per penetrare nell\u2019economia legale.<\/p>\n<p>Particolarmente emblematico \u00e8 il numero delle <strong>interdittive antimafia<\/strong> emesse in Calabria \u2013 e nella zona di Catanzaro \u2013 negli ultimi anni: nel 2019 sono stati emessi 154 provvedimenti in tutta la Regione e 25 nella provincia di Catanzaro; nei primi nove mesi del 2020 la Prefettura di Catanzaro ne aveva emesse 23. La presenza di un cos\u00ec elevato numero di provvedimenti interdittivi dimostra la significativa risposta delle istituzioni al fenomeno, ma \u00e8 anche \u00abl\u2019indice chiaro e preoccupante di una pervasivit\u00e0 ed infiltrazione della criminalit\u00e0 organizzata, da <strong>ritenersi certamente senza paragoni<\/strong>\u00bb (pag. 221).<\/p>\n<p>Le audizioni hanno riferito anche della confisca di beni e attivit\u00e0 economiche per svariati milioni di euro: i beni erano gestiti dai componenti delle cosche, quasi sempre tramite intestatari fittizi, e impiegati come mezzo per ottenere ulteriori profitti di natura illecita con il reinvestimento o pi\u00f9 semplicemente per ripulire i proventi.<\/p>\n<p>Tutti questi dati, conclude la Commissione, \u00abdevono valere da monito circa la necessit\u00e0 di tenere sempre molto alto il livello di attenzione e di affinare e aggiornare costantemente quegli strumenti, investendovi risorse sempre maggiori e pi\u00f9 qualificate, al fine di garantire una costante e qualificata presenza ed efficiente operativit\u00e0 delle Istituzioni in quei territori\u00bb (pag. 223).<\/p>\n<p><strong>Le proposte delle associazioni di categoria e dei sindacati. <\/strong>La missione \u00e8 stata occasione anche per audire i rappresentanti provinciali delle associazioni di categoria e i rappresentanti regionali dei sindacati confederati. Si elencano brevemente gli argomenti trattati:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Confindustria<\/strong>: importanza delle informazioni antimafia per la grande impresa per intercettare le immissioni di flussi illeciti di denaro nell\u2019economia ed eliminare dal circuito legale le imprese contaminate; lavoro nero e subappalti; sollecitazione per controlli pi\u00f9 serrati nei confronti delle imprese che si pongono per la prima volta sul mercato; invito all\u2019estensione delle<em> white list <\/em>al settore privato.<\/li>\n<li><strong>Confcommercio<\/strong>: sensibilizzazione fra gli associati per sollecitare la denuncia; pericolo di assorbimento di aziende sane da parte della criminalit\u00e0 organizzata dopo la crisi dovuta all\u2019emergenza pandemica; problema dell\u2019accesso al credito e rischio costituito dalla liquidit\u00e0 che pu\u00f2 offrire la criminalit\u00e0 organizzata a imprese in difficolt\u00e0.<\/li>\n<li><strong>Confagricoltura<\/strong>: difficolt\u00e0 di accesso al credito nel settore agricolo; preoccupazione che la crisi determinata dalla pandemia possa facilitare fenomeni di infiltrazione.<\/li>\n<li><strong>Confapi<\/strong>: preoccupazione per i flussi di denaro provenienti dal Recovery Fund; sollecitazione per pi\u00f9 controlli e coinvolgimento delle imprese nelle decisioni.<\/li>\n<li>rappresentanti regionali di <strong>CGIL, CISL e UIL<\/strong>: tema della sanit\u00e0 e dell\u2019accreditamento delle aziende private; mancanza di garanzie retributive e contributive; inadeguatezza della gestione pandemica da parte della Regione; proposta di un sistema di tracciamento dei flussi di denaro provenienti dal Recovery Fund; tema del caporalato, del mancato rispetto dei contratti collettivi e delle norme in materia di sicurezza in moltissimi settori; invito all\u2019aumento di trasparenza e controllo sociale per contrastare l\u2019infiltrazione della criminalit\u00e0 organizzata.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><span style=\"text-decoration: underline;\">VIBO VALENTIA<\/span><\/b><\/p>\n<p><strong>La situazione socio-economica. <\/strong>La Commissione passa poi alla disamina delle dinamiche relative a Vibo Valentia. Anche in questo caso, la provincia si presenta costellata di <strong>piccoli Comuni <\/strong>con pochi abitanti: solo il capoluogo supera i 10.000. Elevato \u00e8 il tasso di <strong>emigrazione<\/strong>, soprattutto dei pi\u00f9 giovani, e il fenomeno della <strong>dispersione scolastica<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli Enti locali della provincia sono afflitti da <strong>endemica carenza di personale<\/strong> e l\u2019et\u00e0 media dei dipendenti \u00e8 molto elevata, mancando ogni forma di <em>turn over. <\/em>Molti enti versano in condizioni di \u201cdissesto\u201d o comunque di \u201cpredissesto\u201d. Ne consegue una <strong>carenza di infrastrutture e servizi<\/strong>.<\/p>\n<p>Il tessuto imprenditoriale \u00e8 costituito prevalentemente da <strong>microimprese<\/strong> operanti nel settore dell\u2019agricoltura, dell\u2019allevamento, del turismo e della trasformazione alimentare.<\/p>\n<p>Vibo Valentia risulta tra le <strong>province pi\u00f9 povere d\u2019Italia<\/strong>, essendo caratterizzata da un reddito <em>pro capite <\/em>estremamente basso. L\u2019elevato tasso di <strong>disoccupazione<\/strong> e il preoccupante numero di <strong>giovani che non studiano e non lavorano<\/strong> (circa il 35%) \u00abrendono estremamente ampio il bacino cui la criminalit\u00e0 organizzata pu\u00f2 attingere per reperire manovalanza e, pi\u00f9 in genere, un sistema economico cos\u00ec povero e frammentato, costituisce terreno fertile per il suo espandersi e operare\u00bb (pag. 235).<\/p>\n<p><strong>L\u2019ordine pubblico e la presenza della criminalit\u00e0 organizzata. <\/strong>Il Prefetto ha segnalato le molteplici criticit\u00e0 del territorio, preoccupanti per la loro capacit\u00e0 di generare tensioni sociali. Viene anche segnalato il <strong>dissesto finanziario <\/strong>di buona parte dei Comuni della provincia e della stessa Amministrazione provinciale, foriero di ripercussioni negative sia sulla gi\u00e0 grave situazione occupazionale sia sulla qualit\u00e0 dei servizi pubblici offerti alla cittadinanza.<\/p>\n<p>Le audizioni hanno tuttavia chiarito che la principale criticit\u00e0 \u00e8 rappresentata, nella provincia di Vibo Valentia e nel resto della Regione, dalla radicata e capillare <strong>presenza della criminalit\u00e0 organizzata in tutti gli aspetti della vita<\/strong> sociale, economica ed amministrativa del territorio.<\/p>\n<p>I sodalizi criminali storicamente presenti nell\u2019area \u00absi contraddistinguono, infatti, sia per l\u2019impiego di strumenti di pressione di tipo <strong>collusivo<\/strong> e <strong>corruttivo<\/strong> miranti a condizionare le strutture amministrative, sia per la loro spiccata impostazione <strong>imprenditoriale<\/strong>\u00bb (pag. 236) che si manifesta nella sempre pi\u00f9 pervasiva presenza nelle varie attivit\u00e0 economiche.<\/p>\n<p>Particolare rilevanza assume il clan dei <strong>Mancuso<\/strong>, che ha stipulato un patto di tipo federativo con le potenti cosche dei Piromalli di Gioia Tauro e dei Pesce di Rosarno, dando vita al cosiddetto \u201cmandamento tirrenico\u201d. Le <strong>attivit\u00e0<\/strong> pi\u00f9 comuni sono l\u2019usura e l\u2019estorsione, soprattutto nel settore turistico-alberghiero. Il gruppo \u00e8 poi sempre pi\u00f9 presente nel settore degli appalti pubblici, in particolare nel redditizio settore dell\u2019energia pulita.<\/p>\n<p>Anche in questo caso viene fornita una <strong>mappatura<\/strong> della presenza criminale nella zona: un lungo elenco che fa comprendere l\u2019enorme sforzo investigativo e giudiziario ma allo stesso tempo \u00abd\u00e0 contezza dell\u2019estrema e singolare complessit\u00e0 del mondo criminale che si agita nel territorio in questione, sede di una popolazione di soli 160.000 abitanti e, tuttavia, centro d\u2019azione di numerose famiglie di <em>\u2018ndrangheta <\/em>aventi propaggini operative in diverse regioni italiane ed anche all\u2019estero\u00bb (pag. 241).<\/p>\n<p><strong>Le infiltrazioni nella pubblica amministrazione. <\/strong>Anche in questa zona le cosche si contraddistinguono per la capacit\u00e0 di infiltrarsi nella pubblica amministrazione, deviandone l\u2019azione ai propri fini. Vengono citati i pi\u00f9 recenti casi di <strong>scioglimento<\/strong> dei Comuni ex art. 143 TUEL della provincia: Tropea, Nicotera, Limbadi, San Gregorio di Ippona, Briatico e Pizzo Calabro.<\/p>\n<p><strong>Le infiltrazioni nell\u2019economia. <\/strong>L\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Anticorruzione parla, nel periodo compreso tra il 2014 e il 2018, di 139 imprese destinatarie di interdittive antimafia nella provincia in esame. Il numero conduce Vibo Valentia ai vertici della classifica nazionale in termini percentuali. Il \u201c<strong>tasso di mafiosit\u00e0<\/strong>\u201d, che nella media nazionale \u00e8 di 3,3 imprese interdette ogni 100.000 abitanti, si decuplica in questa zona: 86,4 imprese ogni 100.000 abitanti.<\/p>\n<p>La situazione non sembra migliorata negli ultimi anni. I dati mostrano, come gi\u00e0 ribadito, l\u2019importante risposta dello Stato, ma allo stesso tempo \u00abrende evidente la imponente pervasivit\u00e0 della <em>\u2018ndrangheta <\/em>e la sua preoccupante <strong>capacit\u00e0 di resistere e \u2018rigenerarsi\u2019<\/strong>, avvicinando ed ingerendosi in sempre nuove attivit\u00e0\u00bb (pag. 247). Particolarmente significativi sono i numerosi provvedimenti di confisca di beni e patrimoni illeciti, che vedono spesso il coinvolgimento anche di <strong>professionisti collusi<\/strong>.<\/p>\n<p>Il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza ha fornito poi un altro dato degno di attenzione: il <strong>numero di segnalazioni di operazioni sospette \u00e8 particolarmente esiguo<\/strong>, a fronte dei rilevanti flussi di denaro accertati. La Commissione sottolinea che \u00aboltre alla scarsa \u2018propensione\u2019 degli intermediari finanziari \u00e8 stata sottolineata la totale inesistenza di segnalazioni da parte di liberi professionisti (notai, commercialisti, consulenti del lavoro)\u00bb e che tale dato rivela \u00abl\u2019ormai compiuta penetrazione della <em>\u2018ndrangheta <\/em>in tutti i gangli della societ\u00e0, tale da consentirle di contare su una vasta rete di coperture\u00bb (pag. 250).<\/p>\n<p><strong>Il procedimento Rinascita Scott. <\/strong>La Commissione dedica poi un paragrafo di approfondimento al procedimento Rinascita Scott (2019), che \u00abha fornito la pi\u00f9 <strong>recente e completa fotografia della <em>\u2018ndrangheta<\/em><\/strong><em>, <\/em>rivelandone la struttura ed il modo di operare\u00bb e ha inoltre permesso di accertare come la locale dei Mancuso di Limbadi \u00abavesse acquisito un ruolo primario sull\u2019intero territorio vibonese\u00bb (pag. 251).<\/p>\n<p>Le importanti acquisizioni raccolte nel corso delle indagini hanno rivelato un dato fondamentale, gi\u00e0 rilevato precedentemente: pur vantando una sostanziale indipendenza operativa, la locale di Limbadi (come tutte le altre locali di \u2018ndrangheta) \u00abmanteneva una <strong>dipendenza formale dal <em>Crimine<\/em><\/strong><em> di Polsi<\/em>, organo di raccordo ultraprovinciale tenuto da un lato a garantire il perseguimento degli interessi degli associati e dall\u2019altro ad impedire la proliferazione indiscriminata e non ortodossa di cellule, di cariche (le c.d. \u2018doti\u2019) o di riti alternativi, che poteva recare un grave nocumento alla sicurezza delle informazioni\u00bb (pag. 252).<\/p>\n<p>Numerosi, oltre ai reati associativi, i reati-fine contestati nel procedimento: estorsione, usura, abusiva attivit\u00e0 finanziaria, truffe aggravate, turbativa d\u2019asta, reati in materia di armi e stupefacenti, riciclaggio, ricettazione, corruzione elettorale, omicidi.<\/p>\n<p>Particolarmente rilevanti sono i rapporti dell\u2019organizzazione criminale con il <strong>mondo imprenditoriale<\/strong> e l\u2019ormai compiuta penetrazione nel settore della <strong>pubblica amministrazione<\/strong>: secondo l\u2019accusa vi erano vere e proprie imprese mafiose, ma anche imprese colluse con cui i vantaggi erano di reciproca convenienza e rapporti personali con svariati professionisti e pubblici dipendenti, grazie ai quali il clan \u00e8 riuscito a riciclare ingenti quantit\u00e0 di denaro e che \u00abhanno assicurato o comunque agevolato la distorsione delle pubbliche funzioni in favore degli interessi dell\u2019associazione che, per parte sua, ha offerto loro il suo sostegno elettorale\u00bb (pag. 254). I rapporti si estendevano anche alle banche, alle universit\u00e0, alle forze dell\u2019ordine e finanche con una parte della massoneria (influente sia a Vibo Valentia sia a Catanzaro, come emerge dalle audizioni).<\/p>\n<p><strong>L\u2019impegno della societ\u00e0 civile. <\/strong>La Commissione tiene poi sottolineare l\u2019impegno della societ\u00e0 civile, fermo restando che non \u00e8 sufficiente il lavoro delle forze dell\u2019ordine e della magistratura, considerato che \u00abla \u2018ndrangheta \u00e8 ormai profondamente radicata in tutti i settori della vita sociale e si alimenta e tra la sua forza [\u2026] anche e soprattutto dal <strong>prestigio sociale ed economico<\/strong> che ha ormai acquisito, dal <strong>consenso diffuso nella popolazione<\/strong> pi\u00f9 povera [\u2026] dal timore che ormai incute pur senza compiere atti di violenza che conduce all\u2019<strong>omert\u00e0<\/strong>\u00bb (pag. 256). Combattere la \u2018ndrangheta significa privarla del suo prestigio, della sua forza di intimidazione e soprattutto del consenso, costruendo una adeguata base sociale attraverso un processo di <strong>formazione ed educazione,<\/strong> soprattutto nei confronti dei giovani. \u00a0\u00c8 quanto sottolineato dal referente regionale dell\u2019associazione Libera e dal referente provinciale di Vibo Valentia, che evidenziano la necessit\u00e0 di costituire un fronte compatto, determinato e comune.<\/p>\n<p><strong>La situazione degli uffici giudiziari al momento delle missioni. <\/strong>Le audizioni dei rappresentanti degli uffici giudiziari hanno permesso di comprendere la difficile situazione che si delinea nel distretto di Catanzaro. Il quadro che emerge \u00e8 preoccupante, soprattutto in relazione allo <strong>scarsit\u00e0 di risorse umane<\/strong> a disposizione e all\u2019insostenibile ritmo con cui si avvicendano i gruppi di magistrati in trasferimento a fronte di numerosissimi procedimenti penali per associazione mafiosa, estorsione e traffico di stupefacenti. La conseguenza \u00e8 dunque il <strong>l\u2019incessante cambiamento dei magistrati<\/strong>, che \u00abimpone continui interventi di tipo organizzativo e rende di difficile attuazione ogni progetto tabellare o piano di gestione\u00bb (pag. 262). La situazione \u00e8 particolarmente grave nella provincia di Vibo Valentia, che ha da anni un triste primato nazionale: ha il pi\u00f9 alto tasso di crimini violenti, pari a 2 o 3 volte quello delle altre province calabresi e non paragonabile a quello delle altre Regioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusioni. <\/strong>Le missioni svolte dalla Commissione nelle province di Catanzaro e Vibo Valentia restituiscono l\u2019immagine di una terra in cui la presenza della criminalit\u00e0 organizzata \u00e8 fortemente radicata e diffusa: una \u2018ndrangheta con <strong>forte vocazione affaristica e imprenditoriale<\/strong>, imponente <strong>abilit\u00e0 espansiva<\/strong> anche su scala internazionale, enorme <strong>capacit\u00e0 di infiltrazione nel settore legale<\/strong> e una <strong>forza corruttiva<\/strong> tale da poter essere considerata una <em>holding <\/em>economico-finanziaria. L\u2019organizzazione criminale \u00abdimostra grande capacit\u00e0 di individuare <strong>strategie operative sempre nuove<\/strong>, eterogenee e sofisticate al fine di sottrarsi al contrasto posto in essere dalle istituzioni\u00bb (pag. 278). La \u2018ndrangheta si mostra <strong>sempre meno <\/strong>connotata da manifestazioni eclatanti di<strong> forza<\/strong> e potenza, <strong>preferendo<\/strong> strumenti quali la <strong>corruzione<\/strong>, la persuasione degli uomini delle istituzioni e la <strong>collusione<\/strong>. Come precedentemente esposto, \u00e8 il settore della <strong>sanit\u00e0<\/strong> pubblica a destare maggiore preoccupazione. Gli elementi di conoscenza acquisita denotano come spesso anche le <strong>competizioni elettorali <\/strong>risultino fortemente condizionate ed inquinate dagli interessi e dall\u2019intervento delle organizzazioni criminali.<\/p>\n<p>Sono stati evidenziati alcuni importanti strumenti antimafia previsti dalla normativa, come le <strong><em>white list<\/em> e le informazioni antimafia<\/strong>, anche se nella attuale configurazione <strong>non appaiono sufficienti<\/strong> a far fronte all\u2019enorme impatto derivato dalla penetrazione della criminalit\u00e0 organizzata. Lo <strong>scenario socio-economico<\/strong>, inoltre, \u00e8 diventato ancor pi\u00f9 preoccupante per gli effetti della crisi economica conseguente alla pandemia e costituisce \u00abterreno fertile per le organizzazioni criminali, disponibili ad andare incontro ai bisogno delle classi meno abbienti e delle piccole e medie imprese\u00bb (pag. 281). \u00c8 dunque necessario un <em>focus <\/em>sul tema <strong>dell\u2019accesso al credito e sulla normativa antiusura<\/strong>, che saranno oggetto di approfondimento da parte della Commissione.<\/p>\n<p>Importante anche il tema delle <strong>risorse degli uffici giudiziari<\/strong> perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec che si misura la capacit\u00e0 delle istituzioni di reagire e contrastare la forza d\u2019urto di un\u2019organizzazione criminale.<\/p>\n<p>La Commissione conclude la Relazione facendo riferimento ai giovani, che si allontanano da queste terre per le carenti possibilit\u00e0 di studio e di lavoro e per l\u2019assenza generale di prospettive per il futuro, affermando che \u00e8 dunque \u00abprioritaria la promozione di una coscienza della legalit\u00e0 e della cittadinanza attiva, in un percorso virtuoso che muova da iniziative volte ad innalzare il livello culturale, offrendo alle nuove generazioni occasioni di formazione e sviluppo\u00bb (pp. 285-286).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(<em>A cura di <strong>Sara Noto<\/strong>, studentessa Master APC dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Premessa. 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