{"id":4851,"date":"2016-12-20T19:19:13","date_gmt":"2016-12-20T18:19:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvisopubblico.it\/osservatorio\/?page_id=4851"},"modified":"2016-12-20T19:19:13","modified_gmt":"2016-12-20T18:19:13","slug":"commissione-di-inchiesta-sui-rifiuti-relazione-sulla-bonifica-dei-poli-chimici","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/osservatorio-parlamentare\/attivita-dinchiesta\/attivita-dinchiesta-xvii\/commissione-bicamerale-sul-ciclo-dei-rifiuti\/commissione-di-inchiesta-sui-rifiuti-relazione-sulla-bonifica-dei-poli-chimici\/","title":{"rendered":"Commissione di inchiesta sui rifiuti: relazione sulla bonifica dei poli chimici"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa<\/strong>. La Commissione di inchiesta sulle attivit\u00e0 illecite connesse al ciclo dei rifiurisoluti ha approvato nella seduta del 9 febbraio 2016 una <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg17\/lavori\/documentiparlamentari\/IndiceETesti\/023\/011\/INTERO.pdf\">Relazione<\/a><\/strong> sulla situazione delle bonifiche dei poli chimici, il cosiddetto \u201cQuadrilatero del Nord\u201d composto da Venezia-Porto Marghera, Mantova, Ferrara e Ravenna.<\/p>\n<p><strong>Il Quadrilatero<\/strong>. La Commissione, che ha affrontato in maniera pi\u00f9 approfondita la situazione del SIN di Venezia-Porto Marghera in una Relazione apposita (<em>leggi la<strong> <a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/osservatorio-parlamentare\/attivita-dinchiesta\/attivita-dinchiesta-xvii\/commissione-bicamerale-sul-ciclo-dei-rifiuti\/commissione-sui-rifiuti-relazione-finale-sulla-bonifica-del-sito-di-porto-marghera\/\">scheda di sintesi<\/a><\/strong><\/em>), spiega la scelta di affrontare le vicende dei quattro insediamenti perch\u00e9 accomunati da attivit\u00e0 industriali nei settori della chimica e della petrolchimica che si sono protratte per decenni, in seguito venute a mancare o \u201cevolute in produzioni a minore impatto ambientale, lasciando siti contaminati con conseguenti necessit\u00e0 di messa in sicurezza e bonifica\u201d. L\u2019iter di bonifica delle varie aree del Quadrilatero non \u00e8 omogenea: le criticit\u00e0 riscontrate a Venezia e, come vedremo, a Mantova non sono condivise a Ferrara e Ravenna.<\/p>\n<p><strong>Il SIN di Mantova<\/strong>. \u00a0L\u2019area, identificata come Sito di bonifica di Interesse Nazionale nel 2002, si estende per circa 3.5 chilometri quadrati, per un totale di 1030 ettari. La contaminazione riguarda suolo e sottosuolo dove sono presenti metalli, BTEXS, idrocarburi leggeri e pesanti e diossine. Le acque di falda presentano una contaminazione da metalli, composti organici, composti alifatici clorurati cancerogeni, composti alifatici clorurati non cancerogeni IPA, MTBE, ETBE, idrocarburi totali. Suolo, sottosuolo e falda acquifera presentano tutte contaminazione da metalli pesanti. \u00a0\u201cLa finalit\u00e0 degli interventi \u2013 si legge nella Relazione &#8211;\u00a0 \u00e8 principalmente quella di evitare che la contaminazione della falda e dei canali raggiunga il fiume Mincio e le aree umide a valle\u201d. Le quattro principali aree private interessate sono IES, Belelli Energy CPE, Industria Colori Freddi e Varsalis-Syndial.<\/p>\n<p>La Commissione \u00e8 critica nei confronti dell\u2019ARPA, la cui comunicazione dei dati relativi al monitoraggio delle acque sotterranee \u00e8 giudicata non esauriente, in quanto non sono stati forniti \u201cdati analitici e utili a una valutazione aggiornata della situazione ambientale del sito\u201d. Viene inoltre sottolineato come le proposte delle aziende in merito alle aree private riguardino principalmente la messa in sicurezza del SIN e non la completa bonifica dei Siti, mancando inoltre di piani di emergenza in aree che sono considerate a rischio di incidente rilevante. Si rileva infine l\u2019assenza di un piano economico complessivo \u201cche specifichi le spese gi\u00e0 eseguite, la provenienza dei finanziamenti, i preventivi di spesa per la bonifica in ciascuna area relativa alle rispettive aziende\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il Petrolchimico di Ferrara<\/strong>. Nell\u2019area che si estende complessivamente per circa 250 ettari \u00e8 stata riscontrata la presenza di alcuni contaminanti quali metalli, idrocarburi organici aromatici, policiclici aromatici, alifatici clorurati cancerogeni e non, alifatici alogenati cancerogeni e ftalati. L\u2019accordo per la bonifica, che risale al 1999, ha visto la sottoscrizione di un Accordo di Programma tra enti locali e istituzionali coinvolti. Dall\u2019altro lato anche le numerose societ\u00e0 insediate nello Stabilimento Multisocietario del Petrolchimico di Ferrara si sono coordinate in un consorzio, la IFM Ferrara. \u201cOgni societ\u00e0 \u00e8 intervenuta autonomamente per la parte concernente i terreni e la falda pi\u00f9 superficiale \u2013 si legge nella Relazione &#8211; \u00a0mentre la prima falda confinata \u00e8 stata gestita in maniera condivisa. Nelle aree che avevano riscontrato livelli d\u2019inquinamento elevati, si sono attivate le necessarie misure di messa in sicurezza di emergenza\u201d.<\/p>\n<p>Non si rilevano nella Relazione della Commissione particolari criticit\u00e0 nell\u2019iter di bonifica, su cui si sono espressi positivamente sia il sindaco di Ferrara ascoltato in audizione che la Commissione stessa. Ad aiutare l\u2019esperienza ferrarese l\u2019estensione circoscritta dell\u2019inquinamento e la presenza di industrie in corso di attivit\u00e0, situazione diversa sia rispetto al SIN di Mantova che al SIN di Venezia \u2013 Porto Marghera.<\/p>\n<p><strong>Il Polo Chimico di Ravenna<\/strong>. Nell\u2019area del Polo Chimico di Ravenna le attivit\u00e0 di caratterizzazione hanno evidenziato la presenza sia nei terreni che nella falda acquifera di idrocarburi leggeri e pesanti, metalli, IPA e amianto. Come nel caso sopra citato di Ferrara la Commissione sottolinea numerosi aspetti positivi come \u201cl\u2019unitariet\u00e0 del comparto industriale ed il mantenimento della collaborazione fra le aziende per la gestione degli impianti e servizi ambientali\u201d che, assieme all\u2019attiva presenza delle Amministrazioni locali, \u201channo portato ad un importante risultato quale \u00e8 la predisposizione del progetto operativo di bonifica (iniziato nel 1999-2000, ndr) e messa in sicurezza della falda superficiale a cui hanno partecipato tutte le Aziende dell\u2019attuale stabilimento multisocietario, nonch\u00e9 le aziende subentrate nell\u2019area dopo l\u2019avvio del progetto stesso\u201d. Complessivamente sono stati avviati a tutt\u2019oggi 27 procedimenti di bonifica\/messa in sicurezza, 19 completati e 8 in corso.<\/p>\n<p><strong>Il seguito in Assemblea<\/strong>. \u00a0La Relazione \u00e8 stata discussa il <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/410?idSeduta=0569&amp;tipo=stenografico#sed0569.stenografico.tit00020\"><strong>15 febbraio 2016<\/strong><\/a> e <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/410?idSeduta=0570&amp;tipo=stenografico#sed0570.stenografico.tit00100\">16 febbraio 2016<\/a>\u00a0<\/strong>dall\u2019Assemblea di Montecitorio,\u00a0\u00a0che ha approvato all\u2019unanimit\u00e0 una <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/410?idSeduta=0570&amp;tipo=documenti_seduta&amp;pag=allegato_a#sed0570.allegato_a.doc.023.num011.sub0010\">Risoluzione<\/a><\/strong>. Il documento sottolinea alcune peculiarit\u00e0 che hanno consentito a Ferrara e Ravenna di fare pi\u00f9 strada rispetto a Mantova e Venezia:<\/p>\n<p>1) accordi di programma tra le imprese interessate e le istituzioni locali<\/p>\n<p>2) l&#8217;integrale gestione delle bonifiche a livello locale<\/p>\n<p>3) la minore estensione delle aree inquinate e il prosieguo delle attivit\u00e0 industriali nei due siti<\/p>\n<p>4) \u00a0l&#8217;individuazione di un interlocutore unico in grado di rappresentare le esigenze delle aziende sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vita amministrativo<\/p>\n<p>5) la riduzione del numero e della distanza dal territorio degli interlocutori pubblici e la prospettiva di riuso dei siti per attivit\u00e0 produttive a minor impatto ambientale.<\/p>\n<p>Il Senato ha discusso la relazione il <strong><a href=\"http:\/\/www.senato.it\/japp\/bgt\/showdoc\/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=17&amp;id=969259\">31 marzo 2016<\/a><\/strong>, congiuntamente alle altre della Commissione, approvando al termine una risoluzione (<em>vedi allegato<\/em>).<\/p>\n<p><strong>La nuova relazione di dicembre 2016<\/strong>. Per quanto riguarda <strong>Mantova<\/strong>, il monitoraggio del giugno 2015 coordinato da ARPA, di cui si attendevano gli esiti nella precedente relazione, \u00a0prevedeva un controllo della qualit\u00e0 idrochimica delle acque sotterranee sia nei piezometri interni agli stabilimenti che in quelli esterni, per un totale di 203 piezometri cos\u00ec suddivisi: sei di EniPower Mantova, nove di Belleli Energy CPE, sessantadue di Versalis (ex Polimeri Europa), quattro di Itas, cinque di Sogefi, quaranta di Syndial, sessantuno della Raffineria IES, tre della provincia di Mantova, quattro di SOL, sette di TEA, due di F.lli Posio. Nell\u2019<strong>area IES<\/strong>, la presenza di surnatante (frazione liquida superiore di due liquidi non miscibili) si \u00e8 ridotta del 10 per cento. In merito alla presenza di elevate concentrazioni di composti alifatici clorurati, la Commissione sollecita la IES a provvedere alla messa in sicurezza della falda nell\u2019area in prossimit\u00e0 del Mincio. Si confermano inoltre le elevate concentrazioni di benzene in alcuni piezometri posizionati a valle della barriera idraulica della societ\u00e0 IES.<\/p>\n<p>Il monitoraggio nell\u2019<strong>area<\/strong> <strong>Industria Colori Freddi San Giorgio<\/strong> ha confermato la contaminazione delle acque sotterranee da composti alifatici clorurati\u00a0e, in aggiunta, ha riscontrato analoga contaminazione di origine idrocarburica, in particolare da composti organici aromatici e idrocarburi totali. \u201cTale situazione consente di ipotizzare la presenza di possibili fonti di contaminazione presso l&#8217;area di propriet\u00e0 di Colori Freddi S. Giorgio, quali rifiuti interrati o serbatoi interrati dismessi ma non rimossi\u201d. Viene specificato che, \u201ca fronte dell&#8217;indisponibilit\u00e0 dell&#8217;azienda a procedere con la realizzazione di indagini volte a caratterizzare e bonificare l&#8217;area in questione\u201d, gli enti locali si sono attivati per poter eseguire, in via sostitutiva, il Piano di caratterizzazione ambientale presentato dal Comune di Mantova con il supporto tecnico dell&#8217;Arpa ed approvato dalla conferenza dei servizi decisoria del 14 luglio 2015.\u00a0Si legge inoltre che \u201cle contaminazioni da tetracloroetilene, tricloroetilene e cloruro di vinile in corrispondenza della Colori Freddi San Giorgio rilevano valori compresi tra 4 e 15.000 volte i limiti di legge, mentre le concentrazioni di tetracloroetilene e tricoloroetilene diminuiscono progressivamente verso valle, in corrispondenza delle aziende Posio, Sogefi, Itas, Deposito nazionale e area Villette IES\u201d.<\/p>\n<p>La campagna di monitoraggio dell\u2019<strong>area Versalis \u2013 Syndial<\/strong> ha confermato essere il benzene il parametro che presenta la contaminazione pi\u00f9 diffusa, con valori che in alcuni casi superano il limite di legge di alcune centinaia di migliaia di volte. Viene anche confermato come diversi piezometri ubicati all&#8217;interno dello stabilimento petrolchimico risultino contaminati da triclorometano.<\/p>\n<p>Nell\u2019<strong>area Collina<\/strong> <strong>Area Collina<\/strong> l\u2019impianto di trattamento delle acque di falda sar\u00e0 sostituito ed integrato entro il 2016 da tre moduli di trattamento acque. Per quanto concerne la bonifica dell\u2019area \u00e8 stata completata la perimentazione e sono in corso le attivit\u00e0 di realizzazione dei pozzi propedeutici alle attivit\u00e0 di scavo. E\u2019 stata progettata la copertura mobile per le attivit\u00e0 di scavo. Per quanto concerne invece l\u2019<strong>area Valliva <\/strong>\u00a0la Syndial ha trasmesso al Ministero dell\u2019Ambiente un documento per procedere alla verifica dei materiali presenti (gi\u00e0 accordato l\u2019OK), all\u2019analisi del rischio ecologico e all\u2019eventuale utilizzo della fitorimediazione.<\/p>\n<p><strong>Valutazioni finali della Commissione<\/strong>. \u201cLa presenza all&#8217;interno del polo chimico di acque sotterranee fortemente contaminate, con concentrazioni elevate che rimangono pressoch\u00e9 costanti nel tempo, conferma la necessit\u00e0 di attivare veri e propri sistemi di bonifica in quanto la sola attivazione di misure di sbarramento idraulico non \u00e8 sufficiente a far diminuire la contaminazione in falda.\u2026L&#8217;elaborazione dei livelli di falda misurati durante la campagna acque 2015 ha messo in evidenza l&#8217;elevata influenza esercitata dai corsi d&#8217;acqua superficiali, ed in particolare il fiume Mincio, il canale Sisma e il canale Diversivo\u2026 In questa campagna di monitoraggio l&#8217;assenza di una esatta quantificazione dei composti alifatici clorurati in campioni fortemente contaminati da composti organici aromatici, ha reso sostanzialmente impossibile ricostruire una distribuzione completa dei solventi clorurati all&#8217;interno dello stabilimento ENI&#8230; Nell&#8217;ambito della prossima campagna di monitoraggio si valuter\u00e0 la possibilit\u00e0 di sviluppare, in accordo con il laboratorio Arpa e i laboratori di parte, una metodica analitica che possa quantificare i composti clorurati in concentrazioni al di sotto dei limiti di legge\u201d.<\/p>\n<p>La Commissione conferma le criticit\u00e0 riscontrate nella precedente relazione: \u201cSi esplicita che i metodi proposti per Mantova dalle varie aziende, ad eccezione dei casi in cui si parli di rimozione dei terreni, assumono caratteristiche di messa in sicurezza e non di completa bonifica; che mancano la redazione di piani di emergenza di tutto il sito SIN, di un piano economico complessivo, di un piano occupazionale, considerata la rilevanza del mantenimento e sviluppo di attivit\u00e0 imprenditoriali all&#8217;interno del sito nel rispetto della sostenibilit\u00e0 ambientale.\u00a0\u2002La situazione del SIN \u00abLaghi di Mantova e polo chimico\u00bb \u00e8 segnata da un&#8217;elevata pressione ambientale causata dalla somma di effetti di attivit\u00e0 industriali a lungo sviluppatesi e ora cessate, in un contesto caratterizzato dalla contiguit\u00e0 con aree naturali di particolare sensibilit\u00e0.\u00a0La possibile evoluzione ulteriormente negativa, derivante da cause ad oggi non rimosse, induce a mantenere elevato il livello di attenzione sulla necessaria netta riduzione dei tempi di realizzazione degli interventi attesi e sulla loro concretezza ed efficacia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Allegato<\/strong>: risoluzione 6-00178 n. 4 del 31 marzo 2016 (PUPPATO, PAGNONCELLI, NUGNES, DI BIAGIO, MARINELLO, DE PETRIS, ORELLANA, COMPAGNONE, AUGELLO, PEPE, ARRIGONI).<\/em><\/p>\n<p>Il Senato,<\/p>\n<p>esaminata la relazione sulla situazione delle bonifiche dei poli chimici: il &#8220;Quadrilatero del Nord&#8221; (Venezia-Porto Marghera, Mantova, Ferrara, Ravenna), approvata all&#8217;unanimit\u00e0 dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attivit\u00e0 illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati nella seduta del 9 febbraio 2016;<\/p>\n<p>premesso che:<\/p>\n<p>l&#8217;esame del complesso intreccio operativo, amministrativo, normativo in tema di bonifiche, che ai sensi della legge 7 gennaio 2014, n. 1, istitutiva della Commissione, rientra tra gli oggetti d&#8217;inchiesta, e la descrizione delle principali attivit\u00e0 in corso in questo campo \u00e8 utile a orientare le scelte del Parlamento e a portare a conoscenza i cittadini di quanto accade in un settore di fondamentale rilevanza economica, sociale, ambientale e per la salute;<\/p>\n<p>la Commissione ha ritenuto di procedere a singoli approfondimenti in tema di bonifiche che consentano di evidenziare in tempi pi\u00f9 rapidi e forme pi\u00f9 snelle le criticit\u00e0, ma anche le prassi positive nelle esperienze in corso;<\/p>\n<p>a fronte dell&#8217;esigenza di rapidit\u00e0 a cui la presente relazione risponde, la Commissione ha compendiato la descrizione della situazione dei siti, ferma restando la prospettiva di successiva ulteriore acquisizione ed analisi, su questi ed altri siti da bonificare, di dati tecnici, economici e di valutazione di efficacia degli interventi;<\/p>\n<p>l&#8217;eredit\u00e0 ambientale negativa della fase pi\u00f9 spinta dell&#8217;industrializzazione del nostro Paese caratterizza quello che si definisce il Quadrilatero del Nord dell&#8217;industria chimica, formato dai poli di Venezia &#8211; Porto Marghera, Mantova, Ferrara, Ravenna;<\/p>\n<p>in questi insediamenti, nel corso di molti decenni, si sono svolte attivit\u00e0 industriali nei settori della chimica e della petrolchimica, venute progressivamente a cessare ovvero evolute in produzioni a minore impatto ambientale, lasciando siti contaminati, e come tali formalmente dichiarati, con conseguenti necessit\u00e0 di messa in sicurezza e bonifica che dovrebbero preludere al progressivo reinsediamento di nuove attivit\u00e0 nei medesimi siti, caratterizzati da posizionamento strategico ed esistenza di adeguate infrastrutture;<\/p>\n<p>i modelli con cui le necessit\u00e0 di messa in sicurezza e bonifica sono stati affrontati sono diversi tra loro, e l&#8217;inchiesta svolta dalla Commissione consente di evidenziarne aspetti positivi e negativi, criticit\u00e0 e opportunit\u00e0, allo scopo istituzionale di individuare le forme di intervento che realizzino il necessario equilibrio tra i beni, costituzionalmente tutelati, dell&#8217;ambiente e dell&#8217;attivit\u00e0 economica e che prevengano possibili fenomeni illeciti in campo ambientale ma anche nell&#8217;attivit\u00e0 delle pubbliche amministrazioni;<\/p>\n<p>la gestione dei siti industriali contaminati non ha ricevuto regole da una specifica direttiva dell&#8217;Unione europea; tuttavia, a livello comunitario si pu\u00f2 cogliere una linea di tendenza che intende coniugare questo tema a quello del consumo di suolo, quindi a rimozione della contaminazione e recupero delle aree evitando di antropizzarne di nuove;<\/p>\n<p>sul versante della parte sana e avveduta dell&#8217;imprenditoria chimica vi \u00e8 una correlativa visione che coglie opportunit\u00e0 economiche nel possibile riuso di aree infrastrutturate e dedicabili a nuove iniziative imprenditoriali una volta bonificate;<\/p>\n<p>la complessit\u00e0 delle procedure e la moltiplicazione dei soggetti in esse coinvolti sono concause del contenzioso in sede giurisdizionale amministrativa e dunque di obiettivi ritardi nel conseguimento di risultati utili;<\/p>\n<p>se, da un lato, la propensione delle aziende coinvolte nei processi di bonifica a impugnare davanti al giudice amministrativo i provvedimenti delle pubbliche amministrazioni (ma anche quelli usciti dalle conferenze dei servizi) \u00e8 spesso percepita come tecnica dilatoria, intesa a evitare gli investimenti necessari in base alle prescrizioni impartite, dalla parte privata, per contro, il contenzioso amministrativo \u00e8 talora descritto come forma di tutela resa necessaria da prescrizioni ritenute inattuabili, ovvero non ragionevoli, o anche soltanto derivanti da inadeguatezze tecniche dei tavoli o da conduzione tecnico-giuridica inadeguata delle conferenze e dei rapporti tra le parti;<\/p>\n<p>il tema delle bonifiche in siti storicamente destinati a produzioni chimiche e petrolchimiche si lega a quello delle strategie industriali complessive in questi settori;<\/p>\n<p>la continuit\u00e0 nella presenza di aziende interessate all&#8217;evoluzione dei siti, destinata a concludersi con la piena restituzione a legittimi usi produttivi, \u00e8 garanzia di continuit\u00e0 di interlocuzione pubblico-privato che a questo risultato deve tendere; al contrario, la circolazione di posizioni soggettive private o, peggio, il fallimento delle aziende insediate, genera possibili contenziosi, interruzioni o abbandono di attivit\u00e0 di bonifica; tema che rinvia a quello della prestazione di garanzie finanziarie per le bonifiche, rispetto alle quali gli strumenti normativi e la loro concreta applicazione devono tendere a un vincolo di effettiva destinazione di scopo; senza che eventuali passaggi di propriet\u00e0 o procedure concorsuali finiscano col far venire meno l&#8217;adempimento degli obblighi;<\/p>\n<p>di qui discende la preoccupazione della Commissione che un possibile ridimensionamento della presenza di ENI nel settore chimico possa avere riflessi sui siti e sulle vicende oggetto della relazione;<\/p>\n<p>al contrario, la continuit\u00e0 della presenza imprenditoriale pubblica mediante scelte decise e chiare in tal senso del Ministero dell&#8217;economia e delle finanze quale soggetto di controllo di ENI S.p.A. in forza della partecipazione detenuta sia direttamente che indirettamente tramite Cassa depositi e prestiti S.p.A., assume rilevanza per quanto concerne gli investimenti per gli interventi di bonifica nei siti oggetto della relazione della Commissione, garantendone l&#8217;attrattivit\u00e0 per nuove attivit\u00e0 produttive, anche di settore;<\/p>\n<p>gli aspetti critici che la Commissione ha tipicamente rilevato nella vicenda di Venezia &#8211; Porto Marghera, e che pi\u00f9 ampiamente sono riportati nella relazione ad essi dedicata e pure presentata al Parlamento, rifluiscono negativamente proprio sulle prospettive di reindustrializzazione dell&#8217;area;<\/p>\n<p>la rilevata incongruit\u00e0 della parcellizzazione delle competenze nell&#8217;esecuzione delle opere di marginamento e rifacimento delle sponde delle macroisole lagunari, suddivisa tra il Provveditorato, la Regione Veneto e l&#8217;Autorit\u00e0 portuale, pur essendo gli oneri economici a carico del Ministero dell&#8217;ambiente, ha portato al mancato completamento delle opere indispensabili e all&#8217;indebolimento delle strutture gi\u00e0 realizzate;<\/p>\n<p>il mancato completamento dei marginamenti e del sistema di depurazione delle acque di falda rischia di far disperdere gli oneri sinora sostenuti con risorse pubbliche, e di vanificare i progetti di reindustrializzazione poich\u00e9 la bonifica costituisce il presupposto ineludibile dell&#8217;insediamento di nuove attivit\u00e0 produttive e dello sviluppo di quelle esistenti;<\/p>\n<p>la situazione del SIN Laghi di Mantova e Polo chimico appare pi\u00f9 composita; la relativa lentezza nello sviluppo delle attivit\u00e0 in diverse aree interne al sito sembra derivare dalla pluralit\u00e0 di soggetti privati e di progetti e dalla pluralit\u00e0 di interventi di soggetti pubblici con ruoli asimmetrici: situazione che ha in passato prodotto difficolt\u00e0 nell&#8217;organizzare un&#8217;interlocuzione efficace con i soggetti privati coinvolti e un contenzioso giudiziario generato anche dall&#8217;assenza di un orientamento finalistico degli interlocutori;<\/p>\n<p>i metodi proposti per Mantova dalle varie aziende, ad eccezione dei casi in cui si parli di rimozione dei terreni, assumono caratteristiche di messa in sicurezza e non di completa bonifica; mancano la redazione di piani di emergenza di tutto il sito SIN, un piano economico complessivo, un piano occupazionale; la mancata trasmissione da parte di ARPA di dati aggiornati, pur gi\u00e0 acquisiti dall&#8217;agenzia, fa s\u00ec che la relazione della Commissione su questo punto non possa considerarsi conclusiva;<\/p>\n<p>i siti di Ferrara e Ravenna, che prevedendo accordi di programma tra le imprese interessate e le istituzioni locali, hanno consentito di gestire le bonifiche nelle aree dei petrolchimici in tempi ragionevoli e con maggiore efficacia rispetto ad altri casi sottoposti alla Commissione; a ci\u00f2 ha contribuito, oltre all&#8217;integrale gestione delle bonifiche a livello locale, anche la minore estensione delle aree inquinate e il prosieguo delle attivit\u00e0 industriali nei due siti;<\/p>\n<p>in particolare l&#8217;individuazione di un interlocutore unico in grado di rappresentare le esigenze delle aziende sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vita amministrativo ha ridotto i tempi di realizzazione della caratterizzazione e della messa in sicurezza dei siti;<\/p>\n<p>la riduzione del numero e della distanza dal territorio degli interlocutori pubblici e la prospettiva di riuso dei siti per attivit\u00e0 produttive a minor impatto ambientale possono concorrere a interventi pi\u00f9 efficaci e a prevenire la commissione di illeciti;<\/p>\n<p>caratteristica positiva degli interlocutori risulta essere l&#8217;omogeneit\u00e0, garantita per i pubblici dalla presenza di un interlocutore &#8220;capofila&#8221; e per i privati dalla conciliazione di posizioni in forma consortile, che ben potrebbero essere incentivate fiscalmente o in altro modo;<\/p>\n<p>forme variamente introdotte di semplificazione e autocertificazione devono indurre, correlativamente, a implementare il sistema dei controlli e la loro efficacia; in tal senso un contributo essenziale potr\u00e0 essere dato dall&#8217;approvazione del disegno di legge n. 1458 di riforma della agenzie ambientali (&#8220;Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell&#8217;ambiente e disciplina dell&#8217;Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale&#8221;);<\/p>\n<p>la recente evoluzione normativa, che da un lato, grazie al nuovo articolo 306-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006 disciplina le transazioni tra soggetti pubblici e privati e dall&#8217;altro, in forza del nuovo articolo 452-terdecies del codice penale sanziona penalmente l&#8217;omessa bonifica, se accompagnata da una presenza efficace, incisiva e giuridicamente sostenuta degli attori pubblici &#8211; in primo luogo il Ministero dell&#8217;ambiente &#8211; \u00e8 suscettibile di attrarre in area negoziale i comportamenti virtuosi, di far gestire adeguatamente i procedimenti amministrativi prevenendo il contenzioso, di relegare a margine le condotte dilatorie o omissive di cui valutare puntualmente e sin da ora l&#8217;eventuale rilevanza penale ai sensi della legge 22 maggio 2105, n. 68, la cui applicazione potr\u00e0 costituire concreto stimolo a procedere speditamente con le bonifiche;<\/p>\n<p>per la prosecuzione utile ed efficace delle attivit\u00e0 di bonifica si richiede dunque non solo la destinazione di risorse economiche ma anche un ruolo attivo della parte pubblica &#8211; e in primo luogo del Ministero dell&#8217;ambiente &#8211; nel perseguire non una logica meramente &#8220;procedurale&#8221; ma una logica &#8220;di risultato&#8221;, dimostrando la capacit\u00e0 di coniugare, nell&#8217;interlocuzione con gli enti territoriali e i soggetti privati, elevate competenze tecniche e giuridiche e capacit\u00e0 di visione strategica condivisa;<\/p>\n<p>sar\u00e0 sempre pi\u00f9 importante il coinvolgimento dei cittadini e dei loro enti esponenziali; la presenza efficace ed incisiva del Ministero dell&#8217;ambiente non pu\u00f2 prescindere dall&#8217;impegno di risorse economiche per la bonifica dei siti inquinati; l&#8217;esclusione dai saldi contabilizzati ai fini del rispetto dei vincoli di finanza pubblica delle risorse destinate agli enti locali per le bonifiche potr\u00e0 costituire un sostegno concreto,<\/p>\n<p>la fa propria e impegna il Governo, per quanto di competenza, a intraprendere ogni iniziativa utile al fine di risolvere le questioni evidenziate nella relazione della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sulle attivit\u00e0 illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, in raccordo e leale collaborazione con i competenti organismi nazionali, le Regioni e gli enti territoriali interessati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>(a\u00a0cura di <a href=\"mailto:claudio.forleo@avvisopubblico.it\"><strong>Claudio Forleo<\/strong><\/a>, giornalista)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa. 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