{"id":49175,"date":"2022-04-17T08:35:55","date_gmt":"2022-04-17T06:35:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=49175"},"modified":"2022-04-17T08:35:55","modified_gmt":"2022-04-17T06:35:55","slug":"sintesi-della-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-primo-semestre-2021","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/sintesi-della-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-primo-semestre-2021\/","title":{"rendered":"Sintesi della Relazione della Direzione Investigativa Antimafia (Primo Semestre 2021)"},"content":{"rendered":"<p><strong>PREMESSA.<\/strong>\u00a0Il Ministro dell\u2019Interno ha trasmesso alle Camere il 10 marzo 2022 la\u00a0<a href=\"https:\/\/direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Relazione_Sem_I_2021.pdf\"><strong>Relazione sull\u2019attivit\u00e0 svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia\u00a0nel primo semestre del 2021<\/strong><\/a>, della quale si riportano i punti salienti.<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019attenzione \u00e8 focalizzata sulle connotazioni strutturali e sulle linee evolutive delle principali mafie italiane (\u2018ndrangheta, Cosa nostra, Camorra, mafie pugliesi e lucane) e straniere, sul tema degli appalti pubblici e sulle attivit\u00e0 di prevenzione del riciclaggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u2018NDRANGHETA.<\/strong> La \u2018ndrangheta, nel corso del primo semestre del 2021, ha mostrato la sua capacit\u00e0 di saper intercettare le condizioni di sofferenza e di sfruttarle a proprio vantaggio, volgendo in opportunit\u00e0 le situazioni emergenziali, orientando i propri investimenti nei settori in cui era pi\u00f9 vantaggioso farlo e massimizzando i relativi profitti.<\/p>\n<p>Il contesto generale, caratterizzato dall\u2019emergenza pandemica, ha avuto pesanti ripercussioni anche sull\u2019economia calabrese. Per le imprese questo ha significato soprattutto un\u2019espansione del bisogno di liquidit\u00e0, solo in parte soddisfatto dalle misure adottate a livello statale: questa condizione ha incrementato, per le organizzazioni mafiose, le opportunit\u00e0 di infiltrazione nell\u2019economia, con l\u2019erogazione di \u201caiuti\u201d in grado, almeno inizialmente, di risollevare alcune attivit\u00e0, cedendo tuttavia il passo al subentro dei mafiosi negli asset proprietari a scopo di riciclaggio. Il quadro \u00e8 completato dalla minaccia usuraria, volta all\u2019impossessamento delle imprese interessate: questo fenomeno sconta, peraltro, una notevole cifra oscura a causa della scarsa propensione alla denuncia delle vittime.<\/p>\n<p>Analoghe attenzioni sono state rivolte nei confronti della situazione di crisi del mercato del lavoro, che colpisce in primo luogo giovani, donne e soggetti meno istruiti, e delle famiglie, per le quali si \u00e8 registrato un forte rallentamento dei finanziamenti a loro destinati. Le forme welfare mafioso erogate nei loro confronti innesca una dinamica di dipendenza nel medio periodo, ad esempio rispetto al reclutamento di soggetti disponibili ad essere coinvolti nelle operazioni criminali o a seguire le indicazioni elettorali al momento opportuno.<\/p>\n<p>Per quanto concerne gli ambiti al centro degli interessi mafiosi, tra quelli a maggiore rischio di infiltrazione la relazione elenca: il settore delle costruzioni, degli autotrasporti, della raccolta di materiali inerti, delle pulizie, della ristorazione, della gestione di impianti sportivi e strutture alberghiere, del commercio al dettaglio, dei servizi funebri e il settore sanitario. Rispetto a quest\u2019ultimo, in particolare, vale la pena sottolineare gli esiti dell\u2019Operazione <em>Chirone<\/em>, che ha messo in luce l\u2019interessamento mafioso nella fornitura di materiale sanitario all\u2019interno dell\u2019ASP di Reggio Calabria.<\/p>\n<p>Quel che emerge \u00e8, dunque, la vocazione spiccatamente affaristico-imprenditoriale di una \u2018ndrangheta silente, votata a raggiungere i propri scopi e a massimizzare le occasioni di profitto, facendo ricorso alla violenza solo se necessario. La struttura organizzativa della \u2018ndrangheta si fonda su una base familiare coesa, derivante sia dai legami parentali interni all\u2019organizzazione, sia dal senso di appartenenza accresciuto dal ricorso alle ritualit\u00e0 di affiliazione.<\/p>\n<p>Un ruolo specifico in questo senso \u00e8 svolto da quella che la Relazione definisce come una vera e propria attivit\u00e0 di propaganda criminale, che colpisce in primo luogo l\u2019immaginario collettivo dei giovani, e che attinge anche, in modo strumentale, alla simbologia religiosa. Questa impostazione vede, negli ultimi anni, una parziale inversione di tendenza dovuta alla crescita costante del numero dei collaboratori di giustizia interni alle cosche calabresi, un fenomeno che era residuale fino a qualche anno fa, e che ha consentito di eseguire una serie di misure restrittive nei confronti di appartenenti ai clan.<\/p>\n<p>Uno dei veri punti di forza della \u2018ndrangheta \u00e8 rappresentato dalla capacit\u00e0 di tessere un ampio spettro di relazioni. Le cosche calabresi, ad esempio, \u201cassicurano una sempre pi\u00f9 solida affidabilit\u00e0 ai sodalizi criminali stranieri relazionandosi pariteticamente, da diversi decenni, con le pi\u00f9 qualificate organizzazioni del narcotraffico sudamericano\u201d. Il mercato degli stupefacenti, peraltro, non sembra aver subito flessioni nemmeno con le restrizioni sanitarie determinate dalla pandemia.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiungono i rapporti con le altre organizzazioni mafiose e criminali italiane, improntati ad una collaborazione di tipo pi\u00f9 utilitaristico e legata a situazioni contingenti, ma non per questo meno significativa (tra le operazioni pi\u00f9 diffuse, ad esempio, quella delle truffe carosello). I rapporti esterni \u2018ndranghetisti riguardano anche la cd. area grigia (politica, imprenditoria, mondo delle professioni, strutture burocratiche e amministrative). Sono legami centrali perch\u00e9 consentono ai clan di conseguire una serie di appalti e di commesse pubbliche, anche attraverso forme diffuse di corruzione. Per riprende le parole di Gratteri, infatti, \u201cla \u2018ndrangheta spara meno per\u00f2 corrompe di pi\u00f9, ha sempre rapporti con il mondo dell\u2019imprenditoria e della politica\u201d.<\/p>\n<p>A dimostrazione di ci\u00f2 vanno citati anche gli scioglimenti di consigli comunali in Calabria e i frequenti episodi di inquinamento elettorale che emergono dalle inchieste giudiziarie: non senza conseguenze perch\u00e9, come noto, \u201cla presenza della \u2018ndrangheta nei contesti socio-territoriali dei territori di origine e di elezione rappresenta un ostacolo per lo sviluppo sociale ed economico di quelle aree dal punto di vista sia individuale che collettivo\u201d.<\/p>\n<p>Nei territori di non tradizionale insediamento, la \u2018ndrangheta mostra una notevole capacit\u00e0 di adattamento ai contesti in cui opera, adottando una strategia di sommersione che spesso prescinde anche dal controllo del territorio. Al nord, la relazione elenca 46 locali di \u2018ndrangheta attivi, di cui 25 in Lombardia, 16 in Piemonte, 3 in Liguria, 1 in Veneto, 1 in Valle d\u2019Aosta ed 1 in Trentino-Alto Adige.<\/p>\n<p>All\u2019estero, l\u2019insediamento avviene prediligendo quei territori caratterizzati da legislazioni \u201ca maglie larghe\u201d in cui, quindi, risulta pi\u00f9 facile reinvestire i proventi delle attivit\u00e0 illecite. Un segno delle capacit\u00e0 insediative all\u2019estero \u00e8 rappresentato \u201cdai lunghi periodi di latitanza trascorsi dai boss calabresi fuori dal nostro Paese\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ORGANIZZAZIONI MAFIOSE SICILIANE.<\/strong> La situazione nell\u2019Isola si caratterizza per la compresenza sia di mafie autoctone che di mafie allogene, in un quadro articolato. Nel versante occidentale, in particolare, \u00e8 egemone Cosa Nostra, anche se non si pu\u00f2 negare il ruolo, soprattutto nella citt\u00e0 di Palermo, ricoperto dai clan nigeriani. Nel versante orientale, invece, troviamo soprattutto la Stidda, affiancata anche da altre organizzazioni mafiose non riconducibili a Cosa Nostra, oltre anche qui la presenza della mafia di origine nigeriana.<\/p>\n<p>La relazione si concentra anche sui rapporti che intercorrono tra queste organizzazioni, destinate evidentemente a occupare lo stesso territorio. La coesistenza tra queste strutture diventa, in alcuni casi e rispetto ad alcuni settori, anche convivenza, soprattutto se sul territorio le varie organizzazioni riescono a raggiungere accordi utilitaristici. Emerge, quindi, la predilezione per la conclusione di affari, rinunciando alla violenza.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i sodalizi di origine centroafricana, forti soprattutto nella citt\u00e0 di Palermo, la relazione segnala come questi abbiano oramai raggiunto una sorta di vantaggio competitivo rispetto alle altre organizzazioni in una serie di operazioni (compreso il traffico di stupefacenti, ma non solo: si fa riferimento anche alla tratta degli esseri umani e all\u2019immigrazione clandestina).<\/p>\n<p>La situazione di Cosa Nostra sconta, invece, ancora alcune difficolt\u00e0 dovute alle costanti azioni giudiziarie di contrasto. In particolare, la struttura collegiale di vertice non risulta operativa e famiglie e mandamenti mafiosi faticano a recuperare terreno a causa della forte pressione di indagini, arresti e misure ablatorie contro il patrimonio.<\/p>\n<p>In assenza della catena di vertice collegiale, e nell\u2019ambito di una vera e propria crisi di leadership regionale e provinciale, si \u00e8 affermato un modello di gestione di tipo orizzontale, che delinea le strategie generali e si occupa della risoluzione di problematiche varie. Il sistema delle reggenze che si \u00e8 dovuto adottare ha comportato una inedita flessibilit\u00e0 nella definizione delle competenze territoriali di famiglie e mandamenti, che talvolta si risolvono anche in nuovi accordi e prefigurano nuovi equilibri di potere.<\/p>\n<p>Tale approdo non \u00e8 comunque stabile: quando, scontate le pene, ritornano nei territori i \u201cvecchi\u201d uomini d\u2019onore, si manifesta quello che la relazione definisce come un vero e proprio gap generazionale con chi ha assunto nel frattempo ruoli operativi. La differenza di approccio potrebbe nel corso del tempo \u201cpolarizzare la dialettica tutta interna a cosa nostra e focalizzare in futuro risorse ed energie in lotte intestine\u201d.<\/p>\n<p>Sul piano delle attivit\u00e0, centrale rimane nelle strategie di Cosa Nostra il peso della pressione estorsiva, segno di un\u2019indole parassitaria ancora molto forte, ben presente anche durante i mesi del lockdown. Un altro punto di grande attenzione \u00e8 quello relativo agli enti locali, al centro delle strategie mafiose soprattutto per l\u2019opportunit\u00e0 di drenare risorse pubbliche. In questo caso, l\u2019azione criminale fa ricorso anche ai meccanismi corruttivi. Cosa Nostra continua a mostrare una spiccata capacit\u00e0 di colmare ogni vuoto che sia lasciato dallo Stato, sfruttando le difficolt\u00e0 che vede crescere intorno a s\u00e9 e speculando su aziende e comunit\u00e0 in crisi.<\/p>\n<p>Specialmente nel periodo caratterizzato dall\u2019emergenza pandemica, Cosa Nostra ha dispiegato elementi riconducibili al cd. welfare mafioso, in grado di accrescere il consenso sociale verso la propria organizzazione e di acquisire una sorta di riserva di disponibilit\u00e0 da utilizzare al momento opportuno: un vero e proprio investimento per garantirsi in futuro il perpetuarsi del controllo sociale e territoriale dell\u2019isola.<\/p>\n<p>Tra i settori al centro degli interessi mafiosi, va registrato anche quello dei giochi e delle scommesse online. Cosa Nostra, in particolare, riesce a sfruttare \u201csociet\u00e0 di bookmaker con sede formale all\u2019estero (prive di autorizzazione ad operare in Italia) per offrire servizi ad una fitta rete di agenzie e punti gioco ubicati nel territorio siciliano\u201d. Si tratta di un\u2019attivit\u00e0 altamente remunerativa che presenta un basso rischio di esposizione all\u2019attenzione delle forze di polizia e garantisce da un lato un forte controllo del territorio e dall\u2019altro il raggiungimento di un elevato potere economico.<\/p>\n<p>Per quel che concerne, infine, il mercato degli stupefacenti, va rilevato come questo campo costituisca la principale forma di arricchimento per tutte le organizzazioni mafiose siciliane, le quali, in ogni caso, non sono particolarmente propense al traffico internazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CAMORRE.<\/strong> La situazione criminale in Campania risulta caratterizzata, secondo la Relazione, da \u201cstabili equilibri criminali consolidatisi nel tempo\u201d. Accanto ai grandi cartelli si muovono alcuni gruppi minori; ci\u00f2 avviene in coordinata coabitazione con i primi, in un quadro di coordinazione gestionale delle organizzazioni camorristiche introno agli obiettivi comuni.<\/p>\n<p>La struttura camorristica, in particolare, appare come un sistema basato su stratificati e complessi livelli decisionali, caratterizzato da una fitta rete di relazioni e con una struttura consolidata sul territorio, dotata in particolare di un direttorio per il coordinamento dei gruppi subordinati. Si tratta di un intricato mosaico di clan o federazione di clan in grado di far sentire la propria presenza sul territorio.<\/p>\n<p>A Napoli lo scenario mafioso \u00e8 dominato da due grandi cartelli (l\u2019Alleanza di Secondigliano e i Mazzarella), cui altri gruppi sono poi a vario titolo associati (seguendo le linee direttive da questi impartite, pur mantenendo una parte di autonomia). A Salerno, invece, lo spazio \u00e8 occupato da tre grandi famiglie casalesi (Schiavone, Bidognetti, Zagaria).<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 camorristica \u00e8 sempre pi\u00f9 votata a farsi impresa; a questo fine utilizza una serie di strumenti quali corruzione, riciclaggio, intimidazioni ambientali, collusioni. Anche per evitare di attirare troppo l\u2019attenzione delle forze di polizia, le organizzazioni mafiose campane hanno ridotto le occasioni di violenza che, quando avvengono, sono perlopi\u00f9 rivolte ad attuare forme di epurazione interna.<\/p>\n<p>La relazione, quindi, in parte smentisce la ricostruzione di un\u2019attivit\u00e0 camorristica incentrata su una sequela di scontri violenti per conseguire un asfissiante controllo del territorio. Questa tendenza riguarda soprattutto i grandi centri urbani, come Napoli, dove comunque si registrano modelli evoluti e moderni di espansione in cui la leadership \u00e8 assunta da professionisti che assumono posizioni di controllo.<\/p>\n<p>Si tratta di un trend evidenziato anche dal Procuratore Generale Riello, che ha parlato di \u201cborghesia camorristica\u201d, in un contesto nel quale la criminalit\u00e0 mafiosa campana viene ritenuta un soggetto affidabile con molte entrature nei mondi dell\u2019imprenditoria, della politica, della pubblica amministrazione. In questo contesto un ruolo centrale \u00e8 dato dalle pratiche corruttive, tenuto conto che i mafiosi generalmente si inseriscono in circuiti gi\u00e0 caratterizzati da queste tipologie di problemi. La strategia perseguita dai clan camorristici \u00e8, dunque, quella di inabissamento, evitando contrapposizioni e scontri violenti, puntando sulle capacit\u00e0 affaristiche e ricercando il coinvolgimento e la collusione di professionisti, funzionari ed amministratori infedeli.<\/p>\n<p>In questo senso, centrale per i clan \u00e8 la capacit\u00e0 di assicurarsi il controllo degli appalti pubblici, potendo contare su ingenti risorse economiche e in grado cos\u00ec di operare una forma di concorrenza sleale nei confronti degli operatori economici \u201csani\u201d. Per questo, particolarmente emblematici della pericolosit\u00e0 camorristica sono i casi di accesso e di scioglimento degli Enti locali per infiltrazioni mafiose.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, l\u2019attenzione criminale \u00e8 rivolta anche alle imprese in crisi di liquidit\u00e0: nelle situazioni in cui queste non sono in grado di fare ricorso al normale mercato del credito, intervengono le organizzazioni mafiose, con prestiti a tassi usurari. La predilezione per il campo degli affari e delle imprese \u00e8 testimoniata anche dall\u2019elevato numero di interdittive antimafia. Nel periodo di competenza della Relazione, dalla sola Prefettura di Napoli sono stati emessi 41 provvedimenti di questo tipo.<\/p>\n<p>Tra i settori dell\u2019economia legale maggiormente influenzati dalla presenza camorristica troviamo: il turismo, la ristorazione, la filiera agro-alimentare, il ciclo dei rifiuti, la sanit\u00e0, le pulizie, la gestione di stabilimenti balneari, l\u2019edilizia, i servizi cimiteriali e di onoranze funebri, i servizi di vigilanza, custodia e trasporto.<\/p>\n<p>Anche sul piano delle attivit\u00e0 illecite l\u2019elenco \u00e8 ugualmente lungo: traffico di sostanze stupefacenti, prestito a usura, estorsioni, commercio di prodotti contraffatti, contrabbando di TLE5, esercizio abusivo del gioco e delle scommesse, truffe assicurative, telematiche e in danno degli anziani, traffico di beni culturali, reati contro l\u2019ambiente, frodi fiscali attuate mediante la commercializzazione di prodotti petroliferi e carburanti.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni, alcune inchieste giudiziarie sono state senz\u2019altro in grado di determinare un depotenziamento di alcune strutture, che tuttavia non hanno portato al collasso delle organizzazioni criminali. Emerge, infatti, una straordinaria capacit\u00e0 di riorganizzazione a partire dalla ricerca di forme di coesione e di consenso interno ed esterno.<\/p>\n<p>Su questo punto la relazione sottolinea il ruolo della propaganda criminale che viene svolta sia attraverso la strumentalizzazione della simbologia religiosa, sia con l\u2019uso dei social network che diventano lo scenario in cui vengono esaltate le doti criminali dei singoli e dei gruppi, e in cui si veicolano nuove forme di alleanza. La continuit\u00e0 camorristica \u00e8, in ogni caso, assicurata anche dalla capacit\u00e0 dei boss privati della libert\u00e0 personale di continuare a condizionare le decisioni esterne. Talvolta ci\u00f2 avviene anche per soggetti sottoposti al regime di 41-bis, soprattutto attraverso l\u2019uso di telefoni cellulari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ORGANIZZAZIONI CRIMINALI PUGLIESI.<\/strong> Le mafie pugliesi costituiscono una \u201csumma di varie realt\u00e0\u201d, caratterizzate da altalenanti rapporti di alleanza o conflittualit\u00e0, che esprime una certa eterogeneit\u00e0 interna. Lo scenario criminale pugliese viene definito come vivace, caratterizzato cio\u00e8 da un\u2019ampia gamma di relazioni.<\/p>\n<p>Tra le attivit\u00e0 che contraddistinguono la strategia mafiosa la DIA sottolinea la proiezione verso l\u2019infiltrazione nell\u2019economia legale, sfruttando tutte le opportunit\u00e0 aperte nei flussi finanziari e nel libero mercato. La vocazione di impresa politico-criminale si traduce nella ricerca costante di legami con la cd. area grigia, finalizzata ad esprimere una vera e propria governance imprenditoriale sul territorio.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di permeare in modo silente il tessuto economico (ci\u00f2 che emerge dal numero di interdittive antimafia emanate soprattutto nei settori agricolo, commerciale, turistico) si salda con le forme di infiltrazione negli Enti locali, anche attraverso l\u2019implementazione di sistemi corruttivi nelle amministrazioni pubbliche. In questo senso la relazione elenca i casi di accesso e di scioglimento dei Consigli Comunali, tra cui spicca il Comune di Foggia (oltre ad alcune realt\u00e0 nel salentino).<\/p>\n<p>Sul piano delle attivit\u00e0 criminali in senso stretto, le mafie pugliesi si caratterizzano per la capacit\u00e0 di instaurare collegamenti con altre organizzazioni mafiose, sia nazionali sia estere. Vale per i clan foggiani, in rapporti con le \u2018ndrine calabresi (soprattutto per il mercato degli stupefacenti) e con la camorra (anche per quel che riguarda il traffico illecito di rifiuti e il contrabbando di idrocarburi), e per la Sacra Corona Unita.<\/p>\n<p>In generale, le organizzazioni mafiose attive in Puglia sono in grado di finanziarsi, oltre che con il traffico di stupefacenti, anche attraverso attivit\u00e0 illecite di contrabbando. Un focus \u00e8 dedicato anche alle mafie tarantine che appaiono proiettate verso forme pi\u00f9 evolute di attivit\u00e0 illegali. I rapporti criminali riguardano, poi, anche le organizzazioni straniere. In particolare, la Relazione sottolinea il ruolo delle mafie pugliese nel sovraintendere i flussi di droga che dall\u2019Adriatico transitano per la Regione e vanno verso le piazze di spaccio nazionali ed estere. Emblematici sono, in particolare, i rapporti con le organizzazioni albanesi.<\/p>\n<p>La struttura delle mafie pugliesi viene posta sotto la lente d\u2019ingrandimento anche per la capacit\u00e0 di strutturare interconnessioni operative fra i sodalizi attivi nelle citt\u00e0 pugliesi e tra essi e quelli gravitanti in provincia. In questo senso, la Relazione sottolinea la sinergia tra le 3 batterie della societ\u00e0 foggiana \u201cprodromica alla pianificazione e gestione delle attivit\u00e0 illecite attraverso l\u2019adozione di modelli tendenzialmente federali che consentono la condivisione degli interessi economico-criminali\u201d. Una mafia, dunque, quella pugliese, eterogenea e vivace, ma in grado di trovare forme di unit\u00e0 d\u2019intenti al proprio interno, caratterizzata da una pluralit\u00e0 di fronti su cui \u00e8 attiva e da un elevato numero di interlocutori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CRIMINALIT\u00c0 ORGANIZZATA LUCANA.<\/strong> In Basilicata lo scenario criminale \u00e8 caratterizzato dalla compresenza sia della cd. mafia lucana sia delle altre organizzazioni mafiose, tanto italiane (per la vicinanza geografica) quanto straniere. La loro presenza \u00e8 sostanzialmente avallata dai clan locali, nella prospettiva che queste forme di collaborazione possono aiutare la crescita delle prospettive delinquenziali, specialmente nel settore degli stupefacenti. \u00c8 il caso, ad esempio, dei cd. \u201cdiavoli rosarnesi\u201d, vero e proprio clan di \u2018ndrangheta attivo a Policoro e Scanzano Jonico (Mt).<\/p>\n<p>Oltre al traffico di droga, altre attivit\u00e0 illecite che nella Relazione vengono sottolineate sono quelle estorsive, lo sfruttamento del lavoro nero, il commercio di gasolio ad uso agricolo, lo smaltimento di rifiuti, i reati legati al gioco (attirando anche interessi calabresi e campani) e gli episodi di minacce, intimidazioni e danneggiamenti a danno di rappresentanti delle Istituzioni, dipendenti pubblici e imprenditori. Si dimostra, quindi, quanto siano centrali le operazioni volte a condizionare l\u2019operato degli Enti locali e a inquinare il tessuto economico regionale (confermato anche dal numero di interdittive).<\/p>\n<p>La realt\u00e0 criminale lucana va distinta in tre zone: quella materana, dove la situazione \u00e8 paragonabile alle zone ad altissima densit\u00e0 mafiosa (es. napoletano, casertano, Calabria); quella metapontina dove operano gruppi interessati ad attivit\u00e0 imprenditoriali nei settori della produzione e commercio di ortofrutta, del turismo e dell\u2019edilizia e dove si registrano anche nuove aggregazioni e il contributo di cd. \u201cnuove leve\u201d; quella potentina, dove \u00e8 prevalente la mimetizzazione nel contesto economico attraverso l\u2019inquinamento di attivit\u00e0 lecite.<\/p>\n<p>Secondo la Relazione, la mafia lucana \u00e8 orientata all\u2019imitazione dei modelli strutturali delle pi\u00f9 progredite organizzazioni criminali con forme pi\u00f9 qualificate di infiltrazione dell\u2019economia legale e degli ambiti politico-amministrativi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI STRANIERE.<\/strong> La Relazione analizza la presenza e l\u2019attivit\u00e0 delle varie organizzazioni criminali di origine straniera operanti nel territorio italiano; in particolare, vengono prese in esame le organizzazioni: albanesi, nigeriane, cinesi, romene, sudamericane, balcaniche, nord e centro africane, mediorientali e del sud est asiatico.<\/p>\n<p>Per alcune di queste si pu\u00f2 parlare di vera e propria struttura mafiosa: \u00e8 il caso dei cults nigeriani, delle strutture criminali cinesi e di un sodalizio di matrice romena. A seconda della provenienza geografica, le varie organizzazioni presentano delle caratteristiche diverse, anche se sono comunque presenti forme di interazione tra di loro e con i clan di origine italiana. Nello specifico, al centro-nord le organizzazioni criminali straniere entrano in un rapporto di paritetica interazione con i gruppi mafiosi locali, mentre al sud prevale la subordinazione a questi ultimi. Non mancano, in ogni caso, le situazioni in cui i gruppi etnici conquistano forme di maggiore autonomia: \u00e8 quello che sta avvenendo in Sicilia ad opera dei cults nigeriani.<\/p>\n<p>Tra le attivit\u00e0 maggiormente redditizie, spicca il traffico di droga, a cui si affianca la tratta degli esseri umani, l\u2019organizzazione dell\u2019immigrazione clandestina, lo sfruttamento della prostituzione e del lavoro nero, l\u2019accattonaggio. L\u2019emergenza pandemica ha senz\u2019altro ridotto gli ingressi in Italia e si \u00e8 registrata anche una contrazione di quasi tutte le forme di delittuosit\u00e0. In controtendenza sono tuttavia i numeri relativi ai reati informatici, un terreno in espansione e da tenere monitorato.<\/p>\n<p>In ogni caso, rimane forte la capacit\u00e0 di penetrazione sociale, soprattutto nelle fasce sociali pi\u00f9 deboli: anche le organizzazioni criminali straniere, caratterizzate da un approccio globale e da ampia disponibilit\u00e0 di liquidit\u00e0, tendono ad approfittare delle situazioni di fragilit\u00e0, sfruttando le occasioni di reclutare chi si trova nella necessit\u00e0 di provvedere ai bisogni primari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>APPALTI PUBBLICI.<\/strong> La relazione dedica un approfondimento al tema degli appalti pubblici. La DIA, nello specifico, svolge un ruolo attivo e di supporto ai Prefetti soprattutto per il rilascio della documentazione antimafia, vero e proprio presidio di legalit\u00e0 rispetto alle operazioni di riciclaggio, alle erogazioni di fondi pubblici e al controllo sull\u2019affidabilit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 delle scelte della Pubblica Amministrazione. Centrale \u00e8 il ruolo della Banca Dati Nazionale unica della documentazione Antimafia (BDNA) che consente agli addetti ai lavori di avere una cognizione ad ampio spettro e aggiornata della posizione antimafia delle imprese.<\/p>\n<p>In tema di documentazione antimafia, inoltre, la relazione analizza le novit\u00e0 introdotte con il DL 152\/2021 (<a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/le-novita-introdotte-dal-d-l-152-2021-in-materia-di-interdittive-antimafia\/\">qui<\/a> una sintesi). Nell\u2019ambito degli appalti pubblici, le mafie (assimilabili, secondo la DIA, a veri e propri gruppi societari), si inseriscono sia tramite imprese a loro affiliate o \u201cvicine\u201d, sia nel ruolo diretto di contraente dei committenti pubblici, sia in quello di sub appaltatore o di sub contraente.<\/p>\n<p>Le occasioni di infiltrazione mafiosa coprono uno spettro a 360\u00b0: dalla fase di programmazione e progettazione, alla fase di esecuzione dell\u2019appalto (imprese mafiose, varianti in corso d\u2019opera) passando per la predisposizione del bando di gara. Centrale in tutte queste operazioni \u00e8 il ruolo della corruzione. La relazione pone inoltre l\u2019accento anche sul meccanismo della cd. \u201crotazione illecita\u201d che permette di pilotare le offerte verso il massimo ribasso.<\/p>\n<p>Per quel che concerne l\u2019attivit\u00e0 di monitoraggio eseguita nel corso del primo semestre 2021, la DIA ha focalizzato la propria attenzione sulle procedure di affidamento ed esecuzione degli appalti specialmente sui grandi lavori inerenti alle \u201cDisposizioni urgenti per la citt\u00e0 di Genova\u201d, alla \u201cRicostruzione post sisma 2016\u201d e alle cd. \u201cGrandi opere\u201d.<\/p>\n<p>Sono state 933 le imprese monitorate (+19% sul primo semestre 2020), 11.597 gli accertamenti su persone fisiche a vario titolo collegate alle imprese e 39 i cantieri ispezionatiI provvedimenti antimafia interdittivi emessi dagli Uffici Territoriali del Governo, nel primo semestre 2021, sono stati 455, in crescita del 18,49% rispetto allo stesso periodo del 2020.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA PREVENZIONE DEL RICICLAGGIO.<\/strong> La DIA svolge, inoltre, un ruolo di primo piano anche nell\u2019analisi e nell\u2019approfondimento investigativo delle segnalazioni di operazioni sospette (s.o.s.) al fine di prevenire l\u2019utilizzo del sistema economico-finanziario a scopo di riciclaggio.<\/p>\n<p>Nel corso del primo semestre 2021 la Direzione Investigativa Antimafia ha proceduto all\u2019analisi di 68.534 segnalazioni che ha comportato l\u2019esame di 690.030 posizioni segnalate o collegate di cui 482.620 persone fisiche e 207.410 giuridiche correlate a 863.346 operazioni finanziarie sospette. Tra queste sono state selezionate 11.915 segnalazioni di interesse della DIA, 2.459 delle quali di diretta attinenza alla criminalit\u00e0 mafiosa e 9.456 riferibili a fattispecie definibili reati spia\/sentinella. La maggior parte delle segnalazioni sono state effettuate dagli enti creditizi (46% circa) e dagli istituti di moneta elettronica (28% circa); in crescita, inoltre, i punti di contatto di istituti di pagamento comunitario (dallo 0,01% del primo semestre 2020 al 15% del primo semestre 2021).<\/p>\n<p>Sul piano geografico, Il maggior numero delle segnalazioni sospette potenzialmente attinenti alla criminalit\u00e0 organizzata risulta effettuato nelle regioni settentrionali (37%), seguite da quelle meridionali (29%), centrali (24%) e insulari (9%). Tra le regioni coinvolte, in testa si trova la Campania, seguita a stretto giro da Lombardia e Lazio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CONCLUSIONI.<\/strong> Anche nel primo semestre 2021, le organizzazioni mafiose consolidano la tendenza ad occupare il mercato legale, specialmente in quegli ambiti imprenditoriali che risultano pi\u00f9 fruttuosi per le attivit\u00e0 di riciclaggio delle ingenti risorse liquide accumulate principalmente grazie al traffico di stupefacenti, all\u2019usura e alle estorsioni. Sul piano delle attivit\u00e0 illecite, inoltre, si confermano le forme di collaborazione tra organizzazioni mafiose di diversa matrice.<\/p>\n<p>La relazione dedica un\u2019attenzione particolare agli interessi mafiosi in tema di appalti pubblici. In quest\u2019ambito \u00e8 frequente il ricorso a meccanismi corruttivi e il dispiegamento di relazioni utilitaristiche per infiltrare le amministrazioni locali. La direzione \u00e8 anche quella di estendere la capacit\u00e0 di controllo del territorio, accumulando consenso sociale laddove le occasioni di inquinamento degli appalti si traducono, ad esempio, in posti di lavoro distribuiti in ottica di fidelizzazione. Il tutto avviene con la complicit\u00e0 della cd. area grigia.<\/p>\n<p>La relazione pone, inoltre, l\u2019accento sulle mire mafiose che prevedibilmente interesseranno i fondi del PNRR. L\u2019uso della violenza, d\u2019altro canto, appare residuale: prevale per le organizzazioni mafiose l\u2019opera di silente penetrazione del tessuto economico, con una strategia di mimetizzazione.<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione mafiosa tocca, oggi, anche le moderne tecnologie: in particolare, \u00e8 rivolta verso tutti quegli strumenti che permettono un rapido e invisibile passaggio di denaro; la relazione cos\u00ec evidenzia il ricorso a pagamenti effettuati con criptovalute quali i Bitcoin e pi\u00f9 recentemente i Monero che non consentono il tracciamento e sfuggono al monitoraggio bancario.<\/p>\n<p>Sul piano dei reati commessi, nel primo semestre 2021 \u00e8 in calo quello di associazione mafiosa, mentre cresce l\u2019associazione per delinquere semplice (al nord) e i tentati omicidi di matrice mafiosa (al sud). Per quel che concerne i delitti connessi con la gestione illecita dell\u2019imprenditoria, sono in calo tutti i reati di corruzione, concussione, induzione indebita, riciclaggio e traffico di influenze illecite, mentre cresce (soprattutto al sud) il numero di reati relativi alla turbata libert\u00e0 degli incanti. Tali dati, in ogni caso, non possono essere ricondotti esclusivamente al semestre di riferimento, in quanto costituiscono l\u2019esito di operazioni e indagini generalmente condotte sul medio-lungo periodo. Sul piano delle estorsioni, infine, si segnala un incremento, che riguarda soprattutto il Nord: ci\u00f2 a dimostrazione della propensione delle mafie a occuparsi dei territori con maggiori prospettive di crescita.<\/p>\n<p>La relazione riporta anche le parole del Commissario straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, che ha precisato, nella sua relazione annuale, che si assiste \u201cda un lato alla diminuzione delle istanze al Fondo di solidariet\u00e0 da parte di vittime di estorsione e, dall\u2019altro, nonostante le difficolt\u00e0 operative riconducibili all\u2019emergenza pandemica, ad un significativo incremento dell\u2019ammontare delle somme concesse dal Comitato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(a cura di <em><strong>Marco De Pasquale<\/strong><\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PREMESSA.\u00a0Il Ministro dell\u2019Interno ha trasmesso alle Camere il 10 marzo 2022 la\u00a0Relazione sull\u2019attivit\u00e0 svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia\u00a0nel primo semestre del&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/sintesi-della-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-primo-semestre-2021\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Sintesi della Relazione della Direzione Investigativa Antimafia (Primo Semestre 2021)<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":207,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"class_list":["post-49175","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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