{"id":5095,"date":"2017-12-21T10:06:26","date_gmt":"2017-12-21T09:06:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvisopubblico.it\/osservatorio\/?page_id=5095"},"modified":"2017-12-21T10:06:26","modified_gmt":"2017-12-21T09:06:26","slug":"commissione-rifiuti-audizioni-sul-traffico-di-rifiuti-nel-lazio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/osservatorio-parlamentare\/attivita-dinchiesta\/attivita-dinchiesta-xvii\/commissione-bicamerale-sul-ciclo-dei-rifiuti\/commissione-rifiuti-audizioni-sul-traffico-di-rifiuti-nel-lazio\/","title":{"rendered":"Commissione rifiuti: audizioni sulla situazione dei rifiuti nel Lazio"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa<\/strong>. La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attivit\u00e0 illecite connesse al ciclo dei rifiuti ha ascoltato in audizione i\u00a0rappresentanti di comitati e associazioni di cittadini residenti nella provincia di Roma in merito alla situazione legata alla presenza di discariche sul territorio (seduta del\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/824?tipo=C&amp;anno=2015&amp;mese=07&amp;giorno=13&amp;view=&amp;commissione=39&amp;pagina=#data.20150713.com39.bollettino.sede00010.tit00010\">13 luglio 2015<\/a><\/strong>) e i professori del Politecnico di Torino (seduta del\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/824?tipo=C&amp;anno=2015&amp;mese=11&amp;giorno=12&amp;view=&amp;commissione=39&amp;pagina=#data.20151112.com39.bollettino.sede00010.tit00010\">12 novembre 2015<\/a><\/strong>) che hanno illustrato lo studio voluto dal Consiglio di Stato sulla situazione della discarica di Malagrotta. Il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/1058?idLegislatura=17&amp;tipologia=audiz2&amp;sottotipologia=audizione&amp;anno=2016&amp;mese=03&amp;giorno=16&amp;idCommissione=39&amp;numero=0089&amp;file=indice_stenografico\">16 marzo 2016<\/a><\/strong> \u00e8 stato ascoltato Giorgio Libralato, consulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello, in provincia di Latina, dove sorge una discarica a cui lo scorso gennaio la magistratura ha posto i sigilli a causa di una \u201csituazione di pericolo per la salute pubblica\u201d. \u00a0Il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/1058?idLegislatura=17&amp;tipologia=audiz2&amp;sottotipologia=audizione&amp;anno=2016&amp;mese=03&amp;giorno=30&amp;idCommissione=39&amp;numero=0091&amp;file=indice_stenografico\">30 marzo 2016<\/a><\/strong> si \u00e8 svolta l\u2019audizione del Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Latina, Andrea De Gasperis.\u00a0L\u2019<strong><a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/leg17\/resoconti\/commissioni\/stenografici\/html\/39\/audiz2\/audizione\/2016\/07\/11\/indice_stenografico.0110.html#stenograficoCommissione.tit00030.int00020\">11 luglio 2016<\/a><\/strong> \u00e8 stata la volta del dirigente dell&#8217;area ciclo integrato rifiuti della Regione Lazio, ingegnere Flaminia Tosini, mentre il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/1058?idLegislatura=17&amp;tipologia=audiz2&amp;sottotipologia=audizione&amp;anno=2016&amp;mese=08&amp;giorno=02&amp;idCommissione=39&amp;numero=0114&amp;file=indice_stenografico\">2 agosto 2016<\/a><\/strong> \u00e8 stato ascoltato il presidente dell\u2019Ama, Daniele Fortini, ed il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/824?tipo=C&amp;anno=2016&amp;mese=09&amp;giorno=05&amp;view=&amp;commissione=39&amp;pagina=#data.20160905.com39.bollettino.sede00010.tit00030\">5 settembre 2016<\/a><\/strong> si \u00e8 svolta l\u2019audizione del sindaco e dell\u2019assessore ambiente del comune di Roma (quest\u2019ultima riascoltata il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/824?tipo=C&amp;anno=2017&amp;mese=12&amp;giorno=14&amp;view=&amp;commissione=39&amp;pagina=#data.20171214.com39.bollettino.sede00010.tit00020\">14 dicembre 2017<\/a><\/strong>). Il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/1058?idLegislatura=17&amp;tipologia=audiz2&amp;sottotipologia=audizione&amp;anno=2016&amp;mese=10&amp;giorno=12&amp;idCommissione=39&amp;numero=0121&amp;file=indice_stenografico#stenograficoCommissione.tit00020.int00010\">12 ottobre 2016<\/a> <\/strong>\u00e8 stato ascoltato Fabio Altissimi, amministratore unico di Ridambiente, il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/1058?idLegislatura=17&amp;tipologia=audiz2&amp;sottotipologia=audizione&amp;anno=2016&amp;mese=10&amp;giorno=13&amp;idCommissione=39&amp;numero=0123&amp;file=indice_stenografico\">13 ottobre 2016<\/a><\/strong> il direttore generale di Arpa Lazio ed il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/824?tipo=C&amp;anno=2016&amp;mese=10&amp;giorno=26&amp;view=&amp;commissione=39&amp;pagina=#data.20161026.com39.bollettino.sede00020.tit00020\">26 ottobre 2016<\/a><\/strong> l\u2019ex direttore generale di Ama spa. Il <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/824?tipo=C&amp;anno=2016&amp;mese=12&amp;giorno=12&amp;view=&amp;commissione=39&amp;pagina=#data.20161212.com39.bollettino.sede00010.tit00010\"><strong>12 dicembre 2016<\/strong><\/a> si \u00e8 svolta l\u2019audizione di rappresentanti del consorzio Colasi e il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/824?tipo=C&amp;anno=2017&amp;mese=01&amp;giorno=10&amp;view=&amp;commissione=39&amp;pagina=#data.20170110.com39.bollettino.sede00010.tit00010\">10 gennaio 2017<\/a><\/strong> del Presidente dell\u2019Acea, mentre l\u2019<strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/824?tipo=C&amp;anno=2017&amp;mese=01&amp;giorno=11&amp;view=&amp;commissione=39&amp;pagina=#data.20170111.com39.bollettino.sede00010.tit00010\">11 gennaio 2017<\/a><\/strong> sono stati ascoltati l\u2019ex commissario straordinario di Roma capitale e l\u2019ex direttore generale di Ama spa, Giovanni Fiscon. Il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/824?tipo=C&amp;anno=2017&amp;mese=01&amp;giorno=31&amp;view=&amp;commissione=39&amp;pagina=#data.20170131.com39.bollettino.sede00010.tit00010\">31 gennaio 2017<\/a><\/strong> si \u00e8 svolta l\u2019audizione di due assessori del comune di Roma capitale. Il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/1058?idLegislatura=17&amp;tipologia=audiz2&amp;sottotipologia=audizione&amp;anno=2017&amp;mese=02&amp;giorno=01&amp;idCommissione=39&amp;numero=0140&amp;file=indice_stenografico\">1\u00b0 febbraio 2017<\/a><\/strong> sono stati ascoltati assessore e dirigenti della Regione Lazio ed il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/824?tipo=C&amp;anno=2017&amp;mese=02&amp;giorno=20&amp;view=&amp;commissione=39&amp;pagina=#data.20170220.com39.bollettino.sede00010.tit00010\">20 febbraio 2017<\/a><\/strong> i prefetti di alcune citt\u00e0 del Lazio ed il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/824?tipo=C&amp;anno=2017&amp;mese=02&amp;giorno=22&amp;view=&amp;commissione=39&amp;pagina=#data.20170222.com39.bollettino.sede00010.tit00010\">21 febbraio 2017<\/a><\/strong> i sindaci di Latina e Rieti; il Procuratore della Repubblica di Rieti \u00e8 stato ascoltato \u00a0il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/1058?idLegislatura=17&amp;tipologia=audiz2&amp;sottotipologia=audizione&amp;anno=2017&amp;mese=03&amp;giorno=06&amp;idCommissione=39&amp;numero=0148&amp;file=indice_stenografico\">6 marzo 2017<\/a><\/strong>; l\u2019assessore ai rifiuti della regione Lazio\u00a0\u00e8 stato nuovamente audito nella seduta del\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/824?tipo=C&amp;anno=2017&amp;mese=03&amp;giorno=15&amp;view=&amp;commissione=39&amp;pagina=#data.20170315.com39.bollettino.sede00010.tit00010\">15 marzo 2017<\/a><\/strong>. Nella seduta del <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/1058?idLegislatura=17&amp;tipologia=audiz2&amp;sottotipologia=audizione&amp;anno=2017&amp;mese=05&amp;giorno=30&amp;idCommissione=39&amp;numero=0167&amp;file=indice_stenografico\">30 maggio 2017<\/a><\/strong> sono stati ascoltati i rappresentanti della procura di Roma ed il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/1058?idLegislatura=17&amp;tipologia=audiz2&amp;sottotipologia=audizione&amp;anno=2017&amp;mese=06&amp;giorno=28&amp;idCommissione=39&amp;numero=0172&amp;file=indice_stenografico\">28 giugno 2017<\/a><\/strong> l\u2019amministratore delegato e il direttore generale di AMA. Il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/1058?idLegislatura=17&amp;tipologia=audiz2&amp;sottotipologia=audizione&amp;anno=2017&amp;mese=08&amp;giorno=01&amp;idCommissione=39&amp;numero=0178&amp;file=indice_stenografico\">1\u00b0 agosto 2017<\/a><\/strong> \u00e8 stato il turno del sindaco di Nettuno. Il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/1058?idLegislatura=17&amp;tipologia=audiz2&amp;sottotipologia=audizione&amp;anno=2017&amp;mese=10&amp;giorno=17&amp;idCommissione=39&amp;numero=0194&amp;file=indice_stenografico\">17 ottobre 2017<\/a><\/strong> sono stati ascoltati Amministratori e dirigenti del Comune di Roma. Specifiche audizioni sono state dedicate alla situazione del Porto di Gaeta<strong>, <\/strong>nell\u2019ambito dell\u2019approfondimento <strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/osservatorio-parlamentare\/attivita-dinchiesta\/attivita-dinchiesta-xvii\/commissione-bicamerale-sul-ciclo-dei-rifiuti\/commissione-sul-ciclo-dei-rifiuti-audizione-del-comandante-della-capitaneria-di-porto-di-gaeta\/\">sul traffico transfrontaliero dei rifiuti<\/a><\/strong><strong>.<\/strong> Si riporta una sintesi dei temi trattati, sulla base degli stenografici disponibili.<\/p>\n<p><strong>Problematiche relative alla situazione di alcuni impianti di gestione dei rifiuti<\/strong>.\u00a0Giancarlo Ceci, rappresentante dell\u2019Associazione cittadinanza, servizi e cultura Colle del Sole (versante est della Capitale), riferisce delle ispezioni condotte dalla Comunit\u00e0 Europea relativamente alla questione rifiuti a Roma e Napoli nel 2013. In particolare sottolinea un passaggio delle conclusioni raggiunte a livello comunitario, ovvero \u201cdi come nel Lazio le popolazioni locali si sentano completamente ignorate dalle autorit\u00e0 politiche, che le hanno trattate con una tale, manifesta incuria in un periodo tanto lungo, senza agire sulle gravi conseguenze cumulative di una politica dei rifiuti\u201d.<\/p>\n<p>Ceci analizza la questione della gestione rifiuti nella Capitale, mettendo in evidenza la mancanza di un efficace \u201cpiano di gestione dei rifiuti\u201d. La regione non avrebbe neanche \u201cun piano di gestione dell\u2019efficienza energetica e non \u00e8 in grado di fare una corretta pianificazione della destinazione e collocazione degli impianti, ovvero della elaborazione di metodologie che possono portare alla chiusura del ciclo dei rifiuti\u2026non ha un piano di tariffe regolate e predeterminate per quanto riguarda gli sversamenti nelle discariche\u2026non ha ancora individuato le cosiddette aree non idonee per le biomasse e il biogas\u201d.<\/p>\n<p>Il rappresentante dell\u2019Associazione Colle del Sole sposta poi l\u2019attenzione sul piano che prevedeva di realizzare nel Comune di Gallicano, a 6 chilometri da Rocca Cencia, un impianto di trattamento di funzione organica (umido) \u201cda 40.000 tonnellate, per un costo di 30 milioni di euro\u201d. \u201cSembra che adesso lo si voglia ritirare \u2013 aggiunge Ceci \u2013 e proporre un impianto di trattamento aerobico, sempre da 40.000 tonnellate, che dovrebbe essere gestito non si sa bene da chi. Mancano, infatti, assolutamente, persino le tipologie delle zone da individuare per queste realt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Denuncia la mancanza di pianificazione, le decisioni prese in situazione di emergenza, \u201cuna toppa momentanea alla risoluzione del circuito complessivo dei rifiuti e non la soluzione ottimale\u201d, e la presenza di troppi progetti relativi alla costruzione di nuovi impianti, asserendo che alcuni protagonisti di tali proposte sono rimasti coinvolti in inchieste giudiziarie. L\u2019Associazione denuncia una sordit\u00e0 da parte delle autorit\u00e0 istituzionali, in particolar modo la Regione Lazio, in merito alla numerose criticit\u00e0 nella gestione denunciate dai comitati dei cittadini.<\/p>\n<p>Sulla situazione di Rocca Cencia, si sottolinea come esista gi\u00e0 un impianto AMA con la possibilit\u00e0 di \u201ctrasferenza\u201d di 200 tonnellate al giorno di frazione organica. Il tutto in una realt\u00e0 dove, \u201ca distanza di 50 metri, ci sono le prime abitazioni; nel raggio di 3 chilometri ci sono 100.000 abitanti, mentre nel raggio di 7-8 chilometri ne abbiamo 250-300.000\u201d. Il piano sopraindicato prevede la costruzione di un ulteriore impianto per il trattamento della frazione organica con biogas che secondo Colle del Sole \u201ccomporterebbe, oltre ai normali inquinanti gassosi, ai liquidi microbiologici e al\u00a0compost,\u00a0che continua a non essere di qualit\u00e0, un pericolo di incendio\u2026e un trasferimento di mezzi pesanti e leggeri di oltre 650 unit\u00e0 giornaliere\u201d.<\/p>\n<p>La parola \u00e8 poi passata ad Andrea De Carolis, architetto e ingegnere urbanista, il quale evidenzia altre criticit\u00e0, tra cui la presenza nelle vicinanze dell\u2019area del parco archeologico \u201ctra i pi\u00f9 importanti d\u2019Italia e del mondo\u201d, di Gabii, e la presunta abusivit\u00e0 dell\u2019impianto gi\u00e0 esistente \u201cper quanto riguarda la persistenza di vincoli archeologici agenti sul lotto. Inoltre, come evidenzia la relazione ambientale, manca l\u2019autorizzazione paesaggistica dell\u2019esistente\u201d.\u00a0 In conclusione viene sottolineata l\u2019esistenza di una serie di fattori epidemiologici, prodotti dal dipartimento epidemiologico del servizio sanitario regionale, per i quali \u201cla nostra zona prevale, in tutta Roma e in tutto il Lazio, per numero di morti causate da tumori\u201d.<\/p>\n<p>I rappresentanti dell\u2019associazione che si oppone alla discarica di Magliano Romano, 35 chilometri a nord della Capitale, evidenzia come il progetto sia partito nel 2007 ma \u00e8 ancora in divenire, essendo in corso di valutazione della Regione Lazio la procedura VIA (Valutazione Impatto Ambientale). Il sito indicato \u00e8 infatti posto a 500 metri dal Parco di Veio e a 1.000 metri dal Parco regionale del Treja. Sulla discarica c\u2019\u00e8 anche la contrariet\u00e0 espressa dalla Conferenza dei Sindaci\u00a0 tenuta da 17 Comuni dell\u2019area Cassia-Tiberina-Flaminia. Perplessit\u00e0 sono state espresse anche sul privato proprietario della cava che dovrebbe essere adibita a discarica, \u201cla societ\u00e0 Idea 4, che si definisce \u00absociet\u00e0 esperta in rifiuti\u00bb, mentre \u00e8 nata solo per questa cosa nel 2006, e nel 2007 \u00e8 diventata esperta nella gestione dei rifiuti, pur non avendoli mai trattati perch\u00e9 si \u00e8 sempre occupata d\u2019altro\u201d. Nello specifico di edilizia.<\/p>\n<p>Ulteriori criticit\u00e0 evidenziate: la vicinanza del sito al centro di Magliano Romano (800 metri, rispetto ai 1500 di distanza minima imposta dal piano rifiuti regionale), la presenza nei pressi di aziende che producono carne biologica. Ulteriore elemento \u00e8 \u201cla carta idrogeologica della Regione Lazio\u201d, la quale indica l\u2019esistenza della falda \u201csotto al piano della discarica a 25 metri\u2026 Un altro dato oggettivo sta nel fatto che ci troviamo nei Monti Sabatini, nel settore nord della provincia di Roma, di origine vulcanica, dove la permeabilit\u00e0 delle rocce \u00e8 abbastanza alta. Permeabilit\u00e0 significa che l\u2019acqua molto facilmente attraversa le rocce e ha l\u2019attitudine ad arricchirsi di ioni di varia natura, in funzione del chimismo delle rocce e di qualunque altro tipo di materiale\u201d.<\/p>\n<p>La discarica intercomunale di Roncigliano, Albano Laziale. Aldo Garofalo, del comitato Albano Noinc, ricorda alla Commissione come sia l\u2019ARPA regionale che il CNR abbiano rilevato per tale discarica \u201cuna situazione di inquinamento, soprattutto delle falde acquifere\u201d. Il sito, che tratta rifiuti solidi urbani e serve dieci Comuni dei Castelli Romani, \u00e8 finito in un\u2019inchiesta che ha coinvolto Manlio Cerroni, proprietario della societ\u00e0 che la gestisce e di altre analoghe impegnate nel settore rifiuti. \u201cIn occasione della scadenza dell\u2019autorizzazione integrata ambientale relativa all\u2019ultimo degli invasi \u2013 da 500.000 tonnellate \u2013 della stessa discarica, l\u2019ARPA Lazio ha accertato una serie incredibile di violazioni, mancate prescrizioni e comunque illegalit\u00e0. Questa situazione era, a nostro giudizio, tale da richiedere, da parte degli enti preposti, quantomeno l\u2019intimazione all\u2019immediata bonifica e alla chiusura precauzionale della stessa discarica, cosa che non \u00e8 avvenuta\u201d.<\/p>\n<p>Marco Tellaroli, Comitato Cittadini di Bracciano in movimento, sul tema della discarica nata come \u201cillegale\u201d e regolamentata negli anni successivi. Nel 2004 nasce la societ\u00e0 di gestione Bracciano Ambiente, partecipata al 100% dal Comune, con \u201cl\u2019obiettivo di sostituire tutte le ditte private nella gestione del conferimento dei rifiuti e portare la discarica al compimento della sua totale capienza, che era di circa 2,2 milioni di metri cubi\u201d. Le criticit\u00e0 evidenziate da Tellaroli sono la mancanza di trattamento per i rifiuti e la presenza intorno al sito di terreni agricoli, \u201cnonch\u00e9 falde acquifere sotterranee, dove l\u2019acqua della zona di Cupinoro va a influire sia nel Lago di Bracciano, sia nei comuni limitrofi\u201d. Altra problematicit\u00e0 l\u2019apertura di una cava limitrofa, poi sequestrata nel 2014 perch\u00e9 sprovvista di tutte le autorizzazioni ambientali, di altri 450mila metri cubi. Viene infine sollevata la questione della gestione economica, relativamente a 12 milioni del cosiddetto fondo <strong>post mortem<\/strong> e di 11,7 milioni di ecotassa, il cui utilizzo da parte degli amministratori, secondo il Comitato che riferisce di indagini della Finanza e della Corte dei Conti, non sarebbe stato chiarito.<\/p>\n<p><strong>La situazione della discarica di Malagrotta<\/strong>. Nella successiva audizione di novembre, con le professoresse del Politecnico di Torino, Maria Chiara Zanetti e Rajandrea Sethi, si \u00e8 affrontata la spinosa questione relativa alla situazione dell\u2019inquinamento e dello stato geologico della discarica di Malagrotta. Il lavoro del Politecnico \u00e8 stato svolto nell\u2019ambito di una richiesta del Consiglio di Stato.<\/p>\n<p>Il primo aspetto affrontato era relativo al dislivello peziometrico tra il polder, la barriera laterale impermeabile costruita nel 1987 (la discarica \u00e8 stata aperta nel 1974) per evitare l\u2019uscita di percolato in falda, e l\u2019esterno. \u201cQuello che era stato osservato \u00e8 che i livelli interni risultavano essere superiori rispetto all\u2019esterno. Il fatto che ci sia una differenza di livello fa s\u00ec che possano esistere dei flussi idrici dall\u2019interno verso l\u2019esterno. Se c\u2019\u00e8 un dislivello topografico, l\u2019acqua tende a migrare da quote piezometriche superiori a quote piezometriche inferiori. Nella zona interna il livello dell\u2019acqua \u00e8 pi\u00f9 elevato, mentre in quella esterna risulta essere pi\u00f9 basso\u201d.<\/p>\n<p>Il risultato dello studio su questo specifico punto evidenzia come si possa affermare \u201cche gli interventi richiesti dall\u2019ordinanza\u2026 sono efficaci ai fini della tutela della salute pubblica e della risorsa idrica sotterranea. In particolare, l\u2019inversione del livello piezometrico, presente all\u2019interno e all\u2019esterno del polder, permetterebbe di ridurre in modo considerevole o annullare il flusso di acqua contaminata da percolato in uscita dal perimetro del\u00a0polder. Si ritiene, inoltre, che tale misura rientri nelle norme di buona gestione di un sito isolato idraulicamente\u201d.<\/p>\n<p>Il secondo aspetto riguardava la fattibilit\u00e0 di tali interventi, valutando \u201cquanta acqua si dovesse rimuovere dalla zona perimetrata per far s\u00ec che localmente il dislivello si annullasse\u201d. Nel descrivere i tempi i tecnici riferiscono di due anni per \u201cottenere un annullamento o una riduzione significativa del flusso\u201d attraverso l\u2019utilizzo di un \u201csistema di pozzi perimetrali\u201d.<\/p>\n<p>Gli altri quattro quesiti posti al Politecnico riguardano \u201clo stato qualitativo delle acque nella zona circostante\u201d e la possibile responsabilit\u00e0 della discarica \u201crelativa a un cambiamento del chimismo delle acque di falda\u201d.<\/p>\n<p>Comunque, anche a monte, l\u2019acqua di falda presenta dei parametri che non rientrano perfettamente in linea con i requisiti di cui al decreto n. 152 del 2006. Sicuramente l\u2019acqua di falda a valle \u00e8 molto pi\u00f9 inquinata rispetto a quella a monte\u201d.\u2002\u201cQuali che fossero gli indicatori considerati, tipicamente legati alla qualit\u00e0 dell\u2019acqua di percolato all\u2019interno di discariche di rifiuti solidi urbani come quella in questione, abbiamo potuto ravvisare una certa influenza della presenza della discarica di Malagrotta sulle acque di falda a valle della discarica\u201d spiegano gli esperti del Politecnico. E aggiungono: \u201cSi pu\u00f2 gi\u00e0 dire che l\u2019acqua di falda, ancorch\u00e9 a monte, presenta alcune caratteristiche di inquinamento. Ci siamo focalizzati sulla discarica e non conosciamo la storia di tutta la zona. Pertanto non siamo in grado di indicare il motivo preciso.<\/p>\n<p>Sollecitati dai Commissari sul tracciare una sorta di bilancio degli studi condotti, viene evidenziato che \u201cla discarica di Malagrotta, ai sensi del decreto n 152 del 2006, inquina. Certamente, non essendo stato fatto nulla, continua a inquinare. \u00c8 stato chiesto se le prescrizioni sono sufficienti\u2026Sicuramente annullare il dislivello tra polder e falda \u00e8 un buon sistema per limitare o addirittura eliminare, se si arriva fino ad annullare totalmente il dislivello, la fuoriuscita e l\u2019interferenza tra la discarica e la falda. Mi permetto di osservare che forse si potrebbe aggiungere un drenaggio del percolato all\u2019interno della discarica\u2026.Infatti la fonte dell\u2019inquinamento \u00e8 proprio il percolato. Spesso, per eliminare pi\u00f9 in fretta la fonte di inquinamento, conviene andare direttamente dove c\u2019\u00e8 la fuoriuscita, quindi intervenire proprio sul percolato. Questa potrebbe essere, eventualmente, una modalit\u00e0 aggiuntiva per accelerare l\u2019efficienza del trattamento di bonifica\u2026 Non c\u2019\u00e8 un rischio sanitario e ambientale per la popolazione esposta al di sopra di certi livelli (ovviamente l\u2019acqua non \u00e8 potabile, nda). \u00c8 chiaro che comunque il problema andrebbe risolto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Borgo Montello e la possibile presenza di rifiuti tossici<\/strong>. Giorgio Libralato nell\u2019aprire la propria audizione ricorda come la vicenda della discarica di Borgo Montello, soggetta a procedura di infrazione da parte delle autorit\u00e0 europee, si trascini ormai da decenni. La discarica, gestita dalle societ\u00e0 Indeco ed Ecoambiente, \u00e8 finita sotto inchiesta nel gennaio 2014. Inchiesta che ha condotto al sequestro, da parte del GICO della Guardia di Finanza, di una sua \u201cparte attiva\u201d. Sulla possibile presenza, nell\u2019invaso SO, di fusti metallici contenenti rifiuti tossici, il consulte riferisce di una \u201cmassa metallica confermata dalle ricerche dell\u2019INGV\u201d. Lo scavo nell\u2019invaso \u00e8 iniziato nell\u2019agosto 2012 a seguito di un finanziamento di 700mila euro da parte della Regione Lazio, 400mila dei quali destinati all\u2019appalto di scavi \u201ceffettuati solo parzialmente\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDurante una conferenza pubblica, il 20 settembre 2012, il direttore dell\u2019Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia \u2013 sostiene il consulente \u2013 dichiara che non vengono fatti tutti gli scavi perch\u00e9 per loro quello che avevano trovato era sufficiente per dire che quella massa metallica era o del ferro che si trovava nei copertoni o armature metalliche delle recinzioni dell\u2019epoca\u201d. Libralato cita due dichiarazioni, del pentito Carmine Schiavone e dell\u2019assessore provinciale dell\u2019epoca, secondo cui gli scavi non dovevano essere effettuati nell\u2019SO ma in altro invaso. Tra i dati citati dal consulente anche quelli relativi all\u2019inquinamento delle falde certificati dall\u2019ARPA nel 2013 e da analisi svolte da periti del Tribunale di Latina, secondo cui la protezione delle falde non sarebbe stata completata. Fatti che portano ad un processo ancora in corso a carico di esponenti dell\u2019epoca della societ\u00e0 Ecoambiente. Nel citare una delle perizie Libralato sintetizza che \u201cla falda ha una certa quota: se non la si analizza per l\u2019interezza della quota, probabilmente si hanno dati non attendibili, perch\u00e9 un inquinante pu\u00f2 essere pi\u00f9 pesante dell\u2019acqua, un altro meno pesante; se non si verifica per tutta l\u2019altezza, questo problema non si evince\u201d.<\/p>\n<p>Riferendosi all\u2019AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) Libralato dichiara che la Regione Lazio nel 2009 sosteneva il falso nel dichiarare la propriet\u00e0 della discarica in capo ad Ecoambiente. Aggiunge che secondo le famiglie di Borgo Montello la discarica andava chiusa nel 2012, a scadenza delle autorizzazioni assegnate alle due societ\u00e0 (Indeco e Ecoambiente) che invece \u201ccontinuano ad operare\u201d. Conclude ricordando che le nuove Autorizzazioni, conferite nel 2015, sono state impugnate dai cittadini di Borgo Montello, per problemi legati alla polizza fideiussoria e perch\u00e9 Ecoambiente non ha a disposizione l\u2019intera area sottoposta al sopracitato sequestro della Finanza.<\/p>\n<p>Nel citare l\u2019inchiesta che ha portato ai sigilli alla discarica posti lo scorso gennaio, il consulente ricorda come l\u2019indagine abbia stabilito che \u201ci volumi dell\u2019Indeco erano stati superati di oltre 100.000 metri cubi rispetto all\u2019autorizzato\u201d e che secondo il comitato di Borgo Montello questo superamento \u201cavrebbe portato a un guadagno di circa 10 milioni di euro da parte dalla societ\u00e0 Indeco per il volume di affari corrispondente\u201d.<\/p>\n<p>Sollecitato dai commissari, Libralato fornisce dettagli sui livelli di inquinanti emersi dalle analisi dell\u2019ARPA sulle falde: i valori di arsenico sono superiori a trenta volte rispetto a quanto consentito dalla legge e sono state rintracciate presenze di ferro e manganese.\u00a0 Il comitato sottolinea la mancata realizzazione di studi epidemiologici in merito: \u201cQuest\u2019indagine epidemiologica non \u00e8 stata chiesta solo dai cittadini. Viene chiesto da ASL, ARPA e anche dalla Regione Lazio. Prima di rilasciare qualsiasi autorizzazione vale il principio di precauzione. Se non c\u2019\u00e8 quest\u2019indagine, non possiamo procedere o autorizzare niente\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le indagini della Procura<\/strong>. Il tema della discarica di Borgo Montello \u00e8 stato affrontato anche nell\u2019audizione della Procura di Latina. I magistrati evidenziano che, in base ad un \u201ccontrollo svolto dai tecnici\u201d, la discarica aveva superato la sua capacit\u00e0 di contenimento dei rifiuti e che il provvedimento di sequestro sopra citato, per l\u2019invaso S8, \u00e8 stato confermato dal Tribunale del Riesame. Pi\u00f9 in dettaglio, risulta \u201cviolata l\u2019autorizzazione integrata ambientale e sono stati abbancati rifiuti, per quello che ci risulta, pari a circa 120mila metri cubi in pi\u00f9\u2026senza che ci fosse stata nessuna verifica preliminare da parte degli organi competenti ai controlli\u201d. Attualmente sulla discarica sono autorizzate soltanto le attivit\u00e0 di manutenzione e quelle ordinarie per evitare danni all\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Nel prosieguo dell\u2019audizione il sostituto procuratore fa emergere quelle che a suo avviso sono le criticit\u00e0 dell\u2019impianto normativo, in particolare del decreto legislativo n. 33 del 2003 in merito alle discariche. \u201cMi riferisco alla gestione\u00a0post mortem, alla questione accantonamenti, alla questione fideiussioni. Sono tutte questioni che rischiano di vanificare assolutamente la tutela ambientale.\u00a0 Si \u00e8 voluto amplificare al massimo le garanzie da un punto di vista economico\u2026ma stiamo e sto constatando nelle indagini che purtroppo questo rischia di essere soltanto un ammasso di carte\u2026 Vorrei vedere che cosa succederebbe se un giorno fossero effettivamente attivate queste polizze fideiussorie\u201d.\u00a0Altra criticit\u00e0 evidenziata \u00e8 il tema degli accantonamenti, su cui la Procura comunque ha chiesto l\u2019archiviazione per l\u2019ipotesi di reato di peculato: \u201cPerch\u00e9 una societ\u00e0 accantona realmente e un\u2019altra solo contabilmente? \u00c8 possibile tollerare questa libert\u00e0 di azione o forse non sarebbe meglio disporre che gli accantonamenti vadano direttamente alla regione o siano effettivi con un vincolo di destinazione?\u201d<\/p>\n<p>Sul tema economico vengono snocciolati alcuni dati su Borgo Montello: in base ad una consulenza tecnica emerge che dal 1998 ad oggi sono stati riversati in discarica 5.422.923 tonnellate di rifiuti, \u201cper incassi pari grosso modo a circa 276 milioni di euro\u201d. In tema di controlli si ribadisce che \u201cdovrebbero essere automatici, sistematici, e non arrivare, come pare in questo caso sia avvenuto, solo a seguito di iniziative anche di impatto dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria\u201d.<\/p>\n<p>Altro capitolo affrontato \u00e8 legato ai benefit ambientali da versare alle amministrazioni, proporzionati al quantitativo di rifiuti conferiti in discarica. Nel caso specifico di Borgo Montello, viene sottolineata una discrasia tra le somme che le societ\u00e0 devono versare e quelle effettivamente incassate dal Comune di Latina. Una \u201csfasatura\u201d di oltre 300mila euro ogni anno, dal 2011 in poi, tra quanto previsto (1,3 mln circa) e quanto realmente versato da Indeco (1 mln circa). Mancati versamenti che, specifica il sostituto procuratore, possono dipendere dal fatto che le societ\u00e0 non siano pagate dai Comuni e siano impossibilitate dal versare l\u2019intero ammontare dei benefit.\u00a0 \u201cA mio avviso la questione sorprendente \u00e8 che non sono state date notizie, almeno allo stato, sugli approfondimenti che hanno fatto all\u2019interno degli uffici comunali\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019audizione del dirigente della Regione Lazio<\/strong>. Sul sito di Borgo Montello \u00e8 stata audita anche la dirigente dell&#8217;area ciclo integrato rifiuti della regione Lazio, ingegnere Flaminia Tosini, la quale ribadisce che entrambe le\u00a0 discariche (Indeco ed Ecoambiente) sono al momento senza possibilit\u00e0 di ricezione rifiuti per esaurimento delle volumetrie autorizzate, con la prima soggetta a sequestro. In merito alla richiesta di valutazione di impatto ambientale, strada per l\u2019ampliamento delle volumetrie, i procedimenti sono fermi. \u201cIn questo momento si sta attivando la procedura di valutazione di assoggettabilit\u00e0 di questo fabbisogno, al termine della quale, se l&#8217;esito \u00e8 favorevole, avremo la determinazione del fabbisogno e quindi la pianificazione corretta per poter procedere all&#8217;autorizzazione di nuovi impianti\u201d.<\/p>\n<p>Sul piano regionale, al momento in fase di aggiornamento, la dirigente ricorda che \u201cnel 2012 \u00e8 stato approvato il piano, aveva un capitolo che si chiamava \u00abScenari di controllo\u00bb, sospeso dal consiglio regionale perch\u00e9 era basato su presupposti non esattamente coerenti con la normativa europea. Pertanto questo scenario era stato sospeso ed era stato domandato di rideterminare lo scenario sulla base dei presupposti corretti: da una parte il raggiungimento della raccolta differenziata al 65 per cento e, dall&#8217;altra, la diminuzione dei rifiuti. Va quindi a sostituire quella parte, per quanto riguarda il fabbisogno, dopodich\u00e9 ci sar\u00e0 l&#8217;aggiornamento del piano\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019audizione successivamente si sposta sul rogo del 30 giugno 2016 al TMB di Pontina. In merito all\u2019impatto ambientale \u2013 sanitario dell\u2019incendio, la dirigente specifica che con ARPA sono stati predisposti una serie di monitoraggi sulle centraline fisse che erano gi\u00e0 disponibili nell&#8217;intorno e con una centralina mobile. \u201cNon risultano superamenti su questi aspetti. L&#8217;ASL ha fatto fare dei campionamenti su alcune tipologie di ortaggi \u2013 quelli a foglie larghe, pi\u00f9 sensibili alla contaminazione \u2013 e siamo in attesa delle analisi\u201d ha dichiarato la Tosini.\u00a0 Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti da collocare in discarica, il TMB di Pontina serve 15 Comuni dei Colli e della Valle dell\u2019Aniene. Dopo il 30 giugno i rifiuti sono stati dirottati sui due impianti di Viterbo e Rida. \u201cSuccessivamente sono state fornite ai comuni tutte le informazioni corrette per individuare il nuovo impianto di riferimento. Pertanto sono stati messi a disposizione tutti gli impianti esistenti sul territorio della regione Lazio in modo che, contattando questi impianti, i comuni hanno trovato la nuova destinazione\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019attuale situazione delle discariche nel Lazio<\/strong>. Sollecitata dai commissari sul punto, la dirigente ricorda che, oltre alla situazione sopra descritta di Borgo Montello \u2013 Latina,\u00a0 \u201cle discariche in esercizio sono veramente poche: Viterbo, Colleferro e la discarica a servizio dell&#8217;ATO di Frosinone. Civitavecchia \u00e8 ferma per altre problematiche\u201d. Questa situazione al momento non comporta delle particolari criticit\u00e0, a parte il territorio di Roma Capitale.<\/p>\n<p>In merito alla necessit\u00e0 di una \u201cdiscarica di servizio\u201d a Roma, la Tosini risponde: \u201cS\u00ec, nell&#8217;ipotesi che Roma voglia lasciare i rifiuti sul territorio di Roma e non andare fuori: questo \u00e8 evidente. Si pu\u00f2 andare fuori con i rifiuti che hanno cambiato la natura perch\u00e9 sono stati soggetti a un trattamento vero e proprio, ossia non al tritovaglio. Tali rifiuti possono circolare liberamente sul territorio perch\u00e9 sono speciali a tutti gli effetti e quindi possono spostarsi fuori. L&#8217;elemento che oggi si \u00e8 evidenziato e che risulta essere mancante \u00e8 la disponibilit\u00e0 ad effettuare la termovalorizzazione dei rifiuti nel Lazio. Abbiamo tre impianti autorizzati, realizzati e in esercizio, che sono quelli di Colleferro, di Lazio Ambiente e di ACEA a San Vittore. L&#8217;impianto si chiama ARIA.<br \/>\nQuesti tre impianti non sono sufficienti per la produzione di CDR del Lazio. Quindi l&#8217;ipotesi da valutare era, cos\u00ec come dice il Ministero, se serva un altro impianto nel Lazio oppure se non serva. L&#8217;ipotesi fatta, se lo scenario porta a un miglioramento della raccolta differenziata e, contemporaneamente, alla riduzione della produzione di rifiuti, \u00e8 di una quantit\u00e0 di rifiuti da inviare alla termovalorizzazione, di qui a tre anni, che si equivale con le disponibilit\u00e0 degli impianti rispetto a quello che sar\u00e0 il fabbisogno da bruciare. Quindi, da qui a tre anni, siamo sicuramente in carenza ma, se le prospettive vengono mantenute, tra tre anni non servir\u00e0 pi\u00f9 l&#8217;impianto\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019audizione del Presidente dell\u2019Ama<\/strong>. Il 2 agosto 2016 \u00e8 stato audito dalla Commissione il Presidente del CDA di AMA, la municipalizzata che gestisce i rifiuti di Roma. Fortini avrebbe poi lasciato l\u2019incarico due giorni dopo. Il tema dell&#8217;audizione sono le informazioni, note a Fortini e oggetto di sue denunce all&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria, \u201crelative alla commissione di illeciti all&#8217;interno dell&#8217;AMA, oltre che alla possibile presenza nell&#8217;azienda di fenomeni criminali\u201d.\u00a0Tre i temi che annuncia di voler affrontare Fortini: la mancanza di un ciclo integrato di rifiuti urbani sul territorio di Roma, le difficolt\u00e0 di AMA e i \u201cpericoli di un condizionamento indesiderato dall&#8217;esterno dell&#8217;azione dell&#8217;attuale amministrazione capitolina\u201d.<\/p>\n<p><em>L\u2019assenza di un ciclo integrato di rifiuti urbani per Roma<\/em>. Fortini asserisce che tale ciclo a Roma non esiste. L\u2019AD si mostra scettico sulla pianificazione regionale, in mancanza dei previsti impianti di gassificazione di Albano Laziale e Malagrotta e in virt\u00f9 delle sole linee di incenerimento installate a San Vittore e Colleferro. La presenza di impianti di trattamento biologico (TMB), il cui compito \u00e8 generare \u201crifiuti da rifiuti, separano la parte combustibile dei rifiuti da quella pi\u00f9 umida e generano scarti che dovranno successivamente essere trattati o smaltiti\u201d, obbliga ad integrare il ciclo dei rifiuti con la presenza di altri inceneritori e discariche. Si aggiunge a tale scenario problematico la situazione delle linee di incenerimento attualmente presenti: se San Vittore rappresenta un impianto moderno e che sar\u00e0 presto ampliato, Colleferro viene definito da Fortini \u201cun rottame\u201d, spesso guasto e che non riesce a \u201cmarciare le ore previste dal tabellame di funzionamento\u201d.<\/p>\n<p>Fortini esprime un\u2019altra preoccupazione. Ad ottobre \u00e8 prevista la visita nel Lazio della Commissione Europea, che dovr\u00e0 verificare la situazione del ciclo integrato dei rifiuti della regione. Il timore \u00e8 che \u201cla ricerca di una discarica nel territorio della Capitale d&#8217;Italia possa risolversi cos\u00ec come accaduto in passato, in modo forse rovinoso, impedendo che possa esservi quella garanzia e quell&#8217;assicurazione che invece viene richiesta\u201d. Il tema centrale secondo Fortini diventano i TMB (4 operanti sul territorio di Roma) che \u201ccostituiscono il pi\u00f9 grande impedimento allo sviluppo di politiche orientate all&#8217;economia circolare, al recupero dei rifiuti, alla possibilit\u00e0 di generare prodotti dalle raccolte differenziate e dal riciclaggio\u201d.<\/p>\n<p><em>Le difficolt\u00e0 di AMA<\/em>. La situazione dunque si attesta su un precario equilibrio, che viene facilmente a mancare in caso di imprevisti, come raccontano le cronache delle ultime settimane. Attualmente i TMB possono accogliere 3mila tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati e rifiuti urbani residui, esattamente il fabbisogno calcolato quotidianamente per Roma. Ma 2 dei 4 TMB devono accogliere anche circa 300 tonnellate al giorno riservate ai comuni di Ciampino, Fiumicino, agli aeroporti presenti sul territorio e alla Citt\u00e0 del Vaticano. Si spiegano anche cos\u00ec i ciclici problemi di raccolta, nuovamente portati all\u2019interesse dell\u2019opinione pubblica durante l\u2019estate del 2016.<\/p>\n<p>In base allo scenario sopra descritto, Fortini spiega che fine fanno parte dei rifiuti della citt\u00e0. Roma \u201cesporta\u201d in 62 siti diversi frazione organica stabilizzata, scarti pesanti, scarti leggeri e combustibile derivato da rifiuti. Siti \u201cdislocati in 10 regioni italiane e in 3 Paesi esteri, cio\u00e8 Bulgaria, Romania e Portogallo\u201d. Una situazione difficile dal punto di vista ambientale, economico (viene generato un notevole aumento dei prezzi) e logistico.<\/p>\n<p>Secondo Fortini \u00e8 necessario che Roma sostituisca gli impianti TMB con altri impianti in grado di valorizzare la raccolta differenziata. Impianti con macchinari, presenti anche in Italia, \u201cche lavorano a freddo, che non inquinano e che sono capaci di selezionare i materiali in ingresso restituendo in uscita prodotti, sottoprodotti, materie impiegabili\u201d. Gli investimenti sarebbero \u201cbanali\u201d: per lavorare 100.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati in impianti moderni si avrebbe un investimento intorno ai 30-35 milioni di euro. Altra necessit\u00e0 rimarcata da Fortini \u00e8 la presenza di impianti di compostaggio per almeno 200.000 tonnellate all&#8217;anno di rifiuti urbani biodegradabili generati\u00a0a Roma. Attualmente l\u2019unico impianto (Maccarese) \u00e8 in grado di soddisfare solo il 10% di questo fabbisogno annuale.<\/p>\n<p>Nella seconda parte dell\u2019audizione, l\u2019AD si sposta poi sulle critiche piovute addosso ad AMA, ritenuta \u201ccorresponsabile\u201d delle cicliche situazioni di crisi a Roma. \u201cHo trovato ingeneroso \u2013 sottolinea Fortini &#8211; dire che l&#8217;azienda AMA ha incautamente non realizzato gli impianti, lasciando il campo ai privati e ad ACEA. L&#8217;azienda AMA ha progettato gli impianti, ha portato la raccolta differenziata al 42 per cento, ha bandito le gare per portare i rifiuti in massima trasparenza e con convenienza economica dove potevano andare. Non trovo dunque corretto dire che incautamente l&#8217;azienda ha lasciato il campo ai privati e a un altro operatore, ancorch\u00e9 pubblico. Peraltro, l&#8217;operatore privato che si chiama Manlio Cerroni e che ancora oggi rivendica, apertamente e orgogliosamente, la propriet\u00e0 del gruppo Colari, non \u00e8 diventato il supremo della gestione di quarant&#8217;anni di rifiuti grazie ad AMA. Al contrario, ha contrastato con ogni forza e con ogni strumento, messo a disposizione dalla legge ed entro i termini della legge, in ogni minuto, il dominio assoluto che quel gruppo industriale aveva sulla citt\u00e0 di Roma\u201d.<\/p>\n<p><em>I \u201cpericoli\u201d di condizionamento dell\u2019azienda<\/em>. Sul tema Fortini parte dai pericoli di inquinamento da parte della criminalit\u00e0 organizzata, citando l\u2019operazione Alchemia condotta dalle forze dell\u2019ordine, da cui emerge che una societ\u00e0 gestita da presunti esponenti collusi con la \u2018ndrangheta gestiva la movimentazione dei rifiuti nelle vasche dei TMB di Rocca Cencia e Salario.<\/p>\n<p>Passando al risvolto politico, in merito ai presunti \u201ccondizionamenti\u201d Fortini spiega: \u201cI consiglieri comunali, gli assessori e il sindaco sono la mia istituzione di riferimento, prova ne sia il fatto che quando ho avvertito la necessit\u00e0 di accendere i fari su un arbitrato da 900 milioni di euro che Colari rischiava di portarci via nel silenzio, chiedendo alla stampa, a tutti i soggetti e alle autorit\u00e0 di controllo di elevare la soglia di attenzione su quel problema, ho chiesto proprio all&#8217;onorevole Stefano Vignaroli (Movimento Cinque Stelle, ndr) di intervenire con un&#8217;interrogazione parlamentare che potesse, appunto, accendere anche il faro del Parlamento sulla questione\u2026.\u00a0Ho incontrato la sindaca di Roma, Virginia Raggi, soltanto una volta, il 27 giugno 2016. Con questa amministrazione ho provato a improntare un atteggiamento di leale collaborazione. Mi \u00e8 stato chiesto di produrre ogni giorno un\u00a0<em>report<\/em>\u00a0sull&#8217;attivit\u00e0 di AMA, cosa che ho fatto\u2026. I destinatari sono stati l&#8217;onorevole sindaca di Roma, la dottoressa Paola Muraro, assessore al comune di Roma (non lo era fino al 7 luglio, ma avevo ricevuto istruzioni di mandarglieli anche in precedenza, dal 28 giugno) e l&#8217;onorevole Vignaroli. Questi documenti contengono informazioni delicate sulla vita aziendale e sulle problematicit\u00e0. Ho smesso di redigerli nel momento in cui uno di questi\u00a0<em>report<\/em>\u00a0settimanali, peraltro particolarmente delicato, che pensavo di inviare a persone che avrebbero trattenuto per s\u00e9 le informazioni, \u00e8 diventato un allegato a una lettera del dipartimento ambiente di Roma Capitale che, allegando il mio\u00a0<em>weekly report<\/em>\u00a0di quella settimana, mi chiedeva spiegazioni su alcuni passaggi. Nello stesso tempo la sindaca di Roma ci ha scritto il 28 giugno chiedendo ad AMA di dare entro il 4 luglio esauriente risposta su 23 punti\u2026 dal 29 giugno, ho messo alla stanga i 14 dirigenti, giorno e notte, per cui abbiamo redatto una relazione che ha un\u00a0<em>master<\/em>\u00a0di 116 pagine e due allegati di complessive 720 pagine\u2026. La relazione completa \u00e8 stata depositata il 4 luglio al dipartimento partecipate del comune di Roma, che poi l&#8217;ha inoltrata\u2026.Tuttavia, mentre assolvevamo a questo compito e mentre personalmente facevo un lavoro di collaborazione leale e aperta, mi sono ritrovato dei\u00a0<em>blitz<\/em>\u00a0all&#8217;impianto di Rocca Cencia di cui non ero a conoscenza\u2026Alle 10.15 del mattino di luned\u00ec 25 luglio ricevo una telefonata dall&#8217;assessore Muraro che mi informa che sarebbe venuta a trovarmi in ufficio. Invece, alle 11.15 mi trovo nell&#8217;ufficio, insieme all&#8217;assessore, persone di cui non avevo previsto la visita, per subire quello che \u00e8 stato un interrogatorio a telecamere aperte \u2013 da me autorizzato \u2013 in luogo di quello che immaginavo essere un confronto tra l&#8217;assessore e il presidente dell&#8217;azienda di fronte a una situazione di difficolt\u00e0 per capire come risolvere i problemi di Roma: ne ho preso atto con un certo rammarico perch\u00e9 non era questo lo stile che regolava le relazioni tra me e la dottoressa Paola Muraro negli anni precedenti\u201d.<\/p>\n<p>Sollecitato dai commissari, in merito alla situazione di crisi sulla pulizia della citt\u00e0 occorso sul finire del mese di giugno, Fortini ricostruisce di aver proposto \u201cdi ricorrere a Colari, chiedendogli di darci una mano temporanea e transitoria, nelle more della riapertura dell&#8217;impianto ISAF di Frosinone, per 200 tonnellate al giorno, per almeno 10 giorni, stando aperto anche la domenica\u201d.\u00a0 Nella riunione tenuta il 30 giugno si giunse ad un accordo: \u201cColari accett\u00f2 di prendere 200 tonnellate al giorno in pi\u00f9 di rifiuti per 10 giorni, ma AMA si impegnava ad anticipare il pagamento del mese di luglio di almeno 15 giorni per dare loro un respiro finanziario, in modo da avere meno problemi con i loro fornitori dei servizi di evacuazione dei rifiuti\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019audizione del sindaco e dell\u2019assessore all\u2019ambiente di Roma<\/strong>. L\u2019audizione parte con la conferma da parte dell\u2019assessore di alcune indiscrezioni giornalistiche in merito ad un\u2019indagine a suo carico. La Muraro racconta infatti di aver chiesto informazioni all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria e di aver ricevuto conferma, sul finire del mese di luglio 2016, di un \u201c335\u201d (iscrizione nel registro delle notizie di reato) in merito all\u2019\u201carticolo 256, comma 4\u201d del Testo Unico Ambiente (attivit\u00e0 di gestione rifiuti non autorizzata). In merito il Sindaco Raggi dichiara quanto segue: \u201cIo sono venuta a conoscenza dell&#8217;esistenza di un fascicolo a suo nome verso la fine del mese di luglio, tuttavia siamo in attesa di leggere le carte, cio\u00e8 di conoscere quale sia l&#8217;oggetto di questa indagine. Al momento c&#8217;\u00e8 semplicemente questo fascicolo aperto a suo nome e non si sa ancora nulla\u2026La contestazione \u00e8 troppo generica per poter capire effettivamente di cosa stiamo parlando. Non appena ci saranno maggiori informazioni prenderemo provvedimenti\u201d. La Muraro specifica: \u201cHo informato subito la sindaca quando l&#8217;ho avuto in possesso\u201d. Sollecitata da un commissario sulle interviste rilasciate nei giorni precedenti all\u2019audizione, in cui la Muraro non confermava l\u2019esistenza di un\u2019indagine a carico, l\u2019assessore replica: \u201cLa domanda che fanno i giornalisti \u00e8 se ho avuto un avviso di garanzia e io un avviso di garanzia non l&#8217;ho avuto\u201d.<\/p>\n<p><em>Rifiuti zero, obiettivo della nuova giunta<\/em>. Il sindaco di Roma Capitale, Virginia Raggi, sintetizza gli obiettivi della sua giunta, tra cui il modello \u201crifiuti zero\u201d in cui \u201cqualunque prodotto viene gi\u00e0 concepito all&#8217;interno di un ciclo che ne consente il completo smaltimento o la rifunzionalizzazione alla fine del ciclo di vita\u201d. In merito ad AMA, il Sindaco sostiene che l\u2019azienda non funziona al meglio e non tende all\u2019obiettivo sopra indicato. Sull\u2019azienda lo scopo della giunta \u00e8 che \u201cAMA arrivi a chiudere il ciclo\u201d, diventando responsabile non solo della raccolta ma anche del trattamento, un aspetto quest\u2019ultimo fin qui delegato soprattutto ai privati. Il fine ultimo per AMA sar\u00e0 \u201candare a vendere sul mercato quella che viene definita materia prima seconda e quindi possa trarre utilit\u00e0 da questa attivit\u00e0\u201d. Per centrare questi obiettivi il progetto della giunta \u00e8 creare \u201cisole ecologiche in tutti i quartieri\u201d e realizzare \u201cuna serie di centri di riuso\u201d allo scopo di abbattere il carico di rifiuti in discarica. Per farlo \u00e8 necessario risanare le casse della municipalizzata ma gi\u00e0 in tempi brevi, secondo il Sindaco, AMA potrebbe realizzare i centri di riuso di cui sopra. Sul fronte della prevenzione la Raggi dichiara di voler avviare una campagna di informazione rivolta alla cittadinanza, a cominciare dalle scuole, e pensare a leve fiscali per gli esercizi commerciali che vendono prodotti sfusi.<\/p>\n<p>Si sono poi succeduti gli interventi dei commissari, con una serie di domande all\u2019assessore Muraro e al sindaco Raggi. Di seguito alcune delle questioni affrontate<\/p>\n<p><em>La mancata raccolta di rifiuti ingombranti<\/em>. L\u2019assessore specifica di aver \u201cdiffidato due volte\u201d sulla questione l\u2019ex AD di AMA Fortini, \u201cproprio perch\u00e9 una volta nominata ho verificato di persona in strada il servizio e ho visto che gli ingombranti non venivano ritirati nel servizio Ricicla Casa\u201d. Il risultato secondo la Muraro \u00e8 che i cittadini che si recavano nelle isole ecologiche della Capitale (14, \u201cpoche in una citt\u00e0 come Roma\u201d) si sentivano rispondere che \u201csi doveva tornare indietro\u201d, causando l\u2019abbandono di tali rifiuti per strada. Intanto la scadenza del nuovo bando per tale servizio scadr\u00e0 ai primi di ottobre. In merito a possibili sconti sulla tassa rifiuti ai cittadini romani, per via del disservizio sopraesposto, la Muraro risponde che \u201cil contratto di servizio, siglato a maggio \u00e8 da rifare in assenza di un organo di controllo\u201d<\/p>\n<p><em>Progetti sull\u2019impiantistica<\/em>. Il sindaco Raggi rimarca quanto gi\u00e0 dichiarato nella prima parte dell\u2019audizione sui centri di riuso e aggiunge di voler aumentare i centri di compostaggio. \u201cPer quanto riguarda proprio gli impianti di propriet\u00e0 AMA, Ponte Malnome e Rocca Cencia \u2013 aggiunge &#8211; dobbiamo entro dicembre 2016 presentare tutte le istanze autorizzative per il recupero di circa 300 tonnellate al giorno di frazione secca di multimateriale. Anche questo ci consentir\u00e0 di aumentare gli impianti attualmente coinvolti nella gestione del ciclo dei rifiuti\u201d. Ad altra domanda la Raggi ha ribadito che non \u00e8 nei piani della sua giunta ricorrere ai termovalorizzatori.\u00a0 L\u2019assessore Muraro ha escluso la possibilit\u00e0 di piazzare un impianto di compostaggio da 50mila tonnellate a Rocca Cencia, com\u2019era nei piani AMA. \u201cAbbiamo verificato che tutti gli impianti di compostaggio attualmente\u00a0<em>in itinere<\/em>\u00a0in regione Lazio, hanno nelle premesse la richiesta di autorizzazione per i rifiuti organici di Roma: ne prendiamo atto, per cui ci sono parecchi impianti gi\u00e0 con avviamento e\u00a0<em>iter<\/em>\u00a0autorizzatorio a buon punto. Sono poco distanti da Roma, quindi vediamo\u201d. Sull\u2019impianto Salario, di propriet\u00e0 AMA, l\u2019assessore spiega che tra gli obiettivi c\u2019\u00e8 quello di trasformarlo: da TMB a polo tecnologico di materia prima seconda.<\/p>\n<p><em>La raccolta differenziata<\/em>. L\u2019assessore Muraro mette in discussione i dati forniti da AMA sull\u2019entit\u00e0 della raccolta differenziata in citt\u00e0 (41-42%). \u201cNon ci tornano i conti. ISPRA dice qualcos&#8217;altro. Alla fine, dobbiamo valutare quello che abbiamo. Stiamo facendo un\u00a0<em>audit<\/em>\u00a0sulla percentuale di raccolta differenziata perch\u00e9 non ci accontentiamo di verificare la percentuale, ma dobbiamo verificare dove va a finire il materiale, che cosa viene fatto di questo materiale e come \u00e8 impostata la raccolta differenziata dell&#8217;organico in tutta la citt\u00e0\u2026 Sulla base di quello che troviamo, di quello che andremo a fare e che vogliamo fare nel recuperare molto la parte di secco, vedremo le volumetrie necessarie\u201d.<\/p>\n<p><em>L\u2019intasamento degli impianti e il pagamento delle penali<\/em><strong>. <\/strong>Alla domanda sui problemi del periodo giugno \u2013 luglio, relativo all\u2019intasamento di alcuni impianti, in parte causato dalla manutenzione di un TMB, l\u2019assessore Muraro specifica che \u201cabbiamo chiesto a Fortini perch\u00e9 non avesse applicato le penali e ci ha detto che forse verificava. A quel punto abbiamo fatto un rapido conteggio ed \u00e8 venuto fuori che nei tre mesi (marzo, aprile e maggio) erano circa 3 milioni di penali. Non siamo andati indietro nel tempo \u2013 lo stiamo facendo adesso \u2013 per\u00f2 abbiamo chiesto a Fortini di far leva su questo\u2026Questo lo stiamo valutando perch\u00e9 per noi \u00e8 stato un danno molto forte, ma \u00e8 un danno anche per la collettivit\u00e0\u201d. Nel corso dell\u2019audizione, anche il sindaco \u00e8 tornato sulla questione delle penali: \u201cAMA fece un discorso molto serio nel corso del tempo: caro comune di Roma, se tu mi fai pagare le penali, poi sono costretto a riversare in tariffa i soldi che do in pi\u00f9, quindi questi li pagano i cittadini. Facciamo un&#8217;altra cosa: tu quantifichi il peso del mio inadempimento e io lo trasformo in servizi aggiuntivi, per cui mi dispiace se ho dimenticato di fare qualcosa e riparo offrendo dei servizi aggiuntivi.<br \/>\nCosa si \u00e8 visto nel corso del tempo? Che questi servizi aggiuntivi costavano ore e uomini in termini di ore lavoro e queste ore lavoro vanno a finire in tariffa\u201d.<\/p>\n<p><em>L\u2019invio dei report AMA<\/em><strong>.<\/strong> In merito a quanto dichiarato dall\u2019AD AMA nella precedente audizione (\u201cMi \u00e8 stato chiesto di produrre ogni giorno un\u00a0<em>report<\/em>\u00a0sull&#8217;attivit\u00e0 di AMA\u2026.I destinatari sono stati l&#8217;onorevole sindaca di Roma, la dottoressa Paola Muraro, assessore al comune di Roma e l&#8217;onorevole Vignaroli\u201d), la Raggi dichiara di aver chiesto a Fortini di inviarli solo a lei. Specificando inoltre che in questi report non erano presenti dati sensibili: \u201cErano dati sulle azioni che poneva in essere l&#8217;ex presidente Fortini: tutto erano fuorch\u00e9 dati sensibili; ai sensi del decreto sulla\u00a0<em>privacy<\/em>\u00a0non sono decisamente definiti dati sensibili\u201d. Fortini aveva dichiarato: \u201cQuesti documenti contengono informazioni delicate sulla vita aziendale e sulle problematicit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><em>Il contratto di servizio con AMA<\/em><strong>.<\/strong> A specifica domanda di un commissario, il sindaco risponde che la giunta intende mettere mano al contratto di servizio, essendoci \u201cmoltissime cose da modificare\u201d.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;audizione di Ridambiente<\/strong>. La societ\u00e0 Ridambiente possiede un TBM per il trattamento dei rifiuti sito in Campoverde (Aprilia), autorizzato al trattamento di oltre 400mila tonnellate di rifiuti. Il sito serve l&#8217;ATO di Latina, l&#8217;ATO di Colleferro e assiste l&#8217;impianto di Pontina Ambiente (Roma), incendiatosi nel giugno 2016. Al momento dell&#8217;audizione Ridambiente aveva ritirato 80mila tonnellate di rifiuti dalla Capitale. Il TBM recupera il 45 per cento di CSS (Combustibile Solido Secondario). Tale materiale viene utilizzato come energia termica da San Vittore ma, precisano dalla societ\u00e0, pu\u00f2 essere collocato anche nelle cementerie.<\/p>\n<p>Dopo contenzioso amministrativo con la Regione Lazio, la societ\u00e0 ha presentato richiesta per costruire una propria discarica per rifiuti speciali non pericolosi. E&#8217; stato individuato e acquistato un terreno e un progetto \u00e8 stato presentato nel luglio 2016. Ad agosto \u00e8 intervenuta l&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria ponendo il terreno sotto sequestro, perch\u00e9 interessato da inquinamento. Il dissequestro \u00e8 giunto il 10 ottobre: \u201cLa magistratura ha fatto il suo corso, ha visto che l&#8217;inquinamento era risalente e che comunque il comune era addirittura informato e la regione addirittura aveva censito come sito da bonificare\u201d. Ora si attende la Conferenza dei Servizi, in programma il 3 novembre 2016, per valutare quale siano in merito le intenzioni della Regione.<\/p>\n<p>Sollecitati dal Presidente della Commissione, i rappresentanti di Ridambiente affrontano la questione del certificato di dichiarazione urbanistica, regolarmente rilasciato per il terreno poi rivelatosi inquinato.\u00a0 Viene messa in evidenza una problematicit\u00e0 dell&#8217;attuale normativa. \u201cIl sito risulta censito da oltre trent&#8217;anni in piani di bonifica della regione Lazio e anche nei successivi aggiornamenti, ma nel certificato di destinazione urbanistica questo non \u00e8 indicato, e ci\u00f2 perch\u00e9 la normativa vigente prevede che lo stato di inquinamento e quindi il famoso onere reale, da cui consegue anche il privilegio speciale immobiliare, siano indicati soltanto se siano stati effettuati gli interventi di bonifica e quindi sia stato speso denaro pubblico. Fino a quel momento il sito risulta privo di inquinamento\u201d.<\/p>\n<p><strong>Attivit\u00e0 di ARPA Lazio nel 2015<\/strong>. L&#8217;Agenzia Regionale Protezione Ambientale del Lazio nel 2015 ha effettuato 329 controlli, il 10% dei quali su impianti soggetti ad AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). La met\u00e0 del totale dei controlli (155) \u00e8 a supporto dell&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria e\/o delle forze di polizia. Un dato segnalato come indicativo delle difficolt\u00e0 dell&#8217;Agenzia di attuare la programmazione annuale, dovendo dare priorit\u00e0 ai controlli a supporto dell&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria.<\/p>\n<p>Sul fronte della fase autorizzativa, ARPA Lazio nel 2015 ha emesso 42 pareri relativi ad AIA, riferiti ad impianti connessi al ciclo integrato dei rifiuti, centrali elettriche, cementifici e tutti gli impianti non direttamente connessi al ciclo dei rifiuti. Sugli impianti non soggetti ad AIA, ARPA Lazio ha effettuato controlli di immissione in atmosfera, scarichi di acque reflue, emissioni elettromagnetiche.<\/p>\n<p>Un\u2019ulteriore attivit\u00e0 dell&#8217;Agenzia \u00e8 legata al controllo e ai monitoraggi sullo stato dell&#8217;ambiente, realizzati a supporto delle aziende sanitarie locali e degli enti territoriali. Su questo pnto viene sottolineata\u00a0 una mancanza di risorse commisurata all&#8217;entit\u00e0 dell&#8217;impegno. Sono 500 le persone in organico di ARPA Lazio, un numero inferiore se paragonato ad altre Agenzie regionali come Emilia, Lombardia, Toscana e Piemonte, dove il personale impiegato \u00e8 in misura doppia. Difficolt\u00e0 acuite, viene evidenziato in audizione, dalla sostituzione del turnover.<\/p>\n<p><em>Gli impianti regionali<\/em><strong>.<\/strong> Nell&#8217;ATO (Ambito Territoriale Ottimale) di <strong>Frosinone<\/strong> vi \u00e8 un impianto di trattamento meccanico biologico e uno di compostaggio (a Colfelice), con una capacit\u00e0 di 30mila tonnellate l&#8217;anno. Vi \u00e8 il termovalorizzatore di San Vittore e la discarica di Roccasecca. In provincia di <strong>Latina<\/strong> vi \u00e8 l&#8217;impianto di trattamento meccanico-biologico di Aprilia, l&#8217;impianto di trattamento meccanico di Castelforte, l&#8217;impianto di compostaggio a Pontina e la discarica di Borgo Montello, attualmente non in funzione.<\/p>\n<p>In provincia di <strong>Viterbo<\/strong> (che gestisce anche i rifiuti della provincia di Rieti) vi \u00e8 un impianto di trattamento meccanico-biologico e la discarica di Viterbo. In provincia di <strong>Roma<\/strong> l&#8217;impianto di trattamento meccanico-biologico di Roma Salaria e quello di Rocca Cencia, i due impianti di trattamento meccanico-biologico di Malagrotta, il trattamento meccanico-biologico di Albano Laziale, attualmente fermo per l&#8217;incendio della scorsa estate. Vi sono due impianti di trattamento meccanico e\u00a0 due termovalorizzatori a Colleferro, il termovalorizzatore di Roma Ponte Malnome, chiuso dal maggio del 2015,\u00a0 l&#8217;impianto di compostaggio di Fiumicino a\u00a0 Maccarese, e la discarica di Albano Laziale.<\/p>\n<p>Infine vi sono alcune discariche che hanno concluso il loro ciclo: Malagrotta, Bracciano, Colleferro, Guidonia, Civitavecchia. In alcuni casi sono stati attivati i procedimenti di bonifica.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito di alcuni controlli staordinari sulla funzionalit\u00e0 e l&#8217;efficacia dei trattamenti attuati dagli impianti di trattamento meccanico-biologico di tutta la regione, sono emerse alcune criticit\u00e0 &#8220;relative all&#8217;indice respirometrico dinamico potenziale raggiunto dal trattamento, che non rispetta quello della normativa per l&#8217;ammissibilit\u00e0 dei rifiuti in discarica. L&#8217;indice respirometrico dovrebbe essere al di sotto di 1.000, mentre noi abbiamo rilevato valori anche superiori a 4.000&#8221;.<\/p>\n<p><em>Il gap impiantistico della provincia di Roma<\/em>. Dai controlli effettuati sugli impianti sopra citati, &#8220;emerge chiaramente un <em>gap <\/em>impiantistico importante nella citt\u00e0 di Roma Capitale e nella Citt\u00e0 metropolitana di Roma. Gli impianti di trattamento meccanico-biologico ubicati nelle province di Latina, Frosinone, Viterbo hanno destinato rispettivamente il 65, il 35 e il 28 per cento della loro attivit\u00e0 a rifiuti urbani prodotti nel territorio della provincia di Roma&#8221;.<\/p>\n<p>Tra le altre criticit\u00e0 evidenziate durante l&#8217;audizione le condizioni di &#8220;vecchiaia&#8221; dell&#8217;esercizio nel suo complesso e le enormi difficolt\u00e0 su frazione organica e scarti, destinati in larga parte (oltre l&#8217;80 per cento) al di fuori del territorio regionale. Sono state sottolineate inoltre criticit\u00e0 gestionali degli impianti nei periodi di sovraccarico, il superamento delle quantit\u00e0 annuali autorizzate e lo stoccaggio di rifiuti in aree non autorizzate.<\/p>\n<p>I termovalorizzatori non funzionano a pieno regime (fermi per il 40% del tempo nel 2015). Negli impianti di discarica \u00e8 emerso un problema di fuoriuscita del percolato: &#8220;In diversi casi \u00e8 stata evidenziata dall&#8217;Agenzia la contaminazione delle acque sotterranee, quindi vi sono attualmente procedimenti di bonifica per Malagrotta, Pontina Ambiente e Inviolata per contaminazione da parametri inorganici (metalli) e organici&#8221;.<\/p>\n<p><em>Malagrotta e Borgo Montello<\/em>. Sulla situazione della prima discarica, viene ribadito in audizione come sia in fase di esame il piano di caratterizzazione, su cui ARPA si esprimer\u00e0 nelle prossime settimane. Su Borgo Montello viene specificato che si tratta di una discarica problematica, sia per l&#8217;ubicazione (vicino ad un fiume e ad un centro urbanizzato) sia perch\u00e9 &#8220;\u00e8 una discarica in cui le attivit\u00e0 di abbancamento sono iniziate negli anni \u201970, quando non esisteva neppure una normativa ambientale, in vasche non impermeabilizzate e almeno fino agli anni \u201980 i rifiuti conferiti sono stati misti, quindi non solo urbani, ma anche industriali&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Audizione dell&#8217;ex DG di AMA<\/strong>. Il 26 ottobre 2016 la Commissione ha ascoltato Alessandro Filippi, che ha ricoperto il ruolo di direttore generale della municipalizzata che gestisce il ciclo dei rifiuti sul territorio di Roma Capitale, dopo la diffusione delle notizie su &#8220;Mafia Capitale&#8221; (dicembre 2014) fino al febbraio del 2016.<\/p>\n<p><em>Emancipazione dell&#8217;impiantistica<\/em><em>.<\/em> Primo obiettivo della gestione Filippi \u00e8 stato quello di &#8220;emancipare&#8221; AMA da una dipendenza strutturale, attraverso il potenziamento degli impianti TMB di propriet\u00e0 (Rocca Cencia e via Salaria) e soluzioni &#8220;straordinarie&#8221;, quali l&#8217;utilizzo di un tritovaglio mobile e un bando per la copertura dei flussi di indifferenziato (circa 163mila tonnellate). &#8220;Lavoriamo fino a portare, nel febbraio 2016, ad azzerare il tritovaglio Colari, sempre nella logica di rendere l&#8217;azienda autonoma e indipendente da soggetti terzi, compito che giudico primario da parte dell&#8217;amministratore di una societ\u00e0 pubblica&#8221;.<\/p>\n<p>Coperta l&#8217;autonomia sull&#8217;indifferenziato, dichiara Filippi, ci si \u00e8 rivolti all&#8217;impiantistica sulla differenziata. Vi \u00e8 ripristino delle attivit\u00e0 in taluni impianti e viene presentata richiesta presso la Regione di un procedimento per la realizzazione di un impianto di propriet\u00e0 AMA. Questo perch\u00e9, nonostante AMA sia tra i primi operatori nazionali nella gestione dei rifiuti, &#8220;non presenta da tempo autorizzazioni per realizzare impianti di propriet\u00e0&#8221;. L&#8217;impianto previsto \u00e8 di 60mila tonnellate, con tecnologie di biodigestione.<\/p>\n<p>&#8220;Per una citt\u00e0 ancora carente di un sistema impiantistico, la scelta di avere una raccolta differenziata spinta come quella che oggi abbiamo \u2013 una raccolta differenziata a cinque frazioni \u2013 \u00e8 sicuramente un grande sacrificio che si \u00e8 chiesto alla citt\u00e0. Arriviamo alla fine del 2015 con percentuali che sono oltre il 40 per cento, ma nel suo frazionamento di partenza garantisce la disponibilit\u00e0 di frazioni che incrementano la capacit\u00e0 autonoma gestionale di Ama rispetto a un&#8217;impiantistica intermedia&#8221;.<\/p>\n<p><em>Ricostruire gli assetti organizzativi<\/em>. Accanto all&#8217;adeguamento degli impianti, era necessario imporre, sottolinea Filippi, la &#8220;tracciabilit\u00e0 dei processi amministrativi&#8221;, andando a modificare le modalit\u00e0 di gestione dell&#8217;acquisto di servizi e materiali, in particolare affidamenti diretti, prorogatio degli ordini: \u201ccirca l&#8217;80 per cento delle procedure che erano fuori dal modello di affidamento secondo la normativa dei lavori pubblici&#8221;. E\u2019 stata perci\u00f2 invertita la tendenza gi\u00e0 sul finire del 2015,\u00a0 con &#8220;un&#8217;alta percentuale delle procedure&#8221; che oggi &#8220;rientra nei parametri previsti dalla normativa pubblica&#8221;. La tracciabilit\u00e0 dei processi amministrativi e dei flussi di acquisto consente di identificare chi fa cosa e come lo fa, verificando la congruit\u00e0 dei prezzi, altro elemento di criticit\u00e0 ereditato dalla precedenti gestioni. &#8220;Un elemento di chiarezza che porta sia a ripristinare condizioni normali di gestione, ma anche ad avere, per effetto delle procedure indotte e del controllo di gestione portato, un risparmio che si tradurr\u00e0 nell&#8217;abbattimento della TARI&#8221;.<\/p>\n<p><em>Struttura interna<\/em><strong>.<\/strong> Terzo aspetto della riorganizzazione complessiva \u00e8 la struttura interna di un&#8217;azienda come AMA che ha 8mila dipendenti. &#8220;Nel gennaio 2015 viene emanata anche una microstruttura che individua la responsabilit\u00e0 specifica per le varie unit\u00e0 operative. Vengono definite responsabilit\u00e0 e competenze, anche nella logica di azioni che vanno a ridurre il personale. Vengono effettuati concorsi perch\u00e9 si possano ricoprire le posizioni. Si cercano di individuare, anche all&#8217;interno della macrostruttura, posizioni che siano di importanza per la societ\u00e0, sempre con l&#8217;obiettivo di liberare Ama da ogni dipendenza, anche da quella di consulenti strutturali, che nel tempo possono aver prestato la propria attivit\u00e0 alla societ\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><em>Il parco mezzi AMA<\/em>. Tra i problemi citati da Filippi c&#8217;\u00e8 l&#8217;impossibilit\u00e0 al suo arrivo di utilizzare oltre la met\u00e0 dei mezzi di raccolta (circa 1600) a disposizione dell&#8217;azienda. Una criticit\u00e0 che ha portato costi aggiuntivi, per la necessit\u00e0 di dover noleggiare altri mezzi, un rallentamento dei servizi e la percezione di una citt\u00e0 meno pulita. Sul lato innovazione c&#8217;\u00e8 stata l&#8217;introduzione sui mezzi dei sistemi GPS, fondamentale per essere costantemente informati sui percorsi e le attivit\u00e0 dei mezzi.<\/p>\n<p>&#8220;Tutto questo \u2013 chiosa Filippi &#8211;\u00a0 va in una direzione che trova poi la sua rappresentazione nel risultato economico della societ\u00e0, che nel 2015 chiude il suo bilancio con un attivo, dopo le tasse, di circa un milione di euro e con risparmi nel conto economico dell&#8217;ordine delle decine di milioni di euro&#8221;.<\/p>\n<p><em>Il ruolo della <\/em><em>dottoressa <\/em><em>Muraro<\/em>. Sollecitato dai commissari sul ruolo del nuovo assessore all\u2019ambiente durante la sua permanenza in AMA, Filippi spiega: &#8220;Era responsabile IPPC per l&#8217;autorizzazione integrata ambientale italiana dell&#8217;impiantistica di Rocca Cencia e di via Salaria. Io avevo l&#8217;abitudine di convocare riunioni operative, verbalizzate, con tutti i responsabili delle varie azioni, all&#8217;interno delle quali veniva richiesta l&#8217;evidenza di punti d&#8217;attenzione, di criticit\u00e0, di compiti da svolgere e si verificava lo stato d&#8217;avanzamento. La dottoressa Muraro partecipava a tutte queste attivit\u00e0&#8230;. Il referente IPPC deve fare quello che sta dentro le autorizzazioni e ne risponde nella misura in cui \u00e8 referente, senza nulla togliere alle responsabilit\u00e0 legali dei dirigenti o delle strutture della societ\u00e0, ma ha delle competenze e delle attivit\u00e0 precise. Quello che doveva fare era esattamente quello che stava scritto nella normativa&#8221;. E aggiunge su altre consulenze giuridiche e\/o tecniche esercitate dalla Muraro: &#8220;Se, ad esempio, proprio per la professionalit\u00e0 che la dottoressa Muraro aveva, le venivano chieste altre cose, non \u00e8 che questo potesse determinare per l&#8217;azienda ulteriori spese&#8221;.<\/p>\n<p>Il Presidente della Commissione chiede se risponde al vero quanto affermato dalla dottoressa Muraro durante la sua audizione, vale a dire che AMA le avrebbe &#8220;sconsigliato di partecipare&#8221; ad un concorso per un posto che era stato messo a gara. Filippi nega e specifica: &#8220;L&#8217;interesse dell&#8217;azienda non \u00e8 quello di indurre qualcuno a non partecipare. L&#8217;interesse dell&#8217;azienda \u00e8 che partecipino tutti e che vinca il migliore, ma anche che vengano affidate le attivit\u00e0 non in base alla <em>prosecutio <\/em>di attivit\u00e0 consulenziali, bens\u00ec alla chiarezza delle modalit\u00e0 con cui si affidano&#8221;.<\/p>\n<p><em>Il proce<\/em><em>dimento penale <\/em><em>a carico di Filippi<\/em><em>.<\/em> Nel corso dell&#8217;audizione \u00e8 stato specificato che Filippi \u00e8 attualmente sotto processo, imputato del reato di &#8220;attivit\u00e0 organizzate per il traffico illecito di rifiuti&#8221; per una vicenda che risale al 2008, quando svolgeva il ruolo di amministratore delegato di una societ\u00e0 appaltatrice di ACEA. In merito l&#8217;ex DG di AMA dichiara: &#8220;Ero amministratore delegato di Acquaser, una societ\u00e0 che si occupa del trattamento e recupero dei fanghi in agricoltura. Sul tema ho prodotto, in fase gi\u00e0 di udienza preliminare, delle relazioni che rappresentano come l&#8217;impostazione del processo che mi riguarda nasca da una lettura normativa non corretta. Si parla di reato di posizione perch\u00e9 ero amministratore delegato della societ\u00e0: nell&#8217;ambito delle indagini, vengo chiamato come amministratore delegato e quindi come rappresentante legale della societ\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Audizione gruppo dirigente ACEA<\/strong>. ACEA, multiutility che gestisce un volume d\u2019affari di 3,5 miliardi di valore di asset, impegnata principalmente nella produzione, vendita e distribuzione dell\u2019energia elettrica, \u00e8 anche il quinto operatore di rifiuti in Italia, attiva nel settore attraverso la societ\u00e0 ACEA Ambiente, presso cui sono impiegati oltre 300 lavoratori, in regioni come Lazio, Toscana e Umbria. ACEA \u00e8 partecipata al 51% dal Comune di Roma.<\/p>\n<p><em>Gli impianti<\/em>. Gli impianti ACEA vanno dal CDR (combustibile derivato da rifiuti) al compostaggio. Sono cinque le linee di termovalorizzazione dei rifiuti, tre a San Vittore (Lazio) e due a Terni (Umbria). Gestisce inoltre una discarica di rifiuti non pericolosi ad Orvieto. In Toscana, a Monterotondo, viene gestito un impianto per il trattamento dei reflui urbani. Ad Aprilia vi \u00e8 un impianto di compostaggio in fase di completamento (entro il 2018) che dovrebbe garantire il trattamento di 120mila tonnellate. C\u2019\u00e8 poi l\u2019impianto di Sabaudia (23mila tonnellate) per cui \u00e8 in corso l\u2019iter di autorizzazione per arrivare a 60mila. ACEA inoltre \u00e8 attiva nel trattamento dei fanghi, assorbiti negli impianti di compostaggio nella quantit\u00e0 massima del 15-20 per cento, provenienti da depuratori del Lazio.<\/p>\n<p><em>La filiera dei rifiuti<\/em>. L\u2019impianto di San Vittore (gestisce 400mila tonnellate di rifiuti all\u2019anno) viene descritto come un fiore all\u2019occhiello dell\u2019azienda, efficiente e rispettoso dei limiti sulle emissioni indicati dalla legge. Sul trattamento dei rifiuti organici ACEA sta ampliando i suoi impianti, allo scopo di raggiungere l\u2019obiettivo delle 100mila tonnellate trattate ad impianto.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni l\u2019azienda si \u00e8 posta inoltre l\u2019obiettivo di internalizzare l\u2019intera filiera dei rifiuti, compreso il trasporto.\u00a0 \u201cNel corso degli ultimi due anni abbiamo consolidato queste partecipazioni, rilevando praticamente tutte le partecipazioni di minoranza detenute da imprenditori privati in questi impianti, perch\u00e9 nel corso della nostra esperienza abbiamo riscontrato che la presenza di imprenditori privati costituiva un impedimento alla necessit\u00e0 di perseguire la nostra capacit\u00e0 di investimento\u201d.<\/p>\n<p>Viene ribadito che, nonostante le sollecitazioni ricevute, ACEA si \u00e8 sempre rifiutata di occuparsi della fase di raccolta e spazzamento dei rifiuti, ritenendo di non essere in possesso del know-how, delle competenze specifiche. Pertanto anche nei prossimi anni l\u2019azienda intende ampliare e rafforzare gli impianti esistenti, attraverso investimenti per 250 milioni di euro circa, nei settori che la vedono gi\u00e0 impegnata, in primo luogo il trattamento dell\u2019organico.<\/p>\n<p><em>L\u2019impianto di Colleferro<\/em>. Sulla disponibilit\u00e0 fornita alla Regione per la gestione degli impianti di Colleferro, i dirigenti ACEA evidenziano che tale decisione \u00e8 dettata dall\u2019utilizzo nel suddetto impianto della medesima tecnologia utilizzata a San Vittore e Terni. ACEA propone quindi di ristrutturarli e ammodernarli, allo scopo di aumentarne l\u2019efficienza, essendo gli impianti di Colleferro alla fine del loro ciclo di vita, che consente attualmente una capacit\u00e0 di trattamento pari al 50% dei volumi autorizzati.<\/p>\n<p><em>Il rapporto con il Comune e con AMA<\/em>. Sollecitati dai commissari, i dirigenti ACEA dichiarano che \u00e8 in corso un dialogo con la nuova Amministrazione Raggi. Secondo i manager ACEA sarebbe auspicabile che AMA, partecipata del Comune sui rifiuti, si concentrasse a \u201cmigliorare la capacit\u00e0 di raccolta e spazzamento, rendendo questa parte sempre pi\u00f9 efficiente. ACEA potrebbe, in maniera sinergica, sviluppare sempre di pi\u00f9 la capacit\u00e0 di trattare il rifiuto, evitando aree di sovrapposizione\u201d. A tal fine \u00e8 stata ipotizzata una collaborazione con AMA, a partire dall\u2019ammodernamento e la ristrutturazione degli impianti di cui si faceva prima cenno.<\/p>\n<p><strong>Audizione ex commissario straordinario di Roma<\/strong>. Il prefetto Francesco Paolo Tronca, commissario straordinario del Comune di Roma dal 1\u00b0 novembre 2015 al 22 giugno 2016, elenca tra le prime criticit\u00e0 affrontate la stipula di un nuovo contratto di servizio con AMA (approvato definitivamente a maggio 2016) per la gestione dei rifiuti urbani, in quanto il precedente risaliva addirittura al 2004. I costi della gestione integrata dei rifiuti urbani vengono coperti dalla TARI (Tassa Rifiuti) e riguardano lo spazzamento, il lavaggio, il diserbo, la raccolta dei rifiuti urbani, la chiusura del ciclo dei rifiuti urbani, l&#8217;informazione, la comunicazione e il presidio del territorio.<\/p>\n<p>Tra le novit\u00e0 inserite nel nuovo contratto l&#8217;introduzione di un sistema di reportistica tecnica ed economica sulle prestazioni erogate, gestione dei flussi di rifiuti e stato di attuazione degli investimenti; il monitoraggio delle <em>performance<\/em> aziendali attraverso una serie di indicatori qualitativi e quantitativi dei servizi resi e relative sanzioni in caso di inadempienza; la definizione di standard rigorosi nella gestione dei reclami.<\/p>\n<p>Nel 2015 AMA aveva chiuso con un risultato di esercizio di circa 900mila euro (7.826 i dipendenti)<\/p>\n<p><em>La situazione della raccolta<\/em>. Viene sottolineato che la capacit\u00e0 impiantistica si dimostrava \u201cal limite\u201d, ogni contrattempo o fattore di disturbo avrebbe potuto creare una situazione potenzialmente emergenziale. \u201cTuttavia \u2013 dichiara Tronca &#8211; per la durata della gestione commissariale, i vertici di Ama Spa hanno sempre affermato che una vera emergenza rifiuti non sussisteva, ma che, anche ove fosse sorta, ad Ama sarebbe bastato eventualmente sopperire alle nuove contingenti esigenze con un ulteriore tritovagliatore mobile\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Camillo De Milanto, sub commissario con delega all\u2019Ambiente durante il periodo del commissariamento, Roma viveva in una situazione di \u201cequilibro labile. La situazione era brutta, ma vedendo un po\u2019 il loro progetto operativo sugli ecodistretti, avevo fiducia che nel corso degli anni sarebbe tutto migliorato. I TMB devono essere cancellati. Sono veramente vetusti e non sono all&#8217;altezza di Roma Capitale\u201d.<\/p>\n<p>Altra criticit\u00e0 sollevata dal prefetto riguarda le attivit\u00e0 di autodemolizione e rottamazione di metallo poste in aree vincolate o protette, con notevoli irregolarit\u00e0 rispetto alla disciplina vigente di oltre la met\u00e0 di queste attivit\u00e0. Sul punto \u00e8 stata intrapresa un\u2019attivit\u00e0 di regolarizzazione di queste imprese e di ritiro delle licenze. In particolare viene descritta una situazione \u201cgravissima\u201d con imprese che facevano riferimenti a pregiudicati e una situazione ambientale \u201ccritica\u201d legata agli scarichi di acque reflue.<\/p>\n<p>Parlando della situazione della Capitale a 360 gradi il prefetto riporta la percezione di \u201cuna citt\u00e0 sicuramente trasandata dal punto di vista della sporcizia e della cultura civica in materia di igiene urbana\u201d.<\/p>\n<p>Sollecitato dalle domande dei commissari su numerosi argomenti sollevati durante l\u2019audizione, quali la percentuale di riscossione della tassa sui rifiuti, i dettagli sulle criticit\u00e0 del comparto impiantistico ed altre evidenze, il prefetto ha rinviato alla consegna di una successiva relazione. Sono state secretate, su richiesta del prefetto, le risposte ad alcune domande sui rapporti intercorsi con alcuni soggetti privati come il gruppo Colari e sui movimenti dirigenziali all\u2019interno di AMA, tra cui quello dell\u2019ingegner Fillippi, ex direttore generale della partecipata.<\/p>\n<p><strong>Audizione dell\u2019ex dg di AMA, Fiscon<\/strong>. Dipendente dell\u2019AMA dal 1989, dirigente apicale dal 1993, direttore apicale dal 2006 fino al 2013, poi Direttore generale dal 2013 fino alle notizie sull\u2019inchiesta Mafia Capitale, quando viene sottoposto a custodia cautelare per il coinvolgimento nell\u2019indagine Mondo di Mezzo.<\/p>\n<p><em>Un sistema inadeguato<\/em>. Su sollecitazione del Presidente della Commissione, Fiscon inizia a relazionare sugli anni 2011-2012, periodo in cui AMA conferisce ancora rifiuti alla discarica di Malagrotta ma sono gi\u00e0 stati costruiti gli impianti TMB. In quel periodo l\u2019ammontare di rifiuto indifferenziato \u00e8 pari a 1,5 milioni di tonnellate e 200-300mila tonnellate di differenziato. Successivamente, in quello che viene definito periodo intermedio, il doppio binario della gestione dei rifiuti va \u201cdi pari passo\u201d, arrivando fino ad un incremento della differenziata a 700mila tonnellate, il 42 per cento.<\/p>\n<p>Per migliorare tali valori Fiscon non ritiene gli impianti TMB adeguati anche se utilizzati al massimo della loro potenzialit\u00e0. Altra criticit\u00e0 la localizzazione degli impianti, in ex aree industriali ad alta densit\u00e0 abitativa. Tra i problemi evidenziati da Fiscon la gestione dell\u2019indifferenziato e il trasporto dell\u2019eccedenze, in una fase in cui Malagrotta virava verso la chiusura definitiva e la normativa imponeva di non portare pi\u00f9 rifiuto indifferenziato in discarica. Anche la possibilit\u00e0 di trasportare i rifiuti in altre regioni era complicata, per la difficolt\u00e0 di chiudere accordi con le varie amministrazioni.<\/p>\n<p>Altra criticit\u00e0 evidenziata da Fiscon gli arresti che coinvolsero il gruppo Colari nel gennaio 2014, che comportarono un\u2019interdittiva antimafia a carico della societ\u00e0 e l\u2019impossibilit\u00e0 di contrattare costi e procedure con il gruppo che gestiva alcuni impianti. \u201cFu fatta un&#8217;ordinanza del sindaco Marino, che ha consentito a Colari di continuare a portare sia ai TMB sia al tritovagliatore\u201d.<\/p>\n<p>Nel suo excursus storico Fiscon ribadisce tale sistema non era n\u00e9 il pi\u00f9 efficace n\u00e9 il pi\u00f9 auspicabile. Viene sostenuto che AMA aveva sviluppato una progettazione alternativa, un piano che prevedeva (anni 2009-2011) la creazione di un distretto nel Comune di Allumiere. Tale progetto non avrebbe ricevuto al momento della realizzazione il sostegno da parte delle amministrazioni locali.<\/p>\n<p><em>I procedimenti a carico di Fiscon<\/em>. Tale ricostruzione, di un AMA braccio operativo non pensante, viene contestata da uno dei commissari, provocando l\u2019intervento dell\u2019avvocato di Fiscon, presente durante l\u2019audizione, che suggerisce di non rispondere ad alcune domande poste in maniera ritenuta \u201clesiva\u201d. Fiscon dichiara che le domande poste si riferiscono ad \u201cattivit\u00e0 che attingono a procedimenti a cui sono sottoposto\u201d.<\/p>\n<p>A questo punto, rispondendo a precisa domanda del presidente della Commissione, Fiscon illustra i procedimenti giudiziari che lo riguardano. \u201cIn alcuni casi sono indagato, in altri sono a chiusura indagine, in un altro sono rinviato a giudizio\u2026 Ne ho uno che riguarda il non aver ottemperato al raggiungimento delle tonnellate da conferire negli impianti di TMB\u2026. Per quanto riguarda il sottoscritto e l&#8217;Ama, c&#8217;\u00e8 una proposta di archiviazione, che era legata al sito di Malagrotta\u2026 \u2002Inoltre, c&#8217;\u00e8 una chiusura indagine e una richiesta di rinvio. La chiamiamo Mafia Capitale bis (presunti reati per turbativa d\u2019asta, ndr)\u2026A parte Mafia capitale, tutte quelle che ho citato sono legate alla funzione di legale rappresentante o procuratore\u201d.<\/p>\n<p><strong>Roma, riduzione dei rifiuti prodotti: obiettivo 2021.<\/strong> Dopo un\u2019introduzione dedicata alla metodologia e agli obiettivi da perseguire nel lungo periodo, l\u2019assessore alla sostenibilit\u00e0 ambientale del Comune di Roma, Pinuccia Montanari, nella seduta del 31 gennaio 2017, riferisce alcuni dati di un documento messo a disposizione della Commissione, in cui viene analizzata l\u2019attuale situazione dei rifiuti a Roma. Nel 2016 si registra una lieve diminuzione del totale di rifiuti prodotti nella citt\u00e0 (un milione e 700mila tonnellate), che corrispondono a 599 chili abitante nei 12 mesi. Obiettivo dichiarato dell\u2019amministrazione \u00e8 giungere a fine legislatura (2021) a 522 chili per abitante, riducendo di 200mila tonnellate il totale.<\/p>\n<p>Le misure che saranno adottate per raggiungere tali obiettivi sono: compostaggio domestico individuale e collettivo, creazione dei centri di riuso e degli ecocentri (luoghi in cui i materiali post-consumo come carta, plastica e vetro possono essere recuperati), mercati a rifiuti zero (tramite ad esempio l\u2019utilizzo delle cassette ripiegabili), la tariffazione puntuale (si paga solo quello che si conferisce), gli acquisti verdi della pubblica amministrazione.<\/p>\n<p><em>L\u2019aumento della raccolta differenziata.<\/em> Obiettivo dichiarato \u00e8 giungere dall\u2019attuale 43 al 70 per cento entro il 2021, arrivando a circa un milione di tonnellate. Attraverso lo sviluppo della raccolta porta a porta nei vari Municipi della Capitale, l\u2019incremento delle raccolte stradali, lo sviluppo delle oasi ecologiche dedicate condominiali (32 sono in fase di progettazione), il potenziamento di alcuni servizi come la raccolta degli ingombranti e dei rifiuti elettronici (RAEE).<\/p>\n<p><em>L\u2019impiantistica.<\/em> La parola \u00e8 stata ceduta a Stefano Bina, direttore generale di AMA, la municipalizzata che gestisce i rifiuti della Capitale. Dimezzando le quantit\u00e0 di RUR, rifiuto urbano residuo, l\u2019obiettivo \u00e8 di eliminare i trasferimenti di rifiuti all\u2019estero e tagliare drasticamente la dipendenza dagli impianti posti fuori della regione Lazio. Nelle previsioni c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 di ampliare la capacit\u00e0 di trattamento dell\u2019impianto Maccarese. In prospettiva, l\u2019aumento di rifiuti organici (fino a 390mila tonnellate) vedr\u00e0 lo sviluppo di impianti di compostaggio domestico in affiancamento alle isole ecologiche. L\u2019ipotesi formulata da AMA \u00e8 lavorare in sinergia con ACEA.<\/p>\n<p>Un punto critico evidenziato durante l\u2019audizione \u00e8 il recupero dell\u2019evasione dal pagamento della TARI, la tassa sui rifiuti, che al momento si attesta intorno al 20 per cento.<\/p>\n<p><em>La bonifica di Malagrotta<\/em>. Sul tema ha risposto Isidoro Bonf\u00e0 del Dipartimento Tutela Ambiente dell\u2019area rifiuti. E\u2019 stato presentato un nuovo piano di caratterizzazione, discusso in conferenza di servizi, ma \u00e8 in corso di approvazione la decisione di estendere l\u2019indagine sulla falda in un intorno che si estende per un centinaio di metri dall\u2019impianto. Il dirigente non esclude che si debba procedere per gradi, aumentando l\u2019area dell\u2019indagine. Allo stato attuale, da quanto emerge dalle parole di Bonf\u00e0, la messa in sicurezza dell\u2019impianto non \u00e8 stata completata.<\/p>\n<p><strong>La bonifica di Borgo Montello<\/strong>. Sulla discarica di Borgo Montello viene denunciata dall\u2019assessore all\u2019Ambiente del Comune di Latina una \u201csorta di rimbalzo di responsabilit\u00e0 per arrivare alla bonifica\u201d. Nell\u2019ultima conferenza dei servizi Ecoambiente, una delle due societ\u00e0 di gestione del sito, ha rappresentato che su circa il 20% dell\u2019area \u201cnon si registrano parametri soddisfacenti per l\u2019impermeabilizzazione del terreno\u201d attraverso il <em>capping<\/em>, una copertura definitiva prevista dal progetto di bonifica.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la parte gestita da Indeco, la seconda societ\u00e0 di gestione, dopo il sequestro deciso dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria di cui si \u00e8 riferito nelle precedenti audizioni, \u00e8 stato realizzato un \u201c<em>capping<\/em> provvisorio\u201d. A complicare ulteriormente il quadro sul territorio della provincia c\u2019\u00e8 il fallimento di Latina Ambiente, la societ\u00e0 che ha gestito la raccolta rifiuti in citt\u00e0, decretato lo scorso mese di dicembre. Sul punto il Sindaco e l\u2019assessore hanno riferito che \u00e8 in fase di progettazione un piano alternativo per ovviare alle difficolt\u00e0 della gestione fallimentare, di cui \u00e8 stata chiesta la proroga del servizio fino al 30 giugno 2017.<\/p>\n<p><em>La difficile situazione di Latina<\/em>. A precisa domanda del Presidente della Commissione, su eventuali \u201cpressioni\u201d esterne o tentativi di condizionamento sull\u2019amministrazione in tema di rifiuti, viene risposto quanto segue: \u201cTentativi di condizionamento striscianti s\u00ec, quelli ci sono, ma in questo momento sono frutto solamente di nostre percezioni, interpretazioni, che non possiamo al momento definire in maniera concreta\u201d.<\/p>\n<p>Sul tema della raccolta differenziata la situazione \u00e8 definita \u201cdrammatica\u201d, con una percentuale scesa intorno al 30 per cento.<\/p>\n<p><strong>La situazione di Latina. <\/strong>Il Prefetto di Latina evidenzia una particolarit\u00e0 della provincia, vale a dire l\u2019aumento della popolazione che si verifica nell\u2019arco di sei mesi, dovuto alla presenza di numerose localit\u00e0 turistiche. Un aumento che vede la popolazione raddoppiare dal milione e duecentomila residenti a quasi 2,5 milioni e che influisce nel settore della gestione dei rifiuti, ma anche nel consumo di acqua ed energia elettrica.<\/p>\n<p>Il territorio \u00e8 suddiviso in 3 sub-Ato: Latina (che comprende 28 Comuni), Frosinone (5 Comuni) e Latina 2 (che ingloba i Comuni di Anzio e Nettuno, seppur facenti parte della provincia di Roma). Sono presenti 2 impianti TMB, ma solo uno attivo nel Comune di Aprilia, 2 discariche non operative (a Borgo Montello) e 4 impianti di compostaggio. 52 sono gli impianti autorizzati per la depurazione, 100 gli impianti di trattamento. 19 societ\u00e0 effettuano il servizio di raccolta e trasporto rifiuti (fatturato di 400 milioni di euro). A Latina la raccolta ammonta a circa 285mila tonnellate, di cui 182mila di differenziata. Le attivit\u00e0 di investigazione nel campo dei rifiuti hanno comportato oltre 2mila controlli.<\/p>\n<p><em>Indagini e atti intimidatori.<\/em> Nel prosieguo dell\u2019audizione il Prefetto enumera alcuni risultati delle inchieste giudiziarie condotte in materia di gestione illecita dei rifiuti sul territorio della provincia, citando tra le altre cose il sequestro della discarica di Borgo Montello. Le attivit\u00e0 illegali che ruotano intorno al settore ambiente sono \u201cla gestione e lo stoccaggio di rifiuti non autorizzati, il traffico illecito di rifiuti transfrontalieri, il mancato rispetto della normativa relativa ai rifiuti di apparecchiature elettroniche ed elettriche, l&#8217;interramento di fusti di ferro, la realizzazione di discariche abusive e di oasi ecologiche senza autorizzazione, lo scarico di acque reflue senza autorizzazione, l&#8217;abbandono incontrollato di rifiuti, le frodi in pubbliche forniture, le truffe ai danni dello Stato, il traffico illecito organizzato di rifiuti, falso ideologico, peculato\u201d. Sono stati anche registrati alcuni atti intimidatori, in particolare l\u2019esplosione di colpi di fucile nei confronti delle abitazioni di imprenditori che operano nel settore dei rifiuti.<\/p>\n<p>Il Questore di Latina ha mappato la presenza mafiosa sul territorio della provincia, evidenziando quella camorristica nel triangolo Formia \u2013 Gaeta \u2013 Minturno, e quella \u2018ndranghetista nella parte nord della provincia e nel Basso Lazio, tra Aprilia, Cisterna e Fondi. Sul capoluogo di Latina opera invece il clan rom dei Di Silvio, legato per vincoli di parentela ai Casamonica di Roma. Sono soprattutto i primi, i clan camorristici, ad essere storicamente interessati e attivi nel business dei rifiuti.<\/p>\n<p><strong>La situazione di Rieti. <\/strong>Il Prefetto di Rieti, pur sottolineando come le attivit\u00e0 investigative abbiano portato a conoscenza le autorit\u00e0 di alcuni illeciti ambientali, dichiara che non risultano infiltrazioni di stampo mafioso sul territorio di Rieti. Viene comunque evidenziata la necessit\u00e0 di mantenere la guardia alta, soprattutto a seguito dei numerosi eventi sismici che hanno colpito la provincia e che porter\u00e0 sul territorio ingenti finanziamenti per la ricostruzione e per la rimozione e trattamento delle macerie.\u00a0 Citando le rilevazioni ARPA, il Prefetto dichiara che la situazione dei terreni e delle acque risulta \u201cbuono\u201d. Alcune attivit\u00e0 di rilevanza penale non hanno fatto emergere fin qui \u201csostanziali inquinamenti\u201d.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti solidi urbani, 51 comuni su 73 hanno aderito alla raccolta porta a porta. Questo ha consentito un aumento della raccolta differenziata ad una percentuale del 28%, con punte che raggiungono il 50 per cento.<\/p>\n<p>Tra le situazioni di criticit\u00e0 evidenziate vi \u00e8 quella delle bonifiche nelle due ex aree industriali: ex Montedison ed ex Snia Viscosa. Nel primo caso l\u2019ARPA ha evidenziato lo stato di abbandono del sito e sottolineato la presenza di contaminanti nel suolo, anche se in modo \u201cnon ancora rilevante\u201d. Nel secondo caso, pur avendo completato la rimozione dei rifiuti, vi \u00e8 il problema della mancata chiusura della vasca di messa in sicurezza permanente.<\/p>\n<p>Il Procuratore della Repubblica di Rieti, ascoltato in audizione il 6 marzo, riferisce di tre casi significativi su illeciti legati alla gestione dei rifiuti. Il principale \u00e8 riferito ad uno sversamento di rifiuti pericolosi nel fiume Velino, in zona Camposaino. Un impianto di depurazione all\u2019interno di una discarica, nei pressi del centro abitato di Rieti, in cui erano sversati olii provenienti dalla Basilicata. Sui fatti ha indagato la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.<\/p>\n<p><strong>La situazione di Viterbo<\/strong>. Il Viceprefetto di Viterbo precisa che sul tema del ciclo dei rifiuti non vengono riscontrate particolari criticit\u00e0\u00a0 in relazione a collegamenti con la criminalit\u00e0 organizzata, almeno da quando l\u2019interdittiva antimafia\u00a0 nel 2015 ha colpito la Viterbo Ambiente, societ\u00e0 che si occupava della raccolta nel capoluogo. Dalle indagini erano emersi collegamenti con l\u2019inchiesta Mafia Capitale. L&#8217;interdittiva \u00e8 stata revocata di recente, avendo la compagina societaria rinnovato i propri quadri.<\/p>\n<p>Una criticit\u00e0 \u00e8 legata alle isole ecologiche, per le quali le forze di polizia hanno evidenziato attivit\u00e0 di sversamento di rifiuti speciali, compiute da artigiani locali che lavorano in nero e non sversano nelle discariche autorizzate. Altra problematica \u00e8 lo smaltimento del &#8220;pulper\u201d, ovvero scarti di lavorazione provenienti da due cartiere dismesse. Le strutture sono comunque messe in sicurezza.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima criticit\u00e0, la pi\u00f9 problematica, \u00e8 legata alla presunta discarica di metalli pesanti posta ai confini con l\u2019Umbria nella localit\u00e0 Pascolaro, in un\u2019area molto estesa di 142 ettari. Al momento, in mancanza di un piano di caratterizzazione, non \u00e8 stato possibile delimitare l\u2019area compromessa.<\/p>\n<p><strong>La situazione di Frosinone. <\/strong>Il Prefetto di Frosinone evidenzia il grande problema di inquinamento, soprattutto dell\u2019aria, che attanaglia la citt\u00e0 di Frosinone. Accanto a questo ci sono continue denunce, soprattutto mediatiche, relative alla presenza di \u201cdiscariche abusive\u201d. Sul punto il prefetto punta il dito contro i sindaci del territorio che \u201cper semplificarsi la vita\u201d avrebbero autorizzato per anni delle discariche tramite ordinanza.\u00a0 \u201cNon era riammissibile una nuova ordinanza, ma molti le hanno fatte per una seconda volta. Doveva intervenire la Regione, ma nel tempo tutto questo non si \u00e8 verificato\u201d.<\/p>\n<p>Sarebbero circa 300 i siti contaminati nella provincia di Frosinone tra discariche ed ex aree industriali. Siti non bonificati e censiti dall\u2019ARPA Lazio di Frosinone. Uno dei pi\u00f9 problematici \u00e8 il sito de \u201cLe Lame\u201d, discarica che \u201cha provocato una compromissione dell&#8217;ambiente, a causa sia di un&#8217;attivit\u00e0 protrattasi in un arco temporale molto lungo, tra il 1956 e il 2002, sia di una gestione risultata carente in diversi settori\u201d. A seguito della chiusura della discarica, dichiara il Prefetto, gli adempimenti per la messa in sicurezza \u201cnon sono stati realizzati in maniera corretta e tutto questo ha determinato una permanente contaminazione della falda acquifera, con minerali pesanti presenti in quantit\u00e0 enormemente superiori a quelle consentite\u2026nel 2014 il nucleo investigativo e la sezione di polizia giudiziaria della locale procura hanno sottoposto a sequestro preventivo l&#8217;intera area occupata dall&#8217;ex discarica Le Lame, equivalente a circa 37.000 metri quadrati\u201d.<\/p>\n<p><strong>Prima audizione dell&#8217;assessore Ambiente Regione Lazio<\/strong>. L\u2019assessore Buschini, in carica da un anno (febbraio 2016) inizia la propria audizione riassumendo le criticit\u00e0 emerse nel sistema di gestione laziale degli ultimi anni:<\/p>\n<ul>\n<li>la dipendenza dalle discariche e la loro presunta insostituibilit\u00e0<\/li>\n<li>un apparto industriale che ha \u201cmortificato\u201d la raccolta differenziata<\/li>\n<li>l\u2019impatto ambientale di tale sistema<\/li>\n<li>la necessit\u00e0 di bonificare numerosi siti e il relativo costo economico<\/li>\n<li>l\u2019emersione di reati attorno al business di rifiuti, sia di natura amministrativa che penale<\/li>\n<\/ul>\n<p>Obiettivi della Regione sono mettere in sicurezza i territori dove insistono discariche, prevenire crisi sempre incombenti legate ad un sistema che continua a poggiare su un precario equilibrio, pianificare soluzioni alternative e definitive, puntando sulle buone pratiche del riciclo.<\/p>\n<p><em>La raccolta differenziata<\/em>. In merito ai dati sulla raccolta differenziata, vengono citate tabelle ISPRA che riferiscono di una percentuale passata dal 26.5 al 37.5 nel triennio 2013-2015. La stima sul 2016 prevede il superamento della soglia del 40 per cento. Tra il 2013 e il 2015 i rifiuti indifferenziati sono diminuiti del 18,7 per cento, sia per effetto della contrazione dei consumi che grazie allo sviluppo della raccolta differenziata. Attualmente gli impianti di trattamento meccanico-biologico hanno la capacit\u00e0 di trattare la totalit\u00e0 dei rifiuti generati sul territorio regionale, risultato che abbassa il rischio di inquinamento. Il problema legato ad alcuni di questi impianti, come gi\u00e0 emerso nelle precedenti audizioni, \u00e8 il loro essere obsoleti, non corrispondendo pi\u00f9 alle finalit\u00e0 di cui necessita la regione per aumentare l\u2019efficienza della gestione.<\/p>\n<p><em>La situazione di Roma.<\/em> Per quanto concerne il territorio di Roma Capitale viene una volta di pi\u00f9 evidenziato il problema del fragile equilibrio su cui poggia il sistema dei TMB, dove episodi di momentanea interruzione del servizio comportano in automatico situazioni di \u2018crisi\u2019 e la necessit\u00e0 di \u201csoccorsi esterni\u201d. La ventilata ipotesi di dismettere il TMB di Via Salaria trova l\u2019ok della Regione a patto che si trovi una valida alternativa. Il presupposto che quel trattamento venga sostituito dalla raccolta differenziata viene considerato auspicabile ma \u201cnon pare essere un obiettivo alla portata nel breve periodo\u201d. Inoltre resta il problema di circa 700 tonnellate di rifiuti residui che Roma esporta in altri TMB della regione o fuori dal territorio della stessa.<\/p>\n<p><em>Un \u201cambito unico ottimale\u201d<\/em>. \u201cL&#8217;ipotesi che ho avanzato alla giunta e al consiglio regionale per la potest\u00e0 regolatoria e la <em>governance<\/em> di sistema \u2013 evidenzia Buschini &#8211; \u00e8 quella di adottare l&#8217;ambito unico ottimale, disegnato sul perimetro della regione Lazio, certamente articolato su base territoriale ma con le competenze di programmazione, regolazione e controllo affidate a un unico e autonomo soggetto di dimensioni regionali. La chiusura del ciclo attraverso il fabbisogno impiantistico dovr\u00e0 poi avvenire nei bacini provinciali\u201d.<\/p>\n<p><strong>Seconda audizione Assessore Ambiente Regione Lazio<\/strong>. Dopo aver illustrato nella precedente audizione le criticit\u00e0 su Roma Capitale, l\u2019assessore Buschini si concentra adesso sulla situazione delle altre province laziali. Nel frattempo la giunta regionale ha approvato il 21 febbraio una proposta di legge finalizzata alla costituzione dell&#8217;Ambito territoriale ottimale unico e regionale, per insediare l&#8217;Autorit\u00e0 di regolazione del ciclo integrato dei rifiuti urbani nella regione Lazio, di cui si era gi\u00e0 parlato nella precedente audizione. Obiettivo della Regione \u00e8 mettere a regime tale Autorit\u00e0 entro la fine del 2017.<\/p>\n<p><em>Le province del Lazio, dati e impiantistica<\/em>. Per quanto riguarda la produzione di rifiuti urbani in <strong>provincia di Frosinone<\/strong>, i dati si riferiscono a 91 comuni: 60mila tonnellate di rifiuti urbani differenziati, 116mila di rifiuti indifferenziati. La raccolta differenziata si ferma al 34,3%. Sono presenti sul territorio un impianto di TMB nel comune di Colfelice, una discarica nel comune di Roccasecca, un impianto di termovalorizzazione nel comune di San Vittore del Lazio. Nella <strong>provincia di Latina<\/strong> i dati si riferiscono a 33 comuni: 98mila tonnellate di rifiuti differenziati, 189mila indifferenziati. La raccolta differenziata \u00e8 al 34,2%. Nella provincia esiste un solo impianto TMB nel comune di Aprilia. Nella <strong>provincia di Rieti<\/strong> i dati si riferiscono a 73 Comuni: 17mila tonnellate di differenziata, 48mila indifferenziata. La raccolta \u00e8 arrivata ad appena il 26,5%.\u00a0 Nella <strong>provincia di Viterbo<\/strong> i dati si riferiscono a 60 Comuni: 57mila tonnellate di differenziata, 70mila indifferenziata. La raccolta \u00e8 al 44,9%. Sono presenti un impianto di TMB e una discarica nel comune di Viterbo.<\/p>\n<p><em>Gli impianti della provincia di Roma<\/em>. Due TMB di AMA, due TMB di E. Giovi a Malagrotta, un impianto TMB nel comune di Albano Laziale (al momento fermo), una discarica nel comune di Albano, una discarica nel comune di Civitavecchia, una discarica nel comune di Colleferro (in via di esaurimento).<\/p>\n<p><em>Ampliamenti<\/em>. Flaminia Tosini, dirigente dell&#8217;area ciclo integrato dei rifiuti della regione Lazio, specifica che sono previsti ampliamenti, alcuni attualmente in procedura di valutazione di impatto ambientale ed altri in procedura di AIA. \u201cAl momento la tipologia della maggior parte degli impianti \u00e8 quella di impianti per la produzione di biogas o di biometano, quindi di trattamento della frazione organica\u201d. Impianti che saranno ubicati \u201cnella zona tra bassa provincia di Roma e alta provincia di Frosinone e di Latina, oltre a uno in provincia di Viterbo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Audizione della Procura di Roma<\/strong>. Il Procuratore Pignatone mette subito in evidenza una necessit\u00e0 legislativa, ovvero modificare l\u2019attribuzione alla Direzione Distrettuale Antimafia della competenza per i reati di cui all\u2019articolo 260 del testo unico sui rifiuti \u2013 il Codice dell\u2019Ambiente. In particolare Pignatone suggerisce di attribuire tale competenza alla procura distrettuale, avente sede nella citt\u00e0 capoluogo di distretto, mantenendo alcune caratteristiche della normativa: prescrizione raddoppiata, possibilit\u00e0 di eseguire intercettazioni pi\u00f9 estese rispetto ai reati definiti \u201cordinari\u201d. Inoltre viene sottolineata l\u2019importanza di tenere distinti i piani dell\u2019illecito penale dalle irregolarit\u00e0 amministrative. Altra criticit\u00e0 segnalata dal Procuratore \u00e8 la \u201clegislazione in continuo mutamento, iperspecialistica e spesso non molto chiara e dall&#8217;operato spesso contraddittorio delle numerose amministrazioni competenti a intervenire in questo settore\u201d. Su quest\u2019ultimo punto l\u2019esempio che pone Pignatone \u00e8 il pubblico funzionario alle prese con circolari della Regione, direttive del Comune o dell\u2019ASL che sostengono linee guida e operative diverse: \u201ccome si d\u00e0 la prova di un dolo specifico e di una violazione di legge in un quadro cos\u00ec caotico?\u201d<\/p>\n<p><em>La situazione di Roma.<\/em> L\u2019aggiunto D\u2019Elia illustra la situazione della Capitale, problematica anche dal punto di vista del contrasto penale, poich\u00e9 in continuo mutamento e non uniforme. Vi sono discariche non autorizzate, che nascono da abbandoni di rifiuti e situazioni di degrado ambientale, oltre che sistematiche attivit\u00e0 illecite o di trasporto di rifiuti o di smaltimento di rifiuto fortemente illecito e pericoloso. Secondo il procuratore vi \u00e8 \u201cun collegamento tra le scelte, la presenza o l&#8217;assenza della pubblica amministrazione e la materia penale in questo campo: destinare scarse risorse economiche nel settore o l&#8217;assenza di un quadro di riferimento strategico stabile sulla materia da parte delle amministrazioni locali rende questo settore complicato dal punto di vista amministrativo, ma anche da quello penale\u201d. Sul fronte penale vi \u00e8 una problematica legata alla carenza di personale, poich\u00e9 il NOE di Roma \u2013 14 militari in tutto &#8211; ha le deleghe di tutte e nove le procure laziali, della DDA e della procura regionale della Corte dei Conti.<\/p>\n<p>Un passaggio dell\u2019audizione \u00e8 dedicata agli autodemolitori \u2013 oltre un centinaio presenti sul territorio, tra abusivi e altri dotati autorizzazione provvisoria \u2013 su cui \u00e8 in corso un\u2019indagine. Attorno a questo mondo si sviluppano attivit\u00e0 di ricettazione relativo a materiale ferroso e in rame, traffico di rifiuti trattati con modalit\u00e0 diverse rispetto alle normative vigenti. Criticit\u00e0 legata a questo tema \u00e8 la bonifica di terreni privati su cui vengono installate discariche non autorizzate. La normativa in vigore, secondo il procuratore aggiunto, non tutela n\u00e9 aiuta la velocizzazione dei provvedimenti di bonifica di questi terreni.<\/p>\n<p>Sul sito di Valle Galleria pendono varie ipotesi reato, legate all\u2019apertura di discarica abusiva oltre che a reati di pubblica amministrazione contestati a due funzionari regionali. Su Cupinoro il procedimento si \u00e8 concluso con un\u2019archiviazione. In merito al procedimento relativo al depuratore di Roma Nord \u2013 di propriet\u00e0 ACEA, dibattimento in corso \u2013 l\u2019indagine \u00e8 riferita al cattivo funzionamento dell\u2019impianto di trattamento delle acque reflue sversati nel Tevere.<\/p>\n<p><em>Il coinvolgimento della criminalit\u00e0 organizzata<\/em>. Il procuratore Prestipino, applicato alla DDA di Roma, evidenzia come le indagini concentratesi nella zona del Basso Lazio, in prossimit\u00e0 della cosiddetta Terra dei Fuochi, non hanno fornito esiti rilevanti. Le indicazioni fornite dai collaboratori di giustizia si sono rilevate \u201cestremamente generiche, non idonee a fornire elementi di prova specifici sui quali in concreto avviare attivit\u00e0 di indagine\u201d. Anche Prestipino sottolinea la mancanza di personale competente a cui affidare indagini complesse dal punto di vista tecnico, carenza che impone di impiegare tali esigue in risorse in \u201cmodo economico, laddove ci sono concrete possibilit\u00e0 di riuscita dell\u2019attivit\u00e0 investigativa\u201d.<\/p>\n<p><em>Altre indagini significative<\/em>. Tra le indagini pi\u00f9 significative segnalate da Prestipino \u2013 su un totale di circa 40 procedimenti aperti nel corso dell\u2019ultimo quinquennio \u2013 c\u2019\u00e8 l\u2019inchiesta Mondo di Mezzo sulla cosiddetta \u201cMafia Capitale\u201d, che ha riguardato un traffico illecito di rifiuti speciali, tra le province di Roma e di Latina e il coinvolgimento di alcune cooperative collegate. Sono stati sequestrati beni per un totale di 1,6 milioni di euro. Su questa e su indagini analoghe la DDA ha applicato il decreto legislativo n.231\/2001 sulla responsabilit\u00e0 degli enti, ovvero persone giuridiche o associazioni sfornite di personalit\u00e0 che \u201cgestiscono questo tipo di lucrose attivit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Il procuratore aggiunto fa anche riferimento ad un\u2019altra inchiesta condotta con i colleghi della procura di Viterbo, su un rilevante quantitativo rifiuti ospedalieri, provenienti da numerosi plessi della regione, in particolare da Roma, capaci di provocare un danno alla salute pubblica. Tali rifiuti venivano stoccati e indirizzati ad un impianto di trattamento non autorizzato per questa tipologia, ed erano infatti trattati come rifiuti non pericolosi \u201ccon ancora tracce di materiale biologico, deflussori, siringhe, guanti di lattice, a rischio infettivo\u201d. L\u2019impianto sequestrato \u00e8 posto nella zona di Frosinone.\u00a0 Altra indagine cui fa cenno Prestipino, sempre nella stessa zona, \u00e8 relativa ad uno smaltimento di rifiuti speciali con l\u2019attribuzione di un codice CER diverso da quello corretto, con conseguenti costi di smaltimento notevolmente inferiori: \u201cper l&#8217;azienda significa percepire il prezzo del trattamento da chi conferisce, che \u00e8 il prezzo per il rifiuto speciale, quindi elevato; poi viene trattato in tutt&#8217;altro modo, quindi c&#8217;\u00e8 un margine di profitto derivante da quest&#8217;attivit\u00e0 che \u00e8 altissimo\u201d.<\/p>\n<p><em>I sequestri degli impianti: un problema amministrativo<\/em>. In conclusione del suo intervento Prestipino sottolinea un\u2019ultima criticit\u00e0, legate al sequestro di plessi aziendali e relative attivit\u00e0: sequestrare \u201cformalmente\u201d e riconsegnare l\u2019impianto a chi lo ha gestito illecitamente, perch\u00e9 comunque in possesso delle competenze, del know-how per poter proseguire l\u2019attivit\u00e0, oppure chiudere l\u2019impianto e mettere in difficolt\u00e0 ad esempio l\u2019ospedale che non sapr\u00e0 il giorno seguente a chi affidare i rifiuti. Il magistrato sottolinea la necessit\u00e0 di affidare la gestione dell\u2019attivit\u00e0 a \u201ctecnici preparati, attrezzati professionalmente, che hanno studi e che si dedichino a questo tipo di attivit\u00e0, ma tutto questo ha un costo, perch\u00e9 sono professionisti\u201d.<\/p>\n<p><em>I codici a specchio<\/em>. Il procuratore Galanti ha sollevato una nuova problematica legata ai cosiddetti codici a specchio, relativi a quei rifiuti che possono essere pericolosi o meno in base alle concentrazioni di sostanze pericolose o propriet\u00e0 fisiche. Sul punto vi \u00e8 stata nel corso degli anni una lunga diatriba a livello giurisprudenziale. \u00c8 intervenuto il decreto Sblocca \u2013 Italia del 2014, ma successivamente l\u2019Unione Europea ha legiferato in materia ed \u00e8 in corso l\u2019emanazione di un regolamento da parte del Ministero dell\u2019Ambiente che abrogherebbe la parte del decreto citato sui codici a specchio, allo scopo di allinearsi con la nuova normativa europea. Il problema, cita Galanti, \u00e8 una recente sentenza del Consiglio di Stato che esprime perplessit\u00e0 sulla possibilit\u00e0 che un regolamento ministeriale possa abrogare una legge dello Stato.\u00a0 \u201cRischiamo di abrogare una norma per un asserito contrasto con una norma europea che forse andrebbe valutato\u201d ha chiosato Galanti.<\/p>\n<p><strong>Audizione AMA<\/strong>. L\u2019audizione verte sul futuro della partecipata che gestisce i rifiuti di Roma.<\/p>\n<p><em>Differenziata in crescita<\/em>. Nel 2016 sono state raccolte 1.691.000 tonnellate di rifiuti, di cui 725.000 tonnellate in modo differenziato \u2013 il 43 per cento. Il dato della differenziata nel periodo gennaio-maggio del 2017 indica un incremento di oltre un punto percentuale rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.<\/p>\n<p>Viene ribadita la necessit\u00e0 di ridurre il GAP impiantistico della citt\u00e0, che ogni giorno deve smaltire circa 5mila tonnellate di rifiuti. Circa 1.200 tonnellate vengono destinate all\u2019impianto di Colari, attualmente soggetto a commissariamento. Gli imprevisti della filiera, elemento pi\u00f9 volte sottolineato nel corso delle precedenti audizioni sulla situazione di Roma, si ripercuote su un sistema molto fragile che va in emergenza con molta facilit\u00e0 e che si affida per il trattamento dei rifiuti ad impianti esterni, altro elemento di grande debolezza.<\/p>\n<p><em>Priorit\u00e0 del piano industriale<\/em>. Numerosi i punti evidenziati dai dirigenti AMA.<\/p>\n<ul>\n<li>Nell\u2019indifferenziato vi \u00e8 una grossa percentuale di carta e cartone (circa il 28 per cento). Intercettarlo e sottrarlo allo smaltimento rappresenta uno degli obiettivi di AMA, che consentirebbe di ottenere un grosso vantaggio economico. Stesso ragionamento viene fatto su plastica (il 19 per cento dell\u2019indifferenziato) e organico (16 per cento circa). Il 74% circa del totale dell\u2019indifferenziato oggi a Roma potrebbe rientrare nel materiale differenziabile.<\/li>\n<li>Rispetto agli standard di riferimento, gli 8mila dipendenti attualmente collocati in AMA rappresentano una cifra enorme in rapporto alla qualit\u00e0 del servizio fin qui offerto. Ne basterebbero la met\u00e0. Il servizio richiede un dipendente ogni 1.000 abitanti, mentre a Roma \u00e8 presente un dipendente ogni 400 abitanti. Obiettivo finale non sono i licenziamenti ma un cambiamento del sistema operativo che valorizzi il personale a disposizione.<\/li>\n<li>Viene indicato l\u2019obiettivo del 70% di raccolta differenziata da centrare entro il 2021.<\/li>\n<li>Agire sull\u2019impiantistica, anche in relazione alla frazione organica di rifiuto solido urbano. Attualmente le strutture di Roma non coprono il fabbisogno del territorio. Analogo ragionamento viene fatto sui TMB per il trattamento dei rifiuti indifferenziati<\/li>\n<li>Riduzione dei rifiuti del 16.5% entro il 2021 attraverso la riduzione degli imballaggi, il compostaggio domestico, l&#8217;introduzione premiante di modifiche nei comportamenti e nei consumi, la creazione di centri di riparazione e riuso presso i pres\u00ecdi di municipio che l&#8217;AMA andr\u00e0 a creare.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>La situazione di Nettuno<\/strong>. Ascoltato in Commissione su sua richiesta, il Sindaco della citt\u00e0, Angelo Casto, illustra la situazione gestionale dell\u2019ultimo anno a Nettuno, dopo che la Ipi srl, la societ\u00e0 che gestiva il servizio, \u00e8 stata colpita da interdittiva antimafia. Casto ricorda in che modo la societ\u00e0 in questione ottenne l\u2019appalto per la gestione del servizio. \u201cNel 2012 l&#8217;appalto fu dato a questa ditta in una gara cui era stata la sola a partecipare, una gara da 50 milioni e oltre, per cinque anni. La gara fu fatta con il capitolato speciale d&#8217;appalto, dove non era prevista neanche la pesa. Io non capisco come possa succedere una cosa del genere, ma \u00e8 successo\u201d.<\/p>\n<p><em>Commissariamento della societ\u00e0 e difficolt\u00e0 economiche<\/em><strong>.<\/strong> La nuova giunta comunale, insediatasi nell\u2019estate del 2016, fa richiesta al Prefetto di Roma di commissariamento straordinario per la gestione dell\u2019appalto, ai sensi dell\u2019art. 32 del decreto legge n. 90 del 2014: la risposta positiva giunge dopo oltre 40 giorni. Nel frattempo, per\u00f2, sostiene il Sindaco, la societ\u00e0 \u201cripulisce\u201d la cassa della sua liquidit\u00e0 e \u201ctoglie le fideiussioni\u201d, determinando una situazione di paralisi dell\u2019azienda e della possibilit\u00e0 di pagare il personale.<\/p>\n<p>Tale situazione ha portato alla decisione del Comune di procedere con i \u201cpagamenti a vista\u201d per tutto il 2016 e 2017, riferisce il Sindaco, al fine di risanare il bilancio, in attesa della definizione del nuovo bando, inviato anche alla Commissione europea.<\/p>\n<p><em>Vulnus normativo e modifiche al codice antimafia<\/em>. A luglio 2017 i pagamenti nei confronti dei dipendenti vengono per\u00f2 bloccati dalla Agenzia di Riscossione (ex Equitalia) per irregolarit\u00e0 nel versamento dei contributi. Il commissario prefettizio pagava tutto quello che doveva, anche i contributi INPS per il cantiere di Nettuno.\u00a0 A Rieti (dove l\u2019Ipi gestisce altri cantieri, ndr) questi contributi non venivano per\u00f2 pagati: il DURC diventa perci\u00f2 irregolare. \u201cSe poi voglio pagare come amministrazione il servizio reso, non lo posso fare; se lo faccio senza il DURC (Documento Unico di Regolarit\u00e0 Contributiva, ndr) che \u00e8 irregolare, commetto reato\u201d<\/p>\n<p>Sarebbe questo per Casto un \u201cvulnus normativo\u201d. Il commissariamento \u00e8 diverso da un\u2019amministrazione giudiziaria. Secondo il Sindaco di Nettuno andrebbero aumentati i poteri del commissario straordinario, consentendogli la gestione sull\u2019intera azienda e non soltanto su uno dei cantieri in cui opera. Inoltre occorre evitare il pignoramento presso terzi, non previsto nei casi di amministrazione giudiziaria: secondo Casto andrebbe inserito nell&#8217;articolo 50 del codice antimafia uno specifico riferimento a beni e servizi essenziali sottoposti a commissariamento prefettizio, come il servizio della raccolta rifiuti, destinato alla salvaguardia del bene della salute pubblica.<\/p>\n<p><em>La nuova delibera del Comune.<\/em> Per superare tali criticit\u00e0, in primo luogo lo stop imposto dall\u2019Agenzia di Riscossione, il Comune approva una delibera entro la scadenza del bando fissata per il 31 luglio, con la quale viene dato incarico al dirigente di trovare una \u201cditta ponte, per un affidamento in attesa che si sviluppino tutte le procedure del bando europeo\u201d, allo scopo di mantenere e garantire il servizio.<\/p>\n<p><strong>Audizione Assessore sostenibilit\u00e0 Ambientale Roma<\/strong>. L\u2019audizione del 17 ottobre 2017 si incentra principalmente sulle attivit\u00e0 degli autodemolitori e rottamatori del territorio di Roma Capitale. L\u2019assessore Montanari riporta una Relazione della Giunta, datata 28 luglio 2017, che fissa alcuni punti qualificanti, relativi alla problematica legata allo smaltimento di autovetture dismesse, circa 85mila all\u2019anno sul territorio.<\/p>\n<p><em>Il piano sugli autodemolitori<\/em>. Sulle autorizzazioni \u2013 87 al 31 luglio 2017 &#8211; viene specificato che anche quelle provvisorie attualmente vigenti all&#8217;esercizio di attivit\u00e0 di autodemolizione e rottamazione devono \u201crecepire la normativa di settore in materia di tutela dell&#8217;ambiente e salute pubblica\u201d contemplando specifiche disposizioni in ordine a cinque aspetti:<\/p>\n<p>1) le tipologie di rifiuti che le singole aziende sono autorizzate a gestire con la loro classificazione mediante i codici<\/p>\n<p>2) i quantitativi di rifiuti autorizzati<\/p>\n<p>3) le operazioni di trattamento autorizzate sui rifiuti<\/p>\n<p>4) l&#8217;elenco dei macchinari presenti nell&#8217;impianto<\/p>\n<p>5) la superficie dell&#8217;impianto interessata dalle attivit\u00e0 di gestione dei rifiuti e i dati catastali dell&#8217;impianto.<\/p>\n<p>La Commissione incaricata di tali controlli ha effettuato un primo ciclo di verifiche: dalle prime attivit\u00e0 \u00e8 emerso che solo sei ditte sono risultate in possesso dei requisiti ambientali, alle altre \u00e8 stata concessa una proroga fino al 31 ottobre 2017. 12 autodemolitori sono stati sospesi per la mancanza delle concessioni edilizie, comunque richieste in sanatoria. Ad altri 14 autodemolitori \u00e8 stata revocata l\u2019autorizzazione per la mancata presentazione delle garanzie finanziarie necessarie.<\/p>\n<p><em>Le perizie<\/em><strong>.<\/strong> Le ditte sono chiamate a presentare perizie asseverate che garantiscano il rispetto di tutti i vincoli ambientali. Tali perizie \u201cportano tutti gli elementi previsti dal decreto legislativo n. 209 del 2003 e tutti i documenti riguardanti la valutazione dei rischi, l&#8217;antincendio, i contratti con il consorzio obbligatorio degli oli usati, nonch\u00e9 tutta la parte gestionale dell&#8217;attivit\u00e0, la parte degli scarichi idrici, con tutte le attivit\u00e0 riguardanti la superficie, le verifiche catastali e delle concessioni edilizie\u201d. Sar\u00e0 poi compito della Polizia Locale verificare tali perizie. La Giunta, riferisce l\u2019Assessore, sta lavorando ad un piano di delocalizzazione di questi impianti, da indirizzare verso impianti industriali dismessi.<\/p>\n<p><strong>Le attivit\u00e0 investigative della Polizia Locale<\/strong>. Il vicecomandante Di Maggio riferisce di attivit\u00e0 illegali, relativi a rifiuti pericolosi e RAEE (apparecchiature elettroniche), organizzate da persone di nazionalit\u00e0 slava e rumena, \u201ci quali svolgevano un&#8217;attivit\u00e0 di rovistaggio all&#8217;interno delle aree cittadine, nei cassonetti e nelle strade, soprattutto nell&#8217;estrema periferia, con la consegna di questi rifiuti presso \u00a0alcuni autodemolitori e rottamatori, qualora si fosse trattato di metalli, rame, ferro, o comunque di sostanze metalliche che potevano essere rivendute sul mercato\u201d.<\/p>\n<p><strong>Relazione finale<\/strong>. La Commissione ha approvato la relazione conclusiva il <strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/824?tipo=C&amp;anno=2017&amp;mese=12&amp;giorno=20&amp;view=&amp;commissione=39&amp;pagina=#data.20171220.com39.bollettino.sede00020.tit00020\">20 dicembre 2017<\/a><\/strong> (<strong>doc XXIII, n. 32<\/strong>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(ultimo aggiornamento: 21 dicembre 2017)<\/em><\/p>\n<p><em>(a cura di <a href=\"mailto:claudio.forleo@avvisopubblico.it\"><strong>Claudio Forleo<\/strong><\/a>, giornalista)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa. 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