{"id":51042,"date":"2022-10-07T11:49:51","date_gmt":"2022-10-07T09:49:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=51042"},"modified":"2022-10-07T11:49:51","modified_gmt":"2022-10-07T09:49:51","slug":"sintesi-della-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-secondo-semestre-2021","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/sintesi-della-relazione-della-direzione-investigativa-antimafia-secondo-semestre-2021\/","title":{"rendered":"SINTESI DELLA RELAZIONE DELLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA (SECONDO SEMESTRE 2021)"},"content":{"rendered":"<p><strong>PREMESSA.<\/strong> Il Ministro dell\u2019Interno ha trasmesso alle Camere la <a href=\"https:\/\/direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Relazione_Sem_II_2021-1.pdf\">Relazione<\/a> sull\u2019attivit\u00e0 svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia nel secondo semestre del 2021, della quale si riportano i punti salienti. La DIA ha messo a disposizione anche un <a href=\"https:\/\/direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/ABSTRACT-II-2021.pdf\">abstract<\/a>.<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019attenzione \u00e8 focalizzata sulle connotazioni strutturali e sulle linee evolutive delle principali mafie italiane (\u2018ndrangheta, Cosa nostra, Camorra, mafie pugliesi e lucane) e straniere, sul tema degli appalti pubblici e sulle attivit\u00e0 di prevenzione del riciclaggio; la Relazione contiene, inoltre, un focus sulla criminalit\u00e0 organizzata nigeriana in Italia.<\/p>\n<p><strong>\u2018NDRANGHETA.<\/strong> La vocazione della \u2018ndrangheta continua ad essere, prevalentemente, quella affaristico-imprenditoriale, secondo una logica di massimizzazione dei profitti in grado di intercettare le opportunit\u00e0 e orientare gli investimenti verso gli ambiti economici in maggiore sofferenza.<\/p>\n<p>Si tratta di una mafia silente che opera secondo un modello collaudato, proponendosi ad imprenditori in crisi di liquidit\u00e0 al fine di subentrare nei loro asset proprietari e nella governance, conseguendo il duplice risultato di riciclare le risorse economiche di provenienza illecita e di impadronirsi di ampie fette di mercato, inquinando cos\u00ec l\u2019economia legale.<\/p>\n<p>Lo spettro dei rapporti delle organizzazioni criminali calabresi \u00e8 particolarmente ampio, comprendendo sia le relazioni con la cd. area grigia e con la politica, fondamentale per l\u2019inquinamento dell\u2019economia e della cosa pubblica, sia con le principali organizzazioni del narcotraffico e con altri sodalizi criminali italiani (con cui stringe collaborazioni prevalentemente utilitaristiche e contingenti, legate a specifici affari, un esempio \u00e8 ci\u00f2 che accade con le cd. truffe carosello).<\/p>\n<p>Un elemento fondamentale dell\u2019attivit\u00e0 \u2018ndranghetista \u00e8 il ricorso a forme di corruzione diffusa, che consentono anche di condizionare le dinamiche relazioni con gli Enti locali. A riprova di ci\u00f2 anche gli scioglimenti di alcuni Consigli Comunali: in particolare nella Relazione si citano quelli di Rosarno (RC), Simeri Crichi (CZ), Nocera Terinese (CZ), sciolti con DPR del 30 Agosto 2021.<\/p>\n<p>Sul piano della struttura, la \u2018ndrangheta si conferma caratterizzata da una fedelt\u00e0 alle origini e da una solida base familiare che, soprattutto in passato, ha ostacolato le forme di cd. pentitismo; negli ultimi anni si individua comunque un\u2019inversione di tendenza, con un numero sempre crescente di \u2018ndranghetisti che decidono di collaborare con la giustizia.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 illecite esercitate dalle organizzazioni criminali calabresi sono di vario tipo: si va dalle forme di estorsione ed usura al narcotraffico, settore in cui la \u2018ndrangheta primeggia anche grazie alle relazioni con i cartelli sudamericani, e con la centralit\u00e0 degli scali portuali di Gioia Tauro, Genova, La Spezia, Vado Ligure e Livorno per l\u2019approdo di stupefacenti, come confermato dalle risultanze investigative emerse nel semestre interessato. La \u2018ndrangheta si mostra, poi, particolarmente abile nell\u2019intercettazione dei finanziamenti pubblici, con la preoccupazione espressa nella Relazione rispetto ai fondi del PNRR.<\/p>\n<p>Fuori dal suo territorio di origine, i sodalizi calabresi attuano una strategia di sommersione, in linea con il progresso e la globalizzazione, mostrando la propria capacit\u00e0 di adattamento ai diversi contesti territoriali e sociali, con il duplice risvolto di insidiare le realt\u00e0 economico-imprenditoriali e di replicare i modelli mafiosi originari (facendo leva sui valori identitari). La Relazione conta 46 locali di \u2018ndrangheta attive sul territorio nazionale, di cui 25 in Lombardia, 16 in Piemonte, 3 in Liguria e 1 ciascuno per Veneto, Valle d\u2019Aosta e Trentino-Alto Adige.<\/p>\n<p>All\u2019estero l\u2019insediamento \u2018ndranghetista privilegia quegli Stati meno attivi sul piano della cooperazione giudiziaria e in cui il reimpiego dei fondi illeciti risulta pi\u00f9 agevole.<\/p>\n<p>La Relazione pone, inoltre, l\u2019accento sull\u2019utilizzo strumentale da parte delle cosche delle pratiche della vita civile e religiosa, a partire dall\u2019impiego dei santini nei riti di affiliazione, fino ai cd. inchini delle statue dei patroni durante le processioni di fronte alle abitazioni de boss. Si tratta di manifestazioni ritenute ancor pi\u00f9 preoccupanti in quanto spesso vengono veicolate sui social network, diventando una vera e propria forma di propaganda criminale.<\/p>\n<p><strong>CRIMINALIT\u00c0 ORGANIZZATA SICILIANA.<\/strong> Anche per la criminalit\u00e0 organizzata siciliana centrale risulta essere l\u2019interesse per il business: la linea evolutiva prospettata dalla Relazione \u00e8 quella di una mafia sempre pi\u00f9 silente, mercantilista e affaristica che privilegia un modus operandi di tipo collusivo-corruttivo, fondato su patti di reciproca convenienza. Si riducono cos\u00ec le azioni eclatanti o destabilizzanti che lasciano il posto alla diffusa ricerca di legami con imprenditori, professionisti ed amministratori.<\/p>\n<p>Tra gli aspetti a cui le organizzazioni criminali in Sicilia rivolgono principalmente l\u2019attenzione rientra, senz\u2019altro, quello di drenare risorse pubbliche; in quest\u2019ottica la Relazione richiama l\u2019attenzione sui fondi del PNRR. Nell\u2019entroterra siciliano, invece, un simile scenario \u00e8 gi\u00e0 particolarmente presente, se si pensa ai casi di indebita percezione dei contributi comunitari per il sostegno allo sviluppo rurale, su cui la DIA concentra una parte della propria attenzione.<\/p>\n<p>Sul piano della struttura, in Sicilia occidentale Cosa nostra risulta strutturata in mandamenti e famiglie: l\u2019organizzazione \u00e8 tendenzialmente unitaria e ricerca una maggiore interazione tra i mandamenti nell\u2019assenza di un vero e proprio comando di vertice.<\/p>\n<p>In questo quadro, le linee operative sono dettate prevalentemente dai vecchi esponenti di spicco dei clan tornati da poco in libert\u00e0 (la Relazione segnala che sono numerose le scarcerazioni dei boss per espiazione della pena, o perch\u00e9 posti in libert\u00e0 vigilata o agli arresti domiciliari). Alla cd. vecchia guardia si affiancano spesso le nuove leve: una possibile linea evolutiva segnalata dalla Relazione \u00e8 quella di eventuali incomprensioni tra le vecchie e le nuove generazioni.<\/p>\n<p>Nel trapanese risulta ancora centrale la figura del latitante Messina Denaro, che continua ad essere la figura di riferimento per tutte le operazioni pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p>Per quel concerne le principali attivit\u00e0 svolte sul territorio, la Relazione segnala il traffico di stupefacenti, evidenziando come i clan siciliani si rivolgano prevalentemente alla \u2018ndrangheta per l\u2019acquisto delle sostanze, e l\u2019attivit\u00e0 estorsiva, solo di poco attenuata rispetto ai mesi scorsi, ma sempre fonte di sostentamento centrale per le famiglie mafiose e di detenuti, oltre che strategica sul piano del controllo del territorio.<\/p>\n<p>Di estremo interesse per le organizzazioni criminali siciliane \u00e8, poi, il settore dei giochi e delle scommesse in concessione dello Stato che genera elevati e rapidi guadagni a fronte di bassi rischi. La mafia continua ad investire consistenti capitali attraverso la gestione diretta o indiretta di societ\u00e0 concessionarie di giochi e di sale scommesse o mediante l\u2019imposizione di slot machine. Non solo Cosa nostra ma pi\u00f9 in generale la criminalit\u00e0 organizzata di tipo mafioso risulta attivarsi per assumere la gestione dei centri scommesse riuscendo a realizzare un controllo diffuso sul territorio di competenza nel mercato legale dei giochi e scommesse on line sfruttando societ\u00e0 di bookmaker con sede formale all\u2019estero. La DIA sottolinea come nel giro d\u2019affari generatosi intorno al gioco con l\u2019ampliamento dell\u2019offerta da parte dello Stato a partire dagli anni \u201990 si siano create nuove opportunit\u00e0, con la criminalit\u00e0 organizzata sempre pronta ad infiltrarsi nella filiera del gioco lecito (e, del resto, ci\u00f2 \u00e8 confermato da numerose risultanze investigative riportate nella Relazione, anche con riferimento ad altre organizzazioni mafiose).<\/p>\n<p>Sul piano dei rapporti con altre organizzazioni criminali, la Relazione segnala, in primo luogo, la linea di tendenza relativa ad una possibile penetrazione \u2018ndranghetista nell\u2019Isola: oltre al settore degli stupefacenti, la DIA sottolinea il caso di un\u2019azienda di trasporto marittimo con sede a Messina, nei cui confronti il Tribunale di Reggio Calabria \u2013 Sezione Misure di Prevenzione ha disposto l\u2019applicazione dell\u2019amministrazione giudiziaria.<\/p>\n<p>Per quel che riguarda le organizzazioni criminali straniere presenti in Sicilia, queste generalmente svolgono le loro attivit\u00e0 illecite con il placet dei clan autoctoni; pi\u00f9 autonomi risultano essere, invece, i clan di origine nigeriana.<\/p>\n<p><strong>CRIMINALIT\u00c0 ORGANIZZATA CAMPANA.<\/strong> La Relazione, nel riferirsi alla criminalit\u00e0 organizzata campana, la descrive come un complesso sistema basato su stratificati e complessi livelli decisionali nonch\u00e9 su una struttura criminale consolidata sul territorio e dotata di un direttorio per la gestione e il coordinamento dei gruppi subordinati.<\/p>\n<p>La propensione affaristica, orientata in particolar modo alle attivit\u00e0 a basso rischio giudiziario, ha infatti trasformato da tempo i principali cartelli camorristici in vere e proprie holding imprenditoriali, parti integranti dell\u2019economia legale supportate da stratificati sistemi relazionali fondati su legami personali e connivenze in ampi settori dell\u2019imprenditoria e della pubblica amministrazione.<\/p>\n<p>Nello specifico, per quel che riguarda il napoletano, due grandi cartelli (l\u2019Alleanza di Secondigliano e il clan Mazzarella) polarizzano, secondo un preciso sistema di alleanze, il panorama criminale, come due macrosistemi che lasciano pochi margini d\u2019attivit\u00e0 ad altre strutture criminali. Alcuni dei clan affiliati costituiscono significative realt\u00e0 imprenditoriali, in grado di controllare interi pezzi dell\u2019economia sul territorio. Il sistema cos\u00ec inteso, dunque, si esprime in una struttura di coordinamento gestionale che le organizzazioni camorristiche si danno per raggiungere gli obiettivi di illecito arricchimento.<\/p>\n<p>Un simile discorso vale anche per i clan casalesi operanti nel casertano: bench\u00e9 segnati da un\u2019intensa attivit\u00e0 repressivo-investigativa, essi restano protagonisti di complessi meccanismi di riciclaggio e di illecita interposizione negoziale e possono contare sulle fortune accumulate negli anni passati, in termini tanto economici quanto di relazioni.<\/p>\n<p>Accanto al \u201csistema\u201d, la Relazione sottolinea la presenza di una \u201ccamorra dei vicoli e delle stese\u201d, in cui risalta una dimensione di maggiore violenza ed opprimente per la citt\u00e0, fatta di conflitti tra bande per il controllo di pezzi di mercati illeciti e che rivolge la propria attenzione soprattutto sulle fasce sociali pi\u00f9 fragili e disagiate, acuendo la distanza e la sfiducia nello Stato.<\/p>\n<p>Sul piano dell\u2019attivit\u00e0 di indagine e di prevenzione, la Relazione sottolinea che tra il giugno 2021 e il febbraio 2022 sono stati tre gli Enti locali sciolti per mafia (Marano, Villaricca, Castellamare di Stabia) mentre, nel secondo semestre 2021, i Prefetti di Napoli e Caserta hanno rispettivamente emesso 39 e 24 interdittive antimafia.<\/p>\n<p>Per quel che concerne, invece, le attivit\u00e0 criminali, la Relazione segnala l\u2019interesse delle organizzazioni campane per le frodi fiscali nel settore degli idrocarburi, spesso realizzate utilizzando societ\u00e0 operanti all\u2019estero, e la costante presenza nel traffico di stupefacenti, gestito secondo logiche di spartizione territoriale che coinvolgono soprattutto gruppi minori in posizione di soggezione e di dipendenza rispetto ai principali cartelli.<\/p>\n<p>Accanto a ci\u00f2, il settore dei giochi, con i clan locali in grado di imporre, per intere zone, la diffusione delle piattaforme legali e illegali, senza dover contattare il singolo esercente (come invece avviene al nord).<\/p>\n<p><strong>CRIMINALIT\u00c0 ORGANIZZATA PUGLIESE.<\/strong> La criminalit\u00e0 organizzata pugliese si caratterizza, complessivamente, per una forte propensione al controllo del territorio, sia con manifestazioni di violenza e aggressione sia con forme di infiltrazione nel tessuto economico regionale.<\/p>\n<p>Il contesto vede la presenza di molteplici e differenti organizzazioni criminali che, tuttavia, nel tempo hanno consolidato i tratti identitari comuni. Si tratta di uno scenario in continua evoluzione: generalmente viene suddiviso in mafia foggiana, camorra barese e sacra corona unita. Tali organizzazioni hanno saputo sviluppare una politica di consolidamento ed espansione, caratterizzata da una penetrante e pervasiva capacit\u00e0 di controllo militare del territorio e da una spiccata vocazione relazionale finalizzata all\u2019attuazione di un pi\u00f9 evoluto modello di mafia degli affari.<\/p>\n<p>Sul piano dell\u2019articolazione territoriale, oggetto di particolare attenzione per le forze investigative \u00e8 senza dubbio la mafia foggiana, ritenuta tra le pi\u00f9 pericolose nel contesto pugliese. Essa si presenta come strutturata, compatta, in grado di fare rete e di creare interconnessioni con altre organizzazioni criminali (anche trans-adriatiche) con proiezioni di espansione territoriale anche extra regionale. La sua attivit\u00e0 si caratterizza per la presenza di giovani leve, per l\u2019utilizzo di violenza e per la disponibilit\u00e0 di armi ed esplosivi; accanto a ci\u00f2, appare crescente la sua propensione affaristica e l\u2019interazione con la cosiddetta borghesia mafiosa: lo conferma il recente scioglimento del Comune di Foggia.<\/p>\n<p>Le mafie foggiane mutuano, generalmente, i canoni di impostazione strutturale dalla \u2018ndrangheta: ci\u00f2 consente loro di stabilire interconnessioni interne con modelli tendenzialmente federali. Ci\u00f2 potrebbe indirizzare anche alcuni dei futuri assetti, specialmente alla luce dell\u2019attuale momento di difficolt\u00e0 del fenomeno mafioso in Capitanata che la DIA non manca di sottolineare.<\/p>\n<p>Per quel che concerne il resto del territorio regionale, la Relazione sottolinea la situazione preoccupante nella provincia BAT, specialmente a Trani dove si registra una crescita di rapine (+210% rispetto all\u2019anno scorso) ed omicidi (+44%); si tratta di un territorio che esprime organizzazioni criminali autoctone, che vedono nel tessuto economico locale particolarmente attivo un potenziale appetibile.<\/p>\n<p>Anche la mafia salentina si mostra incline a penetrare il tessuto economico e gli Enti locali (si vedano i recenti scioglimenti di Ostuni, Carovigno e Squinzano). Nello specifico, la zona di Taranto vede tre consorterie operative e distinte, con interessi ramificati in vari settori dell\u2019economia, e impegnate nel traffico di droga; nel leccese, lo stato \u00e8 quello di una relativa pace fra i gruppi criminali locali, oramai inseriti nell\u2019economia legale, soprattutto nei settori del commercio e del turismo; a Brindisi, lo scenario criminale pu\u00f2 essere suddiviso in tre tipologie di organizzazioni criminali: una forma di cultura mafiosa risalente agli anni \u201990, la presenza di clan con capacit\u00e0 di intimidazione, e gruppi di giovanissimi impegnati soprattutto in reati violenti.<\/p>\n<p>Il territorio barese, infine, si presenta come particolarmente instabile e in fibrillazione: ci\u00f2 nel secondo semestre del 2021 ha prodotto la commissione di numerosi ed efferati delitti.<\/p>\n<p>Sul piano, invece, dei rapporti con altre organizzazioni criminali, la criminalit\u00e0 pugliese si caratterizza soprattutto per i legami con l\u2019area balcanica. Nello specifico, le consorterie albanesi utilizzano i canali gestiti dalle cosche pugliese per il trasporto di sostanze stupefacenti anche oltre regione verso mercati internazionali.<\/p>\n<p><strong>CRIMINALIT\u00c0 ORGANIZZATA LUCANA.<\/strong> In tema di criminalit\u00e0 organizzata lucana, la Relazione evidenzia il salto di qualit\u00e0 compiuto in questi anni, che ha portato alla diffusione di una pervasiva presenza dei clan nella vita economica regionale, anche attraverso una capacit\u00e0 di adattamento e di mimetizzazione, ben evidenziata dalle numerose interdittive antimafia emesse.<\/p>\n<p>La DIA parla di rischio di inquinamento dell\u2019economia del territorio, soprattutto con riferimento a quelle aziende indebolite dalla crisi. Le organizzazioni criminali si sono proposte come sostegno attivo, trasformando l\u2019originale impiego di minacce e violenza in schemi di sopraffazione economica in cui centrale diventa il reticolo di relazioni affaristiche e collusive. Anche in questo caso, emerge la preoccupazione legata ai fondi del PNRR.<\/p>\n<p>Sul piano della struttura, le organizzazioni criminali sono organizzate su base territoriale e, vista la collocazione della regione, attuano spesso forme di collaborazione con clan di territori limitrofi. Si veda, ad esempio, l\u2019area Valdianese, dove si registra la presenza della criminalit\u00e0 mafiosa pugliese e campana, oppure la zona di Lagonegro, l\u2019unica nella quale i clan autoctoni sembrano essersi ritirati in favore di organizzazioni calabresi; l\u2019area del melfitano \u00e8 invece particolarmente influenzata dalla criminalit\u00e0 foggiana.<\/p>\n<p>La situazione di maggior preoccupazione \u00e8 quella della costa jonica-metapontina, dove lo schema \u00e8 quello dell\u2019infiltrazione nel tessuto economico legale mediante societ\u00e0 di comodo, per acquisire il controllo di settori produttivi al fine di riciclare i proventi delle attivit\u00e0 illecite.<\/p>\n<p><strong>LE CRIMINALIT\u00c0 ORGANIZZATE STRANIERE.<\/strong> Con riferimento alle forme di criminalit\u00e0 organizzata di origine straniera operanti in Italia, la Relazione segnala che si tratta di una componente rilevante nel panorama nazionale: la linea evolutiva, anche per le relazioni tra le varie organizzazioni criminali, \u00e8 quella di una sempre maggiore integrazione delle azioni criminali nell\u2019ambito di un contesto globale.<\/p>\n<p>Sul piano strutturale e dei rapporti tra loro, esse prediligono la reciproca indipendenza, bench\u00e9 in alcuni casi si trovino a cooperare per la conclusione di specifici affari; non mancano i casi in cui la competizione porta anche a scontri violenti.<\/p>\n<p>La Relazione registra, in ogni caso, una frequenza crescente di sodalizi a composizione multietnica: in quest\u2019ambito, le forme pi\u00f9 strutturate si rilevano nel contesto criminale di origine albanese e nigeriana, ma sono frequenti anche le collaborazioni tra gruppi di origine maghrebina e romena.<\/p>\n<p>Per quel che concerne i rapporti con le organizzazioni criminali autoctone, i gruppi stranieri storicamente si ritagliano un maggiore grado di indipendenza nelle regioni del centro-nord, dove agiscono spesso su base paritetica. Al sud prevale la subordinazione ai clan locali, bench\u00e9 si registrino ultimamente maggiori sacche di autonomia, come nel caso della Campania e della Sicilia, con vere e proprie alleanze strategiche. La linea evolutiva prospettata dalla DIA \u00e8 quella di possibili future forme di coesistenza strutturale anche in questi territori, fondate su una precisa spartizione di assets e settori criminali.<\/p>\n<p>In questo quadro, i gruppi albanesi sono sicuramente i pi\u00f9 inclini a cooperare con la criminalit\u00e0 autoctona; la Relazione sottolinea, inoltre, la presenza di gruppi stranieri dediti allo spaccio in Lombardia, suggerendo anche l\u2019ipotesi che la \u2018ndrangheta sia propensa a servirsi di manodopera straniera nei territori di proiezione. Forme di collaborazione con i clan \u2018ndranghetisti vengono poi registrate anche nel territorio d\u2019origine: \u00e8 il caso di alcuni gruppi di etnia Rom presenti in Calabria.<\/p>\n<p>Sul piano delle attivit\u00e0, assolutamente centrale \u00e8 lo spaccio di sostanze stupefacenti. La Relazione sottolinea che i dati statistici confermano la prevalenza nelle regioni del Nord (in particolare, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Liguria) di soggetti di origine straniera che hanno commesso crimini correlati alla droga. Rilevanti per questi traffici sono poi le coste pugliesi, con il ruolo dei gruppi criminali di origine albanese, e il tratto autostradale toscano.<\/p>\n<p>L\u2019altra attivit\u00e0 rilevante \u00e8 quella dell\u2019immigrazione clandestina e della tratta di esseri umani, con tutte le attivit\u00e0 connesse (dallo sfruttamento della prostituzione all\u2019accattonaggio e lavoro nero). Una certa preminenza in questo campo \u00e8 senz\u2019altro dei cd. cults nigeriani. Di rilievo, inoltre, la posizione del Friuli-Venezia Giulia, quale punto di ingresso della cd. rotta balcanica ma interessato anche dalle attivit\u00e0 di illecito trasferimento di capitali.<\/p>\n<p><strong>FOCUS: LA CRIMINALIT\u00c0 ORGANIZZATA NIGERIANA IN ITALIA.<\/strong> Il focus della Relazione sul secondo semestre 2021 \u00e8 dedicato alla criminalit\u00e0 organizzata nigeriana operante in Italia.<\/p>\n<p>In primo luogo, sul piano demografico la Relazione rileva come la comunit\u00e0 nigeriana oggi rappresenti la terza componente etnica africana presente in Italia dopo quelle marocchina ed egiziana. Le rimesse verso il paese d\u2019origine hanno subito un incremento tra il 2018 e il 2019 del 42,4%.<\/p>\n<p>Sul piano criminale, di assoluta centralit\u00e0 per l\u2019analisi del fenomeno sono i cd. secret cults, i cui tratti tipici sono l\u2019organizzazione gerarchica, la struttura paramilitare, i riti di affiliazione, i codici di comportamento e, pi\u00f9 in generale, un \u201cmodus agendi\u201d che la Corte di cassazione ha pi\u00f9 volte ricondotto alla tipica connotazione di mafiosit\u00e0. In questo senso, si vedano anche le pronunce della Corte d\u2019Appello di Torino e le operazioni della DDA di Torino e di Bologna.<\/p>\n<p>Tra le varie risultanze emerse, la DIA sottolinea la scoperta della \u201cCostituzione\u201d del \u201ccults\u201d dei Maphite, in cui emerge come l\u2019organizzazione si faccia carico del sostentamento dei detenuti, preveda la morte per il tradimento degli obblighi di fedelt\u00e0 ed omert\u00e0, reputi la violenza quale strumento principe per l\u2019affermazione della propria forza, si consideri in grado di stringere o sciogliere all\u2019occorrenza accordi con le mafie locali.<\/p>\n<p>Tra le attivit\u00e0 a cui le organizzazioni criminali nigeriane sono pi\u00f9 dedite, la Relazione segnala: il traffico di stupefacenti, il favoreggiamento dell\u2019immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani, in prevalenza finalizzata allo sfruttamento della prostituzione.<\/p>\n<p>Tratteggiata con queste caratteristiche, la criminalit\u00e0 di origine nigeriana assurge, secondo la DIA, alla stregua di un vero e proprio macro-fenomeno. La forte impenetrabilit\u00e0 di questi gruppi fondati su base etnica e anche le difficolt\u00e0 linguistiche rappresentano ancora degli ostacoli alla piena conoscenza del fenomeno, fondamentale per\u00f2 per un\u2019efficace attivit\u00e0 di contrasto. In questo senso, molto preziose risultano alcune collaborazioni con la giustizia.<\/p>\n<p><strong>GLI APPALTI PUBBLICI.<\/strong> Tra le attivit\u00e0 pi\u00f9 importanti e delicate di cui si occupa la DIA rientra anche la partecipazione al monitoraggio degli appalti pubblici. Presidio fondamentale di legalit\u00e0, in questo ambito, \u00e8 senz\u2019altro la documentazione antimafia: lo scopo \u00e8 quello di impedire che le imprese coinvolte nel circuito della criminalit\u00e0 organizzata possano riciclare i capitali illecitamente accumulati mediante l\u2019aggiudicazione o l\u2019affidamento di commesse pubbliche o possano beneficiare di altre erogazioni pubbliche.<\/p>\n<p>Si tratta di un\u2019attivit\u00e0 particolarmente importante perch\u00e9, ricorda la DIA, le mafie contemporanee sono assimilabili a veri e propri trust societari capaci di mettere a disposizione dell\u2019economia il proprio capitale di relazione con i poteri, la riserva di violenza e non ultimo il capitale di ricchezze accumulate.<\/p>\n<p>Le organizzazioni criminali, quando operano nel settore degli appalti, tendono ad incidere sin dalla prima fase di programmazione e progettazione, attraverso mirate azioni corruttive nei confronti dei funzionari e dei tecnici\/professionisti; generalmente esse possono contare da subito sulle varianti in corso d\u2019opera. Quando tale approccio all\u2019inizio della filiera non riesce, le organizzazioni criminali indirizzano la loro pressione estorsiva nei confronti delle aziende affidatarie dell\u2019appalto o del subappalto. Non \u00e8 da sottovalutare, inoltre, la pratica distorsiva delle gare, con accordi per programmare la rotazione illecita degli appalti tra le imprese, mediante offerte pilotate verso il maggior ribasso.<\/p>\n<p>Sul piano dell\u2019attivit\u00e0 di controllo, la DIA nel II secondo semestre 2021 ha condotto 527 monitoraggi nei confronti di altrettante imprese e, rispetto alla fase di esecuzione dell\u2019appalto, 22 ispezioni ai cantieri, come mostrano le tabelle contenute nella Relazione.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-51045\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Schermata-2022-10-05-alle-14.46.08-540x130.png\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"130\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-51046\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Schermata-2022-10-05-alle-14.46.56-362x405.png\" alt=\"\" width=\"362\" height=\"405\" \/><\/p>\n<p>Nell\u2019attivit\u00e0 di contrasto alla criminalit\u00e0 organizzata rispetto al settore degli appalti pubblici centrale risulta la verifica della documentazione antimafia. Questa, nello specifico, si sostanzia nella comunicazione antimafia e nell\u2019informazione antimafia, con caratteristiche diverse tra loro. L\u2019insieme della documentazione antimafia prodotta confluisce nella Banca Dati Nazionale unica della Documentazione Antimafia (BDNA), e deve essere acquisita prima della stipula, dell\u2019approvazione o dell\u2019autorizzazione di contratti o subcontratti legati a lavori, servizi, forniture.<\/p>\n<p>La Relazione riporta, in grafico e in tabella, l\u2019insieme dei provvedimenti interdittivi emessi nel II semestre 2021.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-51047\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Schermata-2022-10-05-alle-14.54.00-441x405.png\" alt=\"\" width=\"441\" height=\"405\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-51048\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Schermata-2022-10-05-alle-14.54.35-423x405.png\" alt=\"\" width=\"423\" height=\"405\" \/><\/p>\n<p><strong>LA PREVENZIONE DEL RICICLAGGIO.<\/strong> La DIA svolge, inoltre, un ruolo di primo piano anche nell\u2019analisi e nell\u2019approfondimento investigativo delle segnalazioni di operazioni sospette (s.o.s.) al fine di prevenire l\u2019utilizzo del sistema economico-finanziario a scopo di riciclaggio.<\/p>\n<p>Nel corso del secondo semestre 2021 la DIA ha proceduto all\u2019analisi di 68.955 segnalazioni di operazioni sospette riconducibili a 693.074 soggetti segnalati dei quali 437.372 costituiti da persone fisiche. La Relazione rileva che il flusso documentale risulta superiore del 17% circa rispetto al secondo semestre 2020.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-51049\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Schermata-2022-10-06-alle-10.57.52-540x266.png\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"266\" \/><\/p>\n<p>Nell\u2019ambito del processo di analisi massiva delle 68.955 s.o.s., hanno assunto rilievo per i profili di interesse della DIA 10.485 segnalazioni; di queste, 1.982 s.o.s. hanno evidenziato profili di attinenza alla criminalit\u00e0 mafiosa, mentre 8.503 s.o.s. sono risultate riconducibili a reati spia\/sentinella.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-51050\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Schermata-2022-10-06-alle-11.01.05-540x283.png\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"283\" \/><\/p>\n<p>Tra i soggetti segnalanti spiccano gli intermediari bancari e finanziari (93% del totale; di questi, il 42% sono banche); pi\u00f9 equilibrata \u00e8, invece, la distribuzione per tipologia di operazioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-51051\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Schermata-2022-10-06-alle-11.02.10-540x376.png\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"376\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-51052\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Schermata-2022-10-06-alle-11.06.11-540x259.png\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"259\" \/><\/p>\n<p>La ripartizione delle operazioni finanziarie sul piano territoriale risulta in linea con i semestri precedenti, mostrando una prevalenza delle regioni del nord, come da cartina e tabella allegate nella Relazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-51053\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Schermata-2022-10-06-alle-11.09.30-437x405.png\" alt=\"\" width=\"437\" height=\"405\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-51054\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Schermata-2022-10-06-alle-11.10.04-474x405.png\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"405\" \/><\/p>\n<p><strong>CONCLUSIONI.<\/strong> La DIA rileva, nelle conclusioni, come nel semestre analizzato non si siano prodotti sostanziali mutamenti riguardanti le aree di interesse e le metodologie operative delle organizzazioni mafiose.<\/p>\n<p>Le mafie continuano a mostrare una spiccata capacit\u00e0 di adattamento, privilegiando generalmente forme di silente infiltrazione nel tessuto economico alle manifestazioni di violenza. Il punto di forza continua ad essere rappresentato dalla capacit\u00e0 delle organizzazioni mafiose di \u201cfare sistema\u201d intorno alle relazioni con pezzi di imprenditoria e classi dirigenti locali, costruendo legami di reciproca convenienza.<\/p>\n<p>In questo quadro, un ruolo primario \u00e8 assunto dalle dinamiche corruttive, che esprimono il loro peso anche nell\u2019ambito degli scioglimenti dei Consigli comunali: nel secondo semestre 2021 sono stati ben dieci gli Enti locali oggetto di provvedimenti dissolutori.<\/p>\n<p>La Relazione sottolinea, inoltre, come la presenza delle organizzazioni mafiose costituisca un ostacolo alla crescita. Le province con pi\u00f9 presenza mafiosa negli ultimi cinquant\u2019anni hanno registrato tassi di crescita significativamente pi\u00f9 bassi delle altre, e un ipotetico azzeramento delle mafie in questi territori comporterebbe un tasso di crescita annuo stimato in cinque decimi percentuali.<\/p>\n<p>I volumi di affari legati alle attivit\u00e0 illegali rappresentano, secondo uno studio di Banca d\u2019Italia riportato dalla DIA, il 2% del PIL italiano; a ci\u00f2 si devono aggiungere i proventi delle organizzazioni mafiose ricavati dall\u2019infiltrazione nell\u2019economia legale.<\/p>\n<p>Sul piano dell\u2019andamento della delittuosit\u00e0, la Relazione segnala un lieve incremento del numero di omicidi di tipo mafioso nel secondo semestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020, concentrato solamente al sud; una diminuzione dei reati di corruzione, frode nelle pubbliche forniture, trasferimento fraudolento di valori (salvo al sud per quest\u2019ultima fattispecie); un aumento, a livello nazionale, del contrabbando, delle rapine e dei danneggiamenti con incendio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-51055\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Schermata-2022-10-06-alle-14.26.48-540x327.png\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"327\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-51056\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Schermata-2022-10-06-alle-14.27.16-540x326.png\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"326\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-51057\" src=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Schermata-2022-10-06-alle-14.27.44-540x324.png\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"324\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PREMESSA. 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