{"id":51601,"date":"2022-11-22T17:51:28","date_gmt":"2022-11-22T16:51:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=51601"},"modified":"2022-11-22T17:51:28","modified_gmt":"2022-11-22T16:51:28","slug":"osservatorio-legalita-regione-lazio-sintesi-vi-rapporto-novembre-2022","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/osservatorio-legalita-regione-lazio-sintesi-vi-rapporto-novembre-2022\/","title":{"rendered":"Osservatorio legalit\u00e0 Regione Lazio: sintesi VI Rapporto &#8220;Mafie nel Lazio&#8221; (ottobre 2022)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa.<\/strong>\u00a0La <strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Rapporto-Mafie-nel-Lazio-2022.pdf\">sesta edizione del Rapporto <em>Mafie nel Lazio<\/em><\/a><\/strong>, realizzato dall\u2019Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalit\u00e0 della Regione Lazio, prende in considerazione\u00a0<strong>il periodo che va dal 1\u00b0febbraio 2020 al 28 febbraio 2021.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1.LE MAFIE \u201cTRADIZIONALI\u201d NELLA CAPITALE<\/strong><\/p>\n<p>Le tre principali mafie italiane rimangono presenti sul territorio laziale, i tratti che emergono dal rapporto sono la dinamicit\u00e0 delle famiglie di Cosa nostra su Roma, un insediamento sempre maggiore delle cosche \u2018ndranghetiste in citt\u00e0 e una stratificazione degli interessi della camorra pronta sempre a nuove alleanze.<\/p>\n<p><strong>Uomini e affari di Cosa nostra su Roma<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019inchiesta \u201cGerione\u201d del Ros dei Carabinieri mette al centro delle indagini Francesco Paolo Maniscalco, vicino al mandamento di Porta Nuova e vecchio uomo di fiducia di Salvatore Cancemi e Tot\u00f2 Riina, per aver reinvestito nella ristorazione romana i capitali di aziende poste sotto sequestro. Il boss negli anni aveva costruito una rete di societ\u00e0 intestate a prestanome che facevano profitti su Roma, lontano dalla lente d\u2019ingrandimento palermitana, con l\u2019importante aiuto della famiglia Rubino a cui erano state intestate alcune societ\u00e0 portate alla bancarotta da Maniscalco. La rete di ristorazione finita nell\u2019inchiesta ha fatto emergere collegamenti con gli uomini di Brancaccio vicini alla famiglia Graviano. Inoltre, la presenza dei Rubino su Roma sarebbe stata il biglietto d\u2019ingresso dei Maniscalco nel mondo del gambling su scala nazionale; egli sarebbe stato socio occulto di alcune societ\u00e0 di gioco d\u2019azzardo di propriet\u00e0 dei Rubino.<\/p>\n<p><strong>L\u2019evoluzione delle cosche di \u2018ndrangheta nella Capitale<\/strong><\/p>\n<p>Le famiglie di \u2018ndrangheta si sono progressivamente radicate a Roma attraverso l\u2019infiltrazione nell\u2019economia illegale e legale, e la loro struttura organizzativa emerge da pi\u00f9 indagini. La consorteria si relaziona con l\u2019ambiente circostante formato sia da mafie tradizionali e non, che nell\u2019economia legale, facendo pesare il proprio ruolo di leader nel narcotraffico internazionale. Con l\u2019operazione della Procura di Catanzaro \u201cRinascita-Scott\u201d viene condannato in via definitiva il boss Saverio Razionale, storico alleato del clan Mancuso, e tracciata la figura del boss Pasquale Bonavota, attualmente uno dei latitanti pi\u00f9 ricercati in Italia che \u00e8 stato in grado di estendere gli affari mafiosi verso il centro e il nord del paese. Anche nell\u2019inchiesta \u201cPorfido\u201d, che riguarda una \u2018ndrina radicata a Trento, si scoprono collegamenti con Roma.<\/p>\n<p>Nella Capitale la \u2018ndrangheta si misura quotidianamente con la necessit\u00e0 di mantenere il controllo sul mercato del narcotraffico; colpisce in tal senso l\u2019indagine \u201cCoffe Bean\u201d che ha individuato il ruolo di Francesco e Alfredo Marando, storica famiglia radicata a Plat\u00ec. Le indagini hanno fotografato una gestione dello spaccio di droga basato su un modello aziendale, con stipendi, orari, turni e compiti ben precisi. Alfredo \u00e8 anche presidente del Real San Basilio Calcio, tipica operazione usata per controllare il territorio. L\u2019operazione \u201cEnclave\u201d invece si sofferma sull\u2019attivit\u00e0 di recupero crediti abusivo gestita con l\u2019utilizzo del metodo mafioso da un gruppo criminale capeggiato da Pasquale Vitalone, che \u00e8 emerso fare parte del clan degli Alvaro.<\/p>\n<p>La presenza calabrese \u00e8 stata documentata anche al di fuori del raccordo anulare. Tutti gli elementi emersi negli anni portano a pensare che la \u2018ndrangheta abbia una forma strutturata e stabile di organizzazione dentro la citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Roma e le camorre<\/strong><\/p>\n<p>Il legame tra le camorre e Roma prosegue con una sostanziale continuit\u00e0 tra clan campani e laziali. Il settore dell\u2019economia legale che pi\u00f9 soggiace al loro controllo \u00e8 quello della ristorazione. La scarcerazione di Angelo Moccia ha dato il via alle indagini svelando una presenza organizzata e violenta del clan che si basa sulle estorsioni e sul credito abusivo. Traffico di droga, investimento nella ristorazione e agroalimentare sono gli asset principali della camorra a Roma.<\/p>\n<p>Dall\u2019indagine \u201cPetrolmafie\u201d \u00e8 emersa l\u2019infiltrazione anche nel settore del carburante, dove oltre al clan dei Moccia sono state coinvolte anche molte aziende del settore e piccole societ\u00e0 che gestivano singoli depositi. L\u2019inserimento in questo business segna un cambio di paradigma della camorra sia per la collaborazione con le aziende, che per il rapporto instaurato con il settore legale della gestione del petrolio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2.LE MAFIE ROMANE<\/strong><\/p>\n<p>Con la dizione \u201cmafie romane\u201d o \u201cpiccole mafie\u201d, si intendono le mafie nate nel contesto socioeconomico romano che sono state contaminate dall\u2019interazione con le mafie tradizionali.<\/p>\n<p><strong>Le mafie del litorale<\/strong><\/p>\n<p>Ostia \u00e8 considerato il mare di Roma ed \u00e8 stato il primo Municipio d\u2019Italia sciolto per mafia. Secondo alcuni investigatori le dinamiche che si sviluppano sul litorale sarebbero il termometro che misura la \u201cfebbre di mafia\u201d della Capitale: le guerre non dichiarate, gli accordi di pace, gli interessi di mediatori e facilitatori partono da l\u00ec e solo dopo diventano un fenomeno romano.<\/p>\n<p>\u201d La spartizione delle attivit\u00e0 imprenditoriali, per la gestione del traffico di stupefacenti in tempi pi\u00f9 recenti si \u00e8 indirizzata anche verso il controllo delle attivit\u00e0 di balneazione, tutto questo con un\u2019escalation di violenza allorquando ai Fasciani sono subentrati gli Spada\u201d. La pressione investigativa sui Fasciani ha spostato in avanti il ruolo degli Spada che in precedenza era solo di manovalanza per i primi. Sei sentenze definitive a carico dei Fasciani e degli Spada confermano la caratura criminale a cui Ostia \u00e8 continuamente sottoposta. In particolare, nel processo \u201cNuova Alba\u201d viene confermata la fattispecie mafiosa dell\u2019associazione ostiense dei Fasciani. Ulteriori inchieste sul clan Spada confermano la loro mafiosit\u00e0 e il condizionamento della criminalit\u00e0 a Ostia anche sotto il punto di vista imprenditoriale e politico. Infine, il tentativo di omicidio di Paolo Ascani sembra aver riaperto un conflitto tra gli Spada e altri gruppi di Ostia che agirebbero sotto la protezione di Michele Senese.<\/p>\n<p><strong>I Casamonica, fra indagini e processi<\/strong><\/p>\n<p>La pi\u00f9 mediatica tra le mafie romane risulta essere quella dei Casamonica. Il gruppo di origine etnica Rom e Sinti sovrappone la gestione delle vite dei membri della famiglia a quella del clan. Da anni il clan \u00e8 insediato a Roma in particolare nella Romanina, dove controllano con la violenza il narcotraffico, l\u2019usura, le estorsioni, il credito abusivo e tante attivit\u00e0 economiche. Importanti indagini come \u201cBrasile Low Cost\u201d, \u201cNoi proteggiamo Roma\u201d e \u201cGramigna\u201d fotografano l\u2019espansione del clan e i suoi rapporti con la \u2018ndrangheta, con ex componenti della banda della Magliana, con professionisti romani e con gli Spada (con cui sono imparentati). La crescita del gruppo criminale \u00e8 stata anche favorita da un \u201csistema\u201d repressivo istituzionale che non \u00e8 riuscito ad inquadrare il fenomeno mafioso ma ha analizzato i singoli episodi a s\u00e9 stante. La pressione del clan sulla societ\u00e0 civile \u00e8 molto evidente nelle dichiarazioni di alcuni testimoni.<\/p>\n<p><strong>Le narcomafie e il controllo del territorio<\/strong><\/p>\n<p>Nella zona nord di Roma, nella borgata di Montespaccato, operano alcune narcomafie autoctone come i Gambacurta, gli Sgambati e gli Sterlicchio, che oltre al commercio della droga sono dediti alle estorsioni, all\u2019usura e al recupero crediti, attivit\u00e0 fondamentali per il quotidiano controllo del territorio. Queste narcomafie sono cresciute nel continuo confronto con i clan mafiosi tradizionali.<\/p>\n<p>La loro struttura e organizzazione insieme agli investimenti mirati nella ristorazione e nell\u2019immobiliare sono elementi che hanno permesso loro di fare il salto di qualit\u00e0. La famiglia dei Gambacurta esercita il proprio potere anche in collaborazione con gli altri clan, con il clan Senese e con il boss di Roma Nord, Salvatore Nicitra. Gli Sgambati invece, sono gli unici fornitori di droga della piazza di spaccio di Montespaccato, anch\u2019essi con relazioni importanti con i Senese e con i clan \u2018ndranghetisti Bellocco e Filippone.<\/p>\n<p><strong>I Senese e gli equilibri criminali romani<\/strong><\/p>\n<p>Dalle indagini contro il clan Senese emergono sia le attivit\u00e0 illegali del gruppo che l\u2019attivit\u00e0 di mediatori degli equilibri criminali romani. Pur mantenendo forti legami con gli ambienti camorristici di provenienza, essi hanno creato un loro agglomerato autonomo unendo criminali romani a soggetti campani. L\u2019associazione opera prevalentemente nel Sud di Roma, nella zona Tuscolana-Cinecitt\u00e0. Le indagini hanno mostrato anche una sorta di \u201ccartello\u201d criminale con gruppi autonomi \u201cfederati\u201d con i Senese. Altro alleato criminale romano \u00e8 Gabriele Cipollini.<\/p>\n<p>Dalle indagini sui Gambacurta, gli Sterlicchio e i Nicitra emerge chiaramente la figura di Michele Senese, soprattutto nella conservazione della pax mafiosa tra i vari gruppi criminali. Non sempre per\u00f2 le vicende riescono a risolversi con accordi, come nel caso della vicenda tra i Senese e i Fragal\u00e0, che sarebbe scoppiata se non fosse stato per l\u2019intervento di Francesco D\u2019Agati. Gli investigatori scoprono anche la penetrazione della camorra romana nel tessuto economico del nord Italia. Molti elementi raccolti durante le investigazioni riconducono Michele Senese al clan dei Moccia. L\u2019inchiesta \u201cAffari di Famiglia\u201d ricostruisce gli investimenti e le operazioni economiche che Michele Senese, anche durante la carcerazione, ha comunque continuato a coordinare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3.IL SISTEMA DELLO SPACCIO A ROMA<\/strong><\/p>\n<p>Il sistema di gestione delle piazze di spaccio \u00e8 un modello diffuso e conosciuto a tutti i gruppi criminali. Una rete di vedette assicura tranquillit\u00e0 agli acquirenti e agli spacciatori. Le piazze di spaccio si dividono in \u201cchiuse\u201d e \u201caperte\u201d, in base alla presenza o assenza di sentinelle, sistemi di sorveglianza e ostacoli fissi.<\/p>\n<p>Una delle realt\u00e0 pi\u00f9 significative \u00e8 quella di Ponte di Nona, dove con l\u2019operazione \u201cGiulio Cesare\u201d \u00e8 stata smantellata l\u2019organizzazione con a capo Claudio Cesarini detto \u201cCacetto\u201d. La piazza di spaccio \u00e8 operativa tra i caseggiati del comprensorio Don Primo Mazzolari, le vedette sono posizionate agli angoli del quadrilatero e utilizzano un ingegnoso sistema d\u2019allarme che sostituisce il pi\u00f9 rudimentale metodo del fischio; gli spacciatori sono tutti in possesso di un braccialetto che genera una vibrazione quando innescati dalle sentinelle.<\/p>\n<p>Un\u2019altra realt\u00e0 \u00e8 quella di Tor Bella Monaca che sta vivendo una fase di pacificazione tra le diverse fazioni criminali. Qui operano fra gli altri i Cordaro, i quali idearono una sorta di welfare criminale: dagli incassi dello spaccio veniva accantonata una somma usata per far fronte ai costi di difesa degli arrestati e alla vita delle loro famiglie. Questo welfare si rafforza nell\u2019alleanza con la famiglia Sparapano che vanta rapporti con gli Esposito, vicini ai Senese e ai Gallace. Sopravvivono per\u00f2 anche realt\u00e0 criminali capeggiate da figure carismatiche come Manolo Monterisi e Christian Careddu, e famiglie come quelle dei Fabietti e dei Tei. Sono presenti nel quartiere anche i Moccia di Afragola che hanno costruito un solido legame con gli Sparapano, anche se colpiti dall\u2019operazione \u201cFerro di Cavallo\u201d. Una piazza di spaccio della frazione capitolina \u00e8 conosciuta come il \u201cbuco\u201d per le modalit\u00e0 di erogazione dello stupefacente, poich\u00e9 lo scambio avviene da una fessura nelle cassette postali in modo che fosse quasi impossibile accedere all\u2019interno, e lo spazio circostante era continuamente controllato da ronde. Dopo l\u2019arresto di Gaetano Moccia la piazza \u00e8 andata in mano dei fratelli Mazzullo che la gestiscono per conto del primo.<\/p>\n<p>Un\u2019altra piazza di spaccio del quartiere \u00e8 quella in Via dell\u2019Archeologia, gestita da Vincenzo Nastasi, compagno di Maria Grazia Moccia, che \u00e8 stata smantellata dai carabinieri. La piazza di Via Scozza \u00e8 stata colpita dai carabinieri con le operazioni \u201cTorri Gemelle\u201d, \u201cTorri Gemelle II\u201d e \u201cTorri Gemelle III\u201d, l\u2019ultima colpisce il sodalizio Di Palo, Sparapano. Ancora una volta viene confermata la necessit\u00e0 per i vari gruppi di pagare l\u2019affitto delle piazze qualora i precedenti gestori siano colpiti dalle istituzioni. Colpisce inoltre il \u201csistema delle rette\u201d, ovvero il riconoscimento di un reddito per quegli incensurati che concedono la propria abitazione per nascondere la droga del clan.<\/p>\n<p>Un\u2019altra realt\u00e0 \u00e8 quella di Corviale, il \u201cSerpentone\u201d, un enorme complesso residenziale dove lo spaccio di droga \u00e8 affiancato da molteplici condotte di favoreggiamento. Secondo i carabinieri al vertice di questo spaccio ci sono Sandro Cauzzo e Andrea Ponziano Zagaglia. Il quartiere di San Basilio \u00e8 un altro punto di spaccio. Con l\u2019operazione \u201cOrti di San Basilio\u201d emergono le dinamiche di gestione della piazza di spaccio, dove vedette e pusher venivano istruiti prima di essere arruolati. Sono presenti sia famiglie di \u2018ndrangheta come i Marando, che di camorra come gli Esposito, che sodalizi locali come i Primavera.<\/p>\n<p>Importanti inchieste hanno accertato il ruolo fondamentale di clan di origini albanese, capeggiato da Daiu Lulzim. La collaborazione tra albanesi e italiani \u00e8 una costante come dimostra l\u2019operazione che ha colpito Lulzim e Alessandro Romagnoli, contiguo al clan Gallace nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta \u201cAquila nera\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>4.LA PROVINCIA DI ROMA TRA COSA NOSTRA E \u2018NDRANGHETA<\/strong><\/p>\n<p>Fuori dal Raccordo anulare romano c\u2019\u00e8 una storia criminale diversa rispetto a quella cittadina. L\u2019Osservatorio laziale ha evidenziato plurime presenze criminali storicamente radicate nelle citt\u00e0 di Pomezia e Ardea. L\u2019importante operazione \u201cEquilibri\u201d svela i rapporti e gli affari dell\u2019area, condannando il loro vertice Salvatore Fragal\u00e0. L\u2019organizzazione ha creato alleanze con la societ\u00e0 civile (tessuto produttivo e pubblica amministrazione), con le mafie locali, con altri gruppi catanesi, col clan Fragal\u00e0, con camorristi campani e col gruppo Senese. Le attivit\u00e0 svolte sono la gestione del credito abusivo, l\u2019usura e alcune truffe.<\/p>\n<p>L\u2019organizzazione di Fragal\u00e0 \u201cha accumulato un\u2019elevata fama criminale attraverso le attivit\u00e0 delittuose, utilizzando strumentalmente il vincolo associativo. In tale territorio il sodalizio \u00e8 conosciuto e temuto dalla collettivit\u00e0 e applica una pacifica tolleranza nei confronti dei gruppi minori\u201d. Il modello di insediamento di questo clan fa riferimento a quello delle mafie tradizionali, \u00e8 radicato in un\u2019area ben precisa, impone il proprio potere con racket, usura e violente intimidazioni. I magistrati analizzando i documenti, segnalano il progetto pi\u00f9 grande di Alessandro Fragal\u00e0, ovvero impadronirsi dell\u2019amministrazione comunale di Pomezia, con tutto ci\u00f2 che ne seguirebbe. Le sue alleanze sono definite da lui stesso come \u201cfusione tra Catanesi e Casalesi\u201d.<\/p>\n<p>Sul litorale a sud di Ostia c\u2019\u00e8 una convivenza di pi\u00f9 organizzazioni mafiose in aree territoriali limitate, esse si alleano per singoli business oppure si \u201cfederano\u201d. Il traffico di droga \u00e8 sempre l\u2019attivit\u00e0 principale. La sentenza d\u2019appello \u201cAppia\u201d contro il clan Gallace accerta la loro presenza e quella dei Bellocco nell\u2019area. I boss di \u2018ndrangheta sono presenti sul territorio da oltre trent\u2019anni dove hanno potuto gestire molto pi\u00f9 del mero spaccio di droga. I Bellocco operano sul territorio con l\u2019autorizzazione del boss Bruno Gallace, i quali hanno costituito una locale di \u2018ndrangheta, e stretto rapporti con gli Sparapano e le presenze camorristiche.<\/p>\n<p>Da un\u2019indagine della Dda emerge la vicenda di Francesco Corrao, responsabile della colonia della cosca Bellocco sul litorale; egli voleva conquistare Anzio e Nettuno scalzando il clan Gallace attraverso il trasferimento sul luogo di Umberto Bellocco, giovane dotato di grande carisma e con alta considerazione all\u2019interno della \u2018ndrangheta, \u201csta di fatto che nel Lazio ancora una volta si registra un unicum nel panorama delle mafie in Italia: l\u2019inserimento di una cellula di un clan diverso in un territorio dove \u00e8 gi\u00e0 presente una locale di \u2018ndrangheta ed altre strutture criminali\u201d.<\/p>\n<p>Il territorio della provincia romana \u00e8 anche zona di investimenti economici e reati spesso schermati da prestanome o professionisti romani, e sul litorale il business principale continua ad essere legato al settore degli stabilimenti balneari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>5.ECONOMIA CRIMINALE E MAFIE A ROMA<\/strong><\/p>\n<p>Roma offre un mercato ideale per ogni sorta di investimento, legale e illegale. L\u2019estensione del territorio, l\u2019ampio numero di imprese che operano nella citt\u00e0, la vicinanza con le istituzioni nazionali e l\u2019assenza per decenni della pressione delle forze dell\u2019ordine sono alcune delle variabili che creano appetibilit\u00e0. Il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone disse \u201ca Roma ci sono soldi per tutti e non c\u2019\u00e8 bisogno di uccidere\u201d. In un contesto cos\u00ec variegato dove operano tanti gruppi criminali i capitali mafiosi possono muoversi mescolandosi con quelli di altri tipi di criminalit\u00e0. La situazione economica regionale \u00e8 stata oggetto di uno studio curato da Crime &amp; Tech, il quale suggerisce che su Roma agiscano due spinte concentriche una dal basso e una dall\u2019alto.<\/p>\n<p><strong>Il rito romano del prestito abusivo<\/strong><\/p>\n<p>Aprire una societ\u00e0 a Roma \u00e8 un affare rapido e che desta poca attenzione. La spinta dal basso riguarda le specifiche condizioni socioeconomiche che l\u2019hanno generata come il tasso di indebitamento pro capite di cittadini e imprese che \u00e8 stato a lungo un fattore trascurato. Fattore che mette tutti i giorni in difficolt\u00e0 l\u2019economia legale e si incontra con la facilit\u00e0 di disporre di liquidit\u00e0 dei boss mafiosi. Il \u201ccredito a strozzo\u201d com\u2019\u00e8 chiamato in citt\u00e0 \u00e8 il rito criminale romano per eccellenza. Si \u00e8 evoluto dai cravattari romani al prestito abusivo di soldi. Il prestito \u00e8 consentito a tutti, e l\u2019interesse pu\u00f2 arrivare anche all\u2019800 per cento o durare una vita. Questo rimane l\u2019investimento pi\u00f9 redditizio della criminalit\u00e0 per due ragioni: la prima per una questione economica, la seconda per essere il primo patto non scritto che genera legame col territorio in una formula immediata e irrevocabile. Strettamente legato al prestito \u00e8 il reato del recupero abusivo del credito che viene esplicato con violenze, sequestri di persona, gambizzazioni, e che spesso termina con l\u2019approvazione indebita dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019usurato, dei suoi beni o dei suoi potenziali investimenti futuri.<\/p>\n<p>A questa spinta dal basso si aggiungono altre che arrivano direttamente da dentro l\u2019economia stessa, il riciclaggio, in particolare nei settori della ristorazione e delle costruzioni. Queste attivit\u00e0 sono costituite ad hoc o sottratte da imprenditori in difficolt\u00e0, vengono controllate da prestanome o tramite complessi sistemi societari, hanno frequenti cambi di propriet\u00e0, una struttura produttiva spesso inconsistente e risultano poco o per nulla indebitate verso gli istituti di credito ma pi\u00f9 indebitate della media delle aziende del loro stesso settore verso i fornitori. La realizzazione di profitti non \u00e8 l\u2019obiettivo principale di questo modello aziendale.<\/p>\n<p>Il gruppo Senese ha dimostrato una notevole capacit\u00e0 di reinvestimento del denaro. La maxioperazione \u201cPetrolMafie\u201d rappresenta un ottimo caso studio per capire il rapporto tra economia criminale e mafie. L\u2019accusa principale \u00e8 quella di aver creato associazioni finalizzate all\u2019evasione di imposte con il sistema delle societ\u00e0 cartiere. L\u2019operazione segna un cambio di paradigma sia per la collaborazione \u201caziendale\u201d di tutte le importanti mafie italiane che per il ruolo di punta svolto dalle societ\u00e0 e dagli imprenditori coinvolti nel sistema criminale.<\/p>\n<p>Infine, Rapporto segnala il profitto sommerso del settore del gioco che si presta agevolmente al riciclaggio e garantisce alta redditivit\u00e0; il settore crea un reticolo pari a quello della rete di spaccio. Su tutte si segnala l\u2019operazione \u201cImitation Game\u201d che ha svelato un sistema che operava nell\u2019ambito delle slot machines e del gioco d\u2019azzardo online. Qui si \u00e8 verificata un\u2019inversione dei ruoli in cui \u00e8 l\u2019imprenditore specializzato nel settore dell\u2019azzardo a ritenere pi\u00f9 qualificato il know how mafioso per il raggiungimento degli obiettivi sopra citati: una consulenza e compartecipazione che ha un costo per l\u2019imprenditore.<\/p>\n<p><strong>Economia e rischio Covid<\/strong><\/p>\n<p>La crisi di liquidit\u00e0 che la pandemia ha generato ha portato una condizione ideale per immettere denaro generato in contesti illegali che necessita di essere ripulito attraverso acquisizioni immobiliari e commerciali. \u00c8 impensabile una penetrazione nell\u2019economia legale che lasci fuori il settore della pubblica amministrazione (e quindi anche della sanit\u00e0).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SISTEMI CRIMINALI A LATINA<\/strong><\/p>\n<p>Da anni la provincia di Latina \u00e8 luogo di radicamento delle mafie tradizionali e ha sviluppato alcune mafie autoctone. Questi clan sono stati utilizzati come fornitori di servizi criminali sia da alcuni esponenti dell\u2019imprenditoria locale che da rappresentanti politici. Questa criminalit\u00e0 organizzata si \u00e8 sviluppata partendo dai nuclei di origine nomade dei Di Silvio, dei Ciarelli e dei Travali, gruppi che hanno saputo resistere alla pressione dei casalesi e ad attacchi da gruppi criminali locali.<\/p>\n<p>La \u201cguerra criminale pontina\u201d scatur\u00ec dall\u2019omicidio di Ferdinando Di Silvio e si concluse con la supremazia del clan nomade dei Ciarelli-Di Silvio, imparentati con i Casamonica. La guerra si \u00e8 arrestata grazie alla risposta dello Stato con le indagini Caronte e Andromeda. Nei provvedimenti si sottolinea il clima di omert\u00e0 presente a Latina e la forte carica intimidatoria dei clan. L\u2019ultima operazione in ordine di tempo \u00e8 stata \u201cMovida\u201d, sull\u2019estorsione con metodo mafioso, che ha portato all\u2019arresto di molti affiliati al clan Di Silvio. Il racket dei Di Silvio \u00e8 pervasivo, continuato nel tempo e colpisce tutta la popolazione.<\/p>\n<p>La caratteristica dei sistemi criminali di Latina \u00e8 la relazione molto forte fra il mondo della criminalit\u00e0 organizzata di stampo mafioso e la borghesia criminale che viene chiamato \u201ccapitale sociale delle mafie\u201d. Da un\u2019inchiesta che ha avuto al centro il mondo imprenditoriale e quello politico vengono arrestati l\u2019ex consigliera regionale del Lazio, Gina Cetrone, il marito e altri membri del clan Di Silvio; i primi avrebbero richiesto l\u2019intervento dei secondi per riscuotere un credito presso un imprenditore.<\/p>\n<p>Una seconda operazione \u201cDirty Glass\u201d ha fatto emergere le relazioni fra un gruppo di imprenditori e alcuni appartenenti alla pubblica amministrazione, funzionari che sarebbero stati a disposizione degli indagati in maniera sistematica. Ad uno di questi imprenditori, Luciano Iannotta, sono contestati legami con le mafie autoctone.<\/p>\n<p>Infine, un\u2019altra operazione importante \u00e8 stata quella contro il clan Travali; i fratelli hanno ereditato un potere criminale da Costantino Di Silvio detto Cha Cha. \u201ci Di Silvio stavano tutti in galera e nessuno poteva contestare Angelo Travali che aveva la possibilit\u00e0 di disporre di molti uomini e di un gruppo di fuoco, e una volta arrestato avrebbe comandato anche dal carcere\u201d. Inoltre, sono stati evidenziati i legami dei Travali con la camorra. Nell\u2019indagine \u201cReset\u201d vengono documentate numerose estorsioni, un racket diffuso dove nessuno osa ribellarsi, al massimo viene richiesto l\u2019intervento di esponenti apicali delle mafie di Latina per recuperare il maltolto o evitare nuove estorsioni.<\/p>\n<p>Nella provincia di Latina un ruolo specifico \u00e8 giocato dai clan che operano ad Aprilia, che \u00e8 il quarto centro per popolazione del Lazio, con un grosso investimento di capitali di provenienza soprattutto illecita nel settore edilizio. In quest\u2019area coesistono organizzazioni riferibili alla \u2018ndrangheta, mafie autoctone (i Montenero) e i casalesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL LAZIO DEL SUD E IL RADICAMENTO DELLE CAMORRE<\/strong><\/p>\n<p>Nel Lazio meridionale le camorre hanno costituito e rafforzato numerose basi operative consolidando un reticolo di relazioni con parti dell\u2019imprenditoria e della classe dirigente pontina, diventando punto di riferimento anche per le mafie autoctone.<\/p>\n<p>A Formia la famiglia Bardellino continua a ricoprire un ruolo fondamentale e influente.<\/p>\n<p>A Fondi si conferma l\u2019importanza dei D\u2019Alterio collegati con i casalesi e i Mallardo. L\u2019operazione \u201cAleppo 2\u201d fa emergere che i D\u2019Alterio bloccavano qualunque forma di concorrenza. \u201cIl territorio del basso Lazio subisce l\u2019influenza campana dal punto di vista criminale, e le piazze di spaccio sono sottoposte al controllo dei clan camorristici\u201d.<\/p>\n<p>Il territorio da Formia a Minturno \u00e8 da anni interessato da attentati e intimidazioni: ordigni artigianali esplosi, episodi incendiari, attentati contro attivit\u00e0 commerciali.<\/p>\n<p>Nella provincia di Frosinone i clan di camorra insieme agli Spada e ai Di Silvio gestiscono piazze di spaccio chiuse. Oltre gli interessi dei casalesi, ci sono anche quelli del clan Misso e del clan Mazzarella nel settore del gioco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MAFIA E CRIMINALITA&#8217; TRA VITERBO E RIETI<\/strong><\/p>\n<p>Nella provincia di Viterbo sono presenti mafie autoctone e riferibili alla \u2018ndrangheta. Il tratto distintivo di questo territorio \u00e8 la connotazione multietnica. L\u2019operazione \u201cErostato\u201d, conferma che il controllo di attivit\u00e0 legali si inseriva in una strategia criminale unitaria, promossa da un soggetto calabrese, Giuseppe Trovato contiguo alla \u2018ndrina Giamp\u00e0 di Lamezia Terme. Sono stati eseguiti anche atti eclatanti contro le forze di polizia, episodi incendiari e atti intimidatori. \u00c8 emerso che Trovato aveva saldato i rapporti con Ismail Rebeshi, gestore di alcune attivit\u00e0 e intenzionato a controllare il business delle serate. Il clan Trovato incute a Viterbo paura e intimidazione.<\/p>\n<p>Nella provincia di Rieti sono avvenuti due gravi attentati, un incendio contro un panificio e uno contro una fattoria. Nel comune di Capena la \u2018ndrangheta ha fatto numerosi investimenti nel settore del commercio alimentare nonch\u00e9 in quello immobiliare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(a cura di <strong>Riccardo Datteo<\/strong>,<br \/>\ncorso di laurea magistrale in Amministrazioni e Politiche Pubbliche \u2013 Universit\u00e0 di Milano )<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa.\u00a0La sesta edizione del Rapporto Mafie nel Lazio, realizzato dall\u2019Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalit\u00e0 della Regione Lazio, prende in considerazione\u00a0il periodo che&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/osservatorio-legalita-regione-lazio-sintesi-vi-rapporto-novembre-2022\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Osservatorio legalit\u00e0 Regione Lazio: sintesi VI Rapporto &#8220;Mafie nel Lazio&#8221; 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