{"id":52174,"date":"2023-01-16T18:26:05","date_gmt":"2023-01-16T17:26:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=52174"},"modified":"2023-01-16T18:26:05","modified_gmt":"2023-01-16T17:26:05","slug":"monitoraggio-della-presenza-mafiosa-in-lombardia-rapporto-dellosservatorio-sulla-criminalita-organizzata-delluniversita-degli-studi-di-milano-2022","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/monitoraggio-della-presenza-mafiosa-in-lombardia-rapporto-dellosservatorio-sulla-criminalita-organizzata-delluniversita-degli-studi-di-milano-2022\/","title":{"rendered":"Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia &#8211; Rapporto dell&#8217;Osservatorio CROSS dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano (2022)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa. <\/strong>Il <strong><a href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Rapporto-Cross-2022.pdf\">Rapporto relativo al Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia<\/a><\/strong> offre una panoramica delle principali evoluzioni del fenomeno mafioso in tutte le province lombarde nel periodo 2018-2021. Tale periodo include il biennio di pandemia che ha generato lo sviluppo di mercati nuovi nei quali si sono inserite le organizzazioni mafiose.\u00a0 Base dell\u2019attivit\u00e0 di ricostruzione dello scenario sono state le inchieste giudiziarie e delle forze dell\u2019ordine i cui risultati sono stati integrati con elementi quali le dichiarazioni di prefetti, magistrati o altre autorit\u00e0 istituzionali, relazioni di convegni, rapporti di ricerca, articoli di giornale, studi accademici, statistiche ufficiali ecc. Le province lombarde sono state studiate nella loro individualit\u00e0 per evidenziarne meglio le caratteristiche sotto il profilo del radicamento mafioso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li><strong>La provincia di Milano<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il Rapporto inizia dall\u2019analisi della provincia di Milano precisando, gi\u00e0 a partire dalle premesse, come l\u2019area metropolitana del capoluogo lombardo costituisca da sempre zona centrale per gli interessi mafiosi nella regione. Le premesse si incentrano su una breve ricostruzione del processo di radicamento e stabilizzazione delle organizzazioni mafiose nella provincia milanese. In particolare, viene specificato che in citt\u00e0 la prima organizzazione a mettere radici fu Cosa nostra, mentre nei comuni dell\u2019hinterland, si afferm\u00f2 la presenza di soggetti legati ai clan calabresi giunti al Nord seguendo i flussi migratori o in applicazione del soggiorno obbligato. Innanzitutto, viene chiarito che l\u2019area pi\u00f9 storica di insediamento mafioso sia quella dell\u2019hinterland sud-ovest milanese dove si trovano i comuni di Trezzano sul Naviglio, Corsico e Buccinasco, comuni che, da iniziale punto di approdo, sono divenuti roccaforti di Cosa nostra e \u2018ndrangheta. Il rapporto evidenzia, poi, un\u2019altra zona storicamente ad alta densit\u00e0 mafiosa, ossia l\u2019area nord-occidentale della provincia, sulla quale insistono clan di \u2018ndrangheta gi\u00e0 a partire dagli anni 60. Al contrario, la presenza mafiosa nella parte orientale della provincia appare essere meno forte. Rilevante \u00e8 che soltanto con l\u2019operazione \u201c<em>Infinito-Crimine<\/em>\u201d, portata a termine della DDA di Milano e di Reggio Calabria, si prenda coscienza della gravit\u00e0 e del radicamento del fenomeno a Milano, prima oggetto di sottovalutazione.<\/p>\n<p>Passando all\u2019analisi degli <strong>sviluppi recenti<\/strong>, il Rapporto riporta in maniera sistematica le principali operazioni che hanno colpito la criminalit\u00e0 mafiosa nel periodo in esame mettendo in evidenza i reati contestati e i clan coinvolti. La citt\u00e0 metropolitana di Milano oggi si conferma zona nevralgica per gli interessi delle organizzazioni mafiose. Infatti, il territorio milanese risulta essere la provincia lombarda con il maggior numero di locali di \u2018ndrangheta, otto, radicate a Milano citt\u00e0, Bollate, Bresso, Cormano, Corsico, Pioltello, Rho, Solaro e Legnano. A destare maggiore preoccupazione \u00e8 la locale di Corsico \u2013 legata alla cosca Barbaro-Papalia di Plat\u00ec \u2013 che estende la propria presenza nei comuni limitrofi e, in particolare, a Buccinasco, rinominata \u201c<em>Plat\u00ec del nord<\/em>\u201d. Le indagini pi\u00f9 recenti, tra le quali l\u2019inchiesta \u201c<em>The Hole<\/em>\u201d, \u201c<em>Quadrato<\/em>\u201d e \u201c<em>Quadrato 2<\/em>\u201d, dimostrano la centralit\u00e0 di tale cosca nel traffico degli stupefacenti, nonch\u00e9 l\u2019instaurazione di rapporti tra la locale di Corsico e quella di Volpiano (TO) quale principale elemento di novit\u00e0 nelle dinamiche criminali dell\u2019hinterland milanese.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019esecuzione di diversi arresti, si attesta la grande capacit\u00e0 di adattamento, di resistenza e di rigenerazione dei gruppi mafiosi che insistono sul territorio. In merito alla centralit\u00e0 degli stupefacenti, il Rapporto segnala un elemento particolarmente significativo, ossia l\u2019uccisione in pieno giorno di un elemento di spicco del narcotraffico milanese avvenuta nel 2021. Tale omicidio rappresenta il primo episodio di violenza in un territorio governato dalla strategia del silenzio e segnala un tentativo da parte di gruppi esterni alla \u2018ndrangheta di ridisegnare le gerarchie nel traffico di stupefacenti sulla scia di una minore capacit\u00e0 di controllo del territorio da parte dei clan storici. Infatti, il mutato contesto demografico degli ultimi decenni ha determinato il passaggio di Buccinasco, Corsico e Trezzano sul Naviglio da comuni di piccole o medie dimensioni a cittadine con una popolazione che oscilla tra i 20.000 e i 35.000 abitanti.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunge una risposta sempre pi\u00f9 netta da parte della societ\u00e0 civile alla presenza della criminalit\u00e0 organizzata, come dimostrato dalla risposta della cittadinanza, schierata al fianco del sindaco di Buccinasco, alle sfide alle istituzioni cittadine lanciate da Rocco Papalia, scarcerato nel maggio 2017. Rileva, altres\u00ec, il ritorno del boss Francesco Manno a Pioltello dove insiste una tra le pi\u00f9 attive locali nell\u2019hinterland milanese. Un\u2019importante novit\u00e0 riguarda la riorganizzazione della locale di Legnano Lonate Pozzolo \u2013 espressione del clan Farao-Marincola di Cir\u00f2 Marina e avente al vertice Vincenzo Rispoli \u2013 in grado di operare sul territorio guadagnando denaro attraverso ogni sorta di attivit\u00e0 illecita. Per quanto concerne il business connesso al narcotraffico, a destare particolare preoccupazione \u00e8 il reimpiego dei proventi nelle tradizionali attivit\u00e0 legali. In particolare, nella citt\u00e0 di Milano cresce l\u2019allarme in merito alla pervasivit\u00e0 del riciclaggio dei proventi delle attivit\u00e0 illecite, soprattutto a seguito della lunga stagione pandemica. \u00c8 emblematico il caso del settore farmaceutico, dove grazie all\u2019indagine \u201c<em>Contramal<\/em>\u201d del 2018 \u00e8 stato svelato un nuovo business che, mediante il ricorso a societ\u00e0 fantasma facenti capo a prestanome di uomini legati alla \u2018ndrangheta, riusciva \u2013 con i proventi delle attivit\u00e0 illecite \u2013 ad acquistare a basso costo farmaci salvavita e antitumorali poi rivenduti illegalmente all\u2019estero.<\/p>\n<p>A Milano la principale attivit\u00e0 criminale si conferma essere il traffico di stupefacenti che permette l\u2019accumulo di importanti somme di denaro da reinvestire in settori dell\u2019economia legale quali la ristorazione e lo smaltimento dei rifiuti. A dimostrazione della grande capacit\u00e0 adattativa delle organizzazioni criminali, a seguito della pandemia da COVID-19 si \u00e8 subito delineato l\u2019interesse per l\u2019ambito sanitario, in particolare per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri. La pandemia, la conseguente crisi economica e l\u2019ampia disponibilit\u00e0 di capitale da parte della criminalit\u00e0 organizzata hanno permesso a quest\u2019ultima di soddisfare i bisogni di imprenditori in difficolt\u00e0 penetrando nelle loro imprese fino ad assumerne il controllo.<\/p>\n<p>La presenza della \u2018ndrangheta in tutta la provincia milanese non hai impedito, tuttavia, ad <strong>altre organizzazioni mafiose italiane<\/strong> di perpetrare i propri affari nel capoluogo lombardo. In particolare, i gruppi organizzati siciliani sembrano aver sviluppato un alto livello di specializzazione nei reati contro il patrimonio. A differenza di quanto avviene nei territori di origine, si rileva, altres\u00ec, la presenza silenziosa e non violenta di soggetti legati alla camorra operanti nelle truffe ai danni di anziani e nel reinvestimento di proventi illeciti in locali e ristoranti milanesi. Alla presenza delle tre principali organizzazioni mafiose si aggiunge, infine, la criminalit\u00e0 organizzata pugliese che, tuttavia, agisce solo episodicamente per singoli reati perlopi\u00f9 connessi al traffico di stupefacenti e non con intento di insediamento.<\/p>\n<p>Lo scenario milanese include, altres\u00ec, <strong>consorterie straniere<\/strong> attive in particolar modo nel traffico degli stupefacenti e in reati di tipo predatorio. Nello specifico, se da un lato gruppi di origine albanese, marocchina e romena sono dedite allo spaccio al traffico di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e marijuana, emerge un regime di quasi monopolio della criminalit\u00e0 cinese nel traffico dello shaboo, droga sintetica il cui utilizzo in crescita in Italia. A Milano risultano essere attivi anche i gruppi criminali nordafricani, impegnati nel traffico degli stupefacenti e nei reati connessi all\u2019immigrazione, e la criminalit\u00e0 di origine sudamericana, anche essa dedita allo spaccio al traffico di sostanze stupefacenti.<\/p>\n<p>A conclusione del paragrafo, il Rapporto fornisce i dati estratti dal database Istat riferiti ai principali <strong>reati spia<\/strong> per il decennio 2010-2020 evidenziando che, se da un lato risaltano i reati connessi agli stupefacenti, dall\u2019altro si assiste a una diminuzione statistica dell\u2019usura, sebbene ci\u00f2 derivi da una tendenza crescente alla non denuncia. Infine, anche i dati sui <strong>beni confiscati<\/strong> in provincia di Milano confermano l\u2019espansione del fenomeno nell\u2019hinterland milanese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2. La provincia di Pavia<\/strong><\/p>\n<p>Passando all\u2019analisi della provincia pavese, il Rapporto premette che il radicamento delle organizzazioni mafiose sul territorio pu\u00f2 collocarsi a cavallo tra gli anni \u201960 e \u201970, periodo in cui 48 soggiornanti obbligati raggiunsero l\u2019area avviando un processo di colonizzazione mafiosa. In particolare, viene fatta menzione della cosiddetta stagione dei rapimenti, strategia mafiosa prediletta nella provincia di Pavia prima da Cosa nostra e poi dalla \u2018ndrangheta. Tuttavia, se il radicamento vero e proprio della locale di \u2018ndrangheta viene accertato con l\u2019operazione denominata \u201c<em>La notte dei fiori di San Vito<\/em>\u201d del 1994, la delineazione dell\u2019organigramma della locale stessa avviene con l\u2019indagine \u201c<em>Infinito<\/em>\u201d del 2010. Varie inchieste hanno accertato negli anni l\u2019esistenza di due locali di \u2018ndrangheta a Pavia e a Voghera, nonch\u00e9 una storica presenza della criminalit\u00e0 organizzata calabrese nella zona di Vigevano. In ogni caso emerge che la locale di Pavia \u00e8 la pi\u00f9 attiva nella commissione di delitti e nell\u2019infiltrazione di settori economici, sociali e politici, nonch\u00e9 della sanit\u00e0 locale.<\/p>\n<p>Negli <strong>ultimi anni<\/strong> si conferma la presenza di due locali di \u2018ndrangheta a Pavia e a Voghera, alle quali si aggiunge un gruppo criminale riconducibile al clan Chindamo-Ferrentino di Laureana di Borrello, operante nella zona di Voghera e impegnato nel reinvestimento di capitali illeciti in imprese edili, utilizzate per mascherare affari illeciti quali il traffico di stupefacenti e di armi. Se da un lato la presenza di questo clan \u00e8 testimoniata da diverse inchieste, dell\u2019operativit\u00e0 della locale di \u2018ndrangheta a Voghera non si hanno riscontri, probabilmente a causa della scarsit\u00e0 di mezzi e di personale delle forze dell\u2019ordine. Un elemento di particolare rilevanza \u00e8 costituito dalla presenza sul territorio di elementi collegati al clan Barbaro, originario di Plat\u00ec, il quale opera principalmente nel territorio di Casorate Primo (PV). Lo spostamento del clan Barbaro dalla zona sudoccidentale di Milano verso la provincia di Pavia attesta un tentativo di reazione al mutamento demografico e sociale delle aree di Corsico e Buccinasco.<\/p>\n<p>L\u2019intento del clan Barbaro non sarebbe quello di espansione con finalit\u00e0 economiche, ma il \u201c<em>tentativo di riproporre lo stesso schema sociale della regione d\u2019origine e replicare un modello classico<\/em>\u201d, come afferma la dott.ssa Alessandra Dolci. Infatti, si assiste ad un trasferimento verso piccoli comuni della provincia di Pavia, con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti, caratteristica che offre diversi vantaggi al clan in termini di controllo del territorio, della societ\u00e0 civile e delle forze dell\u2019ordine. Il Rapporto evidenzia, poi, come il contesto della provincia di Pavia si sia dimostrato funzionale alla realizzazione di reati scopo anche grazie alla complicit\u00e0 di professionisti locali. L\u2019operazione \u201c<em>Fuel Discount<\/em>\u201d, ad esempio, ha svelato una frode operata da un sodalizio criminale guidato da uomini legati al clan camorristico Polverino e dal clan dei Casamonica, con il contributo di un commercialista di Pavia.<\/p>\n<p><strong>Smaltimento dei rifiuti<\/strong>. Il Rapporto prosegue l\u2019analisi della provincia pavese focalizzandosi sulla centralit\u00e0 del business criminale dei rifiuti e sulla connessa emergenza incendi. Particolarmente rilevanti sono state le operazioni \u201c<em>Feudo<\/em>\u201d e \u201c<em>Fire Starter<\/em>\u201d le quali hanno accertato come i rifiuti che hanno alimentato i roghi della stagione degli incendi provenissero anche da fuori regione. Infatti, dalle operazioni \u00e8 emerso come un gruppo criminale dedito al traffico di rifiuti speciali avesse scelto la Lombardia come luogo ideale in cui abbandonare e bruciare i rifiuti grazie la presenza di una fitta rete di impianti e imprese colluse. La stretta investigativa realizzata a causa dell\u2019emergenza incendi ha fatto emergere le capacit\u00e0 di adattamento dell\u2019organizzazione criminale la quale ha dirottato i rifiuti dalla Lombardia alla Calabria.<\/p>\n<p>Nella provincia di Pavia si riscontra la presenza di <strong>gruppi criminali stranieri<\/strong> prevalentemente di origine nordafricana e sudamericana dediti al traffico e allo spaccio al dettaglio di stupefacenti. Come avviene nella provincia di Milano, anche nel pavese emerge come la cocaina venga trattata da soggetti di origine peruviana attraverso particolari procedimenti chimici che ne permettono l\u2019occultamento in altri materiali da cui poi viene riestratta e raffinata.<\/p>\n<p>Per quanto concerne i <strong>reati spia<\/strong>, l\u2019analisi dei dati operata dal Rapporto attesta come anche nella provincia di Pavia, a partire dal 2015, si sia registrato un aumento significativo dei reati relativi alla normativa sugli stupefacenti. Tuttavia, il dato che pi\u00f9 colpisce \u00e8 quello relativo al riciclaggio che negli ultimi tre anni ha subito una crescita esponenziale. Infatti, si evidenzia una situazione emergenziale dimostrata dal riscontro di 85 denunce per riciclaggio ogni 100mila abitanti, un valore di molto superiore alla media regionale e del quadrante nordoccidentale del paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3. La provincia di Lodi<\/strong><\/p>\n<p>Il Rapporto chiarisce fin da subito come nel lodigiano non vi sia un forte radicamento della criminalit\u00e0 organizzata di stampo mafioso. Nonostante ci\u00f2, negli ultimi decenni si sono verificati eventi per lo pi\u00f9 estorsivi sintomatici di una presenza criminale sul territorio. L\u2019assenza di evidenze circa la presenza mafiosa nell\u2019area non significa, per\u00f2, che il lodigiano possa essere considerato immune al radicamento mafioso. In questo senso, con l\u2019operazione \u201c<em>European \u2018ndrangheta connection<\/em>\u201d \u00e8 emerso che la provincia di Lodi fosse uno dei punti di arrivo e smistamento di un traffico internazionale di stupefacenti gestito dalla criminalit\u00e0 organizzata calabrese.<\/p>\n<p>\u00c8 la stessa DIA a lanciare un allarme, soprattutto per la migrazione di soggetti legati alla criminalit\u00e0 organizzata calabrese dall\u2019hinterland milanese alla provincia di Lodi, considerata una zona tranquilla e, pertanto, pi\u00f9 idonea alla gestione delle attivit\u00e0 criminali. Sebbene nel territorio lodigiano non si assista alla medesima strategia operata in provincia di Pavia, da diversi anni si segnala l\u2019operativit\u00e0 della cosca Alvaro originaria di Sinopoli. Per quanto non si possa parlare di un vero e proprio radicamento, il clan risulta essere dotato di proiezioni significative nel territorio di Lodi grazie alla presenza di soggetti legati alla cosca. In ogni caso il Rapporto segnala l\u2019adozione, da parte della Prefettura di Lodi, di una serie di interdittive antimafia nei confronti di societ\u00e0, a dimostrazione della permeabilit\u00e0 del tessuto imprenditoriale lodigiano da parte della criminalit\u00e0 organizzata calabrese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>4. La provincia di Como<\/strong><\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dei diversi soggetti inviati nella Provincia di Como in soggiorno obbligato, la posizione geografica strategica \u2013 data dalla vicinanza con la Svizzera e con le province di Milano, Varese, Lecco e Monza Brianza \u2013 l\u2019offerta di servizi connessi al settore del turismo e del tempo libero e un\u2019economia in continua crescita e adattamento, sono i fattori che da decenni fanno della provincia di Como un luogo prediletto del crimine organizzato. Alla luce degli sviluppi recenti, le locali di \u2018ndrangheta ad oggi riconosciute sono otto: Como, Appiano Gentile, Senna Comasco, Cermenate, Fino Mornasco, Erba, Canzo-Asso, Mariano Comense. Se inizialmente le giovani generazioni di \u2018ndrangheta erano dedite a una strategia militare con frequente ricorso a violenza e intimidazione per affermare il proprio controllo sul territorio, a seguito della condanna nel 2019 di dieci elementi di spicco legate alla malavita calabrese, le organizzazioni \u2018ndranghetiste hanno optato per un metodo pi\u00f9 cauto, di basso profilo, basato su di un forte (e pi\u00f9 pericoloso) mimetismo. L\u2019emergenza sanitaria, in particolare, ha comportato per la Regione conseguenze significative nell\u2019economia e nel tessuto sociale. Tali conseguenze sono state sfruttate dalle organizzazioni criminali le quali, infiltrandosi nei settori maggiormente colpiti dalla crisi, ne hanno tratto profitto intensificando i crimini finanziari e contro il patrimonio.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che emerge dal Rapporto \u00e8 che tra tutte le organizzazioni criminali autoctone, la \u2018ndrangheta risulta essere quella con il maggiore predominio sul territorio. Essa si destreggia abilmente all\u2019interno dell\u2019area grigia, godendo dell\u2019appoggio di professionisti e politici locali. In merito a ci\u00f2, l\u2019analisi realizzata dal Rapporto evidenzia come oggigiorno si sia in presenza di una \u2018ndrangheta dalla struttura complessa che riesce ad occultare gli illeciti tramite professionisti pronti ad adottare qualsiasi tecnica per riciclare il denaro sporco o reinvestirlo nell\u2019economia legale. Nell\u2019ambito dell\u2019imprenditoria, rileva come quest\u2019ultima non subisca pi\u00f9 la \u2018ndrangheta, ma faccia affari con essa piuttosto che rivolgersi alle banche o allo Stato.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, se da un lato sono gli imprenditori stessi a cercare l\u2019aiuto delle organizzazioni mafiose, dall\u2019altro giocano un ruolo essenziale i commercialisti, professionisti che si prestano a creare societ\u00e0 destinate a fallire, nonch\u00e9 meccanismi di evasione e di riciclaggio. Ad oggi, la Svizzera si conferma la meta ideale per il trasferimento o reinvestimento di proventi illeciti degli \u2018ndranghetisti operanti nella provincia di Como. Focalizzandosi, invece, sui reati ambientali e, nello specifico, sull\u2019infiltrazioni criminale nello smaltimento dei rifiuti, questi costituiscono un difficile problema per la provincia di Como.<\/p>\n<p>Quanto alla <strong>criminalit\u00e0 straniera<\/strong>, rileva come le organizzazioni criminali straniere abbiano acquisito negli anni una pericolosit\u00e0 pari a quella delle mafie autoctone. Le organizzazioni criminali albanesi risultano essere le pi\u00f9 pericolose, data la loro dimensione transnazionale e la grande disponibilit\u00e0 di armi e risorse finanziarie. Oltre allo sfruttamento della prostituzione, con forme di assoggettamento delle vittime, le organizzazioni criminali albanesi sono dedite al traffico di stupefacenti. In merito al narcotraffico si riscontra una proficua collaborazione con la \u2018ndrangheta la quale vende le sostanze stupefacenti ai gruppi criminali albanesi che, a loro volta, rivendono al dettaglio nelle varie citt\u00e0.<\/p>\n<p>Analizzando i dati relativi ai <strong>reati spia<\/strong>, il Rapporto parte dalle estorsioni. Da un valore pari a 32,6, pi\u00f9 alto della media della regione e del nord ovest, a partire dal 2019 si assiste nel comasco ad una diminuzione del valore connesso al reato di estorsione. Tuttavia, il calo potrebbe essere dovuto ad una diminuzione delle denunce a seguito della pandemia. Per quanto concerne l\u2019usura, il picco raggiunto nel 2016 cala drasticamente nel 2018 per poi risalire l\u2019anno successivo. A destare maggiore preoccupazione \u00e8 la totale assenza di denunce nel periodo 2017-2020, a differenza di quanto avviene, invece, per le denunce di danneggiamento seguito da incendio. Infine, analizzando i dati del riciclaggio di denaro, beni o utilit\u00e0 di provenienza illecita si conferma un valore alto, seppur in calo, rispetto alla Lombardia e al Nord ovest. La presenza mafiosa sul territorio comasco viene, altres\u00ec, confermata dal numero di beni confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata che, nella sola Brianza Comasca sono pari a 71.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>5. La provincia di Varese<\/strong><\/p>\n<p>Il confine con la Svizzera, la vicinanza all\u2019aeroporto di Malpensa e alla citt\u00e0 metropolitana di Milano sono le principali caratteristiche che attraggono sul territorio gli affari legali e illegali delle cosche. \u2018Ndrangheta, Cosa nostra e Stidda si concentrano maggiormente nel basso varesotto e intorno a Malpensa. A partire dagli anni \u201950 e \u201960, la provincia di Varese ha assistito a rapine a mano armata, estorsioni, attentati incendiari, sequestri di persona e omicidi, tra i quali spicca l\u2019omicidio eccellente di Roberto Cutolo, figlio del boss della Nuova Camorra Organizzata. Sono diverse le cosche attive nell\u2019area: la \u2018ndrina dei Farao-Marincola a Lonate Pozzolo-Legnano; la cosca Tripepi-De Marte-Spinella di Siderno nelle zone di Saronno, Mozzate, Cislago e Busto Arsizio; il clan Rinzivillo di Gela nel basso varesotto. Da ci\u00f2 si desume la compresenza pacifica di diverse organizzazioni criminali nella Provincia di Varese.<\/p>\n<p>Le locali di \u2018ndrangheta riconosciute sono due, Varese e Lonate Pozzolo, legata a Legnano (MI). Un\u2019indagine avviata nel 2019 ha evidenziato, inoltre, la sussistenza di rapporti tra locali di \u2018ndrangheta e politica locale. Sulla base delle risultanze investigative sono stati indagati, infatti, l\u2019ex sindaco di Lonate Pozzolo, un consulente della Procura della Repubblica di Busto Arsizio e un membro della cosca che all\u2019epoca era consigliere comunale di Ferno, nonch\u00e9 presidente della commissione commercio e attivit\u00e0 produttive, dotato di poteri di controllo per gli investimenti sui terreni della zona intorno Malpensa. Dalle operazioni successive \u00e8 emerso come la locale di Lonate Pozzolo Legnano sia talmente radicata nel tessuto sociale da riuscire a stabilire legami con diversi ambienti quali il mondo politico-istituzionale e imprenditoriale, ricevendone vantaggi nella concessione di appalti e commesse pubbliche.<\/p>\n<p>In questo senso la \u2018ndrangheta, percepita come agenzia di servizi illegali o para-legali, si insinua nelle imprese legali in crisi economica ponendosi quale principale scopo l\u2019ottenimento del controllo dell\u2019impresa per vincere gare d\u2019appalto che consentano il riciclaggio dei proventi illeciti. Agendo con strategia silente l\u2019organizzazione mafiosa calabrese costituisce oggi una delle organizzazioni pi\u00f9 potenti al mondo. A destare preoccupazione sono, altres\u00ec, le intimidazioni rivolte agli amministratori locali che, negli anni, sono aumentate notevolmente.<\/p>\n<p>Segni di presenza \u2018ndranghetista si riscontrano anche nelle aree di confine con la Provincia di Como. Di fatto, i clan calabresi della locale di Fino Mornasco si sono estesi fino alla provincia di Varese e, mediante metodi illeciti di stampo mafioso, hanno monopolizzato varie imprese del varesotto. In merito alla presenza nel varesotto di <strong>altre organizzazioni criminali <\/strong>italiane quali la camorra, la Stidda e la Sacra Corona Unita, emerge un\u2019attivit\u00e0 marginale rispetto a quella operata dalla \u2018ndrangheta.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i rapporti con la <strong>criminalit\u00e0 straniera<\/strong>, la \u2018ndrangheta ha stretto sodalizi con quest\u2019ultima investendo in attivit\u00e0 illegali quali il narcotraffico, il riciclaggio, il traffico di armi e lo sfruttamento della prostituzione. Le cooperazioni maggiori avvengono con i gruppi albanesi e in alcuni casi nigeriani. Osservando le organizzazioni straniere si nota una forte interazione con i gruppi criminali autoctoni e stranieri, a differenza di quanto avviene nel Sud Italia dove i gruppi stranieri necessitano del consenso dei clan italiani per poter operare. Infatti, negli anni la criminalit\u00e0 straniera ha acquisito maggiore pericolosit\u00e0, pari a quella dei clan italiani. Il Rapporto evidenzia, inoltre, che nell\u2019ambito della filiera dei traffici illeciti siano i gruppi stranieri a gestire le attivit\u00e0 illegali pi\u00f9 esposte alle forze dell\u2019ordine, mentre i clan italiani si occupano solo della parte pi\u00f9 remunerativa.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>analisi<\/strong> <strong>dei dati<\/strong> relativi ai reati spia quali l\u2019estorsione e l\u2019usura, dimostra un calo nei valori che pu\u00f2 essere strettamente connesso ad una diminuzione di denunce e agli effetti della pandemia. Ci\u00f2 potrebbe confermare il fatto che in Lombardia ci sia una scarsa tendenza degli imprenditori a denunciare. A dimostrazione di come le organizzazioni criminali investano prevalentemente nel narcotraffico, i dati del capoluogo di provincia attestano un valore molto elevato rispetto al resto della provincia, della regione e del nordovest. Infatti, sono la Val Cuvia e la Val Ceresio ad essere maggiormente colpite da questo fenomeno, soprattutto per la posizione di confine con la Svizzera.\u00a0 L\u2019inquinamento dell\u2019economia locale con proventi illeciti \u00e8 attestato, invece, da un valore sul riciclaggio di denaro nella provincia di Varese che \u00e8 in costante aumento.<\/p>\n<p>Un ultimo fattore esaminato \u00e8 quello relativo ai <strong>beni sequestrati e confiscati<\/strong> nella provincia di Varese. Questi ultimi sono aumentati a macchia di leopardo nei diversi comuni della provincia, in particolar modo nella citt\u00e0 di Varese e dintorni, a dimostrazione di come questi territori subiscano una maggiore infiltrazione mafiosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>6. La provincia di Monza-Brianza<\/strong><\/p>\n<p>Secondo la DIA, sono sei le locali di \u2018ndrangheta presenti: Desio, Giussano, Lentate sul Seveso, Limbiate, Monza e Seregno. In generale, questo territorio attesta l\u2019ambivalenza dell\u2019operativit\u00e0 della \u2018ndrangheta. Infatti, all\u2019atteggiamento silente si somma un <em>modus operandi<\/em> incentrato su sequestri di persona, intimidazioni, estorsioni e fatti di sangue, quali strategie necessarie per controllare il territorio e acquisire consenso. A seguito dell\u2019iniziale insediamento di Cosa nostra, dato dal soggiorno obbligato di Gaetano Badalamenti nel territorio brianzolo, nella seconda met\u00e0 degli anni 70 i primi clan di \u2018ndrangheta iniziarono a radicarsi nel territorio. Oggigiorno la provincia di Monza-Brianza si colloca al secondo posto \u2013 dopo Milano \u2013 nel ranking di presenza criminale regionale. Aldil\u00e0 di usura, estorsione e traffico di stupefacenti, a destare particolare preoccupazione \u00e8 il riciclaggio di denaro di provenienza illecita nel tessuto economico legale, soprattutto a seguito dell\u2019emergenza sanitaria e della crisi economica connessa.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione non si rivolge solo ai settori della ristorazione, del turismo o dell\u2019edilizia, ma anche ai servizi e alle attivit\u00e0 che hanno visto un aumento esponenziale della domanda a causa dell\u2019emergenza sanitaria, quali servizi funebri e cimiteriali e le attivit\u00e0 di pulizia e sanificazione e di produzione dei dispositivi di protezione. In particolare, l\u2019operazione \u201c<em>Freccia<\/em>\u201d, conclusa nel giugno 2020, ha fatto luce sui meccanismi di controllo del territorio da parte della \u2018ndrina dei Cristello. Quest\u2019ultima se da un lato ricorre sistematicamente all\u2019estorsione e all\u2019intimidazione, dall\u2019altro gode di relazioni con imprenditori e soggetti criminali legati ad altre locali o \u2018ndrine. Ci\u00f2 dimostra come, in maniera atipica, i Cristello abbiano saputo creare una rete di alleanze mafiose tale da consentire l\u2019esercizio del proprio dominio mafioso sull\u2019asse brianzolo-vibonese.<\/p>\n<p>L\u2019operazione \u201c<em>The Schock<\/em>\u201d conclusa nel primo semestre del 2020, invece, ha consentito di mettere a fuoco uno dei metodi di infiltrazione della \u2018ndrangheta all\u2019interno di strutture turistiche: dall\u2019iniziale acquisizione di una quota non necessariamente di grande rilievo, si passa ad un\u2019azione <em>uti dominus<\/em> della societ\u00e0, come avvenuto per un lussuoso hotel di Finale Ligure. La presenza di broker finanziari, professionisti e imprenditori complici dei clan e partecipi degli affari illeciti degli \u2018ndranghetisti \u00e8 un tema che emerge sempre di pi\u00f9 nelle indagini sul territorio brianzolo. Inoltre, nell\u2019area si riscontrano importanti presenze di affiliati alla \u2018ndrina Morabito di Africo, dei Barbaro di Plat\u00ec e dei Nirta Scalzone di San Luca.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che emerge dal Rapporto \u00e8 che l\u2019area nord-occidentale si configura come la pi\u00f9 effervescente con capacit\u00e0 di espansione ed ingerenza anche in territori di altre province, mentre sul versante orientale della provincia non sembrano emergere particolari criticit\u00e0. Per quanto concerne l\u2019usura e l\u2019estorsione, emerge la preoccupazione relativa alla complicit\u00e0 di alcuni imprenditori. A ci\u00f2 si aggiunga che tra il 2018 il 2020 sono state 20 le interdittive antimafia emanate dal Prefetto, a dimostrazione di come siano poche le persone che denunciano questi reati grimaldello che consentono alla \u2018ndrangheta di inserirsi nel circuito economico. La presenza delle mafie in Brianza e ogni affare illecito da essi perpetrato \u00e8 strettamente connesso alla necessit\u00e0 di ripulire il denaro per poi reinvestirlo, sebbene poco emerga dai dati relativi ai <strong>reati spia<\/strong>. Non solo estorsione, usura, riciclaggio, rapporti con la politica in movimento terra, ma anche traffico e smaltimento illecito di rifiuti sono i principali business della criminalit\u00e0 mafiosa calabrese.<\/p>\n<p>Risulta essere marginale la presenza di Cosa nostra e camorra sul territorio. Viceversa, la <strong>criminalit\u00e0 organizzata albanese<\/strong> negli ultimi decenni ha accresciuto la propria capacit\u00e0 criminale acquisendo influenza e credibilit\u00e0 nei confronti delle mafie italiane, soprattutto all\u2019interno del mercato della droga e dello sfruttamento della prostituzione. Ci\u00f2 che emerge \u00e8 che nella tutela dei propri interessi criminali, i gruppi albanesi sono caratterizzati dall\u2019uso della violenza e dalle azioni di forza, come attestato dal reiterato utilizzo delle regole del \u201ckanun\u201d, un antico codice consuetudinario albanese secondo cui i congiunti di una vittima di omicidio possono uccidere gli autori del reato o i loro parenti maschi. In Brianza e nella Lombardia spesso agiscono gruppi criminali albanesi legati da vincoli familiari che rafforzano l\u2019appartenenza al clan e aumentano il grado di omert\u00e0. Per tale motivo, e per la notevole disponibilit\u00e0 di mezzi, di capitale sociale e di risorse economiche \u00e8 ipotizzabile che non si tratti di mere forme di criminalit\u00e0 organizzata ma di organizzazioni a tutti gli effetti mafiose.<\/p>\n<p>Da ultimo, per quanto riguarda i <strong>beni confiscati<\/strong>, emerge la differenza tra l\u2019area orientale e il versante occidentale della provincia poich\u00e9 la cintura, costituita dai comuni di Muggi\u00f2, Desio, Seregno, Giussano e le aree limitrofe di Cesano Maderno e Carate Brianza, detiene un totale di 277 beni confiscati, ossia oltre la met\u00e0 del totale dei beni presenti in provincia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>7. La provincia di Lecco<\/strong><\/p>\n<p>Il Rapporto, nel richiamare le relazioni della DIA, riporta come all\u2019interno della provincia siano due le locali di \u2018ndrangheta: Lecco e Calolziocorte. Infatti, nonostante la presenza, a partire dalla met\u00e0 degli anni 70, di Cosa nostra, \u00e8 la presenza della \u2018ndrangheta a contraddistinguere la provincia. Tuttavia, si conferma la presenza sul territorio delle tre principali consorterie mafiose italiane (\u2018ndrangheta, camorra, Cosa nostra) con singole collaborazioni per i traffici illeciti, soprattutto per gli stupefacenti, con gli affiliati alla Sacra Corona Unita. Ci\u00f2 che emerge \u00e8 un considerevole livello di controllo del territorio (<em>power syndicate<\/em>) che avviene non necessariamente attraverso membri delle locali di Lecco e Calolziocorte, ma anche muovendosi o in rappresentanza della casa madre calabrese o delle locali di \u2018ndrangheta del comasco.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni emerge una presenza preoccupante sia di \u2018ndrine storicamente stanziate e radicate nel territorio, sia di singoli affiliati e di soggetti a essi vicini che utilizzano il territorio come ambiente ideale per l\u2019insediamento e il riciclaggio di capitali illeciti provenienti prevalentemente da usura, estorsione e narcotraffico. Nel territorio lecchese \u00e8 aumentata la vocazione imprenditoriale delle mafie, in particolare della \u2018ndrangheta che offre prestazioni vantaggiose e convenienti sul mercato, estremamente appetibili per imprenditori e professionisti dell\u2019aria, che ne diventano complici.<\/p>\n<p>Per quanto concerne la <strong>criminalit\u00e0 straniera<\/strong>, detiene un ruolo di secondo ordine con un giro da fare limitato al traffico e spaccio di stupefacenti, soprattutto dei gruppi magrebini, e allo sfruttamento della prostituzione.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Analizzando i dati<\/strong> Istat, il Rapporto riporta cifre che, tuttavia, non consentono di fotografare la presenza delle mafie, bens\u00ec la reazione delle istituzioni nel contrasto e nella repressione alle organizzazioni criminali. Osservando i delitti denunciati all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, emergono due elementi: un dato nullo relativo alle denunce di usura, e il dato quasi nullo del reato di danneggiamento seguito da incendio, considerando il periodo dal 2017 al 2020. Da ultimo, non emergono particolari livelli di denuncia per lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e il traffico di stupefacenti, ma si assiste ad un lieve aumento delle denunce di riciclaggio.<\/p>\n<p>In ordine ai <strong>beni confiscati<\/strong> presenti sul territorio lecchese, ci\u00f2 che rileva \u00e8 la localizzazione dei 70 beni confiscati, concentrati soprattutto nella parte centrale della provincia di Lecco e lungo il confine con la provincia di Como.<\/p>\n<p>Il Rapporto conclude l\u2019analisi della provincia con un focus sugli <strong>stanziamenti per i Giochi olimpici invernali del 2026<\/strong>. Stante l\u2019importante quantit\u00e0 di fondi che arriveranno sia per il PNRR sia per l\u2019adeguamento e l\u2019ammodernamento di strutture e strade in vista dei Giochi olimpici e Paralimpici invernali del 2026, desta preoccupazione il rischio di inserimento della \u2018ndrangheta in questi affari. In vista dell\u2019arrivo dei fondi, sono state attuate alcune contromisure quali il potenziamento del ricorso alle \u201cWhite list\u201d \u2013 con l\u2019intento di prevenire contrastare l\u2019infiltrazione mafiosa all\u2019interno dell\u2019economia legale e, in particolare, nel settore dell\u2019edilizia \u2013 e l\u2019istituzione di una commissione comunale antimafia che effettui un lavoro di monitoraggio del fenomeno mafioso nel lecchese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>8. La provincia di Sondrio<\/strong><\/p>\n<p>Nel territorio di Sondrio non emergono dati certi e fondati circa la presenza di insediamenti mafiosi o compagini criminali particolarmente strutturate. Tuttavia, alcuni dati acquisiti e importanti interviste effettuate nel corso della ricerca hanno fatto emergere un quadro pi\u00f9 articolato relativo alla provincia. Sebbene la \u2018ndrangheta sia comparsa talvolta con riferimento a ditte riferibili a famiglie calabresi nelle opere pubbliche e nelle attivit\u00e0 legate al movimento della terra, non risultano particolari presenze di \u2018ndranghetisti n\u00e9 progetti di espansione di \u2018ndrine radicate in altri territori. Per quanto concerne i delitti denunciati dalle forze di polizia, tra il 2010 e il 2016 nella provincia di Sondrio si \u00e8 registrato il maggior tasso di incremento di denunce ogni 100.000 abitanti, pari al 90,9%. In particolare, nel biennio 2019-2020, le forze dell\u2019ordine hanno registrato 32 casi di estorsione del Comune di Sondrio, il doppio rispetto al biennio precedente. Ci\u00f2 evidenzia sia un aumento dei casi di estorsione, sia una significativa concentrazione all\u2019interno del territorio comunale di Sondrio in cui si segnala la met\u00e0 dei casi registrati in tutta la provincia. Nell\u2019ambito dei reati spia, il rapporto evidenzia come l\u2019unit\u00e0 di informazione finanziaria della Banca d\u2019Italia, nei \u201cQuaderni dell\u2019antiriciclaggio\u201d, abbia segnalato un aumento delle operazioni sospette durante l\u2019emergenza sanitaria.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la <strong>criminalit\u00e0 straniera<\/strong>, le attivit\u00e0 sono prettamente connesse al traffico di droga e allo sfruttamento della prostituzione. Da diversi anni \u00e8 emersa la presenza di cittadini cinesi ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata in alcuni casi allo sfruttamento della prostituzione in altro il favoreggiamento dell\u2019immigrazione clandestina attraverso il sistema delle false assunzioni di lavoro. Ai gruppi nigeriani si somma un gruppo di albanesi ed italiani operanti a Sondrio con base logistica in Olanda e Svizzera, dediti al traffico di cocaina da destinare alle province di Torino, Como, Sondrio e Lecco.<\/p>\n<p>Infine, in ordine ai <strong>beni confiscati<\/strong> all\u2019interno della provincia, risultano esserci 42 beni di cui soltanto due aziende. Nello specifico, le confische riguardano soprattutto comuni collocati in aree di confine. Il Rapporto attentato di evidenziare gli elementi che potrebbero rappresentare delle sentinelle di allarme rappresentative dell\u2019infiltrazione mafiosa nell\u2019economia legale delle attivit\u00e0 di storico interesse della \u2018ndrangheta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>9. La provincia di Bergamo<\/strong><\/p>\n<p>Il territorio bergamasco \u2013 data la presenza di zone di piccole o modeste dimensioni, in cui il controllo delle forze dell\u2019ordine e l\u2019attenzione mediatica si riducono \u2013 ben si presta al radicamento di clan mafiosi. Un ulteriore fattore che contribuisce a ci\u00f2 \u00e8 la discrepanza morfologica e geografica dell\u2019area, essendo una provincia in cui coesistono zone rurali e zone industriali, agglomerati urbani e piccoli comuni. L\u2019insediamento delle organizzazioni mafiose nella provincia bergamasca trae origine dall\u2019arrivo di diversi soggiornanti obbligati e dal grande flusso migratorio del Secondo Dopoguerra. Se gli anni \u201970 sono stati il periodo dei rapimenti a scopo estorsivo, quaranta circa, gli anni Novanta e Duemila sono stati scanditi dalla scoperta di sette raffinerie e laboratori di eroina e cocaina ad opera di Cosa nostra e \u2018ndrangheta, in collaborazione con narcotrafficanti sudamericani.<\/p>\n<p>Quella delle raffinerie continua ad essere una peculiarit\u00e0 bergamasca. Con l\u2019operazione \u201c<em>Nduja<\/em>\u201d, avente ad oggetto il periodo 2001-2003, emerge l\u2019esistenza di diversi gruppi criminali calabresi operanti in zone specifiche della provincia. Si tratta della cosca di Giuseppe \u201cPino\u201d Romano, originaria di Briatico e attiva nella zona di Romano di Lombardia, e di esponenti della \u2018ndrina Bellocco, originari di Rosarno e operanti nella Val Calepio. In particolare, le operazioni \u201c<em>San Lorenzo<\/em>\u201d del 2017 e \u201c<em>Pay to live<\/em>\u201d del 2019 hanno dimostrato come la andr\u00e0 anche et\u00e0 costituisca una \u201crisorsa\u201d per intimidire la concorrenza o come \u201csociet\u00e0\u201d attiva nel recupero crediti. \u00c8 con l\u2019operazione \u201c<em>Papa<\/em>\u201d del 2019 che, invece, emerge la presenza di un\u2019organizzazione criminale di stampo \u2018ndranghetista operante nel territorio nazionale, e in particolare nel distretto di Bergamo, in autonomia rispetto alle cosche calabresi citate.<\/p>\n<p>Lo scenario che ne risulta \u00e8 quello di una commistione tra \u2018ndrangheta ed elementi del mondo imprenditoriale bergamasco intenzionati a beneficiare di servizi illegali per migliorare le performance aziendali. Per tali motivi, negli ultimi anni si \u00e8 pi\u00f9 propensi a parlare di criminalit\u00e0 economica che vede nell\u2019usura un grave pericolo per imprenditore in crisi. Nonostante ci\u00f2, \u00e8 la facilit\u00e0 di una parte dell\u2019imprenditoria locale di entrare in contatto e ottenere servigi dalla criminalit\u00e0 organizzata a destare maggiore preoccupazione. Nell\u2019ambito dell\u2019operazione \u201c<em>Isola Orobica<\/em>\u201d, E vengono descritti i rapporti tra un gruppo di soggetti originari della provincia di Bergamo e di Crotone dediti a pratiche estorsive nel settore degli autotrasporti, e le false acquisizioni societarie, nei fallimenti fraudolenti, nonch\u00e9 nella fornitura di prestiti a tasso usuraio e reimpiego di capitali illeciti. Alla luce delle vicende giudiziarie, il rapporto precisa come nella provincia bergamasca non sembra sussistere un controllo del territorio \u00e8 un radicamento familiare \u2018ndranghetista in pianta stabile, bens\u00ec una predisposizione a dominare alcuni settori del mondo criminale, col tentativo di inserirsi nell\u2019economia legale.<\/p>\n<p>Dopo aver passato in rassegna le operazioni maggiormente rilevanti degli ultimi anni nel territorio bergamasco, il Rapporto prosegue analizzando la <strong>criminalit\u00e0 straniera<\/strong> evidenziando la presenza della criminalit\u00e0 nigeriana e la violenza perpetrata da alcuni gruppi criminali organizzati di origine indiana. Infine, si segnalano numerose attivit\u00e0 di sfruttamento della prostituzione da parte di un sodalizio romeno, nonch\u00e9 l\u2019esistenza di un\u2019organizzazione criminale dedita al traffico di stupefacenti tra la Sardegna e la provincia di Bergamo in collaborazione con clan calabresi e albanesi.<\/p>\n<p>A conclusione del paragrafo, il Rapporto riporta alcuni dati estratti dal database Istat \u2013 relativi ai cosiddetti <strong>reati spia<\/strong> \u2013 dai quali emerge come l\u2019usura abbia avuto un rialzo importante nel 2020 e rappresenti la met\u00e0 dei casi denunciati nello stesso anno. Infine, per quanto concerne i beni confiscati, si pu\u00f2 osservare che le zone che presentano il maggior numero di beni confiscati sono le aree di confine sia con la Lombardia occidentale, sia con la provincia di Brescia, mentre rimangono contenuti i dati riferibili alle valli bergamasche che restano appannaggio della malavita organizzata autoctona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10. La provincia di Brescia<\/strong><\/p>\n<p>Giova, innanzitutto, evidenziare come tale provincia possieda la maggiore estensione territoriale e si collochi al secondo posto per numero di abitanti nella Regione. Nonostante il versante orientale abbia storicamente un indice di presenza mafiosa inferiore rispetto al resto del territorio regionale, negli ultimi anni la provincia bresciana \u00e8 divenuta sede della \u2018ndrangheta, ormai profondamente radicata. Anche in questo caso, le origini di tale insediamento si riscontrano nel trasferimento di 51 soggiornanti obbligati nel territorio e nell\u2019imponente flusso migratorio del Secondo Dopoguerra. Dagli anni \u201970 emerge, altres\u00ec, la presenza di latitanti clandestini, come il caso di Raffaele Cutolo, che si rifugia a Soiano del Lago. Anche in questa circostanza, ad essere preferiti sono comuni di piccole dimensioni, lontani dall\u2019attenzione mediatica e non dotati di presidi militari. La capacit\u00e0 di mimetizzarsi in luoghi diversi da quelli di origine consente al clan cutoliano di reinvestire capitali illeciti in diversi settori, tra cui il facchinaggio, i trasporti, le pulizie, l\u2019esercizio abusivo del credito. La pervasivit\u00e0 della criminalit\u00e0 campana include anche la famiglia di Laezza e il clan Fabbrocino di San Giuseppe Vesuviano. A distanza di vent\u2019anni, \u00e8 Desenzano del Garda a divenire meta privilegiata dei clan per la latitanza, come attestato dalla presenza del nipote di Nitto Santapaola, Aldo Ercolano.<\/p>\n<p>Caratteristica della provincia bresciana \u00e8, oggigiorno, la presenza di tutte e quattro le organizzazioni mafiose, sebbene ad essere predominante sia la criminalit\u00e0 calabrese, perfettamente radicata nel tessuto sociale, economico e politico del territorio. Negli ultimi anni, si conferma la presenza ultradecennale della \u2018ndrina Bellocco di Rosarno nella provincia bresciana, con tanto di summit tra gli anziani esponenti di spicco e affiliati della Sacra Corona Unita a supporto della latitanza di Giuseppe Pesce, sempre nel prediletto territorio gardesano.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019operazione \u201c<em>Scarface<\/em>\u201d del 2020, ad ulteriore conferma della presenza \u2018ndranghetista nel bresciano, emerge un\u2019organizzazione attiva sul territorio che, sfruttando il rapporto di amicizia e interesse economico con un esponente di rilievo della \u2018ndrina Barbaro-Papalia di Buccinasco, provvedeva al riciclaggio di denaro in parte attraverso un sistema di acquisto dei ticket delle vincite al lotto e superenalotto. Pertanto, alla luce delle numerose operazioni che hanno riguardato la criminalit\u00e0 mafiosa calabrese, si riscontra un radicamento \u2018ndranghetista che predilige l\u2019investimento di capitale sociale in alcuni settori economici specifici, diversificando i propri interessi sulla base delle differenti zone, per caratteristiche e morfologia territoriale, presenti nel bresciano.<\/p>\n<p>Nella provincia di Brescia, pertanto, si riscontrano maggiormente reati di tipo finanziario, commessi dalle varie organizzazioni criminali, realizzati attraverso societ\u00e0 appositamente costituite o acquisite dove vengono nominate come amministratori le cosiddette \u201cteste di legno\u201d.\u00a0 Ci\u00f2 che emerge, dunque, \u00e8 il crescente connubio tra criminalit\u00e0 organizzata e imprenditoria locale.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la presenza di <strong>altre organizzazioni mafiose<\/strong> nella provincia di Brescia, si denota l\u2019interesse della criminalit\u00e0 mafiosa e stiddara gelese. Dalle operazioni \u201c<em>Extra Fines<\/em>\u201d del 2017 e \u201c<em>Leonessa<\/em>\u201d del 2019, \u00e8 emersa la messa a disposizione della consorteria criminale da parte di imprenditori locali. Questi ultimi infatti avrebbero favorito l\u2019infiltrazione mafiosa nel tessuto economico legale di attivit\u00e0 con le quali riciclare proventi illeciti, operando a favore di tali organizzazioni e alterando la concorrenza di mercato. Infine, si segnala la predisposizione di alcuni gruppi criminali pugliesi, in particolare appartenenti all\u2019area foggiana, nel compiere operazioni in alcune province lombarde, tra le quali quella bresciana. Un dato interessante sembra essere l\u2019assenza di radicamento di questi gruppi criminali provenienti dall\u2019area foggiana i quali effettuano furti eclatanti senza investire risorse finalizzate alla presenza stabile nel territorio.<\/p>\n<p>In merito alla <strong>criminalit\u00e0 straniera<\/strong>, il Rapporto evidenzia una presenza di organizzazioni criminali di origine albanese e nordafricana che operano soprattutto nel traffico internazionale di stupefacenti, nel favoreggiamento dell\u2019immigrazione clandestina e nello sfruttamento della prostituzione e della manodopera. Anche la criminalit\u00e0 cinese risulta essere fortemente radicata nel territorio bresciano soprattutto nel settore dello sfruttamento della prostituzione celato dietro i numerosi centri massaggi. Dal 2010 ad oggi sono stati venti i centri massaggi chiusi dalle forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>In ordine ai <strong>reati spia<\/strong>, l\u2019analisi dei dati restituisce un quadro caratterizzato da un elevato numero di casi di estorsioni e di usura denunciati. Invece, per quanto concerne i <strong>beni confiscati<\/strong>, si riscontra una concentrazione prevalente in quattro aree ben definite: il capoluogo, il confine con la provincia bergamasca, la zona della bassa bresciana e il territorio gardesano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11. La provincia di Mantova<\/strong><\/p>\n<p>Il Rapporto prosegue l\u2019analisi concentrandosi sul territorio mantovano che, negli ultimi anni, rappresenta il fulcro socio economico e un importante snodo di alcune \u2018ndrine radicate da decenni in Emilia Romagna. Infatti, Mantova \u00e8 considerata il prolungamento naturale delle province emiliane. Sebbene non si riscontri la strategia organizzativa tipica dell\u2019organizzazione mafiosa calabrese, riunita intorno alle locali di \u2018ndrangheta per il presidio del territorio, emerge la pervasivit\u00e0 della stessa soprattutto nel mondo dell\u2019attivit\u00e0 di impresa. In questo senso, l\u2019assenza di locali di \u2018ndrangheta consente a pi\u00f9 clan calabresi di condividere il territorio. I primi segnali relativi alla presenza criminale mafiosa emergono negli anni \u201990 con l\u2019insediamento di latitanti nella provincia mantovana o soggiornanti obbligati nei limitrofi comuni emiliani, da cui prende avvio l\u2019espansione verso nord.<\/p>\n<p>L\u2019inchiesta \u201c<em>Pesci<\/em>\u201d, relativa all\u2019espansione della mafia calabrese nel mantovano ad opera del clan Grande Aracri, delinea il <em>modus operandi <\/em>di una struttura mafiosa operativa nel settore degli affari economici e attratta dal guadagno, dal profitto e dalla speculazione. In particolare, vengono segnalate condizioni favorevoli all\u2019insediamento socio-economico \u2018ndranghetista, soprattutto nel campo dell\u2019edilizia, settore fortemente inquinato nel mantovano grazie all\u2019acquisizione di importanti appalti e al frequente utilizzo della violenza a danno degli imprenditori concorrenti. Dalle nuove inchieste giudiziarie emerge, altres\u00ec, un singolare metodo corruttivo in cui \u00e8 lo stesso cittadino, spesso imprenditore, a chiedere alla \u2018ndrangheta di sistemare il nipote, di trovare lavoro al figlio. Dopo aver riportato le risultanze delle pi\u00f9 recenti operazioni svolte nella provincia di Mantova, il Rapporto evidenzia che, nonostante il vitale contrasto alle \u2018ndrine presenti nel territorio, la pressione mafiosa sia ancora molto forte, soprattutto nelle zone di confine con l\u2019Emilia Romagna.<\/p>\n<p>Sebbene la provincia mantovana abbia subito negli anni \u00e8 un radicamento mafioso proveniente dalle vicine province emiliane e originario di Cutro, si nota un interesse crescente anche da parte di <strong>altre organizzazioni criminali<\/strong>, tra cui quella siciliana. Invece, in ordine alla presenza di <strong>organizzazioni<\/strong> <strong>criminali straniere<\/strong>, si registra la presenza di gruppi malavitosi di origine albanese e nordafricana, attivi soprattutto nel traffico di droga.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i cosiddetti <strong>reati spia<\/strong>, i dati fotografano Valori assoluti in linea con quelli regionali, soprattutto per quanto riguarda il traffico di stupefacenti e il riciclaggio. Diversamente da quanto avviene nella Lombardia occidentale, per le estorsioni si nota un incremento del dato mantovano negli ultimi anni. Infine, la tabella dei dati relativi ai <strong>beni confiscati<\/strong> nella provincia di Mantova evidenzia la concentrazione prevalente nella zona Medio Mantovano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12. La provincia di Cremona<\/strong><\/p>\n<p>Come la provincia di Mantova, anche quella di Cremona registra negli ultimi anni \u00e8 una centralit\u00e0 crescente delle \u2018ndrine cutresi anche grazie al prolungamento territoriale della cosca Grande Aracri proveniente dall\u2019Emilia. A segnalare l\u2019insediamento di clan mafiosi negli anni \u201990 nel territorio sono l\u2019arresto di latitanti presenti nella provincia, l\u2019esecuzione di omicidi di matrice mafiosa, nonch\u00e9 episodi di estorsione riconducibili a esponenti \u2018ndranghetisti. Negli stessi anni si verifica una guerra di mafia che vede contrapposte la cosca Grande Aracri \u2013 Dragone e le \u2018ndrine Ruggiero e Vasapollo per l\u2019ottenimento dell\u2019egemonia in alcuni territori del crotonese e delle propaggini delle cosche in alcune zone del Nord Italia, soprattutto nelle province di Reggio Emilia, Mantova e Cremona.<\/p>\n<p>A partire dagli anni Duemila, invece, la presenza \u2018ndranghetista riguarda soprattutto i clan crotonesi, in particolare quello riconducibile a Nicolino Grande Aracri e al suo referente cremasco Francesco Lamanna. Aldil\u00e0 degli investimenti della \u2018ndrangheta e delle attivit\u00e0 criminali incentrate su traffico di stupefacenti, estorsioni, usura e controllo di filiere legate all\u2019edilizia, il Rapporto osserva un ricambio generazionale in atto, alla luce dei numerosi arresti, che garantisce all\u2019organizzazione criminale di mantenere saldo il controllo del territorio. Inoltre, risulta essere centrale l\u2019apporto fornito alla criminalit\u00e0 organizzata di stampo mafioso da rappresentanti professionisti dell\u2019area grigia i quali vengono visti come benefattori dai concittadini. Negli ultimi anni viene segnalata, altres\u00ec, la presenza di alcuni clan di Cosa nostra.<\/p>\n<p>Il Rapporto, focalizzandosi sul <strong>traffico dei rifiuti<\/strong>, precisa come dal 2017 si verifichino numerosi casi incendiari di depositi di stoccaggio rifiuti, alcuni di notevoli dimensioni. Le indagini avviate dalle forze dell\u2019ordine nel 2016 hanno dimostrato l\u2019esistenza di un traffico di ingenti quantitativi di rifiuti che, mediante la compilazione di documentazione falsa, venivano illecitamente smaltiti sotto la falsa veste di prodotti <em>end-of-waste<\/em>, ossia derivanti dal processo di recupero di rifiuti, transitando da un impianto mantovano verso due siti ubicati nelle province di Brescia e Cremona. Inoltre, con l\u2019inchiesta \u201c<em>Metal Empire<\/em>\u201d del 2020 il settore dei rifiuti ha acquisito un carattere di transnazionalit\u00e0. Infatti \u00e8 stata scopata un\u2019associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, frode fiscale, riciclaggio, trasferimento fraudolento di denaro e falsa movimentazione di rifiuti tra la Croazia, l\u2019Ungheria e la Lombardia.<\/p>\n<p>In merito alla presenza della <strong>criminalit\u00e0 organizzata di matrice straniera<\/strong>, quest\u2019ultima \u00e8 maggiormente radicata nella parte settentrionale del territorio orientale regionale. Pertanto, si riscontra la presenza di clan di origine albanese e nordafricana, attivi soprattutto nel business degli stupefacenti e dell\u2019immigrazione clandestina connessa alla tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento della prostituzione.<\/p>\n<p>Infine, nell\u2019ambito dell\u2019analisi dei <strong>reati spia<\/strong>, ci\u00f2 che emerge \u00e8, da un lato, la quasi nullit\u00e0 dei casi di denuncia di usura negli ultimi quattro anni, e dall\u2019altro l\u2019aumento dei valori numerici riferiti al riciclaggio. In merito a quest\u2019ultimo, l\u2019analisi dei valori per 100.000 abitanti, evidenzia come nella provincia di Cremona si registri un dato pari a quasi il doppio dell\u2019intera area occidentale della regione. Per quanto concerne i <strong>beni confiscati<\/strong>, invece, questi si concentrano nell\u2019area settentrionale del Cremasco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I beni confiscati<\/strong><\/p>\n<p>Prima di avviarsi alle conclusioni, il Rapporto in esame realizza un <strong>focus tematico sulla geografia dei beni confiscati in Lombardia<\/strong>. Ebbene, il Monitoraggio eseguito consente di affermare che, ad oggi, gli immobili e le aziende in gestione e gi\u00e0 destinate in Lombardia ammontano a 3607. Tale numero \u2013 in continua crescita \u2013 dimostra come la regione sia tra le pi\u00f9 ambite al Nord Italia dalle organizzazioni criminali. I dati forniti dall\u2019Agenzia Nazionale per l\u2019amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC) offrono informazioni rilevanti in materia di distribuzione geografica, tipologia e settori di investimento delle aziende e degli immobili confiscati e sequestrati. Per quanto riguarda la distribuzione geografica emerge come la maggior parte degli immobili si trovi nelle zone di confine delle province lombarde o nei centri urbani.<\/p>\n<p>Si nota come, esclusa la provincia di Milano \u2013 dotata del numero pi\u00f9 alto di beni confiscati (1708) \u2013 la maggior parte dei beni si trovi nella provincia di Monza Brianza, e in particolare nei comuni di Desio, Seregno e Giussano. Questi ultimi formano una fascia che, da nord est di Milano, si estende lungo la provincia. Nella provincia di Varese si pu\u00f2 notare un\u2019importante distribuzione di beni al confine con la provincia di Milano e in prossimit\u00e0 del confine piemontese o di quello elvetico. Altre zone di confine della regione interessate da una forte presenza di immobili confiscati sono quelle sudorientali di Mantova e Cremona. In ordine, invece, alla tipologia degli immobili e delle aziende in gestione e destinati, immobili in gestione e immobili destinati non si discostano molto poich\u00e9 consistono principalmente in appartamenti in condomini, box, garage, autorimesse, posti auto e terreni agricoli. Per quanto concerne le aziende in gestione si assiste ad un numero cospicuo nel settore delle attivit\u00e0 immobiliari, di noleggio, di informatica, ricerca e servizi alle imprese a cui seguono il settore delle costruzioni e del commercio all\u2019ingrosso e al dettaglio, di riparazione veicoli, beni personali, a casa.<\/p>\n<p>Invece, il settore delle aziende destinate vede al primo posto il settore delle costruzioni, seguito dal commercio ingrosso-dettaglio, riparazione veicoli, beni personali, casa e attivit\u00e0 immobiliari, noleggio, informatica, ricerca e servizi all\u2019imprese. Ci\u00f2 che si evince \u00e8 una propensione delle organizzazioni mafiose verso attivit\u00e0 a basso livello tecnologico e ad alta presenza di unit\u00e0 produttive di piccola scala. In conclusione, alla luce delle tabelle riportate dal Rapporto, emerge la volont\u00e0 delle organizzazioni criminali di stampo mafioso di investire in determinati settori spinte dalla volont\u00e0 di controllare il territorio e costruirvi consenso, con un maggiore radicamento nei piccoli e piccolissimi comuni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Da ultimo, il Rapporto trae le <strong>conclusioni<\/strong> del lavoro svolto e dei dati raccolti esplicitando quattro questioni. Innanzitutto, risalta la forza rigenerativa dei clan. Infatti, la resilienza che li caratterizza, consente alle strutture e agli interessi mafiosi di rimodellarsi continuamente e adattarsi alle pressioni e alle opportunit\u00e0 locali. Permane la presenza sociale e il controllo territoriale mediante il ricorso ad una violenza di bassa intensit\u00e0 che genera alti livelli di omert\u00e0 e intimidazione.<\/p>\n<p>In secondo luogo, colpisce la capillarit\u00e0 della presenza mafiosa sul territorio \u2013 come attestato dalla geografia dei beni confiscati \u2013 e dal tessuto relazionale stabilito tra le varie \u2018ndrine e locali diversamente dislocate. Ed \u00e8 questa stessa capillarit\u00e0 a diventare un fattore di resistenza e resilienza delle organizzazioni mafiose, a garanzia di una elevata flessibilit\u00e0 operativa. \u00c8 necessario, altres\u00ec, prendere atto dell\u2019ampiezza del mercato degli stupefacenti, principale attivit\u00e0 criminale che governa il territorio lombardo.<\/p>\n<p>Infine, \u00e8 opportuno sottolineare l\u2019essenziale attivit\u00e0 di contrasto istituzionale e civile portata avanti. Ci\u00f2 si evince dal numero dei beni confiscati, dalle attivit\u00e0 di bonifica di situazioni compromesse, come il celebre \u201cboschetto\u201d di Rogoredo a Milano, dallo spostamento dei clan pi\u00f9 potenti per sfuggire alle attivit\u00e0 di contrasto e al confronto con la popolazione civile del territorio. \u00c8 proprio su questi quattro punti che il Rapporto auspica l\u2019avvio di riflessioni e di superiori livelli di comprensione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(a cura di <strong>Cristina Romeo<\/strong>,<br \/>\nMaster APC dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa )<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa. Il Rapporto relativo al Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia offre una panoramica delle principali evoluzioni del fenomeno mafioso in tutte le province lombarde&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/monitoraggio-della-presenza-mafiosa-in-lombardia-rapporto-dellosservatorio-sulla-criminalita-organizzata-delluniversita-degli-studi-di-milano-2022\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia &#8211; Rapporto dell&#8217;Osservatorio CROSS dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano (2022)<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":207,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"class_list":["post-52174","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia - Rapporto dell&#039;Osservatorio CROSS dell&#039;Universit\u00e0 degli Studi di Milano (2022) - Staging Avviso Pubblico<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"noindex, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia - Rapporto dell&#039;Osservatorio CROSS dell&#039;Universit\u00e0 degli Studi di Milano (2022) - Staging Avviso Pubblico\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Premessa. Il Rapporto relativo al Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia offre una panoramica delle principali evoluzioni del fenomeno mafioso in tutte le province lombarde&nbsp;[&hellip;]Leggi tutto Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia &#8211; Rapporto dell&#8217;Osservatorio CROSS dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano (2022) &rarr;\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/monitoraggio-della-presenza-mafiosa-in-lombardia-rapporto-dellosservatorio-sulla-criminalita-organizzata-delluniversita-degli-studi-di-milano-2022\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Staging Avviso Pubblico\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"41 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/monitoraggio-della-presenza-mafiosa-in-lombardia-rapporto-dellosservatorio-sulla-criminalita-organizzata-delluniversita-degli-studi-di-milano-2022\/\",\"url\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/monitoraggio-della-presenza-mafiosa-in-lombardia-rapporto-dellosservatorio-sulla-criminalita-organizzata-delluniversita-degli-studi-di-milano-2022\/\",\"name\":\"Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia - Rapporto dell'Osservatorio CROSS dell'Universit\u00e0 degli Studi di Milano (2022) - Staging Avviso Pubblico\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/#website\"},\"datePublished\":\"2023-01-16T17:26:05+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/monitoraggio-della-presenza-mafiosa-in-lombardia-rapporto-dellosservatorio-sulla-criminalita-organizzata-delluniversita-degli-studi-di-milano-2022\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/monitoraggio-della-presenza-mafiosa-in-lombardia-rapporto-dellosservatorio-sulla-criminalita-organizzata-delluniversita-degli-studi-di-milano-2022\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/monitoraggio-della-presenza-mafiosa-in-lombardia-rapporto-dellosservatorio-sulla-criminalita-organizzata-delluniversita-degli-studi-di-milano-2022\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia &#8211; Rapporto dell&#8217;Osservatorio CROSS dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano (2022)\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/#website\",\"url\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/\",\"name\":\"Staging Avviso Pubblico\",\"description\":\"\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/#organization\",\"name\":\"Staging Avviso Pubblico\",\"url\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/logoAPsito-400.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/logoAPsito-400.png\",\"width\":400,\"height\":97,\"caption\":\"Staging Avviso Pubblico\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/#\/schema\/logo\/image\/\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia - Rapporto dell'Osservatorio CROSS dell'Universit\u00e0 degli Studi di Milano (2022) - Staging Avviso Pubblico","robots":{"index":"noindex","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia - Rapporto dell'Osservatorio CROSS dell'Universit\u00e0 degli Studi di Milano (2022) - Staging Avviso Pubblico","og_description":"Premessa. Il Rapporto relativo al Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia offre una panoramica delle principali evoluzioni del fenomeno mafioso in tutte le province lombarde&nbsp;[&hellip;]Leggi tutto Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia &#8211; Rapporto dell&#8217;Osservatorio CROSS dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano (2022) &rarr;","og_url":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/monitoraggio-della-presenza-mafiosa-in-lombardia-rapporto-dellosservatorio-sulla-criminalita-organizzata-delluniversita-degli-studi-di-milano-2022\/","og_site_name":"Staging Avviso Pubblico","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Tempo di lettura stimato":"41 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/monitoraggio-della-presenza-mafiosa-in-lombardia-rapporto-dellosservatorio-sulla-criminalita-organizzata-delluniversita-degli-studi-di-milano-2022\/","url":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/monitoraggio-della-presenza-mafiosa-in-lombardia-rapporto-dellosservatorio-sulla-criminalita-organizzata-delluniversita-degli-studi-di-milano-2022\/","name":"Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia - Rapporto dell'Osservatorio CROSS dell'Universit\u00e0 degli Studi di Milano (2022) - Staging Avviso Pubblico","isPartOf":{"@id":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/#website"},"datePublished":"2023-01-16T17:26:05+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/monitoraggio-della-presenza-mafiosa-in-lombardia-rapporto-dellosservatorio-sulla-criminalita-organizzata-delluniversita-degli-studi-di-milano-2022\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/monitoraggio-della-presenza-mafiosa-in-lombardia-rapporto-dellosservatorio-sulla-criminalita-organizzata-delluniversita-degli-studi-di-milano-2022\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/home\/cosa-facciamo\/informare\/documenti-tematici\/mafie\/monitoraggio-della-presenza-mafiosa-in-lombardia-rapporto-dellosservatorio-sulla-criminalita-organizzata-delluniversita-degli-studi-di-milano-2022\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia &#8211; Rapporto dell&#8217;Osservatorio CROSS dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano (2022)"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/#website","url":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/","name":"Staging Avviso Pubblico","description":"","publisher":{"@id":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/#organization","name":"Staging Avviso Pubblico","url":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/logoAPsito-400.png","contentUrl":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/logoAPsito-400.png","width":400,"height":97,"caption":"Staging Avviso Pubblico"},"image":{"@id":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/#\/schema\/logo\/image\/"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/52174","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52174"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/52174\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/welaikaadv.site\/avviso\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}