Via Santa Maria 35

Via Santa Maria  
35, 
Pont-Canavese, 
Torino

Storia del Bene

Il bene era intestato a G.I. G.I., arrestato nel corso dell’operazione Minotauro nel 2011, è stato considerato nel primo grado del processo di rito abbreviato come esponente del Locale di ‘ndrangheta di Cuorgné e affiliato all’organizzazione almeno dal 2007.

Secondo i giudici era figura di collegamento tra compagine criminale mafiosa e politica e ha svolto il ruolo di supervisore delle attività del nipote B.A.I., capo del Locale di Cuorgné. È stato assessore al Comune di Cuorgné e consigliere provinciale.

Grazie a lui l’associazione riusciva ad accaparrarsi appalti nel Canavese, in particolare a Volpiano, Leinì e Rivarolo. Gestiva inoltre il flusso di voti della cosiddetta “rete dei calabresi” verso i candidati prescelti: ad esempio in occasione delle elezioni europee del giugno 2009 ha contribuito a organizzare un incontro al Bar Italia di Torino, sede provinciale dell’organizzazione, per sostenere la campagna elettorale dell’allora sindaco di Rivarolo Fabrizio Bertot, non indagato.

Nel 2012, di conseguenza, veniva condannato in primo grado a 7 anni e 4 mesi di reclusione dal Tribunale di Torino per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso (416bis) e scambio elettorato politico mafioso (416ter). A causa della sua morte pochi mesi dopo, il reato veniva estinto.

Nel 2015 il Tribunale di Torino ha disposto la confisca definitiva del bene tramite misura di prevenzione.

Tipologia e descrizione

Appartamento in condominio composto da cucina e tre stanze più servizi, per un totale di 103 mq e 5 vani.

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